22/10 presentazione del libro “Lettura guidata alla Carta Costituzionale”.

Mer 13 ottobre 2010, 10:39:55
Presentazione del libro “Lettura guidata alla Carta Costituzionale” – Milano 22 ottobre 2010

Da:
Fondazione Roberto Franceschi – Comunicazione <comunicazione@fondfranceschi.it>

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COMUNICATO STAMPA
 
Gentile dottore/dottoressa,
 
le inviamo l’invito per la presentazione del libro “Lettura guidata alla Carta Costituzionale“.
 
Il Seminario di presentazione della Costituzione commentata si svolgerà venerdì 22 ottobre
2010 dalle ore 9.00 alle ore 12.30 presso la Sala della Provincia di Milano, in via Corridoni 16 a Milano.

 
L’incontro è rivolto prevalentementeagli studenti e ai docenti delle scuole di istruzione superiore della regione Lombardia e alla cittadinanza.
 
Ingresso libero, fino a esaurimento posti.
 
Le chiediamo la massima divulgazione dell’iniziativa e la ringraziamo fin d’ora per l’attenzione e per la sua gradita partecipazione.
 
Alleghiamo:
– comunicato stampa
– locandina del Seminario
 presentazione del libro della Costituzione commentata. 

 
Cordiali saluti
 
Marcella Favari
Fondazione Roberto Franceschi Onlus
Sede organizzativa: Via Val d’Ossola, 19
20162 Milano
Mob. 392 6510274
Tel  02 3669 5661
Fax 02 3669 5665

Massimiliano Panarari – L’egemonia sottoculturale

 

Paola Pessina
C’è un bel saggio in argomento, Anna, di 130 pagine: Massimiliano Panarari, L’egemonia sottoculturale, Einaudi.
In rete, trovi parecchie recensioni: vedi qui, per esempio:
http://www.marcodalcin.it/l%E2%80%99egemonia-sottoculturale-massimo-panarari/Mostra tutto
25 minuti fa ·

Prescrizione, una legge razzista

DA PEACEREPORTER

13/11/2009

Truffatori, evasori, ricettatori, corrotti avranno la certezza dell’impunità. Gli immigrati irregolari, invece, saranno esclusi dal provvedimento

Truffatori, evasori, ricettatori, corrotti avranno la certezza dell’impunità. Gli immigrati irregolari, invece, no.

Con il disegno di legge sulla prescrizione presentato dal governo, l’Italia fa un ulteriore passo indietro nel suo cammino verso l’inciviltà. Il provvedimento è composto da tre articoli. Il terzo è il più devastante: prevede che, trascorsi due anni a partire dal rinvio a giudizio, il processo si estingua se non si arriva all’emissione della condanna, per i reati inferiori ai dieci anni. Ghedini e soci bloccano così i tempi del processo a sei anni: due per il primo grado, due per il secondo, due per il terzo. Se in ognuna di questa tre fasi il giudice sfora il limite dei due anni senza emettere sentenza, il processo muore.

Il principio è giusto, e obbedisce alla richiesta di tempi ragionevoli per l’azione penale inoltrata dall’Unione Europea. Per il milione e mezzo di processi arretrati Bruxelles ci ha punito nel 2008 con 25 milioni di euro di multa. Ciò che è sbagliato la soluzione. In Italia il 70 percento dei reati ha pene inferiori ai dieci anni. I processi per reati contro la pubblica amministrazione, dalla corruzione alla concussione all’abuso, i reati societari e finanziari (non la bancarotta che ha una pena superiore ai 10 anni), ma anche l’usura e l’estorsione moriranno. Sono già morti quelli iniziati più di due anni fa. Significa che Berlusconi è salvo. E gli imputati per i processi Cirio, Parmalat, Eternit, Thyssen, anche. Il clandestino che commette un furto verrà invece condannato. Perchè il ddl esclude dalla prescrizione tutti i reati commessi da immigrati irregolari.

Perchè il furto di una mela da parte di un clandestino, essendo escluso dalla prescrizione, dovrebbe essere equiparato a reati di grave allarme sociale, come l’associazione a delinquere, o il terrorismo? Lo chiediamo all’avvocato Alessandra Ballerini, da sempre in prima fila per la difesa dei diritti degli immigrati. “Perchè in questo Paese la legge non è uguale per tutti. O meglio, perchè la legge per qualcuno è ‘più uguale’ e per qualcuno lo è meno. Questo provvedimento ha nella sostanza la stessa ispirazione del pacchetto sicurezza, che ha introdotto il reato di clandestinità. Si intende reprimere e penalizzare il clandestino solo perchè non ha permesso di soggiorno, in nome di una sicurezza tanto sbandierata ma per raggiungere la quale si adottano provvedimenti esclusivamente finalizzati a punire l’immigrato. Risolto il problema immigrazione, risolta l’equazione clandestino-criminale, pare che in Italia davvero non esistano altri problemi. Se passa questa legge uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione, riceverà una nuova spallata. O l’articolo si applica a tutti o a nessuno. E’ normale che la richiesta di non includere i reati commessi dai clandestini nella legge sulla prescrizione provenga dalla Lega. Non so davvero come commentare tale legge. Il reato penale, ovvero la possibilità di essere giudicati dovrebbe costituire un deterrente. So che vengo punito perchè rubo una mela. Allora mi sforzo di non rubarla. Ma se vengo punito solo perchè esisto, e non ho avuto possibilità di ottenere il permesso di soggiorno, mica posso sforzarmi di non esistere più, o di non essere più straniero. Anche se mi impegno di più, anche se non commetto reati, rimango clandestino. E pertanto punibile. Tutto ciò è assurdo. Chi ha il permesso di soggiorno fa di tutto per non perderlo, e pertanto fa di tutto per non delinquere. Ma oggi gli immigrati vivono tempi difficili. Ancora più duro sarà per loro sopravvivere qui con gli accordi di integrazione, previsti dal pacchetto di sicurezza. Col permesso di soggiorno a punti l’immigrato perderà il diritto di stare nel nostro Paese ogni volta che avrà superato un certo numero di piccoli reati di natura amministrativa o tributaria. Se non paga la multa sull’autobus, o la tassa sulla spazzatura, per esempio. Che Paese, eh?”.

La doppia sfida del premier ai cardini della democrazia

La doppia sfida del premier ai cardini della democrazia
di Ferdinando Imposimato [8/11/2009]

Il capo del Governo lancia la doppia sfida: “il premier deve essere eletto dal popolo“; subito dopo annuncia la riforma della costituzione che- egli aggiunge- “è superata nella pratica“. “E’ ora che la Costituzione formale sia aggiornata e messa al passo con la realtà del Paese“. Nel senso che egli già agisce spavaldamente contro la Costituzione formale, come capo di una Repubblica Presidenziale, delegittimando il Parlamento. Altro obiettivo è la riforma della Giustizia .

Subito dopo il Premier ha lanciato un ultimatum ai suoi alleati: “ Chi non ci sta, fuori dal PDL”, con il metodo “democratico” proprio dei despoti insofferenti di qualunque forma di dissenso. Gianni Letta è incaricato di verificare possibili convergenze con il PD sulla riforma. I segnali che vengono dalla opposizione del PD sono preoccupanti. Massimo D’Alema, anima nera del PD, ha dato la sua benedizione al segretario Pierluigi Bersani, auspicando “il confronto con la maggioranza”. Il dubbio atroce è che D’Alema sia già d’accordo con Berlusconi su ciò che bisogna riformare in materia di premierato e di giustizia. In cambio della carica , decisa da Silvio Berlusconi, di Ministro degli Esteri Europeo. Il dubbio nasce dal fatto che egli non ha detto una sola parola, nella intervista a Repubblica dell’8 novembre, sulla doppia sfida del Presidente del Consiglio alla Costituzione: presidente eletto dal popolo e un argine ai magistrati, colpevoli di voler attuare il principio che la legge è uguale per tutti.

La riforma costituzionale cui aspira il Presidente del Consiglio è un premierato assoluto che realizzi nel presidente del consiglio una concentrazione di poteri assai superiore a quella di cui dispongono tutti i capi di Stato e di governo dei paesi democratici, a cominciare dal Presidente degli Stati Uniti e dal primo ministro inglese. Giuliano Vassalli , nel convegno del novembre 2004 sulla Repubblica parlamentare alla Camera dei deputati, ha ricordato che il nome di Primo Ministro, proposto dalla vecchia maggioranza di centro destra, era stato introdotto nel nostro ordinamento con legge 24 dicembre 1925, n 2263, che fu considerata uno dei pilastri della cosiddetta costituzione fascista. Vassalli denunciò l’eccesso “sbalorditivo” dei poteri che venivano attribuiti nel 2005 al Presidente del Consiglio dei Ministri, fornito di un potere di ricatto nei confronti della Camera dei deputati, i cui membri erano sottoposti alla minaccia di scioglimento anticipato. Ed è la spada di Damocle dello scioglimento delle camere che agita anche oggi il Presidente del Consiglio per ricattare maggioranza ed opposizione. Il Presidenzialismo voluto dal popolo potrebbe sedurre la maggioranza degli italiani, frastornati dalla demagogia e dalla disinformazione. Essi si sentirebbero valorizzati nella scelta del Capo dello stato . Ma essi non devono dimenticare che sarebbe pericoloso dare il potere ad una sola persona. Se il primo ministro , con i poteri limitati che ha, ne combina di tutti i colori, con leggi ad personam e scandali di ogni genere, cosa farebbe senza il controllo di legittimità dei magistrati ordinari e contabili? E del Parlamento ?

L’ insegnamento di Aristotele è che “Quelli che stanno al governo sono soliti fare molte cose per dispetto o per favore”. Non si può disconoscere l’attualità di questa analisi, ricordando scandali e arbitri di certi governanti di oggi.

La nostra Costituzione oggi impedisce che il presidente del Consiglio possa fare quello che vuole. Noi ribadiamo la fedeltà alla democrazia parlamentare .

Quanto alla riforma sulla giustizia, c’è da temere il peggio. Anche per la disponibilità di una parte del PD al dialogo. I precedenti politici di Massimo D’Alema non tranquillizzano. Egli, come Presidente della commissione bicamerale, fece un tentativo di varare una forma di premierato forte. E di limitare le funzioni del CSM : con il progetto di legge costituzionale adottato dalla Commissione parlamentare per le riforme costituzionali (Commissione “D’Alema” della XIII legislatura, mai approvato), che prevedeva che il CSM fosse composto di una sezione per i giudici e di una sezione per i pubblici ministeri. Un preludio alla separazione delle carriere e alla subordinazione del PM al Ministro della Giustizia.

Il premier non esplicita il suo progetto in forma chiara. Ma noi sappiamo che l’indipendenza della magistratura, se fosse varata la riforma voluta dal presidente del Consiglio, sarebbe compromessa dallo svuotamento del potere del CSM : la selezione, nomina e carriera dei magistrati, sarebbero esercitate di fatto dal Ministro della Giustizia, attraverso un CSM governato da politici al servizio dell’esecutivo . Il Governo potrebbe nominare capi di uffici giudiziari a sua scelta, ed avere giudici subalterni al potere politico, come avveniva una volta, ai tempi delle stragi di piazza Fontana e di Portella delle Ginestre. Con la impunità dei responsabili delle stragi.

In conclusione, la riforma voluta dal Premier è un vero e proprio mostro fondato sulla logica perversa dello scambio tra i principi costituzionali e la sopravvivenza della maggioranza.

Per fare fronte alla emergenza democratica, serve una forte mobilitazione sociale. Il passaggio è critico e non permette tentennamenti di sorta. Tocca a tutti gli italiani, al di là delle loro appartenenze politiche , dire no al Presidente del Consiglio.

Ferdinando Imposimato

Siamo per la separazione dei poteri prevista dalla nostra Costituzione, la riforma voluta dal Premier è un vero e proprio mostro fondato sulla logica perversa dello scambio tra i principi costituzionali e la sopravvivenza della maggioranza.

Aderite e invitate alla
Mobilitazione popolare contro le riforme annunciate dal Governo
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Partecipate al
No Berlusconi Day – 5 Dicembre 2009
http://www.facebook.com/no.berlusconi.day

GRAZIE