Loop: guardare l’ apocalisse negli occhi

Una rivista intrigante…
pubblicata da Umberto Brancia il giorno martedì 21 settembre 2010 alle ore 11.52
I giovani e impetuosi redattori di Loop hanno alcuni idee ricorrenti che circolano in molti articoli della rivista e che possono spiegare bene le loro intenzioni. Nomade, caos e apocalisse sono vocaboli ad alta valenza metaforica, e denotano un’ intenzione decisamente apprezzabile: cercare di capire le dinamiche della società globale e gli spazi possibili del conflitto sociale dopo il crollo delle ideologie novecentesche.
Un termine come nomade serve ad evocare a volte una precisa categoria etnica, sottoposta a violenze che arrivano in questi giorni sulle prime pagine dei media internazionali, ma anche un’altra realtà che ci riguarda tutti.
Sono nomadi i giovani lavoratori precari che percorrono le metropoli alla ricerca di spezzoni di lavoro servile, sono nomadi gli stessi operai della grande fabbrica costretti a salire sui cornicioni per avere una qualche visibilità mediatica. Tutti siamo divenuti in qualche modo nomadi rispetto a noi stessi, alle identità perdute.
Questa condizione, che le categorie del marxismo cattedratico non riescono a capire e interpretare, contagia e corrode l’ immaginario: è appunto una situazione caotica, tipica di questa fase della globalizzazione. Secondo l’ accezione teologica, e’ una condizione di distruzione continua che svela nuove contraddizioni e – forse – lontane, possibili redenzioni.
In questo universo – orrendo e inevitabile- una mobilità frenetica dei soggetti sociali si intreccia a una guerra civile permanente, in cui è la categoria amico-nemico sembra prevalere su quelle di pubblico o di collettivo. I contributi della rivista descrivono la condizione del nuovo secolo secondo questa modalità apocalittica ( e a questo tema è dedicato appunto uno dei numeri più belli).
Con questo sguardo, vengono letti nodi della politica contemporanea come il collasso ambientale, l’America di Obama (e i suoi conflitti urbani), i movimenti contadini e urbani in America Latina o il nodo decisivo della pace e della guerra globale. Proprio a questo tema è dedicato l’ ultimo numero ancora in edicola e in libreria, con interventi – tra gli altri- di Gino Strada, Martino Mazzonis, Emanuela Giordana e Don Andrea Gallo.
Un numero tutto da leggere e da discutere. Le riviste continuano testardamente a volere leggere dentro il caos contemporaneo.
Per saperne di più, vale la pena di visitare il sito della rivista: è ricco di tanti contributi originali
http://www.looponline.info/index.php/home
grazie