Lo psichiatra Guglielmo Campione racconta come cominciamo a sentire nel grembo materno


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L’udito è la prima forma di contatto con il mondo per il feto che si sviluppa nell’utero. Ma quando si comincia davvero a sentire? E come si percepiscono i suoni attraverso il liquido amniotico? In questa bella conferenza, il racconto di quello che la scienza sa e dell’importanza di certi comportame…

ALESSITIMIA E DIPENDENZE PATOLOGICHE…

Guglielmo Campione 21 gennaio alle ore 11.31

ALESSITIMIA E DIPENDENZE PATOLOGICHE :LA MEDIAZIONE ESPRESSIVA COME TATTICA PSICOPEDAGOGICA DI INGAGGIO E PROPEDEUTICA ALLA PSICOTERAPIA di Guglielmo Campione e Paolo Pozzi

grazie

UNIVERSO AMNIOTICO…(GUGLIELMO CAMPIONE)

onorato ricevo e pubblico!


 

Ciao Paolo,
 
ti propongo questa liquida lettura…:-)
 
ciao
 
 
Guglielmo

CAMPIONE.jpg

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Come un subacqueo che s’immerge in sé stesso:
suoni, rumori e voci nell’universo amniotico, subacqueo e protomentale

Guglielmo Campione



 

Come un uomo del medioevo, il feto racconta d’un viaggio in un mondo di meraviglie non come chi ha vissuto l’esperienza direttamente , ma come chi l’ha appresa leggendola sulle pagine di un grande libro.
M. Mancia

Introduzione

Per molti anni uno dei miei interessi scientifici è stato lo studio degli stati di coscienza non ordinari e degli effetti dei suoni sulla mente.

Tutte le esperienze umane di modificazione dello stato di coscienza, sono a mio parere legate alla nostra primaria esperienza protomentale e somatica per eccellenza: l’esperienza amniotica.
Vorrei ora presentare un nuovo elemento della mia ricerca che è importante per questo genere di studi ma anche per una più approfondita comprensione dell’esperienza percettiva subacquea.

Platone, su cui si basa l’essenza della spiritualità occidentale, ha scritto pagine molto interessanti sugli effetti dei suoni sulla mente.
Egli riteneva che l’esperienza della modificazione dello stato mentale (Manìa) potrebbe essere equiparata all’esperienza di una specie di movimento interno che chiamò Kinesis. La Musica e la Danza andrebbero intese secondo Platone come uno shock esterno, Seismos, in grado di ricondurre lo stato emotivo alla calma generale del cosmo. Le madri che cercano di far addormentare i loro bambini ,li cullano (kinesin) facendo oscillare le loro braccia (seiousai) mentre cantano loro canzoni e in tal modo li incantano(kataulosi) e li calmano .Platone s’era imbattuto in ciò che i neuroscienziati del XX secolo avrebbero chiamato ” fenomeno del trascinamento sonoro”?.
La prima esperienza degli esseri umani nel grembo materno è anche la nostra prima esperienza immersiva ed è la nostra prima esperienza uditiva in acqua. Per essere più precisi la modalità percettiva sensoriale primordiale è stata principalmente tattile, propriocettiva e uditiva.
 Che cosa abbiamo sperimentato prima della nascita?
La beatitudine oceanica( il sentimento oceanico cui fa riferimento il carteggio fra Freud e Rolland) della fusione primaria nell’ immersione in amnios. “Vorrei che tu fossi l’acqua in cui nuotare nudo come un feto che mima il suo immenso desiderio di pace” scrisse il grande compositore George Gershwin.

Abbiamo sperimentato anche , come vedremo, l’importanza della prosodia, lo studio del ritmo , timbro e intonazione della voce che ci permette di poter andare oltre il significato delle parole ,di com-prendere meglio il nostro mondo emotivo e di stare maggiormente in contatto con esso.

In età adulta, ci possiamo cimentare con altre esperienze di immersione come quella subacquea e quella delle vasche di galleggiamento intese non solo come attività sportive o di rilassamento ma soprattutto come attività di ricerca e scoperta della dimensione inconscia della mente . “Impara prima a calmare lo spirito, e poi a rilassare il corpo,poi scendi in te stesso,
come un subacqueo” afferma il monaco tibetano  Dugpa Rinpoche.

Suoni, voci e rumori subacquei amniotici

Con la 24a settimana di vita, il feto è già “in ascolto” di rumori e suoni nel suo ambiente liquido. Immerso nel liquido amniotico, questo piccolo essere è guidato dal desiderio di comunicare con la voce della madre, per mantenere questa connessione ininterrotta e stabilire un rapporto uditivo con lei.
Il bambino nuota in questo universo acquatico di suoni e rumori interni, punteggiato occasionalmente dalla musica della voce di sua madre. Egli deve imparare ad allungare le orecchie, al fine di ristabilire un dialogo con quella voce.

L’orecchio riceve direttamente le frequenze del gorgoglio sonoro dal suo ambiente amniotico, mentre i rumori e i suoni esterni sono sentiti indirettamente passando attraverso la parete addominale della madre.
 Il feto vive letteralmente ciò che sente : tutto quello che conosce è questo mondo liquido.
In passato gli scienziati hanno sottolineato il suono del battito del cuore molto più di quanto facciamo oggi. Al contrario, noi crediamo che il battito del cuore è una forma di rumore bianco – una potenza sonora costante all’interno di una banda larga di suoni fissa – che è probabilmente solo sentita da parte del feto quando a volte sparisce.
Il feto ha, invece, più di una connessione uditiva con il suono ritmico del respiro materno , più vario e simile a un’onda quando colpisce la riva.
Si tratta di un suono simile a quello udito sott’acqua dal subacqueo emesso dal suo autorespiratore .

Durante la gravidanza, i suoni vengono filtrati attraverso il liquido amniotico e si verificano modificazioni nelle vibrazioni sonore . I suoni acuti vengono trasformati attraverso questo effetto filtro, mentre i suoni superiori a 500 hertz restano invariati. Il feto sembra reagire più fortemente alle basse frequenze, come quelle del violoncello e contrabbasso, e meno a quelle di violini e flauti. I suoni bassi, vengono condotti per mezzo della conduzione ossea ed hanno secondo Tomatis un potere ipnotico e per certi versi paralizzante ed angosciante ,agendo prevalentemente sul labirinto, sull’autopercezione spaziale e sullo schema corporeo. La voce della madre si origina nella laringe, si diffonde lungo le vertebre per conduzione ossea , si diffonde nell’amnios e in fine giunge all’orecchio.
Il corpo della madre è l’elemento critico nella trasmissione del suono tra il mondo esterno e il nascituro. I suoni esterni, come le voci del padre e fratelli, sono percepiti in forma attenuata. Il liquido amniotico deforma meno la voce materna , mantenendone intonazione e ritmo e questo forse spiega perché il feto ha una predilezione per le voci delle donne, specialmente se cantano.

Quando e dove vengono memorizzate nel cervello queste esperienze ?

 Attraverso le neuroscienze, abbiamo scoperto che, oltre alla forma di memoria autobiografica, chiamata “memoria esplicita”abbiamo anche una”memoria implicita” – un inconscio sistema di archiviazione che noi non possiamo riportare alla coscienza e verbalizzare (ineffabilità dell’esperienza).
Possiamo quindi ipotizzare che le esperienze dei nostri primi due anni di vita sono memorizzate come “memoria implicita” nell’amigdala, nuclei neuronali situati in profondità all’interno dei lobi mediali temporali del cervello. La ricerca ha dimostrato che è nell’amigdala che si svolgono primariamente la memorizzazione delle reazioni emotive. L’ippocampo, infatti,il principale componente del cervello che svolge un ruolo nella memoria a lungo termine, non diventa pienamente maturo se non dopo il secondo anno di vita.
 
Suoni acquatici :aspetti etnologici ed etnomusicologici .

I suoni legati all’acqua e al suo flusso, sono imitati da innumerevoli strumenti indigeni provenienti da tutto il mondo come i bastoni della pioggia , le campane di legno e osso, i vasi nigeriani a due fori (Udu) o le zucche immerse in acqua le Calabash o tamburo ad acqua. Si tratta di una mezza zucca svuotata e disseccata tenuta capovolta nell’acqua e percossa. La Calabash è uno strumento molto diffuso tra le popolazioni dell’Asia, dell’Africa occidentale e centrale e dell’America. In America centrale il Calabash è presente presso gli Yaqui, una popolazione indigena messicana assai antica dello stato di Sonora, che conserva molti tratti della cultura tradizionale messicana. Il tamburo ad acqua èutilizzato anche da altri gruppi etnici vicini agli indiani Yaqui: i Maya, i Seri e i Tarahumaras. In Africa il tamburo ad acqua è chiamato Filendundun e Jidundun e solitamente suonato dalle donne delle popolazioni Senofo e Malinke. Nel Mali èsuonato durante le cerimonie nuziali mentre in Guinea Bissau e Guinea Conakry èusato per invocare la pioggia. In alcune etnie africane del Burkina Faso è suonato esclusivamente in occasione di funerali. (“Elia prese il mantello, l’avvolse e percosse con esso le acque “ Bibbia,Re 2 – Capitolo 1, 8)
Nella cultura cinese le future mamme, sono abitualmente fatte abitare in “centri di tranquillità”.spesso costruiti nei pressi delle rive dei fiumi, e scelti in modo che la madre ascolti suoni piacevoli e questo aiuti a favorire sentimenti di pace e piacevolezza nel suo bambino non ancora nato.
Nella cultura giapponese nella pratica del “tai-kyo” , i genitori e parenti stretti del nascituro, parlano al bambino nel grembo materno come modo di trasmettergli conoscenza.
In tutte le culture orientali, i suoni sgradevoli durante la gravidanza sono strettamente proibiti.

L’apprendimento della lingua è prima di tutto un apprendimento musicale prenatale avvenuto in immersione .

La cultura orientale aveva intuito ciò che la scienza ha recentemente scoperto :i primi nove mesi di vita influenzano il resto della nostra vita anche dal punto di vista linguistico : i Bambini imparano la Lingua sin dal grembo materno. Secondo la ricerca di Kathleen Wermke dell’Università di Würzburg, in Germania pubblicata su Current Biology, il 5 novembre 2009, nel loro primo vagito, i bambini già parlano la lingua dei loro genitori. 
Il tono è aumentata nei bambini francesi e calante in tedesco, in accordo con la melodia delle due lingue. I bambini in Francia, per esempio, tendono a piangere con un contorno sempre più melodico, con un tono basso all’inizio e alto alla fine mentre i tedeschi seguono lo schema inverso.  Secondo gli esperti questa “melodia” si riferisce alle caratteristiche della lingua madre. “Ad esempio, quando si dice ‘Papa’ in tedesco, si pone l’accento sulla prima sillaba, mentre i francesi fanno il contrario”
E poiché il pianto è stato analizzato a tre giorni di vita, la conclusione è che i bambini hanno assorbito l’accento durante la gravidanza.
Voci e brani musicali possono infatti essere ascoltati dal bambino a partire dal terzo trimestre di vita intrauterina.L’attività mentale del feto è quindi centrata sull’ascolto. In questo modo egli riconosce i sentimenti della madre, empatizzando con lei attraverso i suoi suoni e imparando a capire la sua vita affettiva ed emotiva. Per il feto si tratta d’una esperienza profonda e globale, che aiuta ad allenare e sviluppare la sua mente .

La mente va appresa.

La natura non ci dà una mente per apprendere ma è l’effettivo processo di apprendimento che crea la mente. Così, la mente non è una conseguenza dell’evoluzione del cervello, ma il contrario. 

“Noi non impariamo l’esperienza, impariamo da questa esperienza.” (Bion 1962)

Il feto sente gli aspetti prosodici del “maternese” come una cantilena che si caratterizza per l’uso inconsapevole delle vocali allungate, del ritmo lento ,le lunghe pause, le ripetizioni, la sottolineatura ed esagerazione degli accenti.
In “maternese” il messaggio è rappresentato dalla melodia stessa. In questa modalità di comunicazione, i sentimenti e le intenzioni del relatore sono , in tal modo,facilmente interpretabili. Sembra verosimile ritenere, quindi, che il “maternese” sia il risultato di una strategia evolutiva comportamentale tesa all’ottimizzazione e alla protezione della relazione madre bambino .
“In principio era il suono”, dicono le prime parole del Vangelo di San Giovanni .Si potrebbe anche aggiungere con Franco Fornari:. “Ed il suono era presso la madre e il suono era la madre “

E’possibile recuperare la modalità musicale di dialogo precoce tra madre e figlio nella vita adulta?

Lo psicoanalista italiano Mauro Mancia ha sostenuto che l’attenzione agli aspetti prosodici di questo dialogo iniziale – il ritmo,il timbro e la melodia della voce – è un mezzo qualitativamente superiore all’attenzione al significato delle parole per contattare la dimensione emotiva dell’esperienza umana.
Come un uomo del medioevo, il feto racconta d’un viaggio in un mondo di meraviglie non come chi ha vissuto l’esperienza direttamente , ma come chi l’ha appresa leggendola sulle pagine di un grande libro. Questa metafora ci aiuta a capire il funzionamento della memoria implicita.
Mancia ha dedicato il suo ultimo lavoro prima di morire “Archivi sonori della memoria implicita e musicalità del transfert “ “ai compositori e musicisti di tutto il tempo che mi hanno insegnato ad ascoltare la musica delle parole”.
Dice Mancia”Ascoltando la musica è maturata in me una sensibilità nuova. Ho ridotto la mia attenzione per la semantica delle parole, e ho accentuato il mio interesse per la loro musicalità. Questo mi ha permesso di acquisire una particolare sensibilità per il mondo inconscio , non solo per le cose dette dal paziente, ma per il tono, il timbro, e il volume della voce e per la strutturazione musicale del linguaggio. Questo è importante perché questi elementi psicoanalitici di transfert affettivo nella comunicazione fra paziente e analista ripetono il modo musicale che ha caratterizzato il rapporto precoce tra madre / bambino come un veicolo per i sentimenti e le emozioni.

2) L’ esperienza dell’ immersione subacquea.

L’unico modo che abbiamo di ripetere da adulti la prima immersione in amnios è l’esperienza di una “seconda nascita ” attraverso le immersioni subacquee.

Come fa notare Gargiulo :”I suoni delle piccole pietre o della sabbia, i movimenti dei pesci, la vibrazione dell’ acqua, attivano la memoria dell’esperienza acquatica primaria.
È per questo “risveglio” della nostra memoria primordiale inconscia
che possiamo esperire ,quando ci immergiamo, uno stato di rilassamento , sonnolenza o paura . Ciò dipende dalla qualità emotiva della nostra esperienza in amnios.
In immersione usiamo le nostre orecchie per percepire elementi che non possiamo vedere. Va detto che in acqua il pieno potenziale della nostra percezione distale è offuscato .  Disponiamo ,invece, d’un maggiore senso di posizione del nostro corpo nello spazio, una percezione tridimensionale rispetto a quella bidimensionale terrestre oltre che una percezione più intensa del suono del nostro respiro e del battito cardiaco e delle sensazioni cenestetiche viscerali.
Questa condizione ci obbliga a una maggiore concentrazione sul nostro mondo interiore .
Ecco perché l’ immersione subacquea è un’esperienza introspettiva.

Secondo Gargiulo mentre a terra, non sentiamo la resistenza dell’aria, in immersione, diversamente, sentiamo la presenza dell’ acqua attraverso la pressione sulla nostra pelle. Quest’esperienza percettiva prossimale ci obbliga a una percezione “dell’altro da noi” a cominciare dalle caratteristiche fisiche dell’ambiente . In acqua non possiamo continuare a coltivare l’ideale megalomanico ed egocentrico “dell’esistiamo solo noi”, così comune nella vita terrestre !

L’esperienza tattile subacquea della percezione della presenza e della pressione dell’acqua sulla pelle fa pensare a quello che Didier Anzieu ha descritto nel suo famoso saggio sull’Io-Pelle. L’esperienza sonora acquatica potrebbe essere stata primariamente un’esperienza tattile anche in osservanza agli aspetti ontogenetici ed embriogenetici che vogliono sia la pelle- il primo organo di relazione con il mondo –a formarsi per primo nascendo dallo stesso foglietto embrionario da cui originerà il sistema nervoso. In particolare,l’esperienza sonora della voce della madre potrebbe aver costituito una prima esperienza di abbraccio sonoro in grado di iniziare a definire dei confini mentali e somatici , una proto identità, un primo abbozzo dell’Ego . Attraverso il tatto, dunque, sentiamo prima e meglio l’esistenza dell’altro da noi ma anche la dipendenza e l’autonomìa da esso. Per tornare alla esperienza subacquea ,sentiamo maggiormente l’esistenza dell’acqua, dobbiamo costruirci sopra il nostro assetto immersivo (che i più esperti sanno bene non essere solo conseguenza di tecnica posturale ma anche di stato mentale-cardio-respiratorio) ma sentiamo anche i nostri potenti sentimenti di dipendenza dall’acqua e la possibile ansia che questo può generare . Con queste considerazioni vorrei inserirmi nel dibattito aperto da Gargiulo con il suo recente saggio sull’esperienza della paura in acqua. Da una parte l’origine irrazionale del panico, non spiegabile altrimenti con errori procedurali o incontri ravvicinati con specie marine pericolose o interpretate come tali o attraverso l’imbattersi in condizioni ambientali sfavorevoli come le correnti sottomarine ecc..), secondo me è imputabile ad un’ improvvisa riemersione di frammenti emotivi proto mentali ego distonici risalenti a esperienze emotivo traumatiche della madre trasmesse in amnios ( su cui sfortunatamente non abbiamo un gran controllo )e dall’altra ad una possibile riacutizzazione di conflitti inerenti l’area della dipendenza-autonomia .

Se , infatti, la fisiologica interconnessione e interdipendenza degli esseri umani non viene accettata sufficientemente può non essere bene accetta neanche la fondamentale dipendenza della nostra vita dall’acqua nel periodo dell’immersione , originando vissuti claustrofobici generatori di panico (essere costretti a restare lì , in acqua, specie se a importanti profondità per il tempo consentito dalle tabelle di decompressione ecc.). Come diceva una volta un mio istruttore subacqueo, “dobbiamo imparare a soffrire di più lì in fondo” (cosa più difficile per i maschi, meno geneticamente dotati delle femmine dell’endorfine ansiolitiche e antidolorifiche ) perché se stiamo male in acqua in profondità non possiamo che dare fondo alla paziente accettazione della dipendenza forzata dall’ambiente in cui ci troviamo se vogliamo riemergere sani e salvi.

3) La mente , l’acqua e l’esperienza del galleggiamento secondo J.Lilly.

Mi sembra interessante per un subacqueo interessato agli aspetti mentali di questa esperienza ,oltre che a quelli tecnici, proporre la conoscenza dell’esperienza di galleggiamento per quanto essa non sia un’esperienza immersiva, perché ritengo che essa abbia degli indubbi elementi in comuni con l’esperienza subacquea dal punto di vista mentale(la risposta parasimpatica di rilassamento per esempio) , sebbene l’esperienza del galleggiamento secondo Lilly si spinga ben oltre queste similitudini verso gli orizzonti della deprivazione sensoriale , della modificazione dello stato di coscienza e del funzionamento neurovegetativo.

 Lavorando nei laboratori del National Institute of Mental Health (NIMH), Lilly, psichiatra, psicoanalista e neurofisiologo (1915-2001)statunitense, trovò una grande vasca usata durante la seconda guerra mondiale per lo studio sui sommozzatori. Decise di adattarla ai suoi scopi al fine di studiare meglio gli effetti della deprivazione sensoriale sul cervello umano e sugli stati alterati di coscienza. Il dibattito scientifico a quell’epoca verteva sulla possibilità che il cervello umano smettesse di funzionare in assenza di stimoli sensoriali. Per investigare su questa possibilità, John Lilly cercò di trasformare questa vasca in uno strumento in grado di ridurre al minimo gli stimoli esterni. Originariamente la vasca permetteva allo sperimentatore di restare in una posizione verticale, ma successivamente gli studi proseguirono su una ad assetto orizzontale. La vasca era piena di acqua satura di sale solfato di magnesio, mantenuta costantemente a temperatura corporea in modo da eliminare la sensazione tattile. Il corpo dello sperimentatore si trovava così a galleggiare in assenza di gravità in un liquido isotermico. L’assenza degli altri stimoli veniva garantita isolando la vasca da luce e rumori esterni.” John Lilly sperimentò in segreto la vasca su se stesso, portando il suo organismo in assenza di stimoli per molte ore di seguito. Da queste esperienze capì che non solo il cervello non smetteva di funzionare, anzi il galleggiamento gli aveva conferito la sensazione di riposo più profonda che avesse mai provato. Inoltre in assenza di stimoli esterni il cervello tendeva a indurre uno stato onirico profondo, in cui a volte si manifestavano anche allucinazioni. Ulteriori esperienze gli hanno consentito di esplorare i recessi più profondi della sua coscienza, e di spingersi là dove pochi altri esseri umani hanno osato “Galleggiando,senza alcuna altra distrazione ci si inizia a concentrare subito sulle proprie percezioni interiori e ci si immerge nella propria mente. Dopo qualche decina di ore di esperienza, incontrai fenomeni che erano stati descritti in precedenza da varia letteratura. Passai attraverso stati come di sogno, stati come di trance, stati mistici. In tutti questi stati ero totalmente intatto, centrato; ero lì. In nessun momento persi la consapevolezza dell’esperimento. Una parte di me sapeva sempre che ero sospeso nell’acqua al buio ed in silenzio.
Passai attraverso esperienze in cui altra gente apparentemente si univa a me in questo ambiente scuro e silenzioso. Potevo davvero vederli, sentirli, ed ascoltarli. Altre volte passai attraverso sequenze di sogno, sogni ad occhi aperti, come li chiamano ora, in cui guardavo le cose succedere. Altre volte sembrava che mi sintonizzassi con reti di comunicazione che sono normalmente sotto i nostri livelli di consapevolezza”. 

Recenti ricerche mostrano effetti del galleggiamento sulla memoria e l’apprendimento : quando, infatti, i neuroni dei circuiti mnestici lavorano i sincronizzazione con i neuroni dei circuiti responsabili della produzione di onde elettroencefalografiche theta (risposta parasimpatica trofo-trofica di rilassamento, sogni ad occhi aperti, sonnolenza,modalità ideativa associativa,apprendimento e formazione della memoria ), pare che i ricordi possano presentarsi alla coscienza più vividi e duraturi. Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che il galleggiamento aumenta la secrezione di endorfina, e ciò accade nel momento in cui diminuiscono i neuro-chimici portatori di stress, come per esempio l’adrenalina, nord-pinefrina, ACTH ed il cortisolo – sostanze che possono causare tensione, ansia e irritabilità,  portare a ipertensione e ad un aumento del livello del colesterolo. Un’altra teoria neurochimica è quella endorfinergica. Quando una donna è incinta, produce una quantità di endorfina 8 volte maggiore al normale, per questo motivo il feto prova una beatitudine prenatale. Quando un soggetto prova l’esperienza del galleggiamento ed è sospeso nella parte densa, nella soluzione calda, circondato dal buio, il cervello rilascia endorfina: è possibile che questo stato neurochimico e lo stato somatico corrispondente possa far rivivere (l’esperienze della memoria implicita possono essere solo rivissute non ricordate nel senso classico del termine) percezioni somatiche arcaiche protomentali . Non è ricordare, è rivivere con il corpo (memoria implicita o procedurale , inconscio non rimosso di Mancia ).

Il regista Ken Russell ha basato il suo film “Altered States” (1980)sulle scoperte di Lilly e Steven Spielberg ha più recentemente filmato in “Minority Report” (2002)tre mutanti che sono permanentemente immersi nel Tempio dei Precog , una tripla vasca di galleggiamento a forma di ipsilon (Y), al fine di migliorare la loro capacità di prevedere i crimini che stanno per accadere, altrimenti noto come, precognizione.

Nei tardi anni cinquanta Lily indagò la comunicazione uomo-delfino, creando un centro, presso le Isole Vergini, nel quale avviare questo tipo di ricerca. Nei primi anni sessanta pubblicò del materiale in cui riportava che i delfini hanno la capacità di riprodurre gli schemi fonetici umani.

Lilly sosteneva che “nella provincia della mente, ciò che si crede vero o lo è, oppure lo diventa entro limiti stabiliti per via empirica e sperimentale. Tali limiti sono convinzioni da trascendere”, intendendo con questo che la mente umana non ha limiti e che qualunque convinzione non era che un limite che era possibile superare.

Bibliografia

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Campione G, Revisione della Letteratura sul “Sentimento Oceanico ” – Ozeanisches Gefühl, Stati della mente

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Campione G.L’immersione subacquea e la pratica psicoanalitica:
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Gargiulo M.L. (2002), La dimensione extravisiva nell’immersione subacquea. Relazione presentata al Convegno “Psiche e immersioni” S. Vito Lo Capo 17-19 ottobre 2002.

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Zerbinatti E. (2008)Suoni e silenzio nell’immersione subacquea, http://www.psychomedia.it/pm/grpind/sport/zerbinatti.htm

 

grazie

 

L’ARTE, LA MENTE , LO SPAZIO, LA CURA

ti invita Guglielmo Campione  

Ora
17 settembre alle ore 9.00 – 18 settembre alle ore 2.00

Luogo ANTICA CASCINA ROZZANO, MILANO
TOGLIATTI
Rozzano, Italy

Creato da

Maggiori informazioni
Con il Patrocinio di Comune di Rozzano, Assessorato Servizi Sociali, Cultura, Sanità- Centro Ricerche Psicoanalisi di gruppo Milano-Dipartimento salute Mentale Ospedale S.Paolo,UNIVERSITà STATALE di Milano- C.E.A.S. onlus Milano- GALASSIA – ASSOCIAZIONE PER LA RICERCA E L’INTERVENTO SUI GRUPPI – Associazione genitori SENZ H .

LE ARTI , LA MENTE,
LO SPAZIO, LA CURA
Rozzano, Centro Culturale
Cascina Grande
17 settembre 2010 ore 9,30

POSTI LIMITATI , ISCRIZIONI FINO AL 13 SETTEMBRE 2010 .

INVIARE RICHIESTA CON DATI ANAGRAFICI E QUALIFICA PROFESSIONALE

A : gc6233@gmail.com

L’EVENTO NON E’ ACCREDITATO ECM .


Programma

Registrazione

Saluto Autorità ed Enti patrocinanti

Patrizia Bergami (Discussant)

Relatori :

Giorgio Bedoni
Linguaggi dell’arte e dinamiche terapeutiche

Fulvio Tagliagambe
L’arte come mediazione
tra realta’ e sogno.

Guglielmo Campione
Creatività e Trascendenza
nel lavoro di Marion Milner

Laboratorio Colore
Fac.Architettura Politecnico di Milano
Spazio e colore nei luoghi di cura.

E.Razzini

L’arte terapia nella cura di chi cura

ARTE, TERAPIA,
PEDAGOGIA

LE ESPERIENZE DEI SERVIZI
PUBBLICI E PRIVATI

Paolo Pozzi
L’atelier di Arteterapia nei servizi per le dipendenze

Simona Loatelli
L’arte terapia nella C.T per t.dipendenti: lo sguardo dell’altro nella relazione arte terapeutica

Cps Rozzano
Comunità Badile

Patrizia Chiatti ( Dine)
L’arteterapia nello sviluppo delle potenzialità cognitive

————————–——————–
4 LABORATORI ED ATELIER
aperti a tutti nei portici della cascina e nei prati :

1 CRETA E MODELLAGGIO,

2 COLORI E TELE,

3 MATERIALE DI ASSEMBLAGGIO

4 TEATRO E IMPROVVISAZIONE

COORDINA Dr.Paolo Pozzi,
educatore pittore, arteterapista

BRAIN STORMING ConclusivO

RELATORI :

Laboratorio Colore Facolta Architettura Politecnico di Milano

G.Bedoni , Psichiatra, Az Osped. Melegnano, Docente Accademia Brera Milano

P.Bergami, Direzione Sociale Comune di Rozzano

G.Campione Psichiatra , Psicoanalista di Gruppo I.I.P.G., Resp UO Sert Rozzano Asl Mi2, Supervisore CT Alisei CEAS Milano

E.Razzini, Psichiatra, Resp CPS Rozzano, DIP Salute Mentale S.Paolo, Presidente Galassia associazione Ricerca a intervento sui gruppi

F.Tagliagambe, Psicoanalista SPI, Vice Direttore CART, Docente Ass. Psicoanalisi gruppi

P. Pozzi , Arte terapeuta ,Educatore UO sert Rozzano, Mi,

S. Loatelli, Arte terapeuta “ArteA “.CT Alisei CEAS Milano

P. Chiatti , Arte terapeuta D.I.N.E.Rozzano

Arteterapeuti DSM H.S.Paolo , CPS Rozzano

CONCERTO – FESTA SERALE

SPAZIO AURORA ROZZANO

Dalle ore 21,30

con

PILL BOX

BAD OBSEXION

S.A.S.

BLUE WHALES NOISE

Mostra tutto

+o – il sesso confuso. racconti di mondi nell’era aids

CON LA PARTECIPAZIONE DI GUGLIELMO CAMPIONE

CINEMA MEXICO MILANO 10 MAGGIO 2010

www.youtube.com
un film di andrea adriatico e giulio maria corbelli
 trailer 4′ 39”

paradiso e inferno, individuale, gruppale….

Guglielmo Campione 27 marzo alle ore 19.56 Rispondi
Oggetto: PARADISO,INFERNO : INDIVIDUO E GRUPPO …
AUGURI DI BUONA PACE A TUTTI

Guglielmo

(Grazie al mio amico e fratello Leonardo Lazzerini )

Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese:
Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno.
Dio condusse il sant’uomo verso due porte.
Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno.
C’era una grandissima tavola rotonda.
Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente
cibo
dal profumo delizioso.
Il sant’ uomo sentì l’acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido e
malato.
Avevano tutti l’aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’, ma
poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano
accostare il cibo alla bocca.
Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”.
Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l’aprì.
La scena che l’uomo vide era identica alla precedente.
C’era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire
l’acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi
manici.
Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro
sorridendo.
Il sant’uomo disse a Dio: “Non capisco!”
E’ semplice, rispose Dio, essi hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli
altri!
I primi, invece, non pensano che a loro stessi… Inferno e Paradiso sono
uguali nella struttura…
La differenza la portiamo dentro di noi!!!
Si stima che il 93 % delle persone non inoltrerà questo messaggio.
Se fai parte del 7% che lo farà, invialo con il titolo: 7%.
Io faccio parte del 7% e ricordati che dividerò sempre il mio cucchiaio
con te!

Mi permetto di aggiungere…”Sulla terra c’è abbastanza per soddisfare i
bisogni di tutti ma non per soddisfare l’ingordigia di pochi. Sono le
azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo”.

Mahatma Gandhi

………………………………………
A holy man was a day to converse with God and asked
Sir, I would like to know how they are Heaven and Hell.
God led the holy man to two doors.
He opened one and allowed him to look inside.
There was a huge round table.
At the center of the table was a huge container
food
sweet-scented.
The Sant ‘man felt the mouth water.
The people sitting around the table were thin, pale and
ill.
They all look hungry.
The handles of the spoons were long, attached to their arms.
Everyone could reach the plate of food and collect a bit ‘, but
because the handle of the spoon was longer than their arms could not
pull the food to the mouth.
The holy man shuddered at the sight of their misery and suffering.
God said, “You have just seen hell.”
God and the man went to the second door. God opened it.
The scene that the man saw was identical to the previous year.
There was the large round table, the container that made him
watering.
People around the table also had the spoons with long
handles.
This time, however, were well fed, happy and talking among themselves
smiling.
The holy man said to God: “I do not understand!”
It ‘simple, “replied God, they have learned to eat with one
others!
The former, however, does not think for themselves … Hell and Paradise are
identical in structure …
The difference is we carry within us!
It is estimated that 93% of people will not forward this message.
If you’re part of the 7% that it will, send it with the title 7%.
I am part of 7% and remember that always divide my spoon
with
you!

I might add … “On earth there is enough to satisfy
everyone’s needs but not to satisfy the greed of a few. Are
actions that count. Our thoughts, however good they may be, are pearls
false until they are transformed into azioni.Sii the change
want to see in the world. “

Mahatma Gandhi

………….

Un saint homme a été une journée de converser avec Dieu et a demandé
Monsieur le Président, je voudrais savoir comment ils sont le ciel et l’Enfer.
Dieu conduisit le saint homme à deux portes.
Il ouvrit l’un et lui permet de regarder l’intérieur.
Il y avait une table ronde énorme.
Au centre de la table, un grand conteneur
nourriture
parfumée.
L’homme du Sant ‘sentait l’eau la bouche.
Les personnes assises autour de la table étaient maigres, pâle et
malade.
Ils regardent tous faim.
Les manches des cuillères étaient longs, attachés à leurs armes.
Tout le monde pourrait atteindre le plat de nourriture et de recueillir un peu “, mais
parce que le manche de la cuillère était plus long que leurs bras ne pouvait pas
Tirez sur la nourriture à la bouche.
Le saint homme frémit à la vue de leur misère et de souffrance.
Dieu dit: “Vous venez de voir l’enfer.”
Dieu et l’homme est allé à la deuxième porte. Dieu l’a ouverte.
La scène qui a vu l’homme était identique à l’année précédente.
Il y avait la grande table ronde, le conteneur qui l’a fait
d’arrosage.
Les gens autour de la table a également eu l’cuillères à long
poignées.
Cette fois, cependant, étaient bien nourris, heureux et en parler entre eux
souriant.
Le saint homme dit à Dieu: «Je ne comprends pas!”
C ‘est simple, répondit Dieu, ils ont appris à manger avec un
autres!
Le premier, cependant, ne pense pas pour eux-mêmes … Enfer et Paradis sont
identique en structure …
La différence est que nous portons en nous!
On estime que 93% des gens ne vont pas à transmettre ce message.
Si vous faites partie des 7% qu’il le sera, envoyez-le avec le titre de 7%.
Je fais partie de 7% et rappelez-vous qui divisent toujours ma cuillère
avec
tu!

Je pourrais ajouter … “Sur Terre, il ya de quoi satisfaire
besoins de chacun, mais non pour satisfaire l’avidité de quelques-uns. Sont
des actions qui comptent. Nos pensées, quelle que soit leur mai être, sont des perles
faux jusqu’à ce qu’ils se transforment en azioni.Sii le changement
voulez voir dans le monde. “

Mahatma Gandhi

MESSAGGIO DA GUGLIELMO CAMPIONE

AUGURI DI BUON 2010 A TUTTI I 302 MEMBRI DI STATI DI COSCIENZA

Guglielmo Campione 30 dicembre alle ore 11.23 Rispondi
Colgo l’occasione della fine dell’anno per ringraziare tutti gli iscritti al gruppo del loro interesse e della loro partecipazione in questo primo anno .

Tengo in particolar modo a ricordare che il Gruppo è di tutti e può prevedere una diversa organizzazione da quella attuale qualora ne fosse sentito il bisogno, l’interesse ed una buona motivazione .

Allo stato attuale mi vedo quasi costretto ad essere quasi il suo unico animatore : non è questa l’intenzione originaria che è quella di rappresentare invece uno spazio collettivo di co-costruzione e di co-narrazione , d’incontro fra branche del sapere e del fare tradizionalmente attestate sulle loro posizioni e sulla loro autoreferenzialità.
Il vero sapere, a mio parere non può sfuggire al confronto e al dialogo.

Ricordo anche che Stati di coscienza puo essere usato per pubblicizzare eventi congrui con il suo scopo fondativo da parte di tutti in qualsiasi parte d’italia e del mondo.
Diffondere a 300 persone un messaggio non mi pare indifferente. Valutate voi.

Ricordo anche ai numerosi artisti (direttori d’orchestra, musicisti, registi, attori di teatro, scultori,pittori,televisivi, danzatori ) che STATI è INTERESSATO A SVILUPPARE RICERCA E DARE RISALTO A RICERCHE INTORNO AL TEMA DELLA CREATIVITà , DELL’ARTE VISTA COME PECULIARE STATO DELLA MENTE.

Penso che facebook sia soprattutto, come gli utlimi dati statistici testimoniano, un network usato per rilassarsi e divertirsi .

Noi ci “divertiamo” , però anche pensando …che ci volete fare !!!

COLTIVO UN SOGNO : UN EVENTO PUBBLICO CHE CI UNISCA E CI
FACCIA INCONTRARE….chi sa ?

Buon Anno

Guglielmo


BUONE ISTRUZIONI PER LA VITA

1) Tenete conto del fatto che il grande amore e i grandi successi
implicano grandi rischi.
2) Quando perdete, non perdete la lezione.
3) Seguite le tre “R” : Rispetto per se’, Rispetto per gli altri,
responsabilità per tutte le tue azioni
4) Ricordatevi che, non ottenere quello che volete, a volte, può
essere un colpo di fortuna.
5) Imparate le regole per sapere come trasgredirle correttamente.
6) Non lasciate che una piccola disputa distrugga una grande
amicizia.
7) Quando vi rendete conto di aver commesso un errore, fate
immediatamente il necessario per correggerlo.
8) Passate, ogni giorno, un po’ di tempo da soli.
9) Aprite le braccia al cambiamento, ma non lasciate volar via i
vostri valori.
10) Ricordate che a volte il silenzio e’ la migliore delle
risposte .
11) Vivete una vita buona e onorevole. Così quando invecchierete e
vi guarderete indietro, potrete goderla una seconda volta.
12) L’atmosfera di amore nella vostra casa e’ il fondamento della
vostra vita. Fate tutto il possibile per creare in casa
un’atmosfera tranquilla ed armoniosa.
13) Quando siete in disaccordo con quelli che amate, discutete
solo la situazione attuale. Non tirate fuori il passato.
14) Condividete la vostra conoscenza. E’ un modo per arrivare
all’immortalità.
15) Siate gentile con la Terra.
16) Una volta all’anno, andate da qualche parte dove non siete mai
stati.
17) Ricordatevi che la migliore delle relazioni è quella in cui
l’amore che ognuno porta all’altro e’ superiore al bisogno che
avete dell’altro.
18) Giudicate il vostro successo da ciò che avete dovuto
sacrificare per raggiungerlo.
19) Chiamate e visitate vostra madre.
20) Avvicinatevi all’amore e alla cucina con noncurante abbandono.

DALAI LAMA

.
Ps di Paolo: mi scuso per lo scarso apporto al gruppo ma non ho mai tempo. Tuttavia lo giudico uno spazio importante e interessantissimo. Tra l’altro, caro Guglielmo, scopro ogni volta nuove consonanze (ad es. Krishnamurti è da molto un mio riferimento mportante!).
Ciao a tutti e grazie a Guglielmo
Paolo 

STATI DELLA MENTE (DA GUGLIELMO CAMPIONE)

BLOG INTERESSANTISSIMO!!!!!!!!!!!!!
DA Guglielmo Campione 27 novembre alle ore 17.55
CLICCA SU : STATI DELLA MENTE

ancora da guglielmo campione: stati di coscienza

01/11/2008

ancora da guglielmo campione: stati di coscienza

Guglielmo Campione ha inviato un messaggio ai membri di stati di coscienza (su Facebook).

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Oggetto: EDITORIALE – GRUPPO FACEBOOK STATI DI COSCIENZA –

Guglielmo Campione

” C’è qulcosa di giocoso e grottesco nel processo creativo, per quanto il compito che uno si prefigge possa essere serio. E vi è qualcosa di egualmente giocoso e grottesco nello scriverne, poichè se è mai esistito un processo totalmente muto, questo è il processo creativo. giocoso , serio e muto”.

Jerome Brunner
“On knowing : essays for the left hand”, Atheneum, New York, 1965

E’ evenienza nota ai più che la parola , per quanto immortalata nella Sacra scrittura come l’originale e primario oggetto della “Genesi”, sortisca al contrario , nel suo uso denotativo e semantico un destino meno felicemente, o certo più complessamente intrecciato a quello della coscienza creativa.

Similmente, nell’esperienza trascendentale, nella pratica meditativa, in quella mistica così come in quella psichedelica, in tutti queste esperienze caratterizzate dalla modificazione dello stato di coscienza ordinario quotidiano, il mondo delle parole si “ritrae”, si fa inadeguato, ineffabile e ci si sente traspostare via, fino a sentirsi un tutt’uno con l’ambiente che ci circonda , con l’oggetto della percezione, della contemplazione, dell'”estetica”.
ci si accorge, allora, di percepire nuove relazioni, non ci si accorge del trascorrere del tempo così come ci si dimentica del luogo dell’esperienza.

E’ quella hce viene definita espereinza dell’ineffabile, coscienza dell’insufficienza espressiva del linguaggio verbale. Quanti di noi non hanno mai sperimentato una dimensione simile, per quanto fuggevolemente ?
Nella contemplazione della bellezza della natura, nella sensazione di non dover e non poter parlare per evitare che si dissolva la magìa del momento ?

Jerzy Grotowsskj, fondatore dell’antropologia teatrale, era solito proscrivere l’uso ella parola durante il training di lavoro di formazione dell’attore, perchè non si uscisse dallo stato di caricamento emozionale (Tart) e dall’attivazione delle funzioni psichiche superiori in grado di rendere possibile la percezione globale del movimento espressivo; d’altro canto, il silenzio- probabilmente-è la sola dimensione in cui è effettivamente possibile il vero tempo della coscienza : la durata (Bergson), il qui ed ora.

Parole, scritti, silenzio, stati di coscienza modificati.

Con un certo pudore , trattiamo con i mezzi dell’intelletto razionale e della parola , un tema come quello della descrizione e dell’esplorazione culturale, scientifica e artistica, dell’esperienza di stati della coscienza diversi da quelli ordinari.

Una contraddizione vivissima e pulsante, che accettiamo in quanto esseri parlanti come un necessario prezzo da pagare per operare una riflessione sugli esiti planetari dell’uso ipertrofico della logica cartesiana, del superbo e saccente attegiamento scientista chiuso ad ogni altro avanzamento del sapere che non sia quantificabile, prevedibile,preordinato e prefissato.

In “pauca verba”, un bisogno fondamentale di autentica scienza e ricerca artistica .

Un’occasione per discutere delle dimensioni mentali diverse da quella ordinaria, delle tecniche per accedervi attraverso gli antichi testi di tutti i saperi, degli esperimenti scientifici e dell’uso dlle tecniche crative nella scienza e nell’arte.
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Per rispondere a questo messaggio, segui il link in basso:
http://www.facebook.com/n/?inbox/readmessage.php&t=10…

ciao