RAZZISMO – Meeting antirazzista di Cecina dedicato alle seconde generazioni

“Generazione Diritti” è il titolo della diciottesima edizione che si svolge dal 30 giugno al 7 luglio a Cecina Mare. Ci saranno politici, sindacal…

milano interculturale

Ragazzi nordafricani che ballano al suono di percussioni brasiliane, giovani cinesi e filippini che seguono il ritmo elettro-latino sparato dalle casse montate su una macchina dal gruppo di danza b…

Mia nonna ebbe il suo primo figlio all’età di 13 anni, il primo di quattordici figli. Sono venuta al mondo 9 mesi e 12 giorni dopo il matrimonio dei miei genitori, mia madre aveva appena compiuto 1…

Immigrati e media. Notizie quasi esclusivamente per cronaca nera. Ricerca

Su quotidiani e telegiornali gli immigrati occupano uno spazio marginale, nemmeno il 2% delle notizie, e sono solitamente citati per fatti legati alla cronaca nera dove conta soprattutto sottolinea…

LA LETTERA di un italiano ‘invisibile’: “Condannato a restare straniero”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: “Vivo, studio, lavoro e ‘tifo’ in Italia da 18 anni. Ma sono condannato dalla legge ad essere straniero”

“Pollo alle prugne”, lezione di multiculturalismo (e di censura) da Marjane Satrapi

La città nuova
“Pollo alle prugne”, lezione di multiculturalismo (e di censura) da Marjane Satrapi
Thu, 05 Apr 2012 05:00:32 +0000
Da domani potete vedere nelle sale “Pollo alle Prugne” di Marjane Satrapi. Ho aspettato molto un suo nuovo lavoro, perchè come molti ero rimasta folgorata da Persepolis. Così quando ho avuto la possibilità di partecipare all’anteprima con la sua presentazione, qualche settimana fa, non ho perso l’occasione. Il tema del film, e del libro da cui […]

I romeni vanno in giro come gangster anni Trenta? Ma Al Capone veniva dall’Italia…

http://lacittanuova.milano.corriere.it/2012/03/29/i-romeni-vanno-in-giro-come-gangster-anni-trenta-ma-al-capone-veniva-dallitalia/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=i-romeni-vanno-in-giro-come-gangster-anni-trenta-ma-al-capone-veniva-dallitalia

 

Il lettore Filippo Prada in un commento ha  posto a Mihai Mircea Butcovan questa domanda: (…): perché la maggioranza dei rumeni che vedo a Milano, a livello di “comunicazione fisica” con l’esterno, secondo me molto importante nel processo di integrazione (…), hanno, quando li incontri nei bar, nei locali, sul marciapide, quell’atteggiamento da gangster della Chicago anni 30 di Al Capone, tutti tesi e preoccupati di apparire duri e cattivi, con le loro macchine ribassate con ruote larghe, minigonne e vetri neri (a proposito, perche il 99% delle macchine rumene a Milano ha i vetri oscurati?).  C’entra qualcosa la cultura slava (ma i rumeni non mi pare siano slavi, vedi la lingua…)? O c’entra la dittatura comunista? So che puo’ sembrare una domanda assurda, ma per me non lo e’ affatto. Grazie

La risposta di Mihai:

Gentile “neo” lettore di questo “bellissimo blog”, grazie per il Suo commento e per le osservazioni condivise. Abbiamo bisogno di lettori attenti che vigilino sul rischio di autoreferenzialità. “Chi non riceve critiche invecchia male” scrivevano i ragazzi della scuola di Barbiana nella loro “Lettera a una professoressa”. Faremo tesoro dei Suoi consigli, gentile amico.

Sono d’accordo con Lei sulla messa al bando di parole come “tolleranza”. Dal giornalista Lorenzo Guadagnucci ci arrivano altri suggerimenti sulle “Parole sporche” (per citare il titolo di un suo libro, ancora poco recepito dagli stessi suoi colleghi, operatori dell’informazione).

Lei, caro lettore, crede di «conoscere il motivo per cui “generalmente” […] gli italiani sono così vergognosamente individualisti, con uno scarsissimo senso civico e con così poca propensione al rispetto delle regole comuni, oltre alla naturale inclinazione a “fregare” chicchessia». Ora non può lasciarmi così, senza un approfondimento della questione che sarebbe il punto di partenza per eccellenza verso l’obiettivo di apportare migliorie al Belpaese.

Alla domanda sul mio “popolo d’origine” veniva di pancia la risposta “ma Lei che bar frequenta?”.

Però, Lei mi insegna, non possiamo permetterci di essere superficiali su questioni che riguardano la conoscenza dell’animo umano. I romeni con macchine dai vetri oscurati ricordano i gangster chicagoans degli anni 30?

Al Capone, quello che oggi definirebbero “di seconda generazione”, ha in comune con i romeni che Lei descrive proprio l’Italia. Ma se costui ha fatto scuola anche nei paesi dell’Est europeo, via Chicago, non è colpa di tutti gli italiani.

I vetri oscurati possono, come i SUV, rappresentare per qualcuno uno status symbol. Forse è proprio questo il punto: nella società consumistica si bada molto alla “comunicazione fisica con l’esterno” tralasciando troppo spesso un ulteriore approfondimento.

Così ci siamo abituati a giudicare il monaco dall’abito, e il monaco ora bada troppo all’abito, al cappuccio e alla tonsura.

Che la maggioranza dei romeni milanesi sia così come la descrive? Che la maggioranza delle macchine coi vetri oscurati siano di romeni o di gente venuta dall’Est? Ho qualche dubbio e a me poco importa a quale popolo appartiene chi si presenta nel modo che lei descrive. La dittatura del comunismo, come il consumismo, ha prodotto dei megalomani.

Battiato ci ammoniva in una sua canzone: “L’evoluzione sociale non serve al popolo se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero”. Ma non specificava, appunto, il popolo.

Nella foto, “Al Capone” nell’interpretazione dell’attore Rod Steiger (1959)

Una visita in Sinagoga nel giorno sacro di Shabbat Avete mai scoperto un mondo diverso a Milano?

Una visita in Sinagoga nel giorno sacro di Shabbat Avete mai scoperto un mondo diverso a Milano?
Sat, 03 Mar 2012 06:30:15 +0000
Milanese, figlia di milanesi, nipote di milanesi, sempre vissuta a Milano. Quando mi presento amo far notare, almeno, che ho la nonna sarda, elemento “esotico” della mia biografia. Da diversi anni, però, scoprire le anime nascoste della città è diventato un mestiere e qualcosa di più, a contatto con giovani dalle più svariate origini che […]