LUCIA CASTELLANO SUGLI OPG

Lucia Castellano
 
 
Venerdì sono stata con Sara Valmaggi a visitare l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere. Come saprete, la legge impone di chiudere queste strutture per sostituirle con presidi territoriali aperti 24 h al giorno. E’ sempre difficile avvicinarsi a questi temi. Si tratta della presa in carico di persone che hanno commesso dei reati e hanno problemi di salute mentale. Siamo tutti d’accordo che l’ internamento non guarisce e che gli OPG vadano chiusi ma progettarne l’eliminazione senza modificare il codice penale e’ davvero complesso. Abbiamo un anno di tempo, gli OPG chiuderanno nella primavera 2014. La storia di Castiglione delle Stiviere ci aiuta a capire il problema. E’ un ospedale che, da sempre, lavora con i centri psichiatrici del territorio per preparare i pazienti alla libertà progressiva. 480 dimissioni in tre anni sono la prova di questa fatica. E anche la recidiva cala in modo netto. Quindi, il tema di cui occuparci e’ il lavoro sulla persona malata e pericolosa e la capacità delle strutture territoriali di accogliere e curare. Non solo la sostituzione degli OPG con altre strutture. La Regione Lombardia ha appena approvato il progetto per la riconversione di Castiglione delle Stiviere e la contemporanea realizzazione di altre tre strutture extra ospedaliere, a Como, Desenzano e Garbagnate. Sono stati stanziati 30 milioni. Castiglione sarà trasformato in una struttura con 6 sezioni da 20 posti l’una. Benissimo, voila’ l’efficienza lombarda. Verifichiamo però, nel tempo, se queste strutture saranno mini/manicomi o davvero strutture d’integrazione sociale e cura, come dispone la legge. Vigileremo attentamente sul l’efficacia, oltre che sull’efficienza, di questa riforma.
Intanto a Castiglione ho respirato certamente un’aria diversa rispetto, ad esempio, a Montelupo Fiorentino e Aversa. Ma e’ un manicomio, con tutto lo strazio della malattia reclusa. E l’odore di istituzione totale. Cambiamo insieme queste realtà, per la sicurezza e la dignità di tutti.

DANTE DI NANNI



DANTE DI NANNI. Nato a Torino il 27 marzo 1925, caduto nella stessa città il 18 maggio 1944, motorista, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.


Intorno a mezzogiorno la notizia era già arrivata, creando viva eccitazione, nelle grandi fabbriche di Torino: “Stanno sparando contro le brigate nere in Borgo San Paolo”. In realtà erano i fascisti e i tedeschi che, con l’appoggio di un carro armato e di un’autoblinda, dalle 11 scaricavano gragnole di colpi contro le finestre del secondo piano di un edificio di via San Bernardino. Dalla casa, ogni tanto, partivano brevi, precise raffiche di mitra e qualche lancio di bombe a mano. Ad un certo punto una carica di tritolo bloccò anche il carro armato. Poi i colpi che arrivavano dalla casa si fecero sempre più radi e ad un tratto ad un balcone apparve la figura di un uomo; il giovane si avvicinò vacillando alla ringhiera, levò in alto il pugno chiuso in un ultimo gesto di sfida e si lasciò cadere nel vuoto. Così morì Dante di Nanni, che già pochi giorni dopo fu proclamato “Eroe nazionale” dal Comitato militare del CLN regionale piemontese. Il ragazzo era figlio d’immigrati pugliesi. A 15 anni era entrato in fabbrica, ma aveva continuato a studiare in una scuola serale. A 17 si era arruolato in Aeronautica e nell’agosto del 1943 era motorista al I Nucleo addestramento caccia di Udine. L’8 settembre del 1943 non segnò il ritorno a casa ma, con l’amico Francesco Valentino, poi impiccato dai fascisti in corso Vinzaglio a Torino, l’inizio della lotta contro i nazifascisti in una piccola banda nelle vicinanze di Boves. Dispersa la formazione, Di Nanni, sempre con Valentino, alla fine di dicembre riuscì a riparare nella sua abitazione torinese. L’inattività durò poco. Alla fine di gennaio, i due ragazzi erano già entrati nei G.A.P. comandati da Giovanni Pesce. La notte del 17 maggio Pesce, Di Nanni, Bravin e Valentino attaccano una stazione radio sulla Stura; prima di farla saltare in aria disarmano i nove militi che la presidiavano e, sulla promessa che non avrebbero dato l’allarme, salvano loro la vita. I gappisti, invece, vengono traditi e sono sorpresi da un intero reparto nemico. Nello scontro, i quattro rimangono tutti feriti, ma riescono a sganciarsi. Il più grave è Di Nanni, raggiunto da sette proiettili al ventre, alla testa e alle gambe. Pesce, ferito ad una gamba, riesce a trascinare Dante in una cascina e, all’alba, a farlo trasportare nella base di borgo San Paolo. Qui un medico antifascista vede il ferito, ne ordina l’immediato ricovero in ospedale e Pesce lascia Di Nanni per organizzarne il trasporto. Quando ritorna, i fascisti, avvertiti da una spia, stanno già sparando contro la casa di via San Bernardino.(1)

“Ora tirano dalla strada, dal campanile e dalle case più lontane. Gli sono addosso, non gli lasciano scampo. Di Nanni toglie di tasca l’ultima cartuccia, la innesta nel caricatore e arma il carrello. Il modo migliore di finirla sarebbe di appoggiare la canna del mitra sotto il mento, tirando il grilletto poi con il pollice. Forse a Di Nanni sembra una cosa ridicola; da ufficiale di carriera. E mentre attorno continuano a sparare, si rovescia di nuovo sul ventre, punta il mitra al campanile e attende, al riparo dei colpi. Quando viene il momento mira con cura, come fosse a una gara di tiro. L’ultimo fascista cade fulminato col colpo. Adesso non c’è più niente da fare: allora Di Nanni afferra le sbarre della ringhiera e con uno sforzo disperato si leva in piedi aspettando la raffica. Gli spari invece cessano sul tetto, nella strada, dalle finestre delle case, si vedono apparire uno alla volta fascisti e tedeschi. Guardano il gappista che li aveva decimati e messi in fuga. Incerti e sconcertati, guardano il ragazzo coperto di sangue che li ha battuti. E non sparano. È in quell’attimo che Di Nanni si appoggia in avanti, premendo il ventre alla ringhiera e saluta col pugno alzato. Poi si getta di schianto con le braccia aperte nella strada stretta, piena di silenzio.” (Giovanni Pesce, Senza tregua – La guerra dei GAP, Feltrinelli, 1967)


ED ECCO LA CANZONE A LUI DEDICATA DAGLI STORMY SIX 

http://www.youtube.com/watch?v=XXnEMfoXaCU



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IMPARARE A LITIGARE BENE TRA VICINI DI CASA

imparare a        tra vicini di casa 

 

 

sabato 25 maggio

workshop formativo

9,30-13.00/14.00-17.30

per imparare a comunicare i disagi della convivenza

conducono Paolo Ragusa e Laura Beltrami

 

Litigare bene: con i vicini di casa

 

 

La storia

La famiglia Brambilla ha adottato da ormai tre anni una piccola colonia di gatti randagi, che vive nel terreno confinante al condominio e che spesso frequenta il terrazzino di casa. Da due settimane una cucciolata di gattini ha ampliato la colonia, solo che l’altro giorno la signora Brambilla ha trovato sul proprio terrazzo uno scarpone da montagna e uno dei gattini tremante che zoppicava vistosamente. Il vicino di sopra, il signor Colombo, si lamenta da sempre di quella colonia di gatti: sporcano e rovinano le piante! Per di più ora reclama il suo scarpone, afferma che gli è caduto mentre lo stava pulendo.

La signora Brambilla stavolta è determinata: lo scarpone è una chiara ammissione di colpa, e minaccia seriamente di denunciare il signor Colombo. Anche il comune protegge le colonie di gatti randagi!

 

Ti riconosci?!?

Impara a lavorare sull’ascolto, sulla definizione del problema, e a scoprire come individuare e puntare sugli interessi comuni.

È il sistema vincente per una convivenza che funzioni!

 

ISCRIVITI

EUTANASIA LEGALE

Giovedì 23/5 è giornata nazionale per raccogliere firme sull’Eutanasia legale presso gli uffici comunali di tutti gli oltre 8.000 Comuni e Municipi  (o “Zone” delle grandi città) d’Italia. Basterebbero 7 firme per ogni Comune a raggiungere l’obiettivo delle 50.000 firme!

Cosa puoi fare?

 

http://www.eutanasialegale.it/

 

 

 

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Cie, la denuncia dei Medici per i diritti umani “Condizioni di vita inumane, peggio del carcere”

Cie, la denuncia dei Medici per i diritti umani “Condizioni di vita inumane, peggio del carcere” – R

www.repubblica.it

Un anno di visite nei centri dove sono detenuti gli immigrati dei dottori dell’associazione rivelano abusi, situazioni degradanti. Docce senza acqua calda, mancanza di riscaldamento di CORRADO ZUNINO
 
 
 

Words World Web 2013, Zoes a Terra Futura

 

Ci siamo!
Anche quest’anno, dal 17 al 19 maggio, nel contesto di Terra FuturaZoes sbarca alla Fortezza da Basso di Firenze con la nuova edizione di Words World Web, un’occasione di incontro, di approfondimento e di dibattito sul tema del rapporto tra reti e sostenibilità. L’evento sarà coperto da diretta streaming grazie aInToscana e vedrà al lavoro un agguerrito social media team. I temi principali? web-attivismo, innovazione e responsabilità sociale.
In più lo spazio di Words World Web sarà animato dagli eventi organizzati da Banca Popolare Etica, sarà possibile scoprire tutto sulla” chimica vivente per la qualità della vita” al corner di Novamont e incontrare gli amici della coop. Palm W&P che hanno realizzato lo stand a ridotto impatto ambientale con cui abbiamo scelto di presentarci in questa decima edizione di Terrafutura.
Infine un’ospite speciale e graditissima: l’associazione Navdanya International presieduta da Vandana Shiva.
Non mancherà, come di consueto, l’internet point, rigorosmente free software, di Libera Informatica.
Un grande ringraziamento va ai nostri direttori scientifici, Gianluca Diegoli (@gluca), Claudia Vago (@tigella), Maximiliano Bianchi (@Strelnik).

Ci trovate al piano terra della Palazzina Lorenese. Venite a trovarci!

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Fb: Words World Web
Zoes: www.zoes.it/wordsworldweb

Promosso da: Fondazione Culturale Responsabilità Etica e Fondazione Sistema Toscana
con il supporto di: Banca Popolare EticaNovamontPalm W&P
con il patrocinio di: AssoSCAI
in collaborazione con: Sisifo Italia

Leggi il PROGRAMMA COMPLETO



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12/5 GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA

http://www.vivereconlentezza.it/content/lunedi-13-maggio-2013-settima-giornata-mondiale-della-lentezza

LUNEDI’ 13 MAGGIO 2013 SETTIMA GIORNATA MONDIALE DELLA LENTEZZA | Vivere con Lentezza

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Lunedì 13 maggio 2013, sarà la Settima Giornata Mondiale 

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bella e possibile

 

Dal 1976 crediamo in un modo diverso di fare informazione, cultura e intrattenimento. Oggi chiediamo a tutti voi, ascoltatori e abbonati, uno sforzo in più per farci superare le acque agitate della crisi.

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Bella e possibile Tour 2013

 

Per tutta la campagna straordinaria di sostegno abbiamo organizzato per voi alcune iniziative speciali per incontrarci. Dai concerti ai flashmob all’aperitivo in via Ollearo, dove chi dona potrà ritirare materialmente la propria maglietta “Bella e possibile”! E se non potete venire a trovarci, veniamo noi da voi, la prossima settimana in cinque città della Lombardia.  

 

 

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