Tutti a Teatro: “Muri. Prima e dopo Basaglia”

Tutti a Teatro: “Muri. Prima e dopo Basaglia”

 
 
 
Piccolo Teatro Studio Expo dall’1 al 6 novembre 2011 Muri. Prima e dopo Basaglia con Giulia Lazzarini testo e regia Renato Sarti (testo finalista Premio Riccione 2009) scene e costumi…

28/1 MONI OVADIA A BRUGHERIO

Cinema Teatro San Giuseppe Brugherio
Comune di Brugherio
Assessorato alla Cultura
 
MONI OVADIA e Arkè String Quartet

KAVANAH

Storie e Canti della Tradizione Ebraica

TEATRO SAN GIUSEPPE- BRUGHERIO (MB)

Giovedì 28 Gennaio 2010 ore 21.00

per Il Giorno della Memoria

Kavanàh, che significa partecipazione al canto, raccoglie brani di differente ispirazione, partendo dagli inni sacri ebraici della sinagoga, per arrivare a quelli di tradizione tzigana.

Voci lontane accomunate nell’esaltazione dell’amore per il divino, in linguaggi differenti che si intrecciano in un unico afflato partecipativo…

A presto,

laura tussi

www.youtube.com/lauratussi

 

 

grazie

 

28/11 Area di Carugate: RUGBY BLUES

RUGBY BLUES

Rete:
Globale
Inizio:
sabato 28 novembre 2009 alle ore 21.15
Fine:
domenica 29 novembre 2009 alle ore 2.00
Luogo:
Circolo Culturale Arci Area
Indirizzo:
Garibaldi 26
Città/Paese:
Carugate, Italy

Descrizione

LO SPETTACOLO – RUGBY BLUES

Biagio Vinella + the Worried Men Band

Uno spettacolo imperdibile per gli amanti del teatro e del rugby.
Sul palco salirà Biagio “Gino” Vinella, con il suo nuovissimo spettacolo “Rugby Blues”.

Cinque monologhi con al centro altrettante storie vere di rugbisti che con il loro esempio hanno contribuito a migliorare il mondo:
– Dan Cheeky Watson, giocatore sudafricano bianco che nel 1976, in pieno periodo di apartheid, scelse di allenare una squadra composta solamente da atleti di colore, rinunciando così alla carriera di sportivo professionista con la nazionale degli Springboks;
– la vicenda di diciassette giocatori della squadra argentina del La Plata che, per la ferma opposizione al regime dittatoriale allora vigente, andarono ad allungare l’interminabile lista dei “desaparecidos”;
– La storia del giocatore degli All Blacks Jonah Lomu che, sconfitta una terribile malattia, ha ripreso a giocare,
– quella del minatore gallese Harry Jarman che sacrificò la propria vita per salvare tre bambini
– quella del mitico Georges Coste che nel 1997 alla guida della Nazionale Italiana, contro tutti i pronostici, vinse una partita contro la Francia che tutti ritenevano impossibile.

Ad accompagnare i monologhi di Vinella ci sarà il gruppo The Worried Men Band con un ricco repertorio di blues: “Ho scelto il blues come musica di sottofondo per i miei monologhi – aggiunge Vinella – perchè è la musica della sofferenza e la trovo molto vicina al rugby. Chi fa musica suona il blues sul palco, i giocatori di rugby il blues lo suonano sul campo.

IL REGISTA – BIAGIO VINELLA

Monologhista, performer
Torino, un’infanzia vissuta in un quartiere popolare dove si respiravano insieme lotta di classe e fumi di ciminiere. Siamo nella fase seguente alla fine del sogno economico., il famoso “boom”. Fabbriche e scuole occupate e le prime partecipazioni alle lotte.
L’impegno si concretizza in musica e parole, i concerti nei parchi, nei Festival, nelle piazze di una città che sembrava ripiombata nel dopoguerra.
Partecipa ai corsi teatrali e di drammaturgia organizzati dai Collettivi Operai Torino.
Poi Milano, la scuola Umanitaria di Via Pace. L’impegno continua in rassegne di musica alternativa itineranti e ancora i festival dove oltre alla musica propone poesie e monologhi. Contestualmente i libri scritti per la Forte Editore, Mariotti, De Agostini e quelli per la De Vecchi tradotti in Spagna e Francia e l’invenzione di giochi per la Rai.
Quindi il teatro, inteso come strumento di lotta, con rappresentazioni sia per bambini che per adulti in cui emergono sempre i valori del quotidiano. Inizialmente è teatro di strada poi seguono gli spettacoli nei teatri minori della provincia di Brescia, Milano, Savona, le brevi e brucianti performance nelle gallerie d’arte, i corsi didattici nelle scuole elementari e medie e la proficua collaborazione con il Caffè Letterario di Via Solferino, con la Cooperativa Fate Artigiane e con lo spazio d’arte Piscina Comunale in Milano.

IL GRUPPO – JOHNNIE SELFISH & THE WORRIED MEN BAND

JS & he WMB is: JOHNNIE SELFISH – lead vocals* THE CHIEFTAIN – acoustic guitars, backing vocals* LITTLE HARP LAWRENCE – harp, electric guitars, lap steel guitars, spoons, backing vocals* MR. TIME MACHINE – bass, backing vocals & beers**
Il gruppp ha cominciato a suonare nell’estate del 2007, registrando il primo demo a Sesto San Giovanni. Nel novembre dello stesso anno il gruppo si è esibito nel suo primo concerto alla Locomotiva di Osnago. Dopo diversi concerti nel nord Italia, è uscita una nuova versione di “Sweet Home Mexicali”, nel gennaio del 2008. Questa canzone parla delle problematiche esperienze di un giovane ragazzo messicano, lavoratore negli Stati Uniti. Nel maggio 2008 e fino al settembre dello stesso anno, la band ha suonato in diversi pub e festival locali, condividendo il palco con importanti artisti blues, tra i quali Mauro Ferrarese e la Treves Blues Band.
Nel mese di maggio dello stesso anno il gruppo ha registrato durante un’esibizione le canzoni “I got two” (con la collaborazione di Mauro Ferrarese alle chitarre” e From the bottom of the world”. La prima è il lamento di un uomo che mette sempre i soldi prima dell’amore, la seconda è un inno contro l’indifferenza e il pregiudizio in una città come Milano.
Nel settembre 2008 la band è tornata a lavorare presso il Trentin Recording Studio, dove erano già state incise altri canzoni e dove ci si è trovati per registrare altre cinque canzoni allo scopo di finire il nostro primo LP, “Jungle Rules”, che è un album dedicato alle canzoni d’amore.

* INGRESSO GRATUITO CON TESSERA ARCI

* AMARI, BIRRA, COCKTAIL, VINO, TOAST & HOTDOG FINO A TARDI

* CALCETTO COMPLETAMENTE FREE!

CRT: VANNO IN SCENA I “PENDOLARI”

Pendolari

Inizio:
mercoledì 21 ottobre 2009 alle ore 21.00
Fine:
domenica 8 novembre 2009 alle ore 0.00
Luogo:
CRT SALONE

Descrizione

Al Crt Salone dal 20/10 all’8/11, via Ulisse Dini, 7. MM2 Abbiategrasso (uscita via Palanti)
Orari:
mar-mer-gio ore 21.00
ven ore 21.30
sab ore 19.30
dom ore 16.00

Scritto e diretto da Mimmo Sorrentino
con Adriana Busi, Luca Cavalieri, Simone Tiraboschi, Jacopo Zerbo

Spettacolo inserito nell’abbonamento Invito a teatro

I pendolari quelle persone che ogni giorno trascorrono almeno un paio di ore in treno, seduti a
leggere il giornale, a “sclerare” al cellulare, ad ascoltare musica, a chiudere gli occhi, qualcuno anche
a parlare, ma usando sempre la lingua della banalità. La loro tragedia è in tutto e per tutto la
tragedia della contemporaneità, e cioè una tragedia che non ha la forza di esplodere, di
manifestarsi, di costruire un nuovo ordine, una tragedia del presente a cui il regista Mimmo
Sorrentino ha provato a dar voce. Un racconto sui e dei pendolari che in qualche modo cerca di
narrarne il contesto, l’ambiente, gli umori, le preoccupazioni, i disagi. I pendolari sono la
scenografia del presente. Lo sfondo del nostro quadro vivente. Attraverso le testimonianze dirette
e le interviste a questi viaggiatori quotidiani fatte dallo stesso Sorrentino possiamo toccare con
mano una realtà sempre più scomoda del nostro tempo.
“Per tre anni ho intervistato pendolari, li ho spiati e ho fatto il pendolare anche io. Si
entusiasmavano quando dicevo loro che stavo raccogliendo del materiale per mettere in scena uno
spettacolo che li raccontasse. Ritenevano fosse “giusto” raccontare la loro tragedia. Desideravano
che la si raccontasse. Per questo non esitavano a rispondere alle mie domande. Ma raccontavano
poco e quasi sempre senza particolari. Non è che non ricordassero. Ricordavano. Ma non avevano
le parole per raccontare. Era come se le parole si fermassero sulla punta della lingua. E li
rimanevano, come un brufolo, un taglietto, un residuo di cibo che resta tra i denti e non si riesce a
togliere nemmeno con lo stuzzicadenti. Un fastidio che non c’era verso di eliminare. Così dopo
un po’ l’entusiasmo passava. La disponibilità veniva meno. Le voci meno squillanti. I silenzi più
lunghi. E il fastidio diventava dolore. Dolore silenzioso. Dolore poco adatto ad uno spettacolo
teatrale. Come poco adatte per uno spettacolo teatrale erano le loro azioni.. Forte però era in
loro, e anche in me, il desiderio di raccontarli, perché era giusto farlo. Giusto dare voce alla loro
tragedia che non ha la forza di esplodere, perché troppo misera per manifestarsi. Una tragedia che
si lascia corrompere dalla banalità. Una perenne attesa non si sa bene di cosa, funzionale a coprire
quell’insopportabile verità che già tutto in realtà è successo. Una tragedia che altro non è che la