Italia 2G: il Belpaese visto con gli occhi delle seconde generazioni

Italia 2G: il Belpaese visto con gli occhi delle seconde generazioni

 
 
 
Le seconde generazioni in Italia giocano un ruolo sempre più importante e stanno diventando uno stakeholder nel processo democratico, ma non hanno ancora diritto alla cittadinanza italiana. Come risolvere questo problema? Quali campagne di sensibilizzazione stanno proponendo? In che modo percepiscono l’Italia e le sue contraddizioni scrittori e giornalisti di seconda generazione?

Caso Alpi, torna a testimoniare Marocchino. E ritratta ancora le dichiarazioni fatte dopo la morte.

Caso Alpi, torna a testimoniare Marocchino. E ritratta ancora le dichiarazioni fatte dopo la morte.
 

Riportiamo l’articolo di Andrea Palladino  da IL FATTO QUOTIDIANO.IT, dal titolo: “CASO  ILARIA ALPI, IL TESTIMONE CHIAVE “FU SENZA DUBBIO UN AGGUATO PREMEDITATO”


http://www.ilariaalpi.it/?p=4310&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=caso-alpi-torna-a-testimoniare-marocchino-e-ritratta-ancora-le-dichiarazioni-fatte-dopo-la-morte



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Arriva a Rimini, il documentario sulla strage dell’Italicus.

Arriva a Rimini, il documentario sulla strage dell’Italicus.

 
 
 

Si chiama “4 AGOSTO ’74 – Italicus, la strage dimenticata” è il primo documentario sulla strage dimenticata del treno Italicus e sarà proiettato questa sera al Cinema Tiberio di Rimini.  Evento in collaborazione con FICE-DOC IN TOUR e Premio  Ilaria Alpi. 
Il documentario “4 AGOSTO ’74. Italicus, la strage dimenticata” di Alessandro Quadretti e Domenico Guzzo ripercorre l’intera vicenda del treno Italicus dall’attentato ai processi: segreti di Stato, neofascismo, P2 e colpevoli perduti, un intreccio rivelatosi un autentico romanzo nero. Dieci mesi di studi e ricerche d’archivio, ventitré interviste, cinque inserti di fiction.

Durante la serata interverranno gli autori e Sara Paci, responsabile dell’Archivio Ilaria Alpi e responsabile comunicazione della Rete degli Archivi per Non Dimenticare.

Netizen Report: repressioni, intimidazioni e spray al peperoncino

Netizen Report: repressioni, intimidazioni e spray al peperoncino

 
 
 
Cariche al peperoncino (da:http://peppersprayingcop.tumblr.com/)

Cariche al peperoncino (da: http://peppersprayingcop.tumblr.com/)

Lo scorso 23 Novembre si è celebrata la Giornata Internazionale contro l’Impunità [en, come gli altri link tranne ove diversamente indicato] al fine onorare coloro che sono rimasti uccisi per aver esercitato il diritto di libera espressione. Qui si possono reperire maggiori informazioni sulle persone che hanno perso la vita per aver esercitato questo diritto.

Ora che chiunque può cimentarsi nel giornalismo online, qualunque cittadino potrebbe finire in quella lista se si rinuncia a lottare per la difesa dei nostri diritti contro tutti coloro vogliono applicare la censura sul nostro pensiero.

In Egitto la repressione appare fuori controllo: diverse decine le persone uccise e altre centinaia i feriti, con le violenze in piazza Tahrir di nuovo sotto gli occhi di tutto il mondo. Ogni sopruso commesso dall’esercito e dalla polizia egiziani è documentato sulla Rete attraverso i social media. Qui si può seguire la copertura speciale degli eventi egiziani curata da Global Voices.

Negli Stati Uniti i manifestanti del movimento Occupy Wall Street, pur non avendo una piattaforma unitaria di richieste e proposte, hanno ritrovato unità e slancio contro i modi violenti utilizzati dalla polizia e altre autorità per gestire la protesta. Gli abusi sono stati documentati sia dai citizen journalists che dai professionisti dell’informazionesubendo, per questo, divesti arresti. Dopo l’uso degli spray al peperoncino sui manifestanti che siedevano a terra a braccia conserte davanti all’Università di Davis, in California, i netizen hanno avviato un sito web per invitare i cittadini a caricare le immagini delle cariche — come quella a fianco, nella quale si vede un poliziotto di Davis che spruzza lo spray su un bersaglio emblematico.

Nel frattempo, le battaglie per la libertà e il controllo della Rete imperversano in tutto il mondo.

SOTTO SORVEGLIANZA

La scorsa settimana Trevor Eckhart, un ricercatore sui temi della sicurezza, ha parlato dell’uso di un software rootkit denominato Carrier IQ che è stato installato su milioni di telefoni Android, Blackberry e Nokia. Il software è molto difficile da individuare e rimuovere una volta trovato: esso riesce ad immagazzinare una serie di informazioni, comprese le posizioni geografiche degli utenti, i numeri di telefono, la durata delle chiamate, quali applicazioni sono utilizzate e perfino il testo digitato sulla tastiera del telefono. Carrier IQ ha citato in giudizio Eckhart, invocando la violazione del copyright e chiedendo la rimozione di tutte le copie del manuale ripubblicate dallo stesso Eckart, e la ritrattazione della sua analisi sul software. La Carrier IQ richiede inoltre che il ricercatore fornisca i nomiativi di tutti coloro a cui ha inviato le informazioni sul loro software. La Electronic Frontier Foundation ha deciso di garantire per la difesa di Eckart.

Il Wall Street Journal ha trovato diversi materiali interessanti esclusivi sulle tecnologie di “sorveglianza” e hacking in una conferenza segreta che si è tenuta recentemente a Washington DC. Il quotidiano annuncia di aver ricevuto dai partecipanti alla conferenza oltre 200 documenti esclusivi, individuando 36 aziende (che si occupano di questo tipo di tecnologie) e strumenti per l’hacking che consentono ai governi di irrompere nei computer e nei cellulari dei cittadini e organizzare “intercettazioni di massa“: un meccanismo che consente di raccogliere tutte le conversazioni online di un Paese.
Queste aziende rappresentano un comparto industriale con fatturati miliardari che opera a livello globale e specializzata in tecnologie vendute da aziende occidentali a qualunque governo del mondo. Nonostante i controlli sulle esportazioni messi in atto dal governo USA, simili tecnologie,  compresi i computer della Hewlett-Packard, si sono fatti strada in Paesi come ad esempio la Siria, in cui manifestanti e dissidenti sono stati impunemente assassinati.

Una Corte federale USA ha confermato una sentenza di una corte di rango inferiore secondo la quale gli utenti di Twitter sono esposti ad “una minore aspettativa di privacy” utilizzando questa piattaforma di microblogging, consentendo così al Dipartimento di Giustizia di ottenere – grazie ad un’autorizzazione della Corte – le informazioni sugli IP degli account Twitter che appartengono a tre affiliati di Wikileaks.

C’è poi il progetto di Facebook di creare un centro di elaborazioni dati in Svezia per gli utenti europei, nonostante la controversa legislazione svedese in materia di monitoraggio (da parte dello Stato) che consente al governo di intercettare – senza la presenza di un garante – le informazioni sulla Rete. Se si considera anche il fatto che le nuove caratteristiche frictionless sharing di Facebook, per cui la condivisione di contenuti è libera da ogni “attrito”- il che comporta che gli utenti siano tracciabili anche quando non siano connessi al sito – la mancanza di vincoli per i controlli messi in atto dal governo diventa ancor più problematica.

Google ha offerto un’opzione di scelta di tipo opt-out per le mappe di geo-localizzazione, anche se alcuni sostengono che un’opzione di tipo opt-in sarebbe stata più etica.

 

CENSURA

Diversi ingegneri sostengono che la Cina stia testando un nuovo sistema per individuare e bloccare le connessioni internet criptate, come ad esempio le Virtual Private Networks (VPN), una modalità molto diffusa di aggirare la censura. Pare che questa sia solo uno dei tanti sforzi del più ampio progetto del governo di ribadire la propria sovranità [it] sulla rete nazionale, smorzando l’influenza straniera [it] e così prevenendo una diffusa ed  eccessiva ribellione dei netizen cinesi.

Negli Stati Uniti, membri di entrambi i partiti presenti al Congresso stanno tentando di approvare una legge che istituirebbe un nuovo sistema di censura sulla Rete (negli USA), i cui meccanismi tecnici e legali sono simili a quelli del Grande Firewall cinese, anche se apparentemente il fine ultimo sarebbe quello di proteggere il copyright, non quello di censurare il confronto politico.

In Turchia, nel corso di questa settimana, centinaia di persone hanno protestato contro il nuovo sistema di filtraggio di Internet che prevede il blocco di “contenuti inappropriati” come ad esempio quelli che parlano di “propaganda separatista”.

In PakistanBytes for All afferma che l’Agenzia di Telecomunicazioni pachistana ha emesso una nuova direttiva per tutti gli operatori di telefonia cellulare nel Paese “al fine di imporre un sistema di filtraggio sui contenuti degli SMS per bandire l’utilizzo delle 1695 parole ritenute offensive nelle lingue inglese e urdu”. La direttiva è stataoggetto di derisione da parte dei netizen pachistani e le autorità hanno negato la sua esistenza in un’intervista ad un giornalista di Voice of America.

All’inizio di novembre il governo dello  Sri Lanka ha emesso un’ordinanza attraverso la quale si impone a tutti i siti web che contengono e pubblicano informazioni d’attualità sul Paese di registrarsi presso il governo. Alcuni tra i maggiori siti di informazione sono stati bloccati il giorno dopo l’annuncio della nuova misura.

Il Sud Africa, invece, ha deciso di reprimere coloro che denunciano i fatti.

COSTRUIRE UNA RETE INCENTRATA SUI NETIZEN

I membri di Reddit stanno sperimentando quella che è conosciuta come Darknet Plan o Meshnet che, secondo il report elaborato da Forbes, sta cercando di costruire “una versione reticolare (a “maglie larghe”) della Rete che non potrà essere soggetta al controllo di alcuna azienda o governo, con un’attenzione speciale al tema dell’anonimato, all’architettura P2P e una forte resistenza alla censura”. Un altro gruppo sta lavorando su una ”dimnet” anonima denominata Bot-Bit.

Expert Labs, una organizzazione no-profit, ha dato vita ad un nuovo servizio chiamato ThinkUp, che si descrive come “un’applicazione web libera e open source che “cattura” tutte le tue attività sui social network come Twitter, Facebook e Google+” permettendoti di conservare i prodotti della tua attività online” in un database checontrolli tu stesso, rendendo facile la ricerca, la selezione, l’analisi, la pubblicazione e la visualizzazione delle attività dal tuo network”.

Diaspora, l’alternativa open source al social networking, ha adottato la Social Network Users’ Bill of Rights.

W3C ha pubblicato la prima bozza per la standardizzazione “Do Not Track”.

PUBBLICAZIONI: MobileActive ha pubblicato un Mobile Media Toolkit, un manuale che mostra alle persone come utilizzare la tecnologia mobile per “favorire i citizen media e incoraggiare le voci indipendenti”.

iLaw Thailand: Situational Report on Control and Censorship of Online Media

Nautilus Institute: North Korea on the Cusp of Digital Transformation (PDF)

Electronic Frontier Foundation: Sovereign Keys: A Proposal to Make HTTPS and Email More Secure

Yochai Benkler, Berkman Center for Internet and Society: Open Wireless vs. Licensed Spectrum: Evidence from Market Adoption

Citizen Lab: Behind Blue Coat: Investigations of commercial filtering in Syria and Burma

Citizen Lab: The Canadian Connection: An investigation of Syrian government and Hezbullah web hosting in Canada

Una trascrizione di Sciences Po di una lezione di Richard Stallman: A Free Digital Society

Patrick Meyer di Ushahidi ha pubblicato un suo intervento: Do “Liberation Technologies” Change the Balance of Power Between Repressive States and Civil Society?

Weiping Li ha contributo a questa raccolta di notizie; qui ulteriori dettagli sul rapporto periodico ‘Netizen Report’ (e iscrizioni via email)

scritto da Rebecca MacKinnon · tradotto da Paola DOrazio · articolo originale [en] · commenti (0) 


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Kenya: Dadaab, il campo profughi più affollato del mondo

Kenya: Dadaab, il campo profughi più affollato del mondo

 
 
 

Una fotografia aerea del campo profughi di Dadaab, in Kenya, uno dei più affollati al mondo, postata su Flickr da Oxfam International, mostra quanto il problema degli sfollati possa essere grave. Nel campo vivono 450.000 rifugiati, la maggioranza dei quali fuggiti dalla siccità [en, come gli altri link eccetto ove diversamente indicato] e dalla guerra civile scoppiata in Somalia nel 1991. Altri 1.500 profughi arrivano ogni giorno.

leggi tutto qui: http://it.globalvoicesonline.org/2011/11/kenya-dadaab-il-campo-profughi-piu-affollato-del-mondo/

 

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Le forze nuove del mondo arabo che hanno travolto i regimi

Le forze nuove del mondo arabo che hanno travolto i regimi

 
 
 
di Jacques Le Goff, da la Repubblica, 25 Novembre 2011 Quello che più stupisce nelle attuali rivolte arabe è il loro carattere quasi globale, dal momento che investono pressoché l’intero mondo musulmano, dal Maghreb al Medio Oriente. Questi movimenti, sia pure con esiti diversi, lasceranno senza alcun dubbio tracce profonde. Il mondo musulmano, a lungo […]

cinema e salute mentale

E se il cinema diventa occasione e strumento di relazione?

 
 
 
Psichiatria: da Cronenberg a Polanski, quando il cinema aiuta la cura Il solitario Spider protagonista dell’omonima pellicola di David Cronenberg, o il visionario Telkovsky interpretato da Roman Polansky nel suo…