JACOPO FO E FRANCA RAME

"Fuori dal liceo Mamiani di Roma è apparsa una scritta che diceva grossomodo: “Franca Rame ha goduto a essere stuprata”. Si tratta di un antico insulto alle donne vittime di violenza sessuale. Vuol dire che sei tanto troia che ti piace comunque. Chi ha scritto questa frase evidentemente non ha idea di molte cose. Mia madre fu ustionata con le sigarette accese e tagliata con le lamette. La perizia medica misurò tra l’altro una ferita lunga quasi 30 centimetri. Poi fu violentata dai componenti del commando fascista che l’aveva sequestrata armi alla mano. L’aggressione fu talmente disumana che perfino uno dei membri del commando, disgustato, chiese agli altri di smetterla e ricevette per questo un ceffone che lo riportò all’ordine. Ora io mi chiedo che idea del sesso abbia uno che è convinto che una donna possa godere ad essere violentata. E mi chiedo che piacere sessuale possano trarre le donne che si accoppiano con questo individuo. E mi chiedo di che dimensioni sia il deserto interiore di questo maschio rampante, e quanta paura debba avere di non essere all’altezza di un vero incontro d’amore e di passione. Forse se entrasse nelle scuole una buona educazione al sesso e ai sentimenti questo vuoto esistenziale potrebbe essere colmato nelle generazioni future. La malattia dell’Italia non è solo politica, è morale, filosofica e sentimentale. Molti non sanno neppure cosa siano i sentimenti. Vivono tenendo carcerate le loro emozioni. (…) Io non credo che l’Italia cambierà seguendo chi è bravissimo a denunciare la corruzione e la violenza del capitalismo ma si dimentica di parlare di amore, amicizia, tenerezza, sesso, parto dolce, sentimenti, emozioni, ascolto di sé, educazione non autoritaria, scuola comica, arte, valore della vita, necessità di dare un senso anche alla morte. Il futuro migliore lo si costruisce casa per casa, migliorando i nostri baci e smettendo di consumare energia elettrica prodotta dal petrolio. E scendendo per strada a distribuire abbracci gratis. La mancanza d’amore si cura aumentando l’amore.."
Jacopo Fo
/si ringrazia Renato che ha recuperato il testo/
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
da Daniela Bastianoni
 
“Fuori dal liceo Mamiani di Roma è apparsa una scritta che diceva grossomodo: “Franca Rame ha goduto a essere stuprata”. Si tratta di un antico insulto alle donne vittime di violenza sessuale. Vuol dire che sei tanto troia che ti piace comunque. Chi ha scritto questa frase evidentemente non ha idea di molte cose. Mia madre fu ustionata con le sigarette accese e tagliata con le lamette. La perizia medica misurò tra l’altro una ferita lunga quasi 30 centimetri. Poi fu violentata dai componenti del commando fascista che l’aveva sequestrata armi alla mano. L’aggressione fu talmente disumana che perfino uno dei membri del commando, disgustato, chiese agli altri di smetterla e ricevette per questo un ceffone che lo riportò all’ordine. Ora io mi chiedo che idea del sesso abbia uno che è convinto che una donna possa godere ad essere violentata. E mi chiedo che piacere sessuale possano trarre le donne che si accoppiano con questo individuo. E mi chiedo di che dimensioni sia il deserto interiore di questo maschio rampante, e quanta paura debba avere di non essere all’altezza di un vero incontro d’amore e di passione. Forse se entrasse nelle scuole una buona educazione al sesso e ai sentimenti questo vuoto esistenziale potrebbe essere colmato nelle generazioni future. La malattia dell’Italia non è solo politica, è morale, filosofica e sentimentale. Molti non sanno neppure cosa siano i sentimenti. Vivono tenendo carcerate le loro emozioni. (…) Io non credo che l’Italia cambierà seguendo chi è bravissimo a denunciare la corruzione e la violenza del capitalismo ma si dimentica di parlare di amore, amicizia, tenerezza, sesso, parto dolce, sentimenti, emozioni, ascolto di sé, educazione non autoritaria, scuola comica, arte, valore della vita, necessità di dare un senso anche alla morte. Il futuro migliore lo si costruisce casa per casa, migliorando i nostri baci e smettendo di consumare energia elettrica prodotta dal petrolio. E scendendo per strada a distribuire abbracci gratis. La mancanza d’amore si cura aumentando l’amore..”
Jacopo Fo
/si ringrazia Renato che ha recuperato il testo/

FESTIVAL DELLA LETTERATURA

 

   
   

 
 
Con 140 eventi torna il festival della letteratura di Milano, contenitore di eventi, temi, storie

Torna anche quest’anno il Festival della Letteratura a Milano, che aveva esordito lo scorso anno tra dubbi e perplessità, in una città che, nonostante sia la capitale italiana dell’editoria, continua a non avere un vero e proprio appuntamento letterario che la identifichi e sia capace di richiamare a sé pubblico da ogni parte dello stivale e anche oltre.
Anche nell’edizione 2013 il Festival della letteratura si configura per lo più come un contenitore: di eventi, di storie, di temi attuali da discutere.
Dagli 87 eventi in 33 luoghi della città del 2012 si passa quest’anno a ben centoquaranta, sempre dislocati su gran parte del territorio milanese, nell’intento dichiarato di permettere alla cultura di diffondersi il più possible ed estendere la partecipazione a chiunque. Il tema sarà la letteratura come incontro: con un focus sull’incontro tra popoli e culture diverse, quello che ogni giorno la città vive da parecchia anni a questa parte ma che è spesso ancora terreno di incomprensione e a volte scontro.
Ancora una volta il Festival verrà realizzato senza contributi pubblici, senza l’appoggio di grandi fondazioni o gruppi editoriali, con la sola forza dell’autofinanziamento e della disponibilità dimostrata dal Settore Biblioteche del Comune di Milano, dalla Società Umanitaria, dai circoli Arci e altri soggetti coinvolti.
Anche il Negozio Civico di Chiamamilano sarà teatro di alcuni appuntamenti in programma, tra cui segnaliamo, il 5 giugno, “Via Padova a due passi dal Duomo”, in cui, dalla periferia al centro, via Padova si racconta con un libro e un film (“L’ultimo bar a sinistra”, Ligera Edizioni), brevi racconti ambientati nella via più multietnica di Milano; e “Via Padova, istruzioni per l’uso”, film di Anna Bernasconi e Giulia Ciniselli.
Il 7 giugno alle ore 17.30, invece, si parlerà dell’ergastolo ostativo, storie di “cattivi per sempre” attraverso i libri “Urla a bassa voce, dal buio del 41 bis e del fine pena mai” (Stampa alternativa) a cura di Francesca de Carolis e “Cucinare in massima sicurezza” (Stampa alternativa/Nuovi equilibri) a cura di Matteo Guidi. Il giornalista Franco Bomprezzi condurrà l’incontro e interverranno insieme agli autori il consigliere comunale Mirko Mazzali, avvocato, vicepresidente della Sottocommissione carceri e Nadia Bizzotto, responsabile del servizio Carcere per la Comunità Papa Giovanni II. 

Il programma completo è già online su www.festivaletteraturamilano.it

A.P.

 
 
 

2/6 Emergency a S.Anna di Stazzema

Domenica 2 giugno, Emergency incontra S. Anna di Stazzema.

 

Emergency partecipa alla Festa della Repubblica in un luogo simbolo ricordandone i ‘mai più’ che ne hanno caratterizzato la nascita, in cammino attraverso i sentieri del piccolo borgo di Sant’Anna.

 

Programma:

ore 11.00 – dal parcheggio: passeggiata per conoscere la storia di S. Anna di Stazzema con lo spettacolo di Elisabetta Salvatori “Scalpiccii sotto i Platani”, che si snoderà lungo i luoghi più significativi del paese.

ore 13.00 – pranzo al sacco

ore 15.00 – visita al Museo della Resistenza, con il contributo di storici e con le testimonianze di superstiti che ci racconteranno la storia dell’eccidio attraverso il proprio concreto vissuto.

Interventi di Alessandro Bertani, Vicepresidente di Emergency, Michele Silicani, Sindaco di Stazzema, Dott. Gianluca Fulvetti; Istituto storico della resistenza

SO-STARE o non SO-STARE NEL CONFLITTO?

SO-STARE o non SO-STARE NEL CONFLITTO®?

 

Investi un anno della tua vita per scoprire come gestire efficacemente i conflitti di tutti i giorni senza subirli, e per riqualificarti imparando a trarne nuove competenze e risorse.

 

Cosa faccio quando devo prendere decisioni che i miei collaboratori non condividono e so già che si creeranno diversi conflitti?

Come reagisco quando mia moglie mi comunica serafica: «Domenica siamo a pranzo da tua madre» ed è l’ennesima volta che organizza senza consultarmi?

Come esco dall’aula dopo un’ora intera passata con alunni che fanno di tutto per farmi passare la voglia di insegnare?

Come affronto il mio collega che esordisce con: «Guarda! Hai sbagliato tutto!»?

Cosa rispondo alla socia della mia cooperativa che, dopo avermi provocato, conclude: “… in fondo la nostra è una grande famiglia!»

 

 

Mi arrabbio? Urlo? Scappo? Mi abbatto? Mi segno tutto in attesa della rivincita?

So-stare nei conflitti è una grande competenza. E si può imparare.

 

Scopri SO-STARE NEL CONFLITTO®

il corso annuale in gestione maieutica dei conflitti

XVII edizione, da giugno 2013 a marzo 2014, Piacenza

 

Questo corso annuale è una delle due annualità obbligatorie

della Scuola Triennale di Formazione Maieutica

 

 

Per ulteriori informazioni:

info@cppp.it

tel. 0523.498594

 

Ciao Don Gallo!

Camminando in comunita’: live from the Archivio

L’archivio di Don Gallo è stato il quartier generale di mille azioni, molo della baia dei pirati, pronto soccorso dell’ospedale da campo che è la Comunità di San Benedetto. E’ stato un confessionale, una centrale operativa, un’edicola, un luogo di preghiera e di baldoria. Qui il Don riceveva e dava, consumava sigari e scriveva, dal tramonto all’alba. C’è il suo letto, la foto di Don Bosco e del Papa Buono, la lavagna con su scritto in rosso «Pregare e fare le cose giuste fra gli uomini». C’è il cappello d’alpino di suo nonno, il borsalino bianco per l’estate, l’arcobaleno della pace, un minareto in miniatura, tanti libri e cd, le poesie dei suoi ragazzi attaccate all’armadio. C’è il suo tè lasciato a metà e una scatola di toscani vuota. Da qui, nel retrochiesa dove è esposto il suo corpo, vogliamo trasmettervi le cronache galliche, per portare tra noi chi a Genova non potrà passare. 

22 maggio ore 17.45

Il cuore del Gallo smette di battere ma non va altrove. C’è la strana sensazione che lui ci continui a guardare, osservi le nostre reazioni, controlli che stiamo tutti bene, ci dica fermamente: Adelante, gente. Il corpo lo devono ancora sistemare, ma già in strada c’è la fila da contenere. Arrivano in cinquecento. Sotto l’altare si intona una Bella Ciao con andamento di Hallelujah.

23 maggio ore 9.00 

Genova stamattina si è svegliata con un sole prepotente. Qualcuno dice che il Gallo gli ha chiesto il favore di asciugare tutte le lacrime. 
In tremila arrivano per salutare. Un flusso lento e costante, composto ed eterogeneo. Il mondo intero passa di qui. Si può stare fermi in un angolo e veder scorrere ogni antro del pianeta. Sfilano peruviani e brasiliani, africani, genovesi e genoani, punkabbestia con i cani, rastafariani, notabili, dottori, suorine, senzatetto, preti di parrocchie dimenticate, vecchi tossici e vecchie madri di tossici, ultras, ragazzi dei centri sociali, sindaci e deputati, trasandati e ingioiellati. Freak & Chic. Abbiamo visto inginocchiati davanti alla bara uomini grandi grossi e spaventosi, quelli che alla società fanno davvero paura. Lupi dolci come agnelli. Non sarà, Gallo, che avevi ragione? Che l’amore riesce laddove nessuna legislazione?

Tornano i sessantottini, i primi ragazzi delle cascine, quelli che persero i fratelli di Aids, quelli che hanno smesso e ricominciato, quelli che non hanno mai smesso, quelli che non hanno mai cominciato. Volontari, operatori sociali, ubriaconi, pie donne e prostitute, direttori di banca, giornalisti, fantasisti. Mezzi nobili e mezzi ignobili, avrebbe detto Totò. Entrano camalli, uomini con grossi calli, donne con scialli, studenti, zoppi, matti. Le trans, le princese del ghetto alle quali il Don faceva il baciamano. Chi davanti al Gallo alza il pugno, chi sgrana il rosario, chi ride ripassando le sue battute e chi resta con una smorfia appesa perché gli mancheranno. 
Si incontra chi col Don vive ogni ora da trent’anni e chi non lo vede da allora. Uno di questi, senza denti, stanotte è entrato e ha chiesto serio: «Non c’è nessuno di voi che sappia imitare bene il Gallo? Giusto per vederlo un’altra volta». Si ride di pancia, e si gira la testa per asciugarsi la guancia. Il dolore per averlo perso e la gioia per averlo conosciuto combattono talmente tanto che alla fine vince una sola lacrima, scende a picco da una parte, dall’altra sembra di essere una persona forte.

Sul feretro c’è il cappello del Gallo e la sua sciarpa rossa arrotolata, il Vangelo e la Costituzione, una bandiera dell’ Anpi, una maglia del Genoa, la bandiera della pace, una caricatura di Andrea, il saluto della Compagnia Unica Del Porto, un cartello con su scritto Attenti al Gallo, un altro con su scritto “Se il cielo entra in una stanza”. Pochi fiori, tante lettere. E’ successo solo ieri e ci sembra passata una vita, ma una cosa finora l’abbiamo capita: 

Nessuno resta più di chi se ne va così amato.

SIMONA ORLANDO con la comunità San Benedetto al Porto

I GAS (gruppi d’acquisto solidale)

Si chiamano G.a.s., Gruppi di acquisto solidale. Sono presenti in tutt’Italia. Permettono di acquistare soprattutto generi alimentari, ma anche prodotti di altro tipo. Hanno grande attenzione alla qualità e alla sostenibilità… 

LEGGI QUI: http://bit.ly/QlJ5jM




———–




Dal sogno al pragmatismo. Cinquanta anni di Unione Africana

Raffaele Masto ha condiviso un link.

Dal sogno al pragmatismo. Cinquanta anni di Unione Africana | Buongiorno Africa

www.buongiornoafrica.it

Dal sogno al pragmatismo. Cinquanta anni di Unione AfricanaPosted on 19 maggio 2013 by MastoLa settimana che si apre sarà quella dedicata al cinquantesimo anniversario della fondazione dell’Organizzazione per l’Unità Africana che nel 1999 si è trasformata in Unione Africana. C’è già in questo percor…