MEMORIA: PIERO GOBETTI

‎15 febbraio 1926. Muore a 25 anni, a Parigi, il torinese Piero GOBETTI, strenuo oppositore del fascismo (nell’immagine, con Ada Prospero, sposata nel 1923).
Liberale, nel 1919-1920 aveva seguito con grande interesse l’occupazione delle fabbriche a Torino («Qui siamo in piena rivoluzione. Io seguo con simpatia gli sforzi degli operai che realmente costruiscono un mondo nuovo», scrisse) ed era diventato, per invito di Gramsci, collaboratore dell’”Ordine Nuovo”. Fu arrestato due volte nel 1923. Nel 1924 scrisse nella “Rivoluzione Liberale” che il montante movimento fascista rappresentava una “autobiografia della nazione”, ossia esprimeva gli endemici lati negativi degli italiani. Il “mussolinismo”, osservò, «ha confermato nel popolo l’abito cortigiano, lo scarso senso della propria responsabilità, il vezzo di attendere dal duce, dal domatore, dal deus ex machina la propria salvezza». Nel giugno 1924 Mussolini scriveva al prefetto di Torino: «Prego informarmi e vigilare per rendere nuovamente difficile la vita di questo insulso oppositore di governo e fascismo». Il giorno dopo (9 giugno) Gobetti venne aggredito e percosso (è la vigilia dell’assassinio a Roma di Giacomo Matteotti). Il 5 settembre 1925 fu di nuovo aggredito e percosso dagli squadristi sulle scale di casa e subì ferite invalidanti. Nella sua “Lettera a Parigi” del 18 ottobre scrisse: ««Bisogna amare l’Italia con orgoglio di europei e con l’austera passione dell’esule in patria. […] Le nostre malattie e le nostre crisi di coscienza non possiamo curarle che noi. Dobbiamo trovare da soli la nostra giustizia. E questa è la nostra dignità di antifascisti».L’11 novembre il prefetto di Torino, dopo ripetuti sequestri e intimidazioni, ordinò la chiusura dell’attività editoriale di Gobetti per «attività nettamente antinazionale». Il 6 febbraio 1926 Piero Gobetti, sofferente per i postumi delle aggressioni subite, andò a Parigi, dopo pensava di proseguire l’attività editoriale. Ma il 15 settembre morì in ospedale per l’aggravamento delle sue condizioni di salute.

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  • Alberto Panaro L’immagine: Piero ha 22 anni, Ada 21. Ada dopo la morte di Piero, rimasta con un bambino piccolo, continuò l’attività antifascista con la rete a cui appartennero anche i fratelli Rosselli (uccisi a loro volta da sicari fascisti in Francia nel 1937). Dopo l’8 settembre 1943 fu combattente partigiana, insieme al figlio Paolo, in Val di Susa ed ebbe la medaglia d’argento al valore della Resistenza.

 

MEMORIA: PIERO GOBETTIultima modifica: 2013-02-15T23:09:00+01:00da paoloteruzzi
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