INTERVISTA A ERRI DE LUCA

Erri De Luca: il rumore della matita e il chiasso del giorno
intervista di Silvia Passini

Erri De Luca. Scrittore, poeta, traduttore, alpinista. In quest’intervista ci ha fatto dono delle sue bellissime e pienissime parole.

In “Montedidio” scriveva “Il rumore della matita sopra la carta fa il riassunto del chiasso del giorno”. Così, partendo dai rumori della matita, gli abbiamo chiesto di parlarci del chiasso. E non solo.
 
Nel suo ultimo romanzo “Il peso della farfalla” siamo lontani dalla città, dal caos.  Ci parla della scelta di quest’ambientazione? Civiltà-natura non possono convivere?
La scelta è dovuta semplicemente al fatto che io sono un praticante di montagna di alpinismo, sono scalatore e quindi frequento quei posti e siccome riesco a scrivere solo storie che conosco, che mi sono capitate  nei paraggi a me o nei miei paraggi, l’ambiente è quello che frequento e che conosco. E’ un posto in cui la nostra specie è in schiacciante minoranza, siamo pochi, molto esposti alle forze di natura. E’ un posto scomodo in cui solo alcuni si sono avviati un po’per curiosità, un po’per antica tradizione, per procurarsi quella proteina in più attraverso la caccia. Il racconto è l’incontro-scontro tra due esseri viventi in fin di vita, in fine di esercizio della loro supremazia: un vecchio cacciatore bracconiere solitario e un vecchio camoscio che è all’ultima stagione della supremazia.
 
Ci può spiegare il significato simbolico della farfalla?
La farfalla è un dono che la natura offre come simbolo al re dei camosci facendogliene posare una fissa sul corno. E’ un dono della natura, è come per noi un sigillo, una corona, è un’offerta, un riconoscimento della regalità di questo magnifico esemplare.
 
Nel libro si legge “Ci sono carezze che aggiunte sopra a un carico lo fanno vacillare”. Quali sono secondo lei le carezze capaci di far vacillare?
Ci sono delle carezze, per esempio quelle di una madre, molto più delle sue giuste parole di rimprovero, ci sono delle carezze che possono fare vacillare oppure le carezze di  una prigioniera, di una detenuta che si trova dentro la prigione e ha presso di sé imprigionato anche il suo bambino. Quelle carezze possono far vacillare.
 
Che cos’è per lei il valore e che cosa considera valore?
Un mucchio di cosette, ma neanche troppo precise. Ne ho anche scritto un elenco (ndr. la poesia “Considero valore”). In fondo a questo elenco ci mettevo l’ipotesi che esiste un creatore. E’ un valore, anche se io non sono credente, ma considero valorosa l’ipotesi che esista, anche se per me è impossibile che possa esistere.
 
Le propongo un gioco di associazioni d’idee. Ad ogni parola può dirci quello che le viene in mente: immagini, frasi, pensieri o suggestioni.
Guerra- La mia generazione è stata la prima generazione della storia d’Europa che a 20 anni non è stata spedita a distruggersi in un’altra guerra. E’ successo perché i nostri padri usciti da quella grande catastrofe hanno messo la più forte maledizione della parola ‘guerra’ nelle costituzioni. Oggi invece la guerra è ritornata come una piccola voce di bilancio. Oggi usiamo la parola ‘guerra’ per esportare le truppe all’estero.
Mamma- è stata con me fino agli ultimi momenti della sua vita quindi è la figura che più mi ha tenuto compagnia.
Leggere- ho imparato i libri ancora prima di leggerli perché  li avevo intorno, ero ospite nella mia infanzia della stanza dei libri di mio padre, dunque leggere mi è sembrato un atto naturale.
Vita– è un dono che del quale noi approfittiamo, ma che non è nostra, viene da fuori e alla fine di quest’ uso che poi ne facciamo bisogna restituirla.
Solitudine– mah, la mia è molto rumorosa, è molto affollata. La mia solitudine è visitata da una sacco di assenti che non ci sono più, ma che mi fanno compagnia.
Montagna–  è il mio campo preferito di villeggiatura, di gioco e di rischio anche. 
Caccia– una volta era un’attività nobile e necessaria. Oggi è più una sparatoria, uno sfogo di cartucceria.
Inquinamento- è uno dei tanti modi di cui ci intendiamo distruggere la nostra specie.
 
 

 

DA WWW.LIFEGATE.IT

 

ciao

INTERVISTA A ERRI DE LUCAultima modifica: 2010-03-28T19:01:00+02:00da paoloteruzzi
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