NL CEDRONEWS (#dipendenze, #addiction)

Retecedro – Rete dei centri di documentazione sulle dipendenze patologiche Regione Toscana
A Io
Nov 28 alle 5:57 PM

Vi inviamo l’ultimo numero di CEDRONEWS Anno XI, n10.dicembre 2013 che contiene articoli e documentazione sui temi: – EDITORIALE – SPECIALE HIV/AIDS La Redazione: D. D’Angelo, A. Russo, L.Neri Per leggere le newsletter http://www.retecedro.net/newsletter-pubblicate/

Il Piacere e il Male – Incontro con l’antropologa Giulia Sissa

 
Ora
venerdì 3 dicembre · 17.30 – 19.30

Luogo Auditorium della Fondazione Banca del Monte, Piazza San Martino, Lucca

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Il Piacere e il Male – Incontro con l’antropologa Giulia Sissa

L’incontro con la professoressa Giulia Sissa, antropologa e filosofa, si pone lo scopo di indagare in profondità un fenomeno sociale quale quello dell’abuso di droga e di alcol che tocca non solo e non più i giovani, ma fasce sociali e generazioni diverse tra di loro.
Giulia Sissa, ricercatrice del Cnrs francese, è ora docente alla UCLA (University California Los Angeles); profonda conoscitrice del mondo antico, traccia il persorso filosofico sul tema del piacere.
Sissa afferma che il piacere è negativo e il desiderio è insaziabile. Per comprendere il desiderio dell’uomo occidentale di oggi che lo porta alle mille dipendenze parte da Platone. Perché Platone? Perché è il primo ispiratore del paradigma “bulimico”: che riguardi cibo, sesso, alcol o danaro, il desiderio desidera se stesso, si esaurisce nel suo stesso appetito, ma soprattutto è per sua essenza negativo; illusorio ed effimero, coincide con una sensazione di vuoto che, appena colmata, si riaccende. Quale migliore descrizione dell’ossessione del “buco” o dello “sniffo”, che induce il tossico a cercare una dose dalla quale non otterrà godimento ma solo liberazione dal dolore della crisi di astinenza?
Ma fermarsi a Platone significa cogliere solo l’abisso del drogato, ignorando il piacere reale che la droga regala prima di trascinare le proprie vittime nell’inferno della dipendenza. Trascurare questo secondo aspetto, come fanno le campagne di dissuasione che si limitano a demonizzare la droga, scrive Sissa, significa indebolire la nostra capacità di combatterla. Quindi l’autrice suggerisce una seconda genealogia del piacere, che parte dalla concezione stoico-epicurea: se non degenera nella crapula, insegna Epicuro, il piacere non è qualcosa di illusorio e negativo, colui che soddisfa con moderazione i propri desideri conosce un piacere reale. Ma questo vale anche per le droghe? Thomas de Quincey ne era convinto, durante gli otto anni in cui riuscì a godere le delizie del laudano senza sprofondare nell’assuefazione. Ma anche per lui l’assuefazione è infine arrivata. Dunque aveva ragione Platone?
La risposta di Sissa è duplice: sì, nel senso che la sua descrizione della negatività del desiderio coglie perfettamente l’esperienza della tossicodipendenza; no, nel senso che l’idea secondo cui il desiderio sarebbe per sua natura smisurato è sbagliata. Per sostenere questo giudizio articolato, l’autrice convoca Freud che non crede alla platonica insaziabilità del desiderio: insaziabile è solo il desiderio nevrotico, regressivo. Al contrario, l’adulto impara ad applicare il principio di realtà, che non è rinuncia al piacere bensì differimento della soddisfazione immediata per ottenere un piacere futuro.
Sissa vede insomma un Freud capace di assumere l’insegnamento di Epicuro senza dimenticare quello di Platone. E il platonismo emerge, non a caso, di nuovo in relazione alla droga. A lungo consumatore di cocaina, Freud impara a sue spese che il piacere della droga è piacere nevrotico che l’assuefazione trascina fatalmente verso l’abisso. Ecco dunque la ricetta “freudiana” contro la droga: non disconoscere il piacere reale che certe sostanze procurano all’inizio, ma rinunciarvi in nome del principio di realtà, visto che rinunciare significa preservare il piacere futuro dalla dolorosa ipoteca della dipendenza..

DIPENDENZA DA GIOCO D’AZZARDO

Ugo Albano, IL SALTO NEL VUOTO Ovvero: dal gioco d’azzardo al gioco con se stessi

Paolo Ferrario | 31 ottobre 2010 at 09:17 | Categorie: dipendenze | URL: http://wp.me/peMEr-30N

Non più l’eroina, né la cocaina, c’è un’altra sostanza che, secondo alcuni studi, si starebbe affermando nel nostro Paese e nel mondo intero: il gioco d’azzardo. E’ una dipendenza più subdola della classica “roba”, proprio perché pensata in una pratica popolare, quale è il gioco. E’ d’altra parte una dipendenza in cui è facile cadere, in quanto la “sostanza” in questione non è né vietata, né farmacologicamente rilevante. E’ una “dipendenza senza sostanza”, eppur capace di stravolgere la vita di chi ne è interessato. Tale dipendenza inizia ora ad afferire anche ai servizi specialistici,.

Sul piano specifico della dipendenza patologica alcuni ser.t. si stanno attrezzando, esistono già in giro per l’Italia diverse realtà di auto mutuo aiuto, stanno già nascendo“comunità terapeutiche” per questo tipo di popolazione. Ecco che allora la natura di questi servizi cambia: il loro oggetto di lavoro non è più la tossicodipendenza (vale a dire la dipendenza da sostanze tossiche), ma la dipendenza in sé (in quanto comportamento). Si passa cioè dalla sostanza (spesso vietata) all’uso-comportamento (permesso, anzi di regola incoraggiato e pure pubblicizzato dallo Stato)

 

segue qui:

 

 

GRAZIE

Minori, tossicodipendenza, detenzione


Minori oltre la detenzione – Interventi territoriali multiprofessionali con minori d’area penale abusatori di sostanze stupefacenti
Il un taglio molto ‘operativo’, il convegno affronta le questioni emerse dalla collaborazione tra i diversi servizi. Per il progetto “Spazio Blu” di Comunità Nuova interverranno don Gino Rigoldi, durante la tavola rotonda, Anna Dell’Orto e Luca De Vecchi sul tema della multi professionalità. GIOVEDI’ 18 NOVEMBRE DALLE 9,00 ALLE 17,00 ALL’AUDITORIUM “GIORGIO GABER” PRESSO IL PALAZZO PIRELLI DI MILANO.
A richiesta sono previsti i crediti ECM. Nell’allegato PDF trovate il programma completo e la scheda di iscrizione.

 >>> LA SCHEDA DI SPAZIO BLU  >>> IL PROGRAMMA E LA SCHEDA DI ISCRIZIONE 

 

 

ciao

Le «stanze del buco» in Europa: risorsa o minaccia?

(Foto: Compound Eye/flickr)

Le «stanze del buco» in Europa: risorsa o minaccia?

È necessario che lo Stato controlli in qualche modo il consumo di droghe pesanti? Si tratta di un interrogativo che l’Europa si pone, seppur con differenti livelli di priorità, a seconda dei Paesi. Se, da una parte, alcuni governi più all’avanguardia hanno già istituito le cosiddette shooting rooms, altri preferiscono frenare gli entusiasmi di chi è favorevole a questa soluzione. In nome dell’etica, ovviamente…  Leggere l’articolo

da cafebabel.com

ciao

ITALIA – Metadone e buprenorfina, Dpa studia come rendere la vita più difficile ai tossicodipendenti

Notizia  6 agosto 2010 17:00   E’ necessario “porre molta piu’ attenzione nell’affidamento dei farmaci sostitutivi (metadone e buprenorfina) alle persone tossicodipendenti in trattamento. Bisogna rispettare i criteri piu’ rigidi, al fine di evitare la cessione impropria ad altre persone di tali farmaci”. Lo sottolinea in una nota il Dipartimento politiche antidroga (Dpa), dopo l’arresto di un tossicodipendente romano di 46 anni, accusato di aver provocato la morte di un ragazzo di 15 anni in seguito alla cessione di una dose di metadone.
Il Dpa sta studiando, “di concerto con il ministero della Salute, soluzioni piu’ idonee soprattutto per la tutela dei minori e dei bambini che a volte vivono con persone tossicodipendenti in trattamento farmacologico ai quali viene affidato il metadone a domicilio. E’ necessario quindi che i servizi applichino una modalita’ di affidamento di questi farmaci, in modo piu’ scrupoloso e attento, tenendo conto soprattutto dei criteri che si basino su un preciso piano di reinserimento e riabilitazione del soggetto”.
“Prevedendo quindi l’affidamento per quelle persone che svolgono un’attivita’ lavorativa e che presentano malattie tali da non poter consentire l’accesso quotidiano ai servizi.
Il metadone, poi, una volta affidato non puo’ essere ceduto per nessun motivo. Resta da stabilire nel caso in questione se non vi siano anche altre sostanze che possano aver causato la morte per overdose”. Il Dpa riporta inoltre le numerose segnalazioni pervenute dagli operatori in merito alle gravi difficolta’ che subiscono per la carenza di personale e il contemporaneo e continuo aumento degli utenti “che, a volte, vede l’affidamento dei farmaci come unica soluzione, anche se impropria, per fronteggiare un’oggettiva difficolta’ organizzativa che tuttavia non puo’ giustificare un sistema terapeutico di questo tipo”.

da aduc salute

FRANCIA – I-dosing: lo sballo digitale

da aduc salute

FRANCIA – I-dosing: lo sballo digitale  

Notizia  9 agosto 2010 19:20   

 Lo ‘sballo’ diventa digitale, si puo’ scaricare da Internet e non lascia tracce nel sangue o sui capelli perche’ a far ‘partire il cervello’ sono suoni che, ‘assunti’ in un modo particolare, fanno entrare in trance. E’ l’I-dosing, la ‘droga in cuffia’, somministrata attraverso file musicali ‘spacciati’ in rete. Una novita’ che arriva dagli Usa, resa nota dopo gli allarmi lanciati da una catena televisiva, e di cui cominciano ad interessarsi anche le agenzie europee per il controllo delle tossicodipendenze, a partire dall’ente interministeriale francese di lotta alla droga (Mildt) che considera il fenomeno ‘sorvegliato speciale’, anche se non ci sono divieti in vista.
Non tutti gli esperti, infatti, concordano nel definire l’I-dosing realmente ‘efficace’: alcuni specialisti lo considerano una semplice illusione sonora e non e’ stata dimostrata la capacita’ di indurre dipendenza. La droga digitale, di cui numerosi video su YouTube mostrano i presunti effetti, ha cominciato ad allarmare gli americani in primavera dopo il caso di alcuni studenti scoperti in stato di evidente alterazione durante le lezioni, nonostante non avessero assunto ne’ stupefacenti ne’ alcol.
A provocare lo ‘sballo’ dei ragazzi l’ascolto di file musicali, che contengono sequenze ‘binaurali’ con frequenze diverse tra un orecchio e l’altro. Si tratta di una tecnica basata su un principio gia’ conosciuto nell’800 che e’ in grado di produrre un effetto ipnotico sul cervello, attraverso l’alterazione delle onde celebrali.
Negli Usa alcuni media riferiscono di un uso sempre piu’ frequente della ‘droga in cuffia’ che, secondo esperti statunitensi, potrebbe rivelarsi particolarmente pericolosa, soprattutto perche’ attualmente non e’ prevista alcuna forma di controllo e nessuno impedisce ai ragazzi che la usano di fare attivita’ che, in stato di alterazione, possono diventare pericolose, come ad esempio guidare.