GLI AUDIOLIBRI: libri da ascoltare

10-11-2011
GLI AUDIOLIBRI: libri da ascoltare
Il Blogzine Muoversi Insieme ha già dedicato un articolo sull’elogio della lettura. Oggi ci sono tecnologie comunicative di uso molto semplice che consentono di aggiungere altre strategie di apprezzamento della produzione libraria. In questo intervento prenderemo in considerazione gli audiolibri. & nbsp;>>


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Video: un giorno nella vita di una persona non vedenteVideo: A Day in the Life of a Blind Person

Video: un giorno nella vita di una persona non vedenteVideo: A Day in the Life of a Blind Person

 
 
 

Tommy Edison è cieco dalla nascita, utilizzando dei video su YouTube [en, salvo ove diversamente indicato] ci svela come affronta determinate situazioni apparentemente semplici ma che per lui si trasformano in sfide vere e proprie, ad esempio l’uso della cartamoneta, del bancomat, del lettore DVD e quando deve attraversare la strada. Ma Tommy è anche critico cinematografico e le sue recensioni ricche di umorismo ci danno un’idea di come vive il quotidiano la persona non vedente.

Braille is a tactile alphabet used to make reading accessible for the visually impaired.

Una pagina braille di Ralph Aichinger CCBy

Nel suo ultimo video, ci mostra la difficoltà di attraversare una strada piuttosto trafficata: nel primo caso c’è un dispositivo acustico che gli dice quando l’attraversamento pedonale è sicuro, nel secondo deve ricostruire le dinamiche del traffico attraverso i suoni e intuire quando può passare. Un’esperienza che spaventa, ammette:

Separa

Nelle recensioni cinematografiche il sig. Edison mette a fuoco soprattutto i personaggi, il dialogo, la musica e la trama e attraverso il suo racconto capiamo in che modo una persona non vedente percepisce del materiale visivo. Nel filmato che segue ci sono dei punti in cui lo schermo diventa scuro mentre l’audio prosegue normalmente, per far capire allo spettatore come funziona un film per chi è cieco. Il video, che non svela nulla del film, è la sua recensione di X-Men: l’inizio.

Separa

Di solito Tommy Edison va al cinema per vedere i film che poi recensisce ma li guarda anche a casa in DVD. Però installare un lettore DVD che gli è stato venduto come un prodotto facile da utilizzare si rivela più complicato del previsto. Innanzitutto le istruzioni sono disponibili in molte lingue ma non in Braille [it] perciò capire come funziona è un’impresa.

Separa

Il prossimo video mostra come tutto il progresso tecnologico per aiutare chi ha disabilità visive fallisca miseramente con un semplice bancomat. E come se la cosa non fosse già abbastanza complicata dalla tecnologia, Tommy deve vedersela anche con la gente che si spazientisce perché ci mette tanto per prelevare da un bancomat concepito per le persone vedenti:

Separa

Quando Tommy ha finalmente i soldi in mano la situazione non migliora perché l’uso delle banconote per una persona non vedente implica un bel po’ di organizzazione e totale fiducia nell’onestà degli altri quando gli danno il resto, negli Stati Uniti una persona non vedente non ha modo di distinguere il taglio dei biglietti:

Separa

Il sig. Edison non è solo nella produzione di video su YouTube, i filmati sono realizzati e prodotti da Ben Churchill e il team è presente in diversi social network dove interagisce con i follower: alcuni hanno lasciato un commento nella pagina segnalando i film da vedere.

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scritto da Juliana Rincón Parra · tradotto da Maria Grazia Pozzi · articolo originale [en]

da Global Voices

grazie

CULTURA ACCESSIBILE: AL MUSEO TATTILE OMERO SBARCA L’ARTE DEL LOUVRE

CULTURA ACCESSIBILE: AL MUSEO TATTILE OMERO SBARCA L’ARTE DEL LOUVRE

 
 
 
mano statuaDopo una tournee mondiale di successo sbarca al Museo Tattile di Ancona la mostra “Il movimento scolpito” con calchi e copie di celebri sculture dal museo parigino
 
 
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A Roberto piace la matematica, ma non vuole essere trattato come un numero

 

 
 

Lo “stralisco” disegnato dai ragazzi di una scuola di Brescia (nx.elgabiano.it)

LUCCARoberto Meconi è uno dei 1141 alunni “diversabili” della provincia di Lucca che quest’anno hanno visto tagliate le ore di sostegno a cui avrebbero diritto per garantire il loro diritto a partecipare alla vita scolastica e quindi ad un “pezzo” essenziale della loro dignità di cittadini e persone che fanno parte di una comunità. In occasione del suo 17° compleanno ha scritto a Maria Stella Gelmini, Stella Targetti Angela Palamone, rispettivamente Ministro dell’Istruzione, vice-presidente della Giunta Regionale Toscana e direttore generale del Ministero dell’Istruzione, per chiedere i motivi dello “svantaggio” che vivono a scuola i “diversabili”. 

Lo ha fatto con l’aiuto di Fabio Lucchesi, insegnante e infaticabile attivista sociale e ambientalista.

Roberto non è uno qualsiasi -racconta Fabio-, è bloccato dalla sorte a casa sua e, senza l’insegnante di sostegno, non potrebbe proprio partecipare alla vita scolastica. E’ stato perciò necessario “inventarsi” un sostegno che non esisteva, grazie all’inventiva dell’allora dirigente Luisa Arcicasa, ed un progetto specifico (“Progetto Stralisco”) per permettergli di non perdere un’occasione di essere a scuola che poi lui ha sfuttato al meglio arrivando fino a partecipare alle olimpiadi provinciali di matematica e farsi accompagnare in gita con la scuola a Strasburgo!” .

Sono stato il suo primo insegnante di sostegno (senza il titolo!) -aggiunge Lucchesi- ed insieme a lui ho avuto l’onore di costruire un progetto d’integrazione straordinario. Per due anni sono stato il “pittore” che l’ha aiutato a colorare le stanze di casa sua dei colori della scuola e della vita. Facendo un bilancio oggi capisco di aver imparato molto di più io di quanto sono riuscito ad insegnare a lui….non mi vergogno a dirlo perchè così va la vita, perchè i diversabili (tutti non solo Roberto) hanno molto da insegnarci se solo abbiamo la forza e ci prendiamo il tempo di ascoltarli“.

Roberto ha dato molto alla scuola che grazie a lui ha partecipato a due convegni nazionali sull’integrazione dei diversabili e vinto due premi teatrali con lo spettacolo dedicato alla storia dello Stralisco. Per questo, in occasione del suo 17 compleanno, Fabio Lucchesi ha inviato alle istituzioni competenti la lettera di Roberto, invitandole a riflettere sul fatto che il caso di Roberto, per quanto eccezionale, è simbolico della necessità di tante persone. che hanno diritto di partecipare alla vita della scuola.

Ecco il testo della lettera di Roberto.

Partecipare alla vita scolastica per me è stato molto importante, perché mi ha permesso di conoscere nuovi compagni, fare nuove esperienze e di non sentirmi estraneo alla vita della classe e della scuola. Un conto è, infatti, studiare da soli, un conto è avere il continuo confronto con gli altri e avere un rapporto frontale con gli insegnanti.

Naturalmente sono stato fortunato ad avere alle spalle un progetto ideato da una persona lungimirante, il maestro Fabio, che non solo si è occupato di me dal punto di vista didattico, ma ha lottato per ottenere sempre nuovi traguardi. L’inizio del progetto “Stralisco”, cosa che 10 anni fa poteva essere considerata una fortuna, perché il contesto sociale scolastico di quel tempo permetteva di ottenere ciò che ci spettava, in realtà era un diritto, che oggi, “grazie” ai tagli continui e alla ghettizzazione, viene continuamente calpestato.

Il diritto allo studio, sancito a chiare lettere dalla Costituzione Italiana (art.34), dovrebbe essere garantito a tutti, tanto più a coloro che hanno già delle difficoltà proprie nella vita. Tutti devono avere la possibilità di studiare, tutti hanno il diritto di essere persone uguali alle altre soprattutto se hanno questo desiderio. In un paese moderno, o meglio civile come si ritiene il nostro, il “sostegno” dello Stato non dovrebbe limitarsi solo all’esperienza scolastica, ma continuare anche dopo, quando c’è il bisogno e la voglia di mettere in atto ciò che si è imparato. Ad oggi il mio orario pieno dovrebbe essere di 18 ore; in realtà ne ho solamente 10.

A questo punto vorrei fare una domanda, nella speranza che qualcuno mi risponda: Ma l’orario di un ragazzo “normale” che frequenta la scuola è di 18 ore solamente o di 30/34 a seconda dell’istituto frequentato? Come si può facilmente vedere, facendo un’operazione matematica, anche concedendomi il massimo delle ore sarei sempre svantaggiato di molto rispetto agli altri…… Praticamente sarei coperto per il 53% delle ore settimanali.

 

E le altre? La scuola mi ha dato l’opportunità di scoprire anche le mie attitudini, per esempio ho capito che mi piace fare i conti, mi piace la matematica, ma non vorrei mai essere trattato come un numero, quindi, mi aspetterei un po’ di sensibilità da chi gestisce l’istruzione. I responsabili della scuola dovrebbero rendersi conto che anche cambiare ogni anno insegnante di sostegno può creare un grande disagio; dovrebbero capire che, dietro le materie, ci sono persone e rapporti umani. In 10 anni di vita scolastica, ho avuto 8 insegnanti e ogni volta è stato più o meno difficile rapportarmi a loro, imparare a conoscerli e farmi conoscere: una grande fatica.. fortuna che adesso, tra questi, ho qualche buon amico.. La candela della speranza è sempre più consumata, forse sarebbe bene cambiarla prima che si consumi definitivamente!”.

Roberto Meconi
Cittadino Italiano del Comune di Borgo a Mozzano in occasione del suo 17esimo compleanno.

news da frontiere (chomsky con gli indignados, io sono li, sordi in libia)

Il filosofo Chomsky con gli Indignados di New York. Il video dell’intervista

 
 
 
Noam Chomsky sta con “Occupy Wall Street”. Il celebre linguista e filosofo appoggia le manifestazioni degli Indignados di New York, definendo “coraggiosa e onorevole” la protesta, che potrebbe portare ancor di più sotto gli occhi dell’attenzione pubblica la “calamità” della crisi internazionale e gli squilibri del neoliberismo, sul quale l’intellettuale ha centrato molti dei suoi […]
 
 
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“Io sono Li”: immigrazione all’insegna della poesia nel film di Segre

 
 
 
di Luca Ortello Shun Li è una giovane donna cinese che lavora in un laboratorio tessile a Roma per ottenere i documenti e per far venire in Italia il figlio di 8 anni. All’improvviso viene trasferita a Chioggia, piccola cittadina della laguna veneta, per lavorare come cameriera in un’osteria. Qui conosce il vecchio pescatore slavo […]
 
 
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In Libia i sordi combattono con i ribelli. Sperando in un futuro di diritti

 
 
 
di Federica Marsi Per oltre quarant’anni il regime di Gheddafi si è retto su un precario gioco di equilibri tra divisioni tribali, razziali, etniche e religiose. In assenza di un leader forte e di una bandiera comune, queste differenze sembrano destinate a sfociare in una vera e propria guerra civile giocata su contrapposizioni e rivalità […]
 
 
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“Lo Sterminio delle Persone con disabilità durante il Nazismo”

10/12/2010

“Lo Sterminio delle Persone con disabilità durante il Nazismo”

Si terrà dal 28 gennaio all’11 febbraio 2011 presso lo Spazio MIL di Sesto San Giovanni un’iniziativa organizzata da LEDHA in occasione della Giornata della Memoria

L‘Iniziativa rivolta prevalentemente agli alunni delle Scuole Superiori e si compone di:
uno spettacolo teatrale “Le impronte dell’anima”, prodotto da Theatraki in collaborazione con le associazioni Lebenshilfe e Teatro La Ribalta, di Antonio Viganò e Giovanni De Martis, per la regia Antonio Viganò. La compagnia Theatraki si occupa di teatro per la scuola ed è composta da attori con e senza disabilità. E’ possibile assistere su prenotazione nella giornata di sabato 29 gennaio 2011

una mostra dal titolo “Nazismo e Disabilità” a cura dell’ Agenzia per la Vita Indipendente, frutto di una lunga e laboriosa ricerca effettuata dal prof. Michael Von Cranach, direttore dell’Istituto psichiatrico di Kaufbeuren presso gli Archivi della Clinica da lui diretta. La mostra rappresenta un patrimonio storico, sociale, politico e umano straordinario. Attualmente è esposta in modo permanente presso il Centro Studi della Mente del Santa Maria della Pietà (ex Manicomio provinciale di Roma).

 

La visione del filmato, naturale conclusione del percorso della mostra, “A world without bodies” David T. Mitchell, Sharon Snyder, USA, 2001, 32′. Un gruppo di persone con disabilità americani e tedeschi visita l’ex ospedale psichiatrico di Bernberg, Germania, utilizzato dal Terzo Reich come centro di sterminio. Analizzando gli strumenti di omicidio di massa (iniezione letale, camera a gas, fucilazione e affamamento) attuati prima sui disabili e successivamente nei campi di concentramento, il video fa una panoramica dell’atteggiamento medico e sociale che condusse all’eliminazione sistematica di oltre 240.000 persone. Il documento ci obbliga a riflettere sull’impatto di questi eventi sul nostro modo di rapportarci alla disabilità.

Gli studenti saranno seguiti all’interno di questo percorso da alcuni illustri storici come Silvia Cutrera, Agenzia per la Vita Indipendente e Matteo Schianchi.

La mostra e il filmato sono fruibili dal 31 gennaio al 4 febbraio e dal 7 febbraio all’11 in mattinata, su prenotazione. L’intera iniziativa è totalmente gratuita.
Priorità sarà data nelle prenotazioni alle Scuole Superiori del Comune di Sesto San Giovanni.
L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Comune di Sesto San Giovanni, grazie alla gentile concessione dello Spazio MIL.

Vi invitiamo, per non dimenticare, a partecipare alla nostra iniziativa di enorme spessore storico e culturale che sottolinea un fatto, quello dello sterminio delle Persone con disabilità (Progetto T4) troppo spesso dimenticato.

Per partecipare allo spettacolo teatrale e per visitare la mostra è necessaria la prenotazione

Per la cittadinanza è possibile assistere allo Spettacolo Teatrale domenica 30 gennao su prenotazione, mentre la Mostra è accessibile nei Week End.

Per informazioni e prenotazioni Elisa Paganin, 02/6570425, 393/9545912, info@ledha.it

Ledha Via Livigno, 2 – 20158 Milano :: tel. 02 6570425 :: info@ledha.it

grazie

Guardare l’ handicap con gli occhi di un padre

Guardare l’ handicap con gli occhi di un padre

pubblicata da Umberto Brancia il giorno mercoledì 27 ottobre 2010 alle ore 10.41

Da qualche anno si parla molto di editoria sociale, un concetto che rimanda a quell’insieme di autori e libri impegnati sul terreno della solidarietà, del rapporto con gli umiliati e gli offesi dalla nostra società. I temi li conosciamo bene e basta accennarli; poveri, anziani, disabili. Si tratta di saggi , ma anche memorie, testimonianze in presa diretta di chi prende la parola per raccontarsi.
Uno dei libri più intensi di questa produzione editoriale è sicuramente Con gli occhi di padre di Igor Salomone (Città Aperta, 2010), di cui è uscita da poco una seconda edizione. Siamo sin dalle prime pagine dentro le terribili difficoltà di un padre con una figlia disabile: pagine lucide e strazianti, per la capacità dell’autore di mettere in discussione se stesso e la propria vita, di scarnificarla sin nelle fibre più intime.

Inventarsi tutto per una figlia

Nel volume vi sono almeno due livelli di racconto. Il primo analizza rapporto del narratore – il padre – con la figlia Luna, una bimba affetta dalla sindrome di Angelmann, una grave malattia genetica “ ..Per mia figlia bisogna inventarsi tutto. E il novanta per cento di questo tutto non va bene. E non perché non le interessi: perché non è in grado” ( p. 46).
Questa condizione di estrema precarietà coinvolge ogni aspetto della vita : i rapporti familiari, la vita del quartiere, le vacanze. Salomone descrive a lungo come sia mutato la sua esistenza. Luna, come ogni figlio disabile, lo ha obbligato a guardare con occhi nuovi al rapporto con la moglie e il suo stesso padre. Come genitore deve lottare per imporre all’ambiente i diritti della figlia e costruire per lei un ambiente amichevole. Allo stesso tempo, in ogni minuto della giornata, deve rielaborare il rapporto diretto con Luna, con i suoi limiti fisici, ma anche con le emozioni che lei riesce a trasmettergli.
Qui si innesta un secondo aspetto, legato alla professione dell’autore, Salomone è un pedagogista con un lunga esperienza professionale. In pagine – bellissime per la chiarezza – il docente universitario smonta le sue categorie e i suoi pregiudizi; l’ estrema debolezza della figlia lo costringe a fare i conti con i propri limiti, con la propria fragilità.

Una diversa visione del mondo

Ne esce, alla fine, con una visione diversa delle cose. Vi si mescolano’ una certezza dei propri limiti conoscitivi e una dolente felicità: “.. Ho intravisto nelle maglie spesso lacerate dell’esperienza paterna, iniziata otto anni or sono, il senso, la gioia e la melanconia della mia paternità.”( p. 154)
Non si creda di trovare in questo libro facili certezze consolatorie. Sono presenti invece tutti gli interrogativi morali di una famiglia con problemi di disabilità. Sul destino: perché proprio a noi? Sul futuro : che cosa accadrà a mio figlio dopo di noi? Sino all’interrogativo più lancinante: l’amore.” ..Amarti significa costringermi a lasciarmi insegnare qualcosa sull’amore. Che è poi la ragione di quel capire per cui io vivo. Alla fine” ( p.128).
Per questi accenti definirei il libro come religioso, secondo uno dei significati etimologici del termine: guardare con attenzione, avere cura. Leggerlo cambierà anche il vostro modo di guardare il mondo.

( In uscita sul mensile Confronti)