EGITTO: MANIFESTANTI COSTRETTE A FARE IL ‘TEST DI VERGINITA’’

COMUNICATO STAMPA                                                                                                                                  
CS028-2011

EGITTO: MANIFESTANTI COSTRETTE A FARE IL ‘TEST DI VERGINITA’’

Amnesty International ha chiesto alle autorita’ egiziane di indagare sulle gravi denunce di torture, compreso l’obbligo a sottoporsi a ‘test di verginita’’, inflitte dai militari alle donne che hanno preso parte alle manifestazioni al Cairo.

Il 9 marzo, dopo aver disperso con la violenza una manifestazione in piazza Tahrir, i militari hanno arrestato almeno 18 donne. Queste hanno poi riferito ad Amnesty International di essere state picchiate, sottoposte a scariche elettriche, obbligate a denudarsi mentre i soldati le fotografavano e infine costrette a subire un ‘test di verginita’’, sotto la minaccia di essere incriminate per prostituzione.

Il ‘test di verginita’’ costituisce tortura quando e’ eseguito con la forza o sotto coercizione.

‘Costringere le donne a sottoporsi al ‘test di verginita’’ e’ profondamente inaccettabile. Il suo obiettivo e’ degradare le donne in quanto tali. Tutto il personale medico dovrebbe rifiutarsi di prendere parte a questi cosiddetti ‘test’’ – ha dichiarato Amnesty International.

Salwa Husseini, 20 anni, ha raccontato ad Amnesty International di essere stata arrestata e portata al carcere militare di El Heikstep, a nord-est della capitale. E’ stata costretta a togliersi tutti i vestiti ed e’ stata perquisita da una guardiana, in una stanza con due porte e una finestra aperte. Nel frattempo, i soldati entravano nella stanza per scattare foto alla detenuta completamente nuda.

I ‘test di verginita’’ sono stati eseguiti in un’altra stanza da un uomo che indossava una giacca bianca. ‘Quelle trovate non vergini’, secondo la sua espressione, sarebbero state incriminate per prostituzione.

Una donna ha raccontato ad Amnesty International di aver detto che era vergine. Poiche’ il test avrebbe provato il contrario, e’ stata picchiata e sottoposta a scariche elettriche.

‘Le donne e le ragazze devono poter esprimere il loro punto di vista sull’Egitto e protestare contro il governo senza essere arrestate, torturate o sottoposte a trattamenti profondamente degradanti e discriminatori’ – ha affermato Amnesty International.

I soldati hanno continuato a umiliare le donne consentendo ai soldati di guardare e fotografare quello che stava accadendo, con la minaccia implicita di rendere pubbliche le immagini, arrecando alle detenute ulteriore danno.

Rasha Azeb, una giornalista a sua volta arrestata a piazza Tahrir, ha riferito ad Amnesty International di essere stata ammanettata, picchiata e insultata.

Secondo il suo racconto, le 18 manifestanti arrestate sono state inizialmente portate in un locale del Museo del Cairo, dove sono state ammanettate, picchiate con bastoni e tubi di gomma, colpite con l’elettricita’ al petto e alle gambe e chiamate ‘prostitute’.

Rasha Azeb ha potuto ascoltare le urla delle detenute mentre venivano torturate. E’ stata rilasciata diverse ore dopo, insieme a quattro colleghi giornalisti, mentre le altre 17 donne sono state trasferite a El Heikstep.

Altre testimonianze, raccolte dal Centro El Nadeem per la riabilitazione delle vittime della violenza, sono coerenti con quelle di Rasha Azeb e Salwa Husseini.

‘Le autorita’ egiziane devono porre fine a questi trattamenti scioccanti e degradanti nei confronti delle manifestanti. Le donne hanno preso parte in pieno al cambiamento in Egitto e non devono essere punite per il loro attivismo. Alle forze armate e a quelle di sicurezza vanno impartite istruzioni chiare che la tortura e i maltrattamenti, compresi i ‘test di verginita’’ obbligatori, non saranno piu’ tollerati e saranno oggetto di indagini approfondite. I responsabili devono essere portati di fronte alla giustizia e le donne coraggiose che hanno sporto denuncia devono essere protette dalle rappresaglie’ – ha concluso Amnesty International.

Le 17 donne detenute a El Heikstep sono comparse di fronte a un tribunale militare l’11 marzo e rilasciate due giorni dopo. Diverse di esse sono state condannate a un anno di carcere, con la sospensione della pena.

Salwa Hosseini e’ stata giudicata colpevole di condotta disordinata, distruzione di proprieta’ pubblica e privata, ostacolo alla circolazione e possesso di armi.

Amnesty International si oppone allo svolgimento di processi di imputati civili presso le corti marziali egiziane, che hanno una lunga tradizione di processi iniqui e le cui procedure limitano gravemente il diritto d’appello.

FINE DEL COMUNICATO                                                              
Roma, 23 marzo 2011

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

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http://www.amnesty.it/archivio-tutte-news-comunicati.html

 

fate girare!

25/3 Roma – con lo yemen

La Comunità del Mondo Arabo in Italia

جالية العالم العربي في إيطاليا

La Co- mai insieme al comitato dei cittadini dello Yemen in Italia esprime la
solidarietà al popolo e alla gioventù nello Yemen ed invita tutti gli amici
arabi ,italiani , di origine straniera ,forze politiche e giornalisti ,
venerdì prossimo 25.03 al sit in ore 18.00 a piazza della Repubblia a Roma .

Ci appelliamo alla diplomazia Italiana ed Internazionale per avviare azioni diplomatici tempestive ed immediate non tardivi e di rimessa per fermare la violenza nello Yemen e per non ripettere quello che e’ successo in Libia .
Dopo la caduta del muro della paura e del silenzio nel mondo arabo facciamo
cadere il muro della fobia,del pregiudizio ,del interesse economico e della
strumentalizzazione politica ,culturale e religiosa a scapito dei diritti
umani e della vera e spontanea primavera della volontà del popolo e della gioventù araba che chiede democrazia ,libertà ,dialogo e giusta informazione e non disinformazione.
Si prega di divulgalo e girarlo agli amici
Il presidente del Consiglio Direttivo co-mai
Foad Aodi

no alla censura su internet!

Il nostro governo ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all’informazione, e già questa settimana un organo amministrativo sconosciuto ai più potrebbe ricevere poteri enormi per censurare internet.

L’Autorità per le comunicazioni, un organo di nomina politica, sta per votare un meccanismo che potrebbe perfino portare alla chiusura di qualunque sito internet straniero – da Wikileaks a Youtube ad Avaaz! – in modo arbitrario e senza alcun controllo giudiziario. Gli esperti hanno già denunciato l’incostituzionalità della regolamentazione, ma soltanto una valanga di proteste dell’opinione pubblica può fermare questo nuovo assalto alle nostre libertà democratiche.

Non c’è tempo da perdere, il voto potrebbe essere già questa settimana. Sappiamo che nell’Autorità ci sono membri contrari, e se ci uniremo con forza a loro nell’opporci a questo provvedimento potremmo fare la differenza. Inondiamo i membri dell’Autorità di messaggi per chiedere di respingere la regolamentazione e preservare così il nostro diritto ad accedere all’informazione su internet. Agisci ora e inoltra l’appello a tutti!

http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?vl

Negli anni Berlusconi ha cercato più volte di controllare l’informazione su internet, ma finora i suoi tentativi sono sempre falliti. Ora, lontano dai riflettori, il governo ha la possibilità concreta di espandere i suoi tentacoli sulla rete, a meno che i cittadini non alzeranno la voce per fermarlo.

La nuova regolamentazione permetterebbe all’Autorità per le Comunicazioni di rimuovere contenuti sospetti di violazione del copyright da siti internet italiani senza alcun controllo giudiziario. Ancora peggio, la pubblicazione di una canzone o di un testo sospetto potrebbero perfino portare alla chiusura di interi siti internet stranieri, inclusi siti d’informazione, portali di software libero, piattaforme video come YouTube o d’interesse pubblico come WikiLeaks.

Se approvata, la nuova regolamentazione garantirebbe di fatto poteri legislativi e giudiziari a un organo amministrativo le cui funzioni dovrebbero essere esclusivamente consultive e di controllo, aprendo così la strada a un processo decisionale arbitrario e incontrollato.

Ma insieme possiamo costruire un enorme grido pubblico e convincere i membri chiave dell’Autorità che sono ancora indecisi a opporsi alla regolamentazione e rimandare così la questione all’unico organo che ha i poteri costituzionali per legiferare sulla materia: il Parlamento. Manda un messaggio ora e inoltra l’appello il più possibile:

http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?vl

I governi sono sempre più impauriti da internet, che è diventato uno strumento per aprire il dibattito pubblico e per la mobilitazione dei cittadini, e stanno cercando così di imporre regole più strette di censura. Ma i cittadini stanno rispondendo, come in Gran Bretagna, dove l’opposizione dell’opinione pubblica ha costretto il governo a ritirare la legislazione sul copyright che voleva mettere un bavaglio alla rete. In Italia lo scorso anno siamo riusciti a fermare la “legge bavaglio” liberticida. Vinciamo di nuovo!

Con determinazione,

Giulia, Luis, Ben, Ricken, Pascal, Benjamin e tutto il resto del team di Avaaz

FONTI

Campagna di Agorà Digitale, Altroconsumo e altre associazioni contro la delibera Agcom sulla rimozione automatica dei contenuti su internet:
http://sitononraggiungibile.e-policy.it/

Dal copyright alla censura web. Tutti contro la delibera Agcom:
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/01/30/news/sequestro_siti_esteri_italia-11841940/

Interpellanza bipartisan: sia il parlamento e non l’Agcom a rinnovare la normativa sul copyright:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-02-16/interpellanza-bipartisan-parlamento-rinnovare-193531.shtml?uuid=AajEYt8C

D’Angelo (Agcom): “La libertà non è un procedimento amministrativo”:
http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2010/12/15/dangelo-agcom-il-decreto-romani-un-errore-aver-paura-della-liberta/

Delibera n. 668/10/CONS dell’Agcom, Lineamenti di provvedimento concernente l’esercizio delle competenze dell’Autorità nell’attività di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica:
http://www.agcom.it/Default.aspx?DocID=5415

Il governo britannico pronto a rivedere i suoi piani per bloccare i siti che violano il copyright (in inglese):
http://www.computerweekly.com/Articles/2011/02/02/245187/Government-to-review-plans-to-block-copyright-infringing.htm


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FATTI SENTIRE! INVIA UN MESSAGGIO!

Già questa settimana l’Autorità per le comunicazioni potrebbe votare un provvedimento che metterebbe il bavaglio alla rete, arrivando perfino a chiudere siti internet stranieri in modo arbitrario e senza controllo giudiziario. Inondiamo i membri dell’Autorità di messaggi per difendere la nostra libertà d’informazione su internet!

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il 21 marzo apre il Festival di cinema africano, d’Asia e America latina

QUANDO LA PSICOANALISI SCENDE DAL LETTINO

CONFERENZA/PRESENTAZIONE DEL LIBRO “QUANDO LA PSICOANALISI SCENDE DAL LETTINO”

pubblicata da Psicoanalisi Applicata il giorno martedì 15 marzo 2011 alle ore 11.31

venerdì 8 Aprile 2011 ore 21.00

presso la Casa della Cultura, Via Borgogna, 3 – Milano

 CONFERENZA APERTA AL PUBBLICO organizzata dalla Segreteria della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi di Milano e dall’ISTITUTO FREUDIANO in occasione della presentazione del libro “Quando la psicoanalisi scende dal lettino”

Parteciperanno alla tavola rotonda, Vicente Palomera e Massimo Termini che è il curatore del libro Quando la psicoanalisi scende dal lettino, (Borla 2010). Presiederà il direttore del Ce.Cli di Milano, Alberto Visini.

    • Psicoanalisi Applicata
      La conferenza, che avrà l’assetto di una conversazione tra Massimo Termini, psicoanalista della SLP che ha diretto il Ce.Cli. di Roma per 4 anni, e Vicente Palomera, psicoanalista spagnolo dell’AMP, verterà sulla discussione dei temi affrontati nel libro “Quando la psicoanalisi scende dal lettino” , di cui  mando il il link della scheda pubblicata sul sito dell’editore.(www.edizioni-borla.it/scheda_libro.asp?isbn=17991) e che tratta dell’esperienza del Ce.Cli. di Roma (www.cecli.it), costituito da un’équipe di psicoanalisti che si confrontano, nel loro lavoro, con tematiche legate al sociale: l’urgenza, la precarietà, il disinserimento.

GRAZIE