Luciano Gallino, La storia nella rete

Luciano Gallino, La storia nella rete

PolSer di P. Ferrario | 17 dicembre 2010 at 00:45 | Categorie: Web Documentazione | URL: http://wp.me/peMEr-3l0
La storia nella rete
Data di pubblicazione: 19.03.2004
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In Internet si può trovare un´immensa quantità di materiali relativi alla storia del Novecento, presenti in siti di mezzo mondo. Trattati, foto di gruppo che riportano ad eventi grandi e piccoli, carte dei mutevoli confini tra i paesi, statistiche economiche e militari, manifesti, discorsi registrati di uomini politici, scene di vita quotidiana, prime pagine di quotidiani, articoli di storici. Un mare internazionale di conoscenze, suggestioni, elementi e prospettive di indagine, accessibili all´istante dal proprio PC, che è inimmaginabile condensare in un libro di testo, e che rispetto a un libro è assai più difficile manipolare a fini politici (un tema da poco discusso su queste pagine in occasione d´un convegno del Gramsci romano e d´un libro di Giuliano Procacci). Quanto basta per chiedersi se essi, opportunamente selezionati e strutturati, non potrebbero arricchire notevolmente lo studio e l´insegnamento della storia del secolo scorso, in primo luogo nelle scuole superiori.
Il quesito se lo è posto un paio d´anni fa la Fondazione per la Scuola di Torino, che ha già promosso altri progetti di ricerca sull´insegnamento della storia contemporanea in Europa. Il quesito è stato girato ad un gruppo di ricercatori che presso il locale Dipartimento di Scienze dell´Educazione si occupa da tempo dello sviluppo di corsi multimediali «assistiti dalla Rete». Tale espressione vuol significare che un testo predisposto dal docente d´una data materia viene fittamente intessuto di rimandi a siti Web, o a documenti presenti in essi, i quali valgono come citazione, illustrazione o approfondimenti dell´argomento svolto in un dato luogo del testo. Il tutto avviene in tempo reale: i documenti richiamati dal Web tramite Internet compaiono sullo schermo, provenendo da un dipartimento di storia o un centro di ricerca o un archivio di differenti paesi, per i pochi secondi o minuti necessari per illustrare un determinato tema, per tornare subito dopo là da dove sono venuti. Il risultato è un corso online di Storia del ?900: 1914-1989, di cui è sin da ora disponibile a chiunque vi sia interessato – e a titolo gratuito, poiché la finalità delle due istituzioni è esclusivamente educativa – il modulo che copre il periodo dalla fine della II guerra mondiale alla caduta del muro di Berlino (www.fondazioneperlascuola.it oppure www.far.unito.it). Dato che il corso non vuole essere un manuale di altro genere, bensì una proposta di temi che nei manuali adottati nelle scuole trovano per forza di cose uno spazio limitato, questo modulo è centrato sui processi di mondializzazione. Il modulo cronologicamente precedente, 1914-1945, sarà invece dedicato ai totalitarismi. Anch´esso verrà pubblicato online entro poche settimane.
Lo sviluppo d´un corso multimediale di storia online assistito dalla Rete pone a chi vi lavora non pochi problemi, oltre a quelli derivanti dalla necessità di concepire una struttura d´insieme flessibile e pur tuttavia solida, e dal disegno delle singole pagine. Anzitutto il Web è diventato ormai un coacervo mostruoso nel quale i motori di ricerca pescano indiscriminatamente, presentandoli fianco a fianco sullo schermo, gemme e spazzatura; oppure un dotto saggio francese sulle conseguenze geopolitiche del Trattato di Versailles e gli orari in cui un docente dell´università di Bielefeld o di Chicago tiene un corso sul trattato stesso. Trovare un documento (termine che designa qui qualsiasi oggetto visibile o udibile su un PC: testi e immagini, discorsi e canzoni, tabelle e carte geografiche) che sia al tempo stesso di buona qualità quanto a contenuti e forma, nonché strettamente pertinente al testo che si vuole illustrare, è un lavoro lento e faticoso che richiede una specifica preparazione. Per dire, una ricercatrice specializzata nella ricerca di materiali storici nel Web riesce a trovare uno o due siti al giorno aventi le suddette caratteristiche; ed i rimandi presenti nel modulo del corso di cui parliamo (i cosiddetti links) sono al momento oltre quattromila.
Più delicata è la decisione di includere o meno nel tessuto del corso siti o documenti che palesano un determinato orientamento ideologico. Nessuno può essere tanto sprovveduto (o così vorremmo credere) da pensare che di un medesimo avvenimento si possano redigere due o più versioni storiche di livello scientifico comparabile, che però affermano l´una l´opposto dell´altra. Ma anche una storia di comprovata qualità scientifica può trovare utile la consultazione di documenti o siti aventi orientamenti differenti. Toccherà in primo luogo all´insegnante far emergere il particolare orientamento di un dato testo o sito Web, e il contributo che i suoi contenuti, paragonati ad altri, possono dare a una visione equilibrata di un evento o di un periodo. Dove equilibrata non potrà tuttavia mai significare bipartisan. Impegnarsi in un qualsiasi lavoro di storia, seppure introduttiva, implica per necessità, come ebbe a scrivere Max Weber, un «prendere parte» per determinati valori, principi etici, punti di riferimento culturali, poiché sono essi, ed essi soltanto, che consentono una scelta nella infinità estensiva ed intensiva del reale che i documenti propongono. Valori che collocano in primo piano la scrupolosa ricerca e critica delle fonti, ma che in essa non si esauriscono.
Peraltro, a confronto dei suoi autori e consulenti (tra cui vi sono ovviamente storici e storiche di professione), un corso come questo pone problemi assai più complessi agli insegnanti che ne vorranno fare uso, nelle diverse modalità della presenza – cioè in aula – e della distanza. In aula, l´insegnante dovrà dimostrare una grande padronanza del sistema, delle sue numerose espansioni collaterali, con la possibilità che passando di sito in sito a fronte delle curiosità degli studenti finisca per trovarsi su terreni poco conosciuti. Per contro l´erogazione a distanza del corso – che forse dovrà essere preceduta da una presentazione in aula, visto che la sua struttura d´insieme è complicata – adduce alla possibilità che gli studenti di una medesima classe seguano percorsi assai differenti tra loro, in rapporto alle rotte di navigazione che liberamente si potranno costruire. Il che porta a formulare domande cruciali: che cosa veramente apprende uno studente che segua un corso online del genere? Apprende meglio le stesse nozioni, oppure si perde in una rete disordinata di dati e di idee? Oppure, ancora, si forma una mappa cognitiva del tutto diversa rispetto a quella che gli trasmette un testo cartaceo? E con quali metodi si valuta una preparazione per tal via acquisita?
Sono domande alle quali solamente insegnanti e studenti potranno dare delle risposte. A tale fine saranno organizzati nei prossimi mesi appositi incontri. Questo corso di storia assistito dalla Rete è una proposta che i due enti culturali che lo hanno promosso e realizzato considerano del tutto aperta: a critiche, contributi migliorativi, approfondimenti teorici e metodologici, e magari, perché no, rifiuti motivati di utilizzare il mezzo multimediale in ambito storico. Con la speranza che vengano, le une e gli altri, dopo aver trascorso almeno qualche ora nel percorrere le variegate ramificazioni del corso, che una mappa concettuale richiamabile in ogni momento permette comunque di tenere sempre sotto controllo. La storia della storia del ‘900 in Internet è appena cominciata.

Luciano Gallino, La storia nella reteultima modifica: 2010-12-27T23:39:52+01:00da paoloteruzzi
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