Rom Cultura Aperta, dall’ 8 al 13 Giugno 2010

Rom Cultura Aperta, dall’ 8 al 13 Giugno 2010
Descrizione:
Una settimana di musica, danza, fotografia, cinema, antropologia
dall’ 8 al 13 Giugno 2010
Nei locali di S.Chiara, Via Cacciatore delle Alpi, Cuneo

Informazioni di contatto

 

Notizie recenti

 

Notizie:
Martedi 8 Giugno

ore 18.30 Presentazione della Mostra fotografica “Te dikav” a cura di Andrea Fantino
Rinfresco e intrattenimento musicale di Florin “Stufulica” Tanase e Florin “Cucurigu” Ursu
ore 21 Presentazione del libro “Me bashavao ande Italia” “Io (Rom) suono in Italia” di Marco Ghezzo
Proiezione del documentario di viaggio “I Gagè ascoltano Csavas”

Mercoledi 9 Giugno

ore 21 Sonorizzazione dal vivo del cortometraggio “The adventures of Dollie” di Griffith a cura di Bruskoi Triu
ore 21.30 Proiezione di “Io, la mia famiglia Rom e Woody Allen” di Laura Halilovic e tavola rotonda con l’autrice

Giovedi 10 Giugno

ore 21.30 presso “Jazz Club” di Cuneo Concerto Nadara duo + Bruskoi e Jam Session finale

Venerdi 11 Giugno

ore 21.30 Concerto del gruppo Bruskoi Prala e Nadara
ore 23.00 Live set a cura di Dj Grissino e Caravan Etnique

Sabato 12 Giugno

Dalle 18 rinfresco ed esibizioni dei laboratori di danza, canto e musica

PRATICARE LA CULTURA

Laboratori di danza, canto e musica
Da Venerdi 11 a Domenica 13 Giugno 2010

Danza: Insegnanti Benki Iambor e Alexandra Beaujard

Approccio ai diversi stili di danza Rom transilvana che nei secoli hanno attinto alla tradizione romena e ungherese rielaborandole
Adatto a tutti i livelli e le età.

Canto: Insegnante Alexandra Beaujard

Il canto, momento di aggregazione transculturale, diventa un avvicinamento alla musica rom anche per non musicisti

Musica: Insegnante Ferenc “Tocila” Iambor

Adatto a tutti gli strumenti, particolarmente indicato ai violinisti, il corso introduce il musicista allo stile virtuoso dei Rom attraverso la pratica d’insieme.

Quota di iscrizione: 20 euro al giorno oppure 50 euro per tre giorni

 

I Rom e la Resistenza al nazifascismo

I Rom e la Resistenza al nazifascismo – Jan Yoors – Crossing.
Recensione di Sonya Orfalian su Le Monde Diplomatique 3.2010

«Quando ripenso ai miei primi dodici anni, ho l’impressione che nessun uomo o bambino abbia mai sognato di vivere in un luogo così vicino al paradiso». Con queste parole inizia Crossing, il secondo libro di Jan Yoors, autore del bel reportage romanzato Zingari, pubblicato in Italia lo scorso anno. Siamo di nuovo nelle Fiandre, ancora in compagnia dei Rom Lovara. Qualcosa però è cambiato: è scoppiata la guerra e Yoors, in pagine affascinanti, ne racconta il dramma e le pesanti conseguenze sull’accampamento degli zingari che lo hanno benevolmente adottato. L’alba del 10 maggio 1940 sorprende Yoors in viaggio con la sua famiglia d’adozione. L’accampamento si trova presso il confine che divide il Belgio dalla Francia, in una splendida valle tra i boschi: un luogo adatto per i cavalli e per gli uomini liberi. Un rumore scuote il campo, subito i bombardieri arrivano dal cielo e la serenit�  ha fine: la guerra è iniziata. L’esodo della popolazione civile dalle zone di guerra trova i Rom Lovara in fila assieme ai gagè, i non-zingari. Sebbene costretti a rinunciare alle loro abitudini, perseguitati e testimoni della decimazione dei loro simili, i Lovara si adattano bene alla nuova situazione, dominata dalla burocrazia della guerra: il loro status giuridico unito a un certo savoir faire (sfuggiranno alla legge che in Germania impone loro l’obbligo di una vita sedentaria, dichiarando identit�  diverse in luoghi diversi) li aiuter�  a procurarsi un’infinit�  di tessere annonarie. Proprio queste rappresenteranno una parte cospicua del contributo che i Lovara forniranno alla Resistenza dopo che Yoors, contattato dai Servizi inglesi, li avr�  persuasi a collaborare. Le leggi speciali nazionalsocialiste li bolleranno come rassenverfolgte cioè «razzialmente indesiderabili», al pari degli ebrei, e come se non bastasse artfremdes blut vale a dire «sangue straniero». Infine verranno dichiarati freiwild, «prede alla mercè di tutti». Mezzo milione di rom verranno eliminati; eppure tale pulizia etnica, a differenza di ciò che accadr�  per l’Olocausto, non verr�  studiata e analizzata a dovere. I motivi? Molteplici: da un lato c’è lo scarso senso della storia tipico di questo popolo, dall’altro – come spiega bene lo stesso Yoors – «i Rom non hanno nessun desiderio di uscire dall’ombra, di salire alla ribalta». Una lettura interessante, da non perdere, che ci rivela un modo inedito di interpretare la vita da parte di una popolazione che fino a oggi sembra sfuggire a tutte le leggi della globalizzazione del vivere «civile» di noi gagè.

Jan Yoors – Crossing.- Ed Irradiazioni
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Jan Yoors (aprile 1922 – novembre 1977) artista fiammingo-americano, fotografo, pittore, scultore, scrittore. Nato in Belgio, a 12 anni scappò con un gruppo di rom lovara e viaggiò a lungo con loro. Quando ritornò finalmente a casa, i genitori che lo avevano molto cercato, invece di sgridarlo gli diedero il permesso di passare una parte dell’anno con i suoi amici. Più tardi nella vita scrisse il bellissimo libro dal titolo The Gypsies, 1965 (Zingari, Irradiazioni, 2008), considerato un documento unico sulla vita degli zingari. A Zingari segue nel 1971 Crossing.

GRAZIE

ACCOGLIERE I BIMBI ROM


Repubblica — 23 dicembre 2005   pagina 7   sezione: MILANO

Sara ha una faccia da streghina. I capelli neri raccolti in scompigliate trecce, lo sguardo furbo e un sorriso aperto che mostra qualche dente mancante. Fino a tre mesi fa era chiusa nel silenzio e nel dolore, per la perdita di entrambi i genitori. Ma il calore della scuola elementare che frequenta da settembre l’ ha fatta rinascere. Dilan e Giamaica sono gemelli, il loro padre è in galera da mesi e sulla lettera per Babbo Natale hanno espresso lo stesso desiderio, scritto in italiano e in romanes: «Fai che papà torni a casa». E poi ci sono Aron, il capetto del gruppo, Kevin, che suona il flauto ma gli piacerebbe provare la chitarra – forse la maestra gliene procurerà una per l’ anno nuovo – e Aurora, la più timida di tutti, capace di conquistare chiunque con un solo sguardo. In tutto sono diciotto i piccoli rom del campo di via Idro che frequentano la scuola elementare Russo-Pimentel e Martiri di Gorla. Bambini che ogni mattina vengono nutriti, lavati e vestiti prima di entrare in classe. Bambini che nelle aule di via Russo hanno trovato la possibilità di un’ integrazione. 
La giornata degli alunni zingari inizia presto. «Alle sette mi vengono a svegliare – racconta Franca, un’ italiana sposata con un rom che vive al campo di via Idro e da anni fa la mediatrice culturale – Sono eccitati e impazienti. Andiamo a piedi fino alla fermata dello scuolabus del Comune, in via Padova, che ci porta fino in via Russo». Qui, ai bambini, viene preparata una tazza di latte caldo, con una spruzzata di cacao, e una manciata di biscotti. Dopo colazione, arriva il momento di lavarsi e vestirsi. Due ampi armadi raccolgono gli abiti smessi di altri alunni della loro età che frequentano la scuola. Franca e Tora, due mamme rom che lavorano a scuola, aiutano i piccoli a fare la doccia e li rivestono da capo a piedi prima di accompagnarli nelle classi. Ogni giorno lo stesso rituale: colazione, doccia, vestiti caldi. Perché ogni mattina i bimbi arrivano sporchi, infreddoliti e, spesso, con lo stomaco vuoto dal giorno prima. Ogni giorno, in una scuola di periferia dove un terzo degli alunni è straniero, si compie un piccolo miracolo. Grazie alla passione di Licia Brunello, anima di questo straordinario progetto di integrazione che il presidente della Provincia Filippo Penati ha premiato con una medaglia d’ oro. L’ organizzazione è quasi perfetta, Licia l’ ha affinata negli anni. Fa la spesa tutte le settimane con i soldi della scuola – bagno schiuma e shampoo formato famiglia, detersivo in sacchi enormi, biscotti da primo prezzo, latte – raccoglie i vestiti, fa lavatrici a rotazione, stende gli abiti nel locale guardaroba dove, fra gli indumenti, spuntano accappatoi di tutte le taglie, scarpe di marca e non, cuffie per la piscina e ciabatte da doccia. E soprattutto si occupa di loro a scuola, con laboratori di italiano, psicomotricità, musica e disegno. E fuori: li accompagna dal medico, li va a trovare al campo, li porta in vacanza. «I soldi non bastano mai – racconta Licia sconsolata – e la burocrazia è spesso assurda. Da anni cerco di farmi dare il pane avanzato in mensa per darlo ai bambini la mattina, ma non c’ è verso. Piuttosto lo buttano via. E poi c’ è il problema dei tagli. Quattro anni fa le maestre distaccate sui progetti di integrazione erano cinque, quest’ anno sono sola». Ma la gioia di vedere i progressi dei rom cancella ogni malumore. «Sono strepitosi – spiega con il viso illuminato dalla soddisfazione – Sono un po’ come i bimbi di una volta, spugne che assorbono tutto. Sono attenti, curiosi, appassionati. Hanno solo bisogno di stimoli». «Sono molto affettuosi – le fa eco la preside, Annalisa Muschio – è tutto merito di Licia che negli anni ha persino imparato il romanes per stargli vicino». – (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA)

29/4 LA MILANO CIVILE CHE HA A CUORE ANCHE I BIMBI ROM

Una serata importante

Tipo:
Data:
giovedì 29 aprile 2010
Ora:
19.30 – 22.30
Luogo:
Camera del Lavoro
Via:
corso Porta Vittoria 43
Città/Paese:
Milano, Italy

Descrizione

Una delle cose più belle in assoluto che sono successe (stanno succedendo) in questa città negli ultimi tempi riguarda, stranamente forse, e comunque in modo inedito, i bambini rom, ripetutamente cacciati e respinti dai luoghi di fortuna in cui vivono con le loro famiglie, e conseguentemente dalla scuola, che molti di loro frequentano con grande passione.
Riguarda la rivolta civile (raramente questo termine appare così appropriato) di alcune maestre ed anche di alcuni genitori degli altri bambini, i piccoli gagè loro compagni di classe, contro l’esclusione e il rifiuto.
I bambini appartengono a tutti, rappresentano un possibile futuro: meglio e più insieme crescono, e più c’è speranza che la diversità, come spesso si sente ripetere, venga riconosciuta quella ricchezza che è, anche in natura (ma noi umani, almeno in parte poco apparteniamo a questa ‘natura’, cui ci siamo sottratti, promessa, condizione, speranza di un futuro diverso).

Questa storia verrà presentata e discussa nella serata del 29 aprile in Camera del Lavoro di Milano alle 19.30: l’esperienza di Rubattino, luogo geometrico della violenza insensata (ma c’è una violenza sensata?) contro gl’inermi, che nasce, come diceva Curzio Malaparte, da “Una misteriosa paura degli inermi”e induce il “furor d’abiezione”.
Ci sono bambini, altrove, che a scuola vengono lasciati senza mensa, a pane e acqua; refezione non più usata, nell’Italia democratica, nemmeno per i carcerati. Milano, essendo città accogliente e civile –e ricca- non commette di queste brutalità; ma essendo anche pratica e concreta, risolve il problema alla radice: niente scuola, niente problemi. Sapete? è il decoro, che va tutelato; bisogna difendere, con le unghie, con i denti, con uomini in assetto antisommossa, la nostra sicurezza.

A questa vicenda milanese rimane tristemente (e vergognosamente) estranea l’amministrazione della città, sindaco, vicesindaco decorato al valor incivile, assessori, consiglieri comunali, zonali, cattivi consiglieri malconsigliati: loro sono i mandanti. Che, come l’assessora competente, durante uno sgombero, proprio a Rubattino, vanno a celebrare la Giornata Mondiale dell’Infanzia. E mentre lì parlano, nemmeno gli si strozza la voce in gola.

Quella che si presenta giovedì sera in Camera del Lavoro è dunque una storia che tutti dovrebbero conoscere, per capire, imparare, ragionare. Per tirare –poi- un mezzo sospiro di sollievo: non siamo ancora perduti.
Veniteci.

Ernesto

17 e 18/4 AMNESTY MOBILITATA CONTRO IL PIANO NOMADI

COMUNICATO STAMPA 
CS39-2010

FINE-SETTIMANA DI MOBILITAZIONE DI AMNESTY INTERNATIONAL PER CHIEDERE LA
SOSPENSIONE E REVISIONE DEL ‘PIANO NOMADI’ DEL COMUNE DI ROMA

Sabato 17 e domenica 18 aprile, in tutt’Italia, le attiviste e gli
attivisti di Amnesty International prenderanno parte a una mobilitazione
per chiedere la sospensione e revisione del ‘Piano nomadi’ di Roma.

Agrigento, Ancona, Cagliari, Catania, Forli’, Milano, Napoli, Palermo,
Perugia, Pesaro, Piacenza, Reggio Calabria, oltre a Roma, sono solo alcune
delle citta’ in cui sara’ possibile sottoscrivere l’appello di Amnesty
International indirizzato al Sindaco e al Prefetto di Roma. L’elenco
completo e’ disponibile al seguente indirizzo:
www.amnesty.it/mobilitazione_diritti_rom_17_18_aprile

All’invio di appelli stanno prendendo parte molte altre Sezioni Nazionali
di Amnesty International. Dall’11 marzo, data in cui e’ stata lanciata
l’azione internazionale per sospendere e rivedere il ‘Piano nomadi’, sono
state raccolte oltre 62.000 firme (un decimo delle quali in Italia).

Da molto tempo i rom in Italia subiscono discriminazioni e negli ultimi
anni gli sgomberi forzati sono diventati piu’ frequenti. Con l’adozione
del ‘Piano nomadi’, che prevede la chiusura di oltre 100 campi di Roma,
migliaia di rom sono a rischio di violazioni dei diritti umani.

Il ‘Piano nomadi’ e’ il primo programma sviluppato attraverso i poteri
speciali previsti dal decreto governativo del maggio 2008, per affrontare
la cosiddetta ‘emergenza nomadi’. Avviato il 31 luglio 2009 dal Comune di
Roma e dal Prefetto di Roma, il piano spiana la strada allo sgombero
forzato di migliaia di rom e al trasferimento della maggior parte di essi,
ma non di tutti, in campi ampliati o di nuova costruzione nella periferia
di Roma.

In base al piano, 6000 rom (su 7177 residenti nei campi, secondo un
censimento considerato incompleto da piu’ parti) dovranno spostarsi in 13
campi definiti ‘villaggi’. I sette campi ‘autorizzati’ esistenti saranno
mantenuti o ampliati, mentre tre dei 14 ‘tollerati’ verranno
ristrutturati. Saranno costruiti due nuovi campi e una ‘struttura di
transito’.

Centinaia di famiglie sono gia’ state sgomberate e altre lo saranno nei
prossimi mesi. Anche se sono state effettuate alcune consultazioni nei
campi coinvolti dal ‘Piano nomadi’, gli standard internazionali sui
diritti umani richiedono che vengano consultate tutte le persone di cui e’
previsto lo sgombero. Coloro che potranno trasferirsi dovranno spostarsi
in altri campi e non in alloggi permanenti in cui molti rom vorrebbero
vivere. Molti temono che le loro prospettive d’impiego e la carriera
scolastica dei figli verranno compromesse. Ma questi sono i piu’
fortunati. Per gli altri non e’ previsto un alloggio alternativo:
lasceranno Roma o troveranno un rifugio dove potranno, fino al prossimo
sgombero.

Secondo Amnesty International il ‘Piano nomadi’, nella sua formulazione
attuale, non rispetta gli obblighi dell’Italia di garantire che non vi sia
discriminazione nei confronti di gruppi specifici ne’ segregazione in
materia di alloggio e di prevenire e non effettuare gli sgomberi forzati.
C’e’ invece bisogno di un piano che nasca da una consultazione coi rom
interessati e che mostri profondo rispetto per i loro diritti umani.

FINE DEL COMUNICATO 
Roma, 16 aprile 2010

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

Per ulteriori informazioni sulle violazioni dei diritti umani legate al
‘Piano nomadi’:
http://www.iopretendodignita.it/rom

E’ possibile firmare l’appello indirizzato al Sindaco e al Prefetto di
Roma al seguente indirizzo:
http://www.iopretendodignita.it/?q=appellorom

 

GRAZIE

RICCARDO NOURY AD ECORADIO SU ROM E SINTI

Ricevo ( molto onorato!) da Riccardo Noury (Amnesty) e provvedo subito!

Riccardo Noury 08 aprile alle ore 18.15
Caro Paolo, se hai voglia, riprendi dal mio profilo il link al programma di Ecoradio che ho condotto la scorsa settimana: parla di rom e sinti e credo sia venuto bene. Un caro saluto e complimenti per il tuo lavoro!

Riccardo

grazie

AMNESTY:BASTA DISCRIMINAZIONI CONTRO I ROM IN EUROPA!

COMUNICATO STAMPA 
CS34-2010

AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE ALL’UNIONE EUROPEA E AGLI STATI MEMBRI DI
SPEZZARE IL CICLO DI DISCRIMINAZIONE NEI CONFRONTI DEI ROM

Alla vigilia del secondo summit dell’Unione europea (Ue) sui rom, in
programma a Cordoba, Spagna, giovedi’ 8 aprile, Amnesty International ha
chiesto all’Ue e ai suoi stati membri di assumere iniziative concrete per
spezzare il ciclo di discriminazione, poverta’ ed esclusione che colpisce
le comunita’ rom in Europa.

L’organizzazione per i diritti umani ha sollecitato inoltre lo sviluppo di
una strategia complessiva che garantisca l’eguaglianza e la non
discriminazione dei rom.

‘Nonostante la massiccia discriminazione nei confronti di milioni di rom
in tutto il continente, l’Ue non sta chiamando gli stati membri a
rispondere delle loro azioni quando questi vengono meno alle loro
responsabilita’’ – ha dichiarato Claudio Cordone, Segretario generale ad
interim di Amnesty International.

‘I leader europei devono adottare un piano d’azione concreto per
affrontare le violazioni dei diritti umani che colpiscono le comunita’
rom. Devono prendere posizione contro gli attacchi razzisti e le
espressioni di odio e assumere iniziative efficaci per porre fine alla
discriminazione nell’accesso agli alloggi, all’educazione, ai servizi
sanitari e all’impiego’ – ha sottolineato Cordone.

Insieme ad altre associazioni di rom e organizzazioni non governative,
Amnesty International ha documentato come in diversi paesi europei le
autorita’ non proteggano le comunita’ rom dalla discriminazione da parte
di soggetti pubblici e attori privati. L’organizzazione ha ripetutamente
messo in luce le responsabilita’ dei governi per non aver posto fine alla
segregazione in ambito scolastico e non aver garantito il diritto delle
comunita’ rom a un alloggio adeguato.

In un documento che viene diffuso oggi, intitolato ‘Stop agli sgomberi
forzati dei rom in Europa’, Amnesty International descrive una serie di
casi in cui le comunita’ rom sono state vittime di sgomberi forzati.

Residenti in insediamenti in stato di abbandono, le comunita’ rom vengono
spesso sgomberate senza un adeguato preavviso o consultazione preventiva e
senza che venga loro offerta una soluzione alternativa. In questo modo, le
vittime degli sgomberi forzati vengono lasciate spesso senza alloggio o in
situazioni deplorevoli. Durante gli sgomberi, molti perdono i loro beni
personali e l’accesso, per quanto limitato potesse essere, all’educazione,
ai servizi pubblici e a opportunita’ di lavoro.

Il documento di Amnesty International mostra come le autorita’ di diversi
paesi europei, quali Bulgaria, Grecia, Italia, Romania e Serbia, abbiano
portato a termine sgomberi forzati in violazione dei loro obblighi
internazionali. L’assenza di soluzioni abitative alternative adeguate o il
trasferimento in campi isolati aumenta ulteriormente la segregazione delle
comunita’ rom.

‘I rom sono cittadini d’Europa e i leader europei devono garantire che
abbiano gli stessi diritti e responsabilita’, in quanto loro connazionali.
Nell’Europa del XXI secolo non possono esservi cittadini di seconda
classe’ – ha aggiunto Cordone. ‘I partecipanti al summit di Cordoba devono
sviluppare un piano complessivo che affronti la discriminazione dei rom in
Europa. Devono dimostrare di avere la volonta’ politica di fare
dell’inclusione dei rom una realta’’.

Casi specifici

Bulgaria: nella citta’ di Burgas, nel settembre 2009, almeno 200 rom sono
rimasti senza una dimora dopo lo sgombero forzato e la distruzione delle
loro abitazioni negli insediamenti di Gorno Ezerovo e Meden Rudnik.

Italia: il ‘Piano nomadi’ lanciato a Roma nel luglio 2009, prevede la
demolizione di oltre 100 campi della capitale e il trasferimento di 6000
rom, senza adeguata consultazione, in 13 campi ampliati o di nuova
costruzione, situati in periferia. Il piano potrebbe lasciare senza
alloggio oltre 1000 rom.

Serbia: il 3 aprile 2009, le autorita’ hanno eseguito lo sgombero forzato
di 250 rom da un insediamento provvisorio sorto a Nuova Belgrado. Per
molti dei residenti, che erano sfollati del Kossovo, non si e’ trattato
del primo sgombero. Le autorita’ hanno proposto alle famiglie sgomberate
di sistemarsi in un’altra parte della capitale, in container cui pero’ i
residenti della zona hanno tentato di appiccare il fuoco. Alle famiglie
rom non e’ mai stato dato un alloggio adeguato.

Grecia: a partire dal giugno 2006, oltre 100 famiglie rom, che
inizialmente vivevano nel centro di Atene, hanno subito quattro successivi
sgomberi forzati senza essere consultate e senza che fosse mai offerto
loro un alloggio adeguato.

Romania: nel 2004 oltre 100 rom hanno subito lo sgombero forzato da un
palazzo nel centro di Miercurea Ciuc, capoluogo del distretto di Harghita.
La maggior parte dei rom sgomberati e’ stata trasferita in casupole di
metallo, intese come provvisorie, nei pressi di un impianto di trattamento
di liquami. Alcuni hanno preferito spostarsi vicino a una discarica,
giudicata meno pericolosa dell’altro impianto. Le casupole di metallo e le
baracche si trovano all’interno della zona di protezione di 300 metri che,
secondo la legge, deve separare le abitazioni da materiali potenzialmente
tossici. Questo incubo va avanti da sei anni.

Ulteriori informazioni

La Sezione Italiana di Amnesty International ha indetto per sabato 17
aprile una giornata di mobilitazione nazionale, nell’ambito di una
campagna lanciata dall’associazione a livello internazionale l’11 marzo,
per chiedere al Sindaco e al Prefetto di Roma di sospendere il ‘Piano
nomadi’ e rivederne l’attuazione in modo da garantire che essa sia
condivisa con le comunita’ rom interessate, che tutti i rom residenti in
campi di cui si prevede la demolizione vengano informati e consultati in
tempi e modi adeguati e che sia sempre rispettato il diritto a un alloggio
adeguato.

Nel corso della conferenza stampa svoltasi a Roma l’11 marzo, Amnesty
International aveva affermato: ‘Molti rom vivono in baracche e roulotte
prive delle condizioni igieniche di base. La situazione attuale e’ il
risultato di anni di mancata attenzione, politiche inadeguate e
discriminazione da parte di successive amministrazioni. Il tentativo di
affrontare questa eredita’ e’, in se’, apprezzato e le condizioni di vita
di molti rom miglioreranno. Tuttavia, il piano e’ incompleto e rischia di
rendere la situazione di molti altri rom ancora peggiore’.

FINE DEL COMUNICATO 
Roma, 7 aprile 2010

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

Il documento ‘Stop agli sgomberi forzati dei rom in Europa’ sara’
disponibile a partire dal 7 aprile al seguente indirizzo:
http://www.amnesty.it/Stop_sgomberi_forzati_rom_in_Europa

Per ulteriori informazioni sulle violazioni dei diritti umani dei rom in
Europa:
http://www.iopretendodignita.it/rom

GRAZIE