parole sagge (da saverio tommasi)

E’ online PAROLE SAGGE, il documentario che ho realizzato a integrazione di un bel progetto universitario. Sono STORIE NIENT’AFFATTO VECCHIE. 15 donne e uomini, fra aneddoti e un pizzico (abbondante) di commozione. Fra le protagoniste anche le mie nonne (scoprite chi sono!)
Importante: guardatelo quando avete tempo. Dura 38 minuti e andrebbe visto tutto quanto insieme. Possibilmente. Come un vecchio film. Ecco: Parole Sagge. Storie nient’affatto vecchie
(oppure direttamente al link: http://www.youtube.com/watch?v=I2nDXq27ZG4).

‘Parole Sagge’ non raggiungerà le ventimila visualizzazioni in sette giorni, come è accaduto per Lega Nord: Saverio Tommasi alla scoperta dell’ultima Tribù, eppure vi assicuro che i protagonisti del primo sono moooolto migliori!! 🙂

ps. Vi ricordo la proiezione in prima assoluta di DIODI, ven. 17 febbr. al teatro/cinema Puccini, Firenze. Ore 21:00. Biglietti già in prevendita, sia in teatro che tramite circuito box office, anche online. Due partigiani e due partigiane. Due registe e due registi. Uno di questi sono io. Sbirciate il trailer.

Saverio Tommasi
http://www.saveriotommasi.it

 

garzie

7/6 BIBLIOTECA DI BOLLATE: MOSTRA DI ANGELO FEDELI, 88 ANNI, PARTIGIANO

 

INAUGURAZIONE MOSTRA “FILI D’ARTE, TRAME DI VITA” PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE DI BOLLATE – MARTEDI’ 7/6 ORE 11. NON MANCATE!

 

LA MOSTRA POI RESTERA’ APERTA DAL 7 AL 18/6 NEGLI ORARI DELLA BIBLIOTECA.

 

clicca su _ LOCANDINA angelo.doc

info:  http://www.insiemegroane.it/root/eventi/SchedaEvento.asp?idEvento=10453&categoria=&appuntamenti&idcomune=2&pagina=

tel. 02.35005501

ED ECCO UNA DELLE OPERE DI ANGELO: BELLA VERO?! 

la stanza rossa.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

CHI SONO:

 

Mi chiamo Angelo Fedeli, sono nato a Milano il 13 aprile del 1923. Ho dunque 88 anni. Ho sempre abitato a Bollate. Ho frequentato le elementari e poi sono andato a lavorare come meccanico di precisione alla ditta Leon Behans di Bollate. Purtroppo scoppia la seconda guerra mondiale. Parto per la Jugoslavia nell’aprile del 44. Lascio a casa la mia cara mamma e la mia fidanzata Rina. Sono tornato a casa solo all’armistizio. Che bello rivedere la mia Rina! Ma purtroppo questo idillio è stato di breve durata perché  sono dovuto scappare dai fascisti. Mi sono  rifugiato in montagna e ho fatto parte come partigiano della Brigata Moscatelli. Mi ricordo l’entrata a Milano il 25 aprile del 45! Che emozione! Tornato finalmente a casa nel 1946 mi sposo con la mia Rina, moglie dolce e premurosa. Abbiamo due figli: Ornella, che nasce nel 49 e Felice Alessandro, nato nel 61. Io continuo a lavorare come meccanico sul tornio e intanto coltivo i miei hobby. A casa ho tanti uccellini, una passione trasmessami dal papà che costruiva le gabbie degli uccellini con il legno. Vado al bar dell’oratorio con i miei amici a bere un bicchiere di spuma o di vino bianco. Amo la pesca e con la società “La famèta” vado spesso al laghetto di Garbagnate.

Con il capo della ditta in cui lavoro, il signor Lasagni, e altri amici andiamo spesso in montagna a camminare e alla domenica durante la bella stagione vado in bicicletta col “Gruppo 10” che è la società sportiva bollatese.

La famiglia poi si allarga. Si sposano i figli e io e la Rina ci ritroviamo nonni di tre nipoti. Purtroppo nel 2003 mia moglie muore e tutta la famiglia si ritrova con un grande vuoto nel cuore. Cerco di reagire, accudisco la casa, faccio la spesa, mi metto persino a stirare, vado al cimitero tutti i giorni ma quel vuoto non diminuisce. Ma dopo tre anni comincio ad avere problemi di salute e dopo un ricovero all’ospedale mi mandano in una casa di riposo vicino a Erba per un mese. Nel frattempo mia figlia che abita ancora a Bollate raggiunge la figlia a Domodossola per aiutarla ad accudire il nipotino. Sono diventato bisnonno! Visto che a casa solo non riesco più a stare, mio figlio riesce ad avvicinarmi a casa sua, Monza, trovando un posto nella Residenza Bellani dove sono ospite tuttora.

Qui devo ricominciare a vivere con altre persone e la cosa è molto faticosa ad una certa età. Ma all’improvviso scopro di saper fare dai quadri in un modo “strano”. Mi serve tutta la mia precisione che mettevo nel  lavoro e riaffiora in me la voglia di leggere i libri d’arte, passione che avevo già da giovane.

Con l’animatrice scegliamo il pittore, poi il quadro, lo riportiamo tale e quale su una stoffa, scegliamo le stoffe del colore giusto, le ritaglio a quadretti e poi con il pennello e la colla eseguo il collage. Questa attività riempie le mie giornate dandomi delle grandi soddisfazioni. Mi ritrovo a leggere la vita di Van Gogh, la storia dei mosaici di Ravenna ecc. La mia prima mostra esterna alla Residenza Bellani (dove ogni anno metto in mostra i quadri realizzati in quel periodo) è stata fatta a Monza, alla Circoscrizione di San Rocco ed è stata un successo. Dimenticavo di dire che da qualche anno curo anche degli uccellini nel reparto e una coppia ha fatto più di 10 piccoli!! Per loro semino l’insalata e sull’”ortomobile” la faccio crescere spostando il carrellino sul balcone in cerca di sole. Quando mi hanno detto della possibilità di esporre i miei quadri al mio paese mi sono molto emozionato. Spero tanto di ritrovare persone che conosco e anche qualche mio amico di gioventù! Vi aspetto!

Deriu Fiorenza, Sgritta Giovanni B.,”La violenza occulta. Violenze, abusi e maltrattamenti contro le persone anziane”

Deriu Fiorenza, Sgritta Giovanni B.,”La violenza occulta. Violenze, abusi e maltrattamenti contro le persone anziane”, Edizioni Lavoro, Roma, 2009, pp. 152, € 14,00

Un’analisi della violenza contro le persone anziane (in Centro Maderna)
Con l’allungamento della vita, cambiano la condizione anziana, l’immagine che gli anziani hanno di se stessi, la rappresentazione di ciò che li minaccia. La percezione dell’insicurezza alimenta la paura e spinge i più fragili a chiudersi nel privato e a rinunciare alla vita di relazione. E tuttavia i frequenti episodi di criminalità comune contro gli anziani sono solo un aspetto del problema. Non meno grave è la violenza che si innesca quando le condizioni di vulnerabilità e dipendenza dell’anziano non autosufficiente entrano in corto circuito. Una minaccia più insidiosa, perché subdola e sottratta alla vista dei più. È nelle pieghe del quotidiano che si avvertono le carenze del legislatore, delle istituzioni, degli amministratori, delle forze sociali e delle stesse famiglie. Fa difetto a tutti la conoscenza della gravità del problema. Molto cammino resta da percorrere per colmare il deficit di controllo negli istituti di cura e ricovero e soprattutto sotto il profilo della prevenzione.

Da: www.edizionilavoro.it)
Deriu Fiorenza, Sgritta Giovanni B.,”La violenza occulta. Violenze, abusi e maltrattamenti contro le persone anziane”, Edizioni Lavoro, Roma, 2009, pp. 152, € 14,00.