“Sparategli!”- il libro che racconta le vite dei nuovi schiavi d’Italia

A Lucca arriva “Sparategli!”, il libro che racconta le vite dei nuovi schiavi d’Italia

 
 
 

Sparategli! di Jacopo Storni

LUCCA. Le vite invisibili dei nuovi schiavi d’Italia sono il filo conduttore del libro “Sparategli!” del giornalista collaboratore del Corriere Fiorentino e di Redattore Sociale Jacopo Storni. Verrà presentato mercoledì 28 settembre alle 18 presso la libreria Lucca Libri in Corso Garibaldi. Nel libro l’autore compie un viaggio attraverso l’Italia, dai venti xenofobi di Coccaglio ai centri di “accoglienza” di Lampedusa, raccogliendo sul campo le storie dei braccianti agricoli, da Rosarno all’Agro Pontino, e dei lavoratori dimenticati che mandano avanti i tanti cantieri edili italiani.

Storie di uomini e donne, chiamati “clandestini”, dietro i quali ci sono vite cariche di speranze spezzate. Storie di profughi in fuga dalla guerra e dalla povertà, di laureati e tecnici specializzati che potrebero essere una risorsa e che, invece, sono relegati in condizioni di pietosa vita ai margini. Ma anche storie di donne-bambine ridotte in schiavitù e costrette a vendere il proprio corpo per strada e quelle di mendicanti resi storpi da uomini senza scrupoli, per ispirare il massimo della pietà ai semafori, dove sono abbandonati ogni giorno. La presentazione è organizzata dalla Libreria Lucca Libri in collaborazione con il Centro Nazionale per il Volontariato. L’autore, Jacopo Storni, verrà intervistato da Luciano Luciani e da Giulio Sensi.

Perugia-Assisi: il popolo della pace risponde

Perugia-Assisi: il popolo della pace risponde

 
 
 

Un momento della Marcia per la pace (Foto di Laura Gianni)

ASSISI. Oltre 200 mila partecipanti, più di 20 chilometri di corteo che ha portato i colori dell’arcobaleno fin sulla Rocca di Assisi. Nel suo cinquantesimo anniversario, la Marcia della Pace Perugia – Assisi ha radunato il popolo pacifista nel segno dello slogan che il fondatore Aldo Capitini scelse per la prima edizione, quella del 1961, “per la pace e la fratellanza dei popoli”. Niente di malinconico o retorico,tutt’altro: protagonista della giornata di domenica 25 settembre non è stato uno spirito nostalgico,bensì le voci, ed anche i silenzi, che hanno segnato la storia di quest’ultimo anno.
Ad aprire e chiudere la manifestazione sono state le parole dei giovani provenienti dai paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, teatri delle crisi contemporanee e dei movimenti per la democrazia del Maghreb. Si sono messi in cammino da Siria, Palestina, Israele, Egitto, Tunisia, Algeria, Marocco, Turchia e da molte altri luoghi su una strada di confronto e dialogo volta alla costruzione di un comunità del Mediterraneo in cui pace e diritti siano al primo posto.

Con questa marcia – dichiara Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace – vogliamo scrivere unanuova pagina della storia dell’Italia. In una fase di degrado politico, sociale e culturale, in cui ilnostro Paese è in rotta di collisione con il resto del mondo, escluso dai tavoli di discussione delleemergenze internazionali e messo da parte nelle decisioni di rilevanza mondiale, vogliamo voltarepagina, a partire dall’ascolto di chi ha sfidato i regimi in nome della democrazia e della libertà”.

Ma nella Perugia – Assisi sono stati anche i silenzi a farsi sentire. 1500 maschere bianche hanno sfilato in memoria delle vittime annegate nel “Mare Nostrum” negli ultimi 6 mesi. Ad accompagnarle una barca simile a quelle usate per i “viaggi della speranza” con issata una bandiera di Amnesty International che recitava “1500 morti nel Mediterraneo. Europa dove sei?”.

È così che vogliamo ricordare tutte quelle persone che non ce l’hanno fatta ad approdare alle nostre coste fuggendo da scenari di guerra e povertà – afferma Lotti -. Vogliamo lanciare un messaggio di solidarietà alle loro famiglie, ma anche denunciare tutto ciò che non è stato fatto per impedire una simile strage”.

Tra i simboli di questa diciannovesima marcia anche un trattore con un mappamondo, ricordo dei fratelli Cervi, i sette contadini trucidati dai nazi – fascisti nel 1943.

“Si tratta della ricostruzione del trattore che la famiglia Cervi negli anni Quaranta riuscì a comprare per passare dalla mezzadria alla coltivazione diretta ed autonoma – spiega il coordinatore della Tavola della Pace -. Fu uno dei figli più giovani ad issare un mappamondo su quel veicolo agricolo, per ricordare a tutti che per migliorare le condizioni di vita dell’umanità è necessario ampliare lo sguardo ed aprire la mente. Abbiamo deciso di scegliere proprio il trattore dei Cervi come simbolo di speranza in un futuro in cui l’agricoltura potrà sorreggere il mondo”.

Il lavoro per la pace è un percorso che non si interrompe. È proprio per sottolineare la continuità di questo impegno che è avvenuto il passaggio del testimone della bandiera della pace di Aldo Capitini dai giovani del 1961 a quelli di oggi. Infine, a concludere la giornata, la lettura della stessa “mozione della pace” intonata da Capitini nel 1961 da parte dei giovani protagonisti del meeting “1000 giovani per la pace” realizzato nei giorni precedenti alla marcia.

Se la Perugia – Assisi è terminata davanti al palco della Rocca con qualche nuvola di troppoa minacciar la pioggia, non termina l’impegno per la costruzione di una pace concreta e duratura. “Non è accettabile – conclude Lotti – che il nostro Governo investa più di 24 miliardi inspese militari. Da qui al 2026, ben 15 miliardi saranno spesi per l’acquisto di 131 caccia bombardieri
F 35. Chiediamo a gran voce che queste risorse siano destinate alla società, all’ambiente, al lavoro,alla solidarietà internazionale. Non si tratta soltanto di una scelta pacifista, ma di realismo politico”.

Nairobi, muore a 71 anni il Nobel per la pace Wangari Maathai

Nairobi, muore a 71 anni il Nobel per la pace Wangari Maathai

 
 
 
E’ deceduta a Nairobi all’età di 71 anni Wangari Maathai, prima donna africana che ha ricevuto il Nobel per la pace. L’attivista keniota si stava sottoponendo da tempo a delle cure contro il cancro. Attraverso un comunicato del Green Belt Movement, movimento fondato dalla Maathai stessa, è stata diffusa la notizia della sua morte.
 
 
Aggiungi a SpecialiCondividiCondividi con notaSegna come già lettoInvia a

L’addio delle Ong a Wangari Maathai

 
 
 

Cordoglio per la morte di Wangari Maathai

ROMA. “Una donna africana, che ha dedicato la sua vita alla difesa dell’ambiente, dei diritti civili e delle donne e che ha incarnato i valori del suo continente. I 40 milioni di alberi che lei ha piantato sono l’esempio di una lotta per la vita che non è solo per l’Africa, ma per il mondo intero. Tutti noi, respiriamo anche grazie all’aria che ci viene dall’Africa, che è un’enorme riserva di aria pulita alla quale lei ha contribuito con determinazione”. Con queste parole Guido Barbera, presidente del coordinamento di Ong Solidarietà e Cooperazione Cipsi, ricordaWangari Maathai, prima donna africana a vincere il Nobel per la Pace nel 2004, morta ieri a Nairobi dopo una lunga malattia. “Oggi, in Africa, ci sono milioni di donne che combattono silenziosamente come lei per preservare la natura e mantenere la biodiversità. Wangari era convinta che le donne non sono solo vittime di minacce ambientali, ma anche e soprattutto i principali agenti che possono generare soluzioni durature per le molte crisi ecologiche che il mondo deve affrontare. La conoscenza delle donne e il loro contributo alla produzione agricola è sostanziale anche se, spesso, non visibile e non considerato significativo. La loro competenza e conoscenza delle risorse del cibo e dell’agricoltura, fa di loro le custodi principali dell’agro-biodiversità del continente africano”.

Wangari ci ha insegnato l’ottimismo e ci ha trasmesso la speranza di un continente africano che è in piedi e che cammina verso il suo futuro. Aveva la determinazione di quell’uccellino, la cui storia amava spesso raccontare durante le interviste, che resta nella foresta nel tentativo di smorzare l’incendio che la sta devastando mentre gli altri animali fuggono. E al grido dei suoi amici che le urlano ‘rischi di morire, e poi la tua acqua non basterà a spegnere il fuoco’, risponde ‘non so se riuscirò a spegnerlo, ma sono convinto che quello che sto facendo va semplicemente fatto’.

Wangari Maathai, che ha fondato il Kenya’s Green Belt Movement ed era deputata al parlamento kenyota, lascia un’eredità e una testimonianza importante per le sue battaglie politiche in difesa dell’ambiente, dei diritti civili e delle donne.

Il testimone di una donna – sottolinea Eugenio Melandri, coordinatore di ChiAma l’Africa – viene oggi raccolto da tutte le donne dell’Africa, che in silenzio combattono ogni giorno a difesa dell’ambiente, con il suo stesso entusiasmo, la stessa forza e determinazione. È dalla forza e dal lavoro collettivo di queste donne che emergono figure straordinarie come quella di Wangari.Il prossimo 7 ottobre ad Oslo verrà assegnato il Premio Nobel per la Pace 2011. Ogni donna africana lo merita, ‘per il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace’, come si legge nelle motivazioni per cui è stato assegnato a Wangari Maathai nel 2004”.

———————————- 

Realacci: il suo insegnamento rimarrà per sempre

 
 
Il responsabile della green economy del Pd parla della «grande perdita per l’ambientalismo»
—————————————–

Legambiente: il suo contributo è indiscutibile

 
 
 
La nota di cordoglio di Vittorio Cogliati Dezza

“Io sono Troy Davis, e sono libero!”, la struggente lettera prima dell’esecuzione

“Io sono Troy Davis, e sono libero!”, la struggente lettera prima dell’esecuzione

 
 
 
Colpevole di aver ucciso un ufficiale di polizia 19 anni fa. Una colpevolezza basata sulla testimonianza di 9 persone. Di queste, 7 hanno ribaltato la propria deposizione e in quelle degli altri due ci sono fortissime incongruenze. Non esistono altre evidenze. L’arma non è stata mai ritrovata. Nessuna traccia di dna. Troy è morto il […]

saverio tommasi: “anna frank e quello strano gurppo su facebook”

Su FB esiste un gruppo nato per negare la memoria di Anna Frank, del suo Diario e di tutto l’Olocausto. Propagandano la teoria della “penna a sfera” e del Diario troppo lungo per un singolo quadernetto ricevuto in regalo per il compleanno.
Alcuni di questi propagandatori sono neonazisti e fascisti convinti, mentre altri sono giovanissimi inconsapevoli della violenza delle loro affermazioni. Potrei definirli fratelli miei con uno scarto di fortuna in meno. Ed è a loro che mi rivolgo con questo video, “Anna Frank e quello strano gruppo su Facebook”. Guardate e fate girare: http://www.youtube.com/watch?v=7JHMvNZ4S6c.

 

grazie

dai la caccia ai caccia!

Dai la caccia al caccia
Inserito da:Luisa – FabioNews lmemore@inwind.it in data:2011-09-24 23:36:24
Nessun commento:
Aggiungi

Ricevo e inoltro: pare che la vicenda dei 131 bombardieri non sia ancora conclusa. Per firmare il link diretto è il seguente:

http://www.peacelink.it/campagne/person.php?id=82&id_topic=37

Luisa

 

cara amica, caro amico

ricevi questo messaggio perché nel corso di questi ultimi mesi hai aderito al nostro appello di mobilitazione “Dai la caccia al caccia!” contro l’acquisto da parte dell’Italia di oltre 130 cacciabombardieri F-35 JSF.

La nostra campagna è ora entrata in una fase successiva perché (contrariamente a previsioni iniziali) il Governo tiene bloccata da tempo (almeno dalla fine 2009) la decisione definitiva di acquisto.
Ma il pericolo che il nostro paese acquisti a breve potrebbe perfezionare i caccia d’attacco Joint Strike Fighter F-35 è ancora presente! Si tratta di un programma che ad oggi ci è costato già 1,5 miliardi di euro ne costerà almeno altri 15, solo per l’acquisto dei velivoli, arrivando ad un impatto di 20 miliardi nei prossimi anni. Senza contare il mantenimento successivo…

Per questo motivo abbiamo redatto un nuovo e più! aggiornato appello (anche per quanto riguarda le alternative di utilizzo di questi soldi) e stiamo cercando di far crescere le adesioni ed avere maggiore impatto quanto, fra qualche settimana, organizzeremo una manifestazione di consegna al Governo. La nuova campagna si chiama “Taglia le ali alle armi!”

Abbiamo perciò bisogno del tuo aiuto per diffondere e rafforzare la nostra azione!
Come? Chiedendo ai tuoi amici e conoscenti di firmare l’appello alla pagina www.disarmo.org/nof35 (in cui si trovano anche dati, informazioni e cronistoria della campagna) e nel caso anche aggiungendoti ai fan della pagina Facebook della mobilitazione stessa:www.facebook.com/taglialealiallearmi

Ci contiamo! Per dare tutti insieme un “taglio alle armi”…
A presto

Francesco Vignarca
Coordinatore Rete Italiana per il Disarmo