“Alisya”, Premio Ilaria Alpi 2010, domani ad Agorà, su Rai 3

 

“Alisya”, Premio Ilaria Alpi 2010, domani ad Agorà

 
 
 

A pochi giorni dal monito del Presidente Napolitano sul tema della cittadinanza agli stranieri nati in Italia, il regista Simone Amendola è stato invitato nel salotto di Agorà su Rai Tre (martedì 29, ore 9). Sarà presentata una clip del suo documentario ‘Alisya nel paese delle meraviglie’ e si discuterà con la scrittrice Igiaba Scego e due parlamentari attestati su posizioni opposte.

Su ‘Alisya nel paese delle meraviglie’ Napolitano in una lettera all’autore aveva già espresso: ‘…molto interesse per il documentario che ha avuto la cortesia di inviarmi. Il suo lavoro, che ha pure meritato il riconoscimento del Premio Ilaria Alpi, tratteggia efficacemente una realtà fatta di difficoltà e di emarginazione, caratterizzata da una drammatica mancanza di coesione sociale. Emerge tuttavia anche una nota positiva: il desiderio di realizzare aspirazioni, di raggiungere obbiettivi…”

Microcredito in crisi proprio dove tutto iniziò (India)

Microcredito in crisi proprio dove tutto iniziò

 
 
 

Il microcredito è in crisi in India. A far scoppiare il caso sono state, la scorsa settimana, le dimissioni di Vikram Akula, amminstratore delegato di Sks, la maggiore organizzazione di microcredito del subcontinente (e l’unica quotata alla Borsa di Mumbai). Akula ha lasciato, informa la Bbc, dopo una drammatica riunione degli azionisti.

La Sks è tradizionalmente una delle maggiori aziende di microfinanza indiane, capace di attrarre investimenti da tutto il mondo; tuttavia negli ultimi tempi si è trovata ad affrontare la crisi del settore del microcredito, il cui modello di sviluppo sembra essere messo per la prima volta in discussione dagli stessi attori – i micro-prestatori – che ne avevano decretato il successo sul territorio. Fino a poco tempo fa, la Sks Microfinance, con sede a Hyderabad, sembrava andare a gonfie vele: la vendita delle proprie azioni nell’agosto 2010 aveva fruttato 358 milioni di dollari e aveva fatto volare il titolo a 1,304 rupie, tanto che perfino George Soros aveva investito nella società, così come molti venture capitalist americani. Da allora però le azioni hanno perso il 90% de valore, e le fortune della società hanno subito un drastico peggioramento.

Le ragioni del disastro sono inquietanti: gli agenti Sks sul territorio (coloro che materialmente effettuano i microprestiti di denaro a contadini e artigiani) sono stati accusati di applicare tassi di interessi più alti del dovuto e di utilizzare le maniere forti per riscuotere il denaro dai debitori in ritardo coi pagamenti. Secondo alcune voci questi metodi avrebbero addirittura provocato un’ondata di suicidi tra i piccoli risparmiatori. La Sks ha respinto le accuse; ma non a caso il governo dell’Andra Pradesh ha approvato una legge che regolamenta il sistema del microcredito proprio per evitare futuri abusi.

Una mossa comprensibile, che però a quanto pare ha aggravato la crisi del settore, colpendo la Sks e altre aziende di microfinanza, per le quali ora è più difficile erogare nuovi prestiti e rientrare di quelli già in essere. La Sks in particolare ha dichiarato un rosso di 6 miliardi di rupie (115 milioni di dollari) nei primi sei mesi di quest’anno: un anno fa aveva realizzato invece profitti per 1,5 milioni di rupie.

 

da vita online

Alan Moore – meet the man behind the protest mask

L’uomo dietro la maschera

 
 
 

V for Vendetta mask, Occupy, Madrid

 

Alan Moore è il creatore del fumetto V for Vendetta. Il suo protagonista indossava la maschera che è diventata il simbolo dei movimenti di protesta come Anonymous e Occupy.

Alan Moore – meet the man behind the protest mask | Books | The Observer

 

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Salviamoci con il Pianeta

Salviamoci con il Pianeta

 
 
 
Come uscire dalla crisi ecologica che sta devastando la Terra. Se nel discute a Durban. E ciascuno di noi può fare qualcosa, anche attraverso la Rete per la giustizia ambientale e sociale. Servono «risposte responsabili, credibili e solidali», ha detto Benedetto XVI ieri all’Angelus.

Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato” – Onlus

Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato” – Onlus

1977-2011: 34 anni di attività contro la mafia e per la pace, tra memoria, ricerca e impegno civile




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www.segnalo.it, di Paolo Ferrario

www.segnalo.it, di Paolo Ferrario, 29 giugno 2001 – finchè il Tempo lo vorrà

 
 
 

Il sito www.segnalo.it

è connesso al Blog:

http://polser.wordpress.com/

Segnalo.it è stato il mio primo progetto di uso personale e  didattico delle tecnologie internettiane.
E’ un sito artigianale che simula un laboratorio in cui si producono manufatti. Perchè dietro ad uno schermo c’è sempre una persona, anche se la potenza tecnica è fornita dai software del Web.2.
Mentre Segnalo.itè centrato sulla formazione attorno alla Politica dei servizi sociali (e necessarie connessioni), Polser è centrato sulla ricerca di materiali informativi disponibili sulla rete web.

Navigando nelle pagine di Segnalo.it è possibile trovare, in modo tendenzialmente ordinato, materiali di studio adatti alla formazione e suddivisi in QUATTRO AMBIENTI:

ciascuno dei quali è a sua volta organizzato in ulteriori “stanze” (anch’esse pensate secondo la metafora della mappa) dalle quali si accede a sempre più specifici archivi informativi.

Grazie per l’attenzione e buoni giorni futuri

Paolo Ferrario

Nascita di Segnalo.it: 29 giugno 2001

da paolo borsellino: petizione a tutela dei testimoni di giustizia

Ciao,

ti chiediamo un minuto per una firma su http://www.petizionionline.it/petizione/tutela-per-i-testimoni-di-giustizia/5444 

Diffondi con tutti i mezzi la PETIZIONE PER GARANTIRE LORO LAVORO E SICUREZZA

I “testimoni di giustizia” non sono “collaboratori di giustizia”, in quanto non hanno mai fatto parte di organizzazioni criminali ma hanno soltanto esercitato il loro diritto-dovere di testimoniare contro le attività criminali, e per questo hanno perso casa, lavoro e libertà di vivere una vita civile comune.
Oggi in Italia decine e decine di testimoni di giustizia sono abbandonati a se stessi, in attesa di avere dallo stato non solo la protezione che era stata loro garantita, ma persino un lavoro per poter vivere.
Buona parte dei 70 testimoni di giustizia italiani hanno manifestato a Palermo per chiedere il rispetto degli accordi presi. Come ha fatto con estremo coraggio Maria C., tornando a Crotone e digiunando per venti giorni sotto il solleone, finendo ricoverata in ospedale. 
In Calabria le donne che si ribellano vengono massacrate senza pietà, come Maria Concetta Cacciola, testimone di giustizia “suicidata” il 22 agosto 2011; Tita Buccafusca, testimone di giustizia “suicidata” il 16 aprile2011. Ciascuna a distanza di quattro mesi, tutte con l’acido muriatico.
E ancora, la distruzione del corpo di Lea Garofalo, legata, imbavagliata, interrogata brutalmente, torturata, uccisa con un colpo di pistola alla nuca e sciolta nell’ acido.
E Angela Costantino, cognata di Barbara Corvi, “scomparsa” ormai da quasi due anni. Era giovanissima e incinta, ma il figlio che portava in grembo non era del marito, che si trovava in carcere a scontare una pena. La  famiglia, per difendere l’onore del boss-marito, la fece strangolare e seppellire in un terreno mentre l’auto di lei finiva in mare, così da simulare un suicidio.
“Oggi e dopo tutti i precedenti mi chiedo ancora come ho potuto anche solo pensare che in Italia possa realmente esistere qualcosa di simile alla giustizia”. Queste parole sono di Lea Garofalo, scritte in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, inviata a vari giornali e pubblicata solamente dopo il suo assassinio.
Una  giovane madre, disperata, allo stremo di tutte le proprie forze: così si definisce. Una donna che aveva trovato il coraggio di rompere i rapporti con la propria famiglia e di denunciare molte persone, ma che per la legge figurava come “collaboratrice di giustizia”, nonostante che di reati non ne avesse mai commessi. L’uso improprio del termine -utilizzato anche nei confronti di M. C. Cacciola e che si differenzia in maniera netta e sostanziale dal termine appropriato di “testimone”-era per lei assolutamente inaccettabile, le toglieva quella dignità in nome della quale aveva stravolto la propria vita e quella di sua figlia. In nome della dignità, di un’esistenza da vivere all’insegna della legalità.

La situazione dei testimoni di giustizia è stata affrontata più volte in parlamento e in particolare il sottosegretario Mantovano, che per conto del governo da anni sta sistematicamente smontando i programmi di protezione, nel 2008 ha respinto l’emendamento 12.04.400 all’art. 12 bis che chiedeva l’inserimento dei testimoni di giustizia nella pubblica amministrazione. 
La petizione chiede al Presidente Napolitano e a tutti i parlamentari che l’emendamento venga ridiscusso ed accettato.
Difendiamo i testimoni di giustizia, pretendiamo per loro la tutela da parte dello stato.


I primi firmatari della petizione sono Salvatore Borsellino, Don Ciotti, Giovanna Maggiani Chelli Presidente dell’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di via dei Georgofili, Giulio Cavalli consigliere regionale IDV sotto scorta, Elio Veltri, Doris Lo Moro deputata calabrese del PD, Angela Napoli deputata calabrese del FLI, Franco Laratta deputato del PD Componente Commissione Antimafia, Sonia Alfano euro parlamentare IDV, Giuseppe Lumia senatore del PD, Oriano Giovanelli deputato marchigiano del PD.
La mozione è stata promossa da Movimenti Civici, Movimento RadicalSocialista, Movimento Agende Rosse, Democrazia e Legalità.

“Quem queritis? – il caso Mastrogiovanni”

Il caso Mastrogiovanni a teatro

 
 
 

locandina-quem-queritis“Quem Queritis? – Il caso Mastrogiovanni”

Il prossimo 7 dicembre alle ore 20.30 presso il teatro “La Provvidenza” di Vallo della Lucania, Giancarlo Guercio andrà in scena con il suo nuovo spettacolo, “Quem queritis? – il caso Mastrogiovanni”, uno spettacolo-denuncia che si ispira ad un fatto di cronaca realmente accaduto a Vallo della Lucania, in provincia di Salerno dove, il 4 agosto del 2009, nel reparto di psichiatria del locale ospedale, a seguito di 83 ore di contenzione, l’insegnante elementare Franco Mastrogiovanni è morto per cause che la magistratura sta ancora chiarendo.

leggi tutto qui:http://www.news-forumsalutementale.it/il-caso-mastrogiovanni-a-teatro/

 

grazie

La storia negata (su michel foucault) (salute mentale)

La storia negata

 
 
 

di Mario Colucci 

Siamo negli Stati Uniti nel 1982 e, nel corso di un’intervista a margine di un seminario sulle tecnologie del sé,[1] Michel Foucault, come sovente accade, si schermisce con la sua interlocutrice. Teme che le sue parole possano suonare con troppa enfasi. Sta parlando del proprio ruolo di intellettuale, definizione che lo imbarazza, perché di sé direbbe piuttosto che è “un insegnante”,[2]

 

leggi tutto qui: http://www.news-forumsalutementale.it/la-storia-negata/

 

 

grazie