IL VERO NUCLEO DEL LAVORO COMUNITARIO

Vi propongo due righe che ho scritto alcuni anni fa sul tema della comunità. Che ne pensate?  Paolo

                                Conclusione: Il vero nucleo del lavoro comunitario

Spesso si enfatizza il ruolo delle attività strutturate e dei momenti di riabilitazione formalizzati. A noi sembra invece che la gran parte dei progressi che l’ospite compie in comunità proceda dall’immenso lavorio (spesso informale e quasi sempre ignorato o misconosciuto) che ogni giorno è chiamato a svolgere. In ogni istante ognuno deve ricostruire un equilibrio nei confronti di nuove situazioni, di altri ospiti, di operatori diversi, di familiari, di volontari ecc. Continuamente deve elaborare lutti (l’“esilio” in comunità, l’allontanamento dalla famiglia, le dimissioni di un ospite o di un operatore, il cambio del terapeuta, un cambio di camera, l’accettazione dolorosa del farmaco, la consapevolezza dei danni prodotti dalla malattia, la difficile convivenza con compagni non scelti, la rinuncia all’onnipotenza e a progetti irrealistici). In ogni momento deve esporsi allo sguardo (o alla rabbia) dell’altro, rispecchiarsi nella sofferenza altrui, riconoscersi simile nel destino della malattia, sviluppare un atteggiamento di empatia nei confronti dell’altro e di accettazione e compassione nei confronti di sé stesso  e pure lottare per conservare o riconquistare la propria individualità. Percorrere la via depressiva della coscienza di sé e tuttavia imparare a sperare e a preparare giorno per giorno la propria rinascita, contribuendo nel contempo a formare un’ atmosfera relazionale che garantisca a tutti benessere, sollievo, fiducia nel futuro. Una fatica ciclopica che la comunità deve sostenere creando un clima che favorisca l’incontro, la riflessione sulla propria e l’altrui storia, contenendo le tensioni,  promuovendo la serenità e la speranza. Uno sforzo che spesso avviene senza che nessuno ne colga l’importanza e ne restituisca al paziente lo straordinario peso e valore. Un compito che invece va tematizzato, agli occhi degli operatori e degli ospiti (ma anche degli studiosi e dei ricercatori), come la funzione (e il risultato) principale dell’esperienza comunitaria.

 

 

 

     

IL VERO NUCLEO DEL LAVORO COMUNITARIOultima modifica: 2009-10-03T12:25:52+02:00da paoloteruzzi
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