G8 – CASSAZIONE: A BOLZANETO FURONO VIOLATI I PRINCIPI DELLO STATO DI DIRITTO

da Daniele Biella (che ringrazio!)
di nuovo parliamone, con gli amici, i parenti, i colleghi, i conoscenti, con chi nega, all’infinito. la verità su Genova 2001 deve arrivare alle orecchie di tutti. anche di chi non vuole ascoltare.

G8, Cassazione: “A Bolzaneto accantonati i principi-cardine dello stato di diritto” – Genova -…

genova.repubblica.it

Rese note le motivazioni della sentenza dello scorso 14 giugno per i fatti del luglio 2001. Un “trattamento” dei detenuti “contrario alla legge” e “gravemente lesivo della dignità delle persone”

AMNESTY: CILE – L’IMPUNITA’ DEVE FINIRE

COMUNICATO STAMPA                                                                             
CS108-2013 

CILE: 40 ANNI DOPO IL GOLPE DI PINOCHET, L’IMPUNITA’ DEVE FINIRE 

Alla vigilia del quarantesimo anniversario del colpo di stato del generale Augusto Pinochet in Cile, Amnesty International ha dichiarato che a migliaia di sopravvissuti alla tortura e di familiari delle persone scomparse durante il brutale regime militare vengono ancora negate verita’, giustizia e riparazione. 

Attraverso una petizione che ha raggiunto oltre 25.000 firme, l’organizzazione ha chiesto alle autorita’ cilene di eliminare tutti gli ostacoli che proteggono i responsabili di violazioni dei diritti umani. 

‘E’ inaccettabile che, 40 anni dopo il golpe, la ricerca della verita’, della giustizia e della riparazione sia ancora intralciata. La legge d’amnistia continua a tenere al riparo dai procedimenti giudiziari gli autori di violazioni dei diritti umani, quelli avviati vanno avanti con grande ritardo e le sentenze non sono pari alla gravita’ dei crimini commessi’ – ha dichiarato Guadalupe Marengo, vicedirettrice del Programma Americhe di Amnesty International. 

In Cile, secondo dati ufficiali, tra il 1973 e il 1990 vennero detenute illegalmente o torturate 38.254 persone, mentre 3216 furono uccise o fatte sparire. 

Il decreto legge sull’amnistia approvato nel 1978 esclude dalla responsabilita’ penale tutte le persone che commisero violazioni dei diritti umani tra l’11 settembre 1973 e il 10 marzo 1978. 

Sebbene alcune sentenze giudiziarie abbiano aggirato la legge d’amnistia, il fatto che continui a essere in vigore e’ incompatibile con gli obblighi internazionale del Cile in materia di diritti umani. 

‘Le autorita’ cilene devono affrontare un’eredita’ fatta di gravi e diffuse violazioni dei diritti umani, abolire immediatamente la legge d’amnistia, la cui semplice esistenza e’ uno schiaffo in faccia alle migliaia di vittime del regime di Pinochet e ai loro familiari, e assicurare che tutte le violazioni dei diritti umani siano portate in giudizio nei tribunali civili’ – ha dichiarato Ana Piquer, direttrice di Amnesty International Cile. 

A oggi, almeno 262 persone sono state giudicate per violazioni dei diritti umani mentre sono in corso oltre 1100 procedimenti giudiziari. 

E’ soprattutto grazie alla continua lotta di molte delle vittime e dei loro familiari e a pochi coraggiosi giudici e magistrati, che alcuni dei responsabili delle violazioni dei diritti umani sono stati processati. E’ giunto il momento che le autorita’ cilene introducano tutte le riforme necessarie per garantire che cio’ non si ripeta mai piu’’ – ha concluso Marengo. 

Ulteriori informazioni 

Le richieste di Amnesty International alle autorita’ del Cile: 

– abolire decreto legge 2191, (conosciuto come legge d’amnistia) approvato durante il regime di Pinochet e che si estende dall’11 settembre 1973 al 10 marzo 1978, tuttora in vigore. Negli ultimi anni sentenze su sparizioni forzate ne hanno escluso l’applicazione, ma il provvedimento ancora getta un’ombra pericolosa su futuri procedimenti legali riguardanti le violazioni del passato; 

– riformare il codice di giustizia militare affinche’ i crimini commessi da esercito e polizia siano indagati dalla magistratura civile e sottoposti a processo nei tribunali ordinari, anziche’ in corte marziale. Il sistema di giustizia militare ha privato le vittime della giustizia, alimentando il clima d’impunita’. Le modifiche del 2010, escludendo gli imputati civili dall’applicazione della giustizia militare, sono state un passo avanti ma insufficiente. Le proposte di riforma all’esame del parlamento devono assicurare che le violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di sicurezza siano processate nei tribunali civili, in modo da garantire i principi d’imparzialita’ e del giusto processo. 

– sostenere con misure adeguate e durature le iniziative per conservare la memoria storica e i programmi di educazione ai diritti umani; 

– porre i diritti umani al centro di ogni politica e programma di governo. 

Amnesty International Italia ha pubblicato una serie di testimonianze e approfondimenti sulla brutalita’ del regime militare cileno:http://www.amnesty.it/cile-40-anniversario-golpe 

FINE DEL COMUNICATO                                                         
Roma, 10 settembre 2013 

Per interviste: 
Amnesty International Italia – Ufficio Stampa 
Tel. 06 4490224 – cell. 348 6974361, e-mail press@amnesty.it 

9/8 GIORNATA INTERNAZIONALE DEI POPOLI NATIVI

Amnesty International – Italia e Riccardo Noury hanno condivisoun link.

“Stranieri in patria”: il 9 agosto delle popolazioni native dell’Argentina

www.amnesty.it

“Vogliamo vivere come esseri umani. Non vogliamo essere visti come stranieri nel nostro paese, persone povere e inutili. Vogliamo vivere senza discriminazione. Non auspichiamo bagni di sangue, vogliamo solo che la nostra comunità sia riconosciuta”.Sono le parole di Félix Díaz, leader della comunità…
 
 
 

  • “Vogliamo vivere come esseri umani. Non vogliamo essere visti come stranieri nel nostro paese, persone povere e inutili. Vogliamo vivere senza discriminazione” – Félix Díaz (Argentina). 
    Oggi è la ‪#‎Giornata‬ internazionale dei popoli nativi.

Cie, la denuncia dei Medici per i diritti umani “Condizioni di vita inumane, peggio del carcere”

Cie, la denuncia dei Medici per i diritti umani “Condizioni di vita inumane, peggio del carcere” – R

www.repubblica.it

Un anno di visite nei centri dove sono detenuti gli immigrati dei dottori dell’associazione rivelano abusi, situazioni degradanti. Docce senza acqua calda, mancanza di riscaldamento di CORRADO ZUNINO
 
 
 

Campagna “LasciateCIEntrare”




 
La Campagna “LasciateCIEntrare” nasce a seguito del divieto di informazione nei CIE (Centri di identificazione e di espulsione) e nei C.A.R.A. (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) espresso nella circolare n.1305 del primo aprile 2011 firmata dall’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni…



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“E’ stato morto un ragazzo” Guarda il film gratis on line

Lunedì 01 Aprile 2013

Gli autori del film dedicato al caso di Federico Aldrovandi, Filippo Vendemmiati e Marino Cancellari, hanno deciso di renderlo disponibile gratis on line

 

E’ Stato morto un ragazzo (Ita) 95′ from tomatodoc&film on Vimeo

 

In questi giorni, dopo la vicenda del presidio organizzato dal Coisp e la risposta degli amici di Federico Aldrovandi in una manifestazione di protesta e di solidarietà molti ci chiedono come poter vedere il film dedicato al caso di Federico “E’ stato morto un ragazzo” di Filippo Vendemmiati e Marino Cancellari, già vincitore del David di Donatello 2011. Gli autori hanno deciso di renderlo disponibile on line.

Al contempo l’associazione Articolo 21 rinnova la richiesta alle televisioni nazionali di ritrasmettere il film dedicando una serata ai casi oscurati e ancora irrisolti di abuso di potere. Ricordiamo che il film fu trasmesso da Rai3 nel maggio del 2011, ottenendo per altro alti indici di ascolto, nonostante un giorno e un orario poco favorevoli, sabato dopo la mezzanotte. L’anno scorso, all’indomani della sentenza definitiva della cassazione, “E’ stato morto un ragazzo” andò in onda su Rai News diviso in due parti.

Da alcuni giorni è disponibile su Internet anche la mostra fotografica di Claudia Guido ‘Licenza di Tortura’, patrocinata da Articolo 21 e presentata per la prima volta al Festival Internazionale di Ferrara nell’ottobre dell’anno scorso. La mostra ritrae i volti di sopravvissuti e dei famigliari delle vittime (20 ritratti, 11 casi) e ci ricorda che i reati di tortura hanno colpito persone normali e potrebbero accadere a chiunque. 

SAMER ISSAWI IN SCIOPERO DELLA FAME DA 221 GIORNI!

Diamo voce, almeno sui nostri profili, pagine fb, allo sciopero della fame che Samer sta facendo da 221 giorni.
Samer sta protestando perchè il suo arresto è stato illegale e pretende quindi libertà e giustizia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Because the mainstream media will not cover their pains and sufferings, be the voice of the hunger strikers and share this widely please!

Samer Issawi has been on hunger strike for Freedom since 221 days; he’s protesting his illegal re-arrest and demanding freedom and justice.

Azione urgente Israele: detenuto in sciopero della fame in pericolo di vita

Da agosto 2012, Samer Issawi, 34 anni, detenuto sotto custodia israeliana è in sciopero della fame. La sua vita è in grave pericolo.
 
 
 
 
 
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