I musulmani giovani e l’arte del tafsir

 

 
 

Siamo tutti italiani, non siamo cittadini di serie B, abbiamo gli stessi diritti e libertà nel professare la nostra fede. Ma siamo sicuri che quest’ultimo punto è realmente rispettato e valorizzato? Un qualsiasi musulmano è realmente capace di praticare la sua fede in Italia senza essere malvisto e mal interpretato dagli altri membri della comunità islamica? Questa volta la mia critica va ad un gruppo di musulmani in particolare, non alle autorità italiane.
Questo gruppo di ragazzi giovani, musulmani, come tutti noi da anni lotta e dibatte sulle leggi e i diritti per i ragazzi 2G, organizzando con impegno e perseveranza campagne ed eventi. Il problema però sorge quando il loro occhio inquisitore sposta l’attenzione dalle dinamiche esterne verso quelle interne, cioè tra di noi, anche verso i giovani musulmani che nulla hanno a che vedere con la loro associazione.
Diventano critici, rigidi, con alcune note di predica, come se la fede fosse tutta loro o il Corano stesso l’avessero letto soltanto loro. Un paio di mesi fa durante la conferenza stampa su di un libro scritto da un’amica, che gentilmente mi aveva invitato a parlare, io ed altri amici presenti al dibattito rispondevamo alle domande del pubblico. Inevitabilmente ci siamo trovati a toccare argomenti quali il velo ed altri precetti molto specifici della religione islamica come il divieto di mangiare carne di maiale e di bere alcool.

Una persona del pubblico in maniera più diretta delle altre mi chiese se rispettassi questi due divieti. Premettendo che non è facile parlare di sé stessi e svelarsi in questa maniera, ammisi che non mangio la carne di maiale, ma mi lascio tentare dall’alcool. Dissi anche che non tutti i musulmani sono come me, che ognuno ha le sue convinzioni e i suoi modi di fare, e che questa era una mia scelta personale. Due secondi dopo, sempre dal pubblico, una ragazza velata di cui conoscevo benissimo l’appartenenza, mi criticò dicendo che non tutti i musulmani sono come me (l’avevo già detto io prima), che questo è soltanto un modo mio “di fare” (l’avevo già detto io prima) , e che agisco in questa maniera soltanto per sentirmi più integrato nella società in cui vivo! Cosa?! Eh no, questo non l’avevo detto io prima! Risposi diplomaticamente, ripetendo che ognuno di noi è diverso e che può agire differentemente, ma non per questo ha il diritto di giudicare ed esprimere giudizi morali su chi agisce diversamente.

A situazioni rovesciate, applicando il suo stesso metodo, paradossalmente avrei potuto osservare che vivere qui e portare il velo potrebbe essere un modo per non integrarsi ed essere discriminate dal punto di vista lavorativo. In fondo è soltanto il mio modo di vedere quella scelta. Ma non l’ho condiviso in quel dibattito e mi sono ben guardato dall’ esprimere giudizi di valore.

Esattamente questo è il problema, chiediamo sempre agli altri di rispettarci e di rispettare le nostre scelte, ma appena uno di noi “sgarra” o non agisce secondo la prassi, siamo subito pronti ad improvvisarci Muhammad Al Shaarawy ed esperti nel tafsir, l’interpretazione del corano. Ricordo che se possiamo parlare, dire la nostra opinione esplicitamente ed anche permetterci di giudicare e criticare, è perché viviamo in un paese che ce lo permette (di solito), almeno senza l’ipocrisia che è presente nei nostri paesi d’origine. Una cara amica trasferitasi da un po’ al Cairo, mi ha raccontato appunto di questa ipocrisia presente soprattutto durante il Ramadan: mi raccontava di come alcuni colleghi a lavoro da lei osservino il digiuno soltanto per non essere malvisti dall’azienda e dagli altri.
Ecco, non vorrei mai che qui in Italia si arrivasse ad una cosa del genere. Siamo tutti liberi di professare la nostra fede nella maniera migliore per noi, fare le cose con convinzione perché ce lo sentiamo, e non perché qualche pseudo-detentore della verità universale prova a metterci in imbarazzo tanto davanti alla comunità quanto a chi non ne fa parte.

I musulmani giovani e l’arte del tafsirultima modifica: 2011-08-31T22:25:57+02:00da paoloteruzzi
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