IL BLUFF DEL NUCLEARE ITALIANO

bolletta nucleareCom’era facilmente prevedibile, l’Enel ha proposto (presentandola come una grandiosa, originale idea) di fissare un prezzo per il kWh nucleare, senza farlo più variare nei 50 anni di vita delle centrali. “Così” ha annunciato lo speaker del TG “le centrali non graveranno sul bilancio statale” (e ci mancherebbe pure quello…).

Peccato però che graveranno sul bilancio dei cittadini, in quanto se fra qualche anno le energie rinnovabili diventassero più economiche del nucleare, noi dovremo continuare a pagare all’Enel la sua “tassa atomica” per il prossimo mezzo secolo.

Inoltre il prezzo di questo “kWh nucleare congelato” non è stato fissato, e dubito molto che lo sarà prima della fine della costruzione delle centrali, visto che all’Enel sanno benissimo che i preventivi sono una cosa ed i costi finali un’altra ben superiore.

Come è noto la centrale EPR finlandese, dello stesso modello di quelle che vorrebbero fare in Italia, è un paio di anni di ritardo indietro nella sua realizzazione, con costi lievitati già di un miliardo di euro sul preventivo. E se questo accade nella scandinava Finlandia, pensate a cosa accadrà da noi…

Per cui l’idea dell’Enel è quella di stabilire ora il principio del “prezzo fisso”, ma rimandare la decisione di quanto far pagare il kWh nucleare a quando le centrali entreranno in funzione.
In questo modo tutto il rischio economico (per tacere degli altri rischi) dell’eroica impresa del “ritorno del nucleare in Italia”, finirà sulle nostre spalle.

Ma, dicono all’Enel, se il costo del kWh da fossili nei prossimi anni dovesse crescere, gli italiani saranno salvi: il prezzo del kWh nucleare, fissato dai contratti, resterà stabile
Il problema è che le centrali nucleari (che comunque, al massimo, copriranno un 25% dei consumi elettrici, e non dei “consumi energetici totali”, come spesso si sente dire. L’elettrico è solo un terzo dei consumi energetici totali), non inizieranno a produrre prima del 2025.

Grosse turbolenze nel prezzo dell’energia avverranno probabilmente molto prima di quel periodo, via via che le fonti fossili diverranno più scarse, più care e più appesantite dal costo delle emissioni di CO2.

Questo renderà più competitive le fonti rinnovabili esistenti e quelle ancora più innovative del prossimo futuro, aumentando il volume della loro fabbricazione ed installazione e quindi abbassando il costo dei kWh rinnovabili prodotti.

Quando le centrali nucleari italiane arriveranno sulla scena, insomma, nuovi sistemi di produzione elettrica da rinnovabili su grandissima scala saranno già in rete, fornendo kWh a costi competitivi sia con i fossili che con il nucleare.

Ed allora, c’è da giurarci, scopriremo che il nucleare “all’italiana” non consente alcun risparmio sul costo del kWh attuale e, a maggior ragione, su quello futuro da rinnovabili. Avremo così scommesso risorse enormi su un cavallo morto, perdendo l’ennesimo treno per il futuro.

In compenso avremo moltiplicato il pericolo di incidenti nucleari e lasciato ai nostri discendenti una montagna di scorie e materiale radioattivo (le stesse centrali) da smaltire, in un territorio delicato e sovrappopolato come l’Italia.

Ma tra 15 anni, quelli che hanno approvato il “ritorno al nucleare” saranno in pensione o già nella fossa, e non saranno disponibili per risponderne.

Quindi, per fermare questa follia, che ha senso solo considerando la montagne di interessi inconfessabili, legati al giro di denaro connesso alla costruzione di centrali da 6 miliardi di euro l’una, propongo quanto segue:

Da una parte abbiamo il ministro Scajola che dice “Il nucleare ridurrà le bollette degli italiani del 30%”, dall’altra abbiamo
l’Enel che vuole fissare il prezzo del nucleare per 50 anno.

Bene, prendiamoli in parola: diciamo “OK, ci avete convinti, avanti con il nucleare”, ma solo se il prezzo del suo kWh verrà fissato adesso, per una durata di 50 anni ed al 30% in meno del prezzo medio attuale dell’elettricità.
Vediamo se continueranno a mantenere le loro posizioni o se saranno costretti a modificare le balle che raccontano.
Se si tirano indietro, vuol dire che il nucleare sarà altrettanto o più costoso delle altre fonti e che il fissare il prezzo per 50 anni è solo una tutela per l’Enel, non per i cittadini.

Se l’idea vi sembra buona, fate circolare questa proposta fra forze politiche di opposizione, mezzi di informazione ed associazioni ambientaliste.
Saluti,
Alex Saragosa

ALESSANDRO SARAGOSA, GIORNALISMO DI DIVULGAZIONE SCIENTIFICA

FRAZ. VILLE 116/A, 52028 TERRANUOVA (AR), ITALY

TEL/FAX: ++39 0559705185 E-MAIL: alex.sara@tin.it

 

 

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GRAZIE

IL BLUFF DEL NUCLEARE ITALIANOultima modifica: 2010-01-14T22:05:00+01:00da paoloteruzzi
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