`Santo? Dubito.` Una lettura critica del pontificato di Giovanni Paolo II


– Chiese e Religioni – Spettacolare –
Chiese e religioni – spettacolare
Chi conosce e ama l”America Latina … non può non essere critico verso GP2…
MA tutti, credenti e non, dovrebbero porsi delle domande ed essere critici su alcune scelte della chiesa e le conseguenze che comportano.
Santificare Oscar Romero significherebbe santificare chi difende i poveri e combatte contro le ingiustizie… più facile santificare chi non è mai andato contro i poteri forti e si è contraddistinto ANCHE per la repressione del moviemnto “rivoluzionario-cattolico” rappresentato dalla teologia dela liberazione strngendo le mani ai peggiori dittatori latinoamericani.
Ciao
Fabio

24 aprile 2011 – Iniziativa editoriale di terrelibere.org e Adista

`Santo? Dubito.` Una lettura critica del pontificato di Giovanni Paolo II

On line il nuovo libro elettronico di terrelibere.org a cura della redazione di Adista. Anno per anno, nome per nome, tutti i dati e gli eventi, i fatti e i misfatti, le contraddizioni e le ombre di un pontificato controverso. Tutto quello che non avete mai letto sui media cattolici (e nemmeno su quelli laici), ma che avreste voluto sapere su Karol Wojtyla…

Meno di sei anni per la beatificazione di Karol Wojtyla, infiniti giorni di attesa dal 24 marzo del 1980, giorno dell`assassinio di Oscar Romero, il vescovo di San Salvador che da allora è invocato come San Romero d`America.

Una contraddizione non casuale, perché il “santo subito` ritmato dalla folla nel giorno dei funerali è solo la facciata. La realtà è un lungo processo, culminato proprio con il pontificato di Giovanni Paolo II, che ridimensiona lo spirito del Concilio Vaticano II e fa indietreggiare la Chiesa. Un pontificato che, al di là delle celebrazioni apologetiche dei media, si caratterizza per la repressione della Teologia della liberazione e i controversi rapporti con dittatori, in primis Pinochet, ritratto nella copertina del nostro libro elettronico in una celebre foto; per il sostegno ai Legionari di Cristo e all`Opus Dei, le anime più reazionarie della Chiesa; per la copertura dello scandalo degli abusi sui minori, che esploderà solo con papa Benedetto XVI.

Tutto quello che non avete mai letto sui media cattolici (e nemmeno su quelli laici), ma che avreste voluto sapere su Wojtyla, raccolto in una dettagliata cronologia che inizia nel 1978 e si conclude nel 2005, anno della sua scomparsa. Anno per anno, nome per nome, tutti i dati e gli eventi, i fatti e i misfatti, le contraddizioni e le ombre di un pontificato controverso: «la repressione e l`emarginazione esercitate su teologi, teologhe, religiose e religiosi»; «la tenace opposizione a riconsiderare alcune norme di etica sessuale»; «la dura riconferma del celibato ecclesiastico obbligatorio», «ignorando il concubinato fra il clero di molte regioni e celando, fino a che non è esplosa pubblicamente, la devastante piaga dell`abuso di minori da parte di ecclesiastici».

E ancora «il mancato controllo su manovre torbide in campo finanziario» dell`Istituto Opere di Religione (lo Ior, la banca vaticana) e «la riaffermata indisponibilità» ad aprire un «serio e reale dibattito sulla condizione della donna nella Chiesa». Infine, «l`isolamento ecclesiale e fattuale in cui la diplomazia pontificia e la Santa Sede hanno tenuto mons. Oscar Arnulfo Romero» e «l`improvvida politica di debolezza verso governi – dal Salvador all`Argentina, dal Guatemala al Cile – che in America Latina hanno perseguitato, emarginato e fatto morire laici, uomini e donne, religiosi e religione, sacerdoti e vescovi che coraggiosamente denunciavano le “strutture di peccato` dei regimi politici dominanti».

La versione cartacea su Adista.it

Fu vera santità?, ci si potrebbe chiedere parafrasando il Manzoni alla morte di Napoleone. Il poeta lasciava «ai posteri l’ardua sentenza», dunque alla Storia. Nel caso di Wojtyla, morto il 2 aprile 2005 e beatificato in San Pietro il 1 maggio 2011, i posteri si sono espressi in meno di 6 anni: il processo per la causa di beatificazione è iniziato praticamente subito dopo la morte di Giovanni Paolo II – sull’onda di quel «santo subito!» ritmato dalla folla ai suoi funerali – e per dispensa pontificia, dato che la normativa vigente prevede che non si dia avvio ad esso prima di cinque anni dal decesso.

Anteprima delle prime pagine

Lo scorso 19 dicembre, papa Benedetto già autorizzava la promulgazione del Decreto sull’eroicità delle virtù. L’11 gennaio di quest’anno la Congregazione per la Causa dei Santi emetteva unanime sentenza affermativa, ritenendo miracolosa la guarigione dal Parkinson di suor Marie Pierre Simon, che aveva fortemente invocato il defunto papa.

Indiscutibile?

Il processo canonico, ha detto il 25 febbraio scorso mons. Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione, è stato una «conferma della totale trasparenza della sua vita come uomo e come sacerdote», una «conferma certa della fonte della sua coerenza, energia, entusiasmo, profondità e naturalezza».

Ma non è convinzione unanime che la vita di Wojtyla costituisca un esempio da seguire per un cristiano che voglia “vivere il Vangelo”. Basti pensare a quell’Appello alla chiarezza firmato nel dicembre 2005 da teologi di diverse nazionalità che elencava alcuni «punti» da valutare «criticamente» nel processo di beatificazione di Giovanni Paolo II (accanto agli aspetti positivi del suo pontificato, quali «l’impegno per la pace o il tentativo di ammettere le colpe storiche dei figli e figlie della Chiesa nel passato»).

Tra questi, «la repressione e l’emarginazione esercitate su teologi, teologhe, religiose e religiosi»; «la tenace opposizione a riconsiderare – alla luce del Vangelo, delle scienze e della storia – alcune norme di etica sessuale»; «la dura riconferma del celibato ecclesiastico obbligatorio», «ignorando il concubinato fra il clero di molte regioni e celando, fino a che non è esplosa pubblicamente, la devastante piaga dell’abuso di minori da parte di ecclesiastici».

Le strutture di peccato

E ancora «il mancato controllo su manovre torbide in campo finanziario» dell’Istituto Opere di Religione (IOR, la banca vaticana); «la riaffermata indisponibilità» ad aprire un «serio e reale dibattito sulla condizione della donna nella Chiesa»; «il rinvio continuo dell’attuazione dei principi di collegialità nel governo della Chiesa romana», malgrado le delibere del Concilio Vaticano II».

Infine, «l’isolamento ecclesiale e fattuale in cui la diplomazia pontificia e la Santa Sede hanno tenuto mons. Oscar Arnulfo Romero» e «l’improvvida politica di debolezza verso governi – dal Salvador all’Argentina, dal Guatemala al Cile – che in America Latina hanno perseguitato, emarginato e fatto morire laici, uomini e donne, religiosi e religione, sacerdoti e vescovi che coraggiosamente denunciavano le “strutture di peccato” dei regimi politici dominanti».

Ognuno di questi punti è stato documentato da Adista – «anno per anno, nome per nome…», scrivevamo – nel numero 76 del 2003, pubblicato in occasione dei 25 anni di pontificato di Giovanni Paolo II. Perché la voce della storia non vada perduta nel frastuono delle celebrazioni incensanti del 1° maggio, abbiamo scelto di replicare quella raccolta di eventi che iniziano nel 1978, aggiornandola al 2 aprile 2005, momento della scomparsa, e accompagnandola con alcuni approfondimenti. Uno strumento di riflessione e memoria, oltre che una voce critica.

Per approfondire:

1.  Adista

2. La scheda del libro su Terrelibere.org

3. Il tag “chiesa` su terrelibere.org

 

 

grazie

amnesty: 22/6 sit in a milano per troy davis

troy davis.jpg

Milano: sit in per Troy Davis

La Circoscrizione Lombardia organizza un sit in per Troy Davis, contro la pena di morte.
 
Troy Davis si trova nel braccio della morte fin dal 1991 per l’omicidio di un agente di polizia avvenuto nel 1989 a Savannah, Georgia (USA).
Non c’è un corpo del reato che lo colleghi al crimine e, dei nove testimoni oculari, sette hanno ritrattato le loro dichiarazioni e si sono contraddetti. Degli altri due, uno è l’altro sospettato (il quale ha consegnato Davis) e l’altro è sicuro solo del colore della maglietta.
Una determinante udienza probatoria avrà luogo mercoledì 23 giugno.

Il 22 giugno è il giorno di mobilitazione globale per Troy Davis. Unisciti a noi in un sit-in, firma l’appello e sostieni l’azione di Amnesty International contro la pena di morte. Troy Davis non può aspettare ancora!

Martedì 22 giugno alle ore 18.00
Largo Donegani

Per informazioni: www.amnestylombardia.it  

grazie