OMOCAUSTO – LO STERMINIO DIMENTICATO DEGLI OMOSESSUALI



Centro per la Pace “E. Balducci”
in collaborazione con Gruppo “Narciso e Boccadoro”
grazie ad Arcigay – Memoria

vi invitano a visitare

OMOCAUSTO
Lo sterminio dimenticato degli omosessuali

Mostra fotografico-documentaria sulla persecuzione nazifascista di uomini e donne omosessuali

26 GENNAIO – 8 FEBBRAIO
presso il Salone Comunale della Residenza Municipale di Cesena

tel 0547 21842 fax 0547 363598



http://www.centropacecesena.it
ciao

La pedagogia della shoah

La pedagogia della Shoah – Laura Tussi

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Moni Ovadia sostiene che l’antisemitismo prevede un nemico non per posizione, ma per definizione, ossia un nemico ontologico, per essenza umana e per pensiero altro, nella concezione del nazismo che è senza precedenti nelle altre dittature.

La Shoah diviene oggetto di fiction televisive e cinematografiche; è indagata e trattata in innumerevoli opere narrative; viene analizzata nel tentativo di enucleare concettualmente e razionalmente il suo mistero che resta indecifrabile. È accaduto, nella vicenda storica dell’umanità, un evento mostruoso, enorme, non solo per la quantità delle vittime, ma anche per il numero di colpevoli, di complici sottomessi e obbedienti, di indifferenti ottenebrati, obnubilati e alienati dal sistema del terrore nazista. L’esigenza spasmodica di comprendere conduce dalla storia alla microstoria, degenerando persino nella pornografia della Shoah, nella morbosità dell’incesto storico, di fantasie maniacali fino al recondito delle fosse comuni e delle camere a gas, nel fetore nauseabondo del male, nel gusto del proibito, nell’umiliazione dei corpi nudi. Una pornografia della Shoah che alimenta una distanza abissale rispetto alla sobrietà del racconto di Primo Levi, elaborato come faticosa conquista e riflessione pacata e cogente di razionalità, trattenuta come lucida e disincantata e sobria forma di pudore, che è monito attivo e militante, fra memoria delle atrocità del passato e insensibilità per la xenofobia contemporanea.

La lezione della storia deve sempre tradursi in un interrogativo attuale che si ponga domande sulla nostra disponibilità a sopportare nuovamente la discriminazione e l’esclusione del diverso, prima ridotto a ospite ingrato ed indesiderato e poi destinato all’eliminazione.

La pedagogia della Shoah rappresenta uno strumento prezioso che deve adeguarsi alla novità del contesto multietnico, suscitando interrogativi, nel promuovere comportamenti, inducendo sempre a mettersi nei panni dell’altro. Altrimenti i propositi didattici e culturali di immedesimazione nella tragedia ebraica possono risultare controproducenti.

La didattica della storia ha stabilito una giornata della memoria in cui questo tema viene trattato nelle scuole, cercando di evitare il rischio dell’ostentazione della celebrazione.

Una soluzione all’errore della retorica dell’Olocausto è l’insegnamento da parte dei testimoni in percorsi didattici che prevedano la narrazione autobiografica. L’importanza della memoria di vita e dell’autonarrazione risulta compresa in un approccio didattico di pedagogia narrativa finalizzata a reagire all’alienazione del razzismo e della xenofobia. La Shoah sembra incomprensibile e si sono addotte spiegazioni economiciste, psicologiste che si fermano ad un punto, oltre il quale subentra il demoniaco, il diabolico, la barbarie.

Attraverso la pedagogia dell’internamento si comprendono fenomeni di espropriazione, alienazione e violenza, dove il campo di sterminio diventa un laboratorio pedagogico per “costruire soggetti distrutti”, quale ossimoro e contraddizione da cui nasce un’antropologia dove si costruisce un setting pedagogico, in cui si sviluppano pratiche di contrasto, in una pedagogia della resistenza minimale e infinitesimale. Adorno sostiene che “dopo Auschwitz non è più possibile scrivere poesie”, dove invece occorre rimemorare, fare memoria, ripresentificare il tempo nel diritto all’ascolto dei testimoni, con il dovere di capire, di ricordare e chiedere continuamente il perché.

Primo Levi nell’opera “I sommersi e i salvati” evidenzia l’importanza attuale e contemporanea della testimonianza, con la narrazione che diviene riscatto della propria individualità.

L’Associazione Nazionale Ex Deportati ANED ha intrapreso una ricerca sulla deportazione femminile, sulle donne deportate, più deboli e per questo più restie a testimoniare e a raccontarsi, dove, secondo Levinas, il nazismo si è avventato contro “il volto dell’altro”.

I testimoni e gli insegnanti sono in rapporto con la comunità educante per la trasmissione di memoria storica fra le generazioni. La scuola è al centro della comunità educante attraverso la memoria della testimonianza che rappresenta il filo rosso educativo che unisce i vari enti di attività culturale e di ricerca.

La scuola è una comunità di ricerca volta a mantenere attuali i valori costituzionali. Nel 1996 il ministro dell’istruzione inserisce la storia contemporanea nell’ultimo anno delle scuole superiori, dove si ripresenta la difficoltà di coniugare la memoria individuale e collettiva e l’impegno per gli insegnanti nel dialogo tra generazioni. Dalle riflessioni di Moni Ovadia, esponente e cultore della tradizione ebraica Yddish, nei suoi discorsi in teatro e in pubblico, si evince che la forma di resistenza più straziante e lancinante concepibile dalla mente umana si rivela tramite il mezzo sublime della follia creativa, della creatività artistica, nella pedagogia della resistenza, per la salvezza e sopravvivenza della dignità umana, contro la barbarie e la violenza, perché il carnefice non potrà mai reprimere la dimensione umana individuale e lo spirito creativo. Infatti nella simbologia del popolo ebraico risulta presente il senso del dio vivente in ogni creatura, concetto opposto rispetto ai canoni nazisti che propongono simboli di morte e tenebre, nell’oscurantismo della ragione, mettendo al bando le opere culturali. Nella retorica di regime sussiste una crudele dicotomia tra vita e morte, cultura e ignoranza, tenebre e luce, vitalità e annientamento, differenza e omologazione.

Un’interpretazione biblica cita che se non ci fosse la dimenticanza, l’uomo penserebbe ossessivamente alla propria morte, nella scelta traumatica tra memoria e oblio. Nel capitolo terzo del Qoelet si dice che vi è tempo per fare memoria e tempo per astenersi dal ricordo, dove il momento dell’oblio può mettere in discussione il passato.

A livello sociale, si giunge all’esigenza di smemoratezza, occultando le fonti storiche e riabilitando i colpevoli. Attualmente sussiste un mare magnum di stimoli, informazioni, notizie, attraverso i mezzi informatici, i musei, gli archivi, i media, per cui siamo immersi nei ricordi, ma in poca memoria e scarsa capacità e strategia selettrice, dove subentra mancanza di riflessione critica rispetto alla confusione. Le distorsioni della memoria comportano l’imbarbarimento generale nelle relazioni interpersonali, nel conflitto etnico e nella pretesa purezza della superiorità razziale, nel conflitto di civiltà dopo il fatidico 11 settembre, come “profezia che si autodetermina”, nell’oblio che predica la xenofobia, dimenticando quando gli stranieri, gli extracomunitari e i dannati della terra eravamo noi.

Laura Tussi, docente, scrittrice e giornalista.

AMNESTY E IL GIORNO DELLA MEMORIA

COMUNICATO STAMPA   
CS008-2010

DICHIARAZIONE DI CHRISTINE WEISE, PRESIDENTE DELLA SEZIONE ITALIANA DI
AMNESTY INTERNATIONAL, IN OCCASIONE DEL GIORNO DELLA MEMORIA 2010

In occasione del 65° anniversario dell’apertura dei cancelli del campo di
sterminio di Auschwitz, il 27 gennaio 1945, riconosciuto come Giorno della
Memoria, Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty
International, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

‘Tenere viva la memoria di quel terribile crimine che fu la Shoah e’
importante per costruire un mondo migliore, un mondo che respinga per
sempre la discriminazione, le torture e ogni forma di schiavitu’. Un mondo
in cui, fin da piccoli, bambine e bambini imparino a vedere in ogni
persona innanzitutto l’essere umano, portatore di una dignita’ innata e
titolare dei diritti universali.  Un mondo in cui sempre piu’ persone
abbiano la lucidita’ di riconoscere e il coraggio di contrastare, fin dai
primi sintomi, le violazioni dei diritti e la negazione dell’umanita’
altrui.’

‘Proprio il ricordo della Shoah e la volonta’ di impedire per sempre il
ripetersi di simili tragedie, sono stati il motivo per cui l’Assemblea
generale delle Nazioni Unite approvo’, nel 1948, la Dichiarazione
universale dei diritti umani. Difendere i diritti umani vuol dire aiutare
a costruire un mondo in cui il ripetersi della Shoah non sia possibile,
mai piu’.’

Ulteriori informazioni
In occasione del Giorno della Memoria, Amnesty International propone a
docenti ed educatori due itinerari didattici e una
bibliografia-filmografia essenziale, per discutere della Shoah con ragazzi
e ragazze delle scuole secondarie.

Maggiori informazioni sulle iniziative educative sono disponibili
all’indirizzo: www.amnesty.it/educazione

FINE DEL COMUNICATO 
Roma, 26 gennaio 2010

SCRITTE NEGAZIONISTE SUL MURO DEL MUSEO DI VIA TASSO


Museo Storico della Liberazione

Nella notte dal 26 al 27 gennaio, alle ore 2 , sul muro di via Tasso
adiacente il Museo storico della Liberazione , è stata tracciata la
scritta “Olocausto = propaganda sionista”. Non è una novità. Già il 24
gennaio 2008 scrissero “Himmler eroe”. Via Tasso viene individuata per
il suo valore simbolico, ma viene attaccata anche per il lavoro in
profondità che il Museo svolge, soprattutto tra i giovani (13.000
visite l’anno di scuole e gruppi). Non abbiamo ceduto di fronte alla
bomba del 1999, non ci lasceremo intimidire dalle scritte. Ma abbiamo
bisogno della solidarietà, sia delle istituzioni, sia dei cittadini,
sia delle articolazioni della società civile. Passate a firmare il
registro nell’ atrio del Museo.
htpp://www.viatasso.eu

29/1 FIRENZE – ITALIENI (L’ITALIA VISTA DAI NUOVI ITALIANI)

ITALIENI. L’ITALIA VISTA DAI NUOVI ITALIANI

Tipo:
Rete:
Globale
Data:
venerdì 29 gennaio 2010
Ora:
18.30 – 20.30
Luogo:
Libreria Cafè La Citè – Borgo San Frediano 20r, Firenze

Descrizione

Quarto appuntamento per l’aperitivo letterario a tema, organizzato da COSPE in collaborazione con la rivista Internazionale.
Ospiti della serata: lo scrittore Tahar Lamri e la docente universitaria Nora Moll, modera Francesca Sibani, della redazione di Internazionale. Reading a cura di Daniele Bacci e musiche a cura di Eugenio Milazzo.

La serata sarà inoltre l’occasione per festeggiare i 20 anni della letteratura migrante in Italia con letture di brani da autori quali:
Pap Khouma – Gezim Hajdari – Mihai M. Butcovan – Christiana de Caldas Brito – Milton Fernàndez – Barbara Pumhoesel – Cristina Ali Farah

il giorno della memoria

Il giorno della memoria

Ai membri di Archivio dei diari

Antonella Brandizzi 26 gennaio alle ore 23.22 Rispondi
” in lontananza si vide un piccolo paese e si sperava che era una meta per noi italiani. ma purtroppo si vide la colonna proseguire. noi invece alle ultime case ci fermammo un po’, ma poco perchè sapevamo che sarebbero arrivati quei artiglieri ma riparatosi sotto ad un porticato guardavamo lo sforzo e la fatica che facevano i tedeschi per portare con loro i loro mezzi o che erano con loro o si trovavano in quel paese degli uomini con una stella gialla, segno di ebreo, e li costrigevano ad aitare a spingere i mezzi o a far sforzi sulle ruote per farle muovere immersi nel fango e se notavano che non collaboravano erano cinghiate o calci con il fucile, la più orribile per noi quando un atoblindo avevano messo delle cose di paglia intrecciate per far scorrere di più le ruote, ma purtroppo non riusciva muoversi. un tedesco si avvicinò a questo ebreo gli levo vari indumenti e li getto sotto le ruote, ed il mezzo incominciò a spostarsi un po’, ma quella persona cercò di raggiungere i propri abiti per prenderli proprio quando il mezzo si muoveva e cadde vicino alle ruote. loro anno visto che se proseguivano schiacciavano la persona ma non si fermarono cosi l’uomo schiacciato delle ruote immerso nel fango con grida disperate, ma loro non lo guardarono pensavano solo al loro mezzo, e quando degli stessi ebrei corsero per ai[u]tarlo o vedere come era ridotto, riuscirono solo [a] levarlo dal fango e portarlo quasi senza vita al lato della strada, e subito due ergumini tedeschi frustandoli li costrinsero a ritornare ai propri posti per spingere i mezzi.”

Dall’autobiografia “La mia guerra” di Attilio Corengia (Premio Pieve anno 1997)

nl di sipreonline


Cari Colleghi,

Sabato 6 febbraio 2010, alle ore 11, 30, presso il Centro SIPRe di Roma (Via Appia Nuova, 96), si terrà la presentazione del libro di Fabio VanniGiovani in Pronto Soccorso“, Franco Angeli Editore, 2009.

Discuteranno con l’autore:
Massimo De Simone – Primario Pronto Soccorso S. Eugenio;
Roberto De Santis – Psicoanalista – SIPRe;
Vella Bruno – Direzione Strategica Azienda Usl Roma C;
Daniela De Robertis – Filosofo, Psicoanalista – SIPRe;
Daniela Galardi – Psicoanalista – SIPRe.

Sostare al Pronto Soccorso di alcune città dell’occidente del mondo, fermarsi al triage, in sala d’attesa, in ambulatorio, permette di osservare il mondo giovanile in una cornice particolare: approdano a questo ‘nuovo porto urbano’ ragazzi coinvolti in incidenti, atti autolesivi, tentativi di suicidio, ragazze che portano somatizzazioni, ma anche giovani presi in piccole discontinuità evolutive, opacità relazionali, bisogni d’interlocuzioni adulte recettive e feconde.
Mettere al centro la complessità del soggetto adolescente e provare ad integrare quindi la cultura medico-sanitaria con quella psicologica consente di restituire al giovane interlocutore, e a chi lo accompagna, il senso della sua domanda di cura. Una domanda che mette sempre in primo piano il corpo ma che richiede una lettura che lo integri con l’anima.

Info: 06.77203661 centrodiroma@sipreonline.it

Guarda la locandina


Sabato 13 Febbraio 2010 a Roma, presso il Centro di Formazione Polo Didattico in P.zza Oderico da Pordenone 3, si terrà un “Incontro/Confronto” con Antonello Correale sul tema ” PSICOSI E CAMPO ISTITUZIONALE: LA VIVIBILITA’ POSSIBILE DEL MONDO“.

Il contatto con la sofferenza spesso “indicibile” del paziente psicotico attiva misure “auto-protettive” nell’equipe curante che, sebbene assolutamente comprensibili, finiscono per costituire un fattore che incide fortemente sia sul senso spesso smarrito dell’agire terapeutico quotidiano, sia sui vissuti circolanti nel campo istituzionale stesso. Che cosa è possibile fare? Di quali strumenti attrezzarci per individuare un percorso possibile che ci orienti nella cura? Come aiutarci ad aiutare?

Per info visita il sito


Sabato 6 marzo 2010, a Milano presso l’Hotel Mariott – Via Washington 66, il Centro SIPRe di Milano organizza Incontro con Darlene B. Ehrenberg.

Il tema dell’incontro:
Lo studio dell’interazione consente di gettare uno sguardo nuovo sulla relazione tra paziente e terapeuta, colti nel loro essere e porsi “per come sono e per come possono nella vicenda del legame tra loro”. Abbandonato oramai da tempo lo schema oggettivante che voleva il paziente bisognoso di cura e l’analista dispensatore di rimedio, con l’interesse per l’esplorazione dei fenomeni interattivi tra due persone che si auto e mutuo regolano (Beebe, Lachman), la psicoanalisi trova una via stimolante per tradurre le moderne consapevolezze epistemologiche in una prassi.
Darlene B. Ehrenberg mette a fuoco una chiara distinzione epistemica tra teoria della tecnica analitica, che ha le sue radici nell’agire conscio e intenzionale del terapeuta, e teoria dell’azione terapeutica, che si fonda sull’interazione comunicativa, affettiva, partecipativa nella coppia analitica. Con straordinaria sensibilità clinica e umana, mostra le potenzialità cliniche di un lavoro analitico che elegge l’interazione e la sua analisi a metodo di cura.

Per info Guarda il sito


Venerdì 26 febbraio 2010, ore 19.30, presso il Centro SIPRe di Milano, Via Carlo Botta 25, si terrà la presentazione della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad indirizzo Psicoanalisi della Relazione SIPRe.
Interverranno:
Romina Coin
Direttore Istituto SIPRe di Milano

Michele Minolli
Docente e supervisore SIPRe

ingresso libero

 

www.sipreonline.it

 

grazie