Oltre la bioeconomia

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da Michela Scognamiglio:
RICEVO E GIRO QUESTO BELL’ARTICOLO

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PARTE DUE

E’ sufficiente aprire i libri delle scuole medie superiori e rivedere i principi della fisica classica, della chimica e delle biologia per comprendere che i “rifiuti” sono la prova di una progettazione industriale sbagliata e, che queste materie “prime-seconde” conviene non produrle e, riusarle e riciclarle infatti, non è un caso che altri Stati abbiano deliberato la strategia “rifiuti zero” (Zero Waste).

Per tanto le domande sorgono spontanee: quale essere umano investe in ricerche rischiose per salute umana?

Mentre il sistema immorale Italia regredisce, il Giappone ha iniziato ad investire nel tecnologie da fonti rinnovabili sin dal 1975 ed ora è uno dei Paesi leader nella produzione di pannelli fotovoltaici, gli italiani, nel Paese del Sole, si limitano ad assemblarli. Mobilità: in questo dicembre 2009 il Governo Berlusconi e Fs SpA inaugurano l’alta velocità in Italia, tecnologia applicata già obsoleta ed importata dalla Francia. Facciamo un confronto col treno a levitazione magnetica per capire: “[…] esaminiamo brevemente la nozione di tecnologia a “impulso”. L’esempio più noto è il sistema ferroviario Maglev, ampiamente utilizzato in Giappone e Cina, il quale sfrutta un sistema d propulsione a impulso magnetico: è talmente efficiente che consente ai treni non solo elevate velocità ma anche di scalare pendenze superiori al 10 per cento! I magnetici pulsanti inducono correnti elettriche inverse nelle piastre di alluminio che costituiscono il binario. Le correnti indotte creano i propri campi magnetici opposti a quelli del treno. Tramite l’ausilio di sensori ottici, i campi pulsano in fase “on” proprio quando il magnete passa il punto mediano delle piastre e, per repulsione, sospingono il treno avanti. La tecnologia Maglev opera con questa elettricità pulsata per far procedere il treno, riducendo al minimo la quantità di potenza richiesta.” (J.J. Hurtak PhD e Desiree Hurtak PhD, propulsione ET e velivoli ad alta frequenza, in Nexus new times N. 83, pag. 44)

Ecco cosa vuol dire responsabilità ed apatia politica: non avere né un presente e né un futuro. Se il popolo italiano avesse maggiore dignità umana e rispetto per se stesso avrebbe potuto avere le tecnologie migliori: autoproduzione energetica distribuita da fonti rinnovabili ed un sistema di trasporti ecoefficiente, senza dimenticare l’enorme ricaduta occupazionale negli indotti del: riciclo dei rifiuti, produzione di tecnologie rinnovabili e ricerca universitaria virtuosa. Nel 2009 noi italiani non abbiamo né l’uno e né altro, altri popoli si.
Con questa visione – crescita per la crescita – imposta dal potere invisibile e, dall’addomesticato mondo accademico la percezione ed il concetto di ricchezza (accumulare danaro) sono mutati e degenerati mentre in un sistema come il nostro, la natura ha regole opposte e diverse dall’invenzione della finanza.

La bioeconomia calcola gli effetti inquinanti dei sistemi produttivi per incidere sui bilanci delle corporations SpA. Purtroppo nonostante la connotazione bioeconomica più corretta rispetto a quella dell’élite, il reale potere, che non risiede nelle istituzioni elette da molti decenni, non ha mai avuto intenzione di adottare modelli diversi dal controllo privato dell’emissione di moneta e del cosiddetto “turbo-capitalismo”, “neoliberismo” delle borse telematiche che inventano ricchezze dal nulla a scapito dei diritti umani dei popoli. Chiunque compia studi e ricerche in tal senso può comprendere che il modello politico globale non è etico e, cosa più assurda, i popoli auspicano che sia la stessa élite a mutare tale modello per renderlo equo e sostenibile, tutto ciò è delirante.
Non è affatto ragionevole attendere che gli inventori dei cicli economici basati sul debito per ricattare i popoli attraverso la promessa di un lavoro ed attraverso la stampa della moneta dal nulla siano gli stessi ad introdurre l’etica nella politica. Il sistema è stato inventato per accentrare poteri nelle mani di pochi e quei pochi non sono neanche eletti direttamente dai popoli (modello Unione Europea – trattato di Lisbona – fine della democrazia rappresentativa e dittatura “legalizzata”).

I popoli hanno l’opportunità di risvegliare se stessi grazie alla condivisione della consapevolezza umana che si raggiunge solo scollegando le menti dal sistema indotto dal potere invisibile. E’ un semplice percorso di conoscenza del buon senso.
La reale ricchezza: affetti, passioni, capacità creativa, cibo di qualità, stile di vita sobrio, aria pulita, acqua pulita, biodiversità, studio e sport ricreativo, relazioni umane di qualità, è alla portata di tutti i popoli se e solo se una maggioranza critica e costruttiva smette di sostenere l’attuale sistema mascherato dai partiti politici (PD-PDL-Lega-Idv) e se questa nuova maggioranza (società civile) inventa una “nuova” educazione civica per integrare la democrazia rappresentativa con strumenti di democrazia diretta volti ad applicare il principio di sovranità popolare. In Italia esiste una piccola minoranza di persone consapevoli e capaci di cambiare l’attuale stile di vita degenerato nel nichilismo, nel cinismo e nei non valori. Se tale minoranza riuscisse ad organizzarsi al meglio e crescere per diventare massa critica allora la speranza di una società civile potrebbe concretizzarsi e le future generazioni potrebbero vivere da esseri umani liberi ed indipendenti.
I cittadini possono praticare le vere elezioni primarie (appositamente ignorate dai partiti tradizionali per osteggiare la partecipazione a persone libere) per scegliersi rappresentati eletti facenti parte di un nuovo e genuino soggetto politico ma, che abbiano prima di tutto frequentato la scuola politica autogestita figlia dell’etica aristotelica e delle decrescita felice.

La partecipazione popolare è una forma di democrazia diretta, definibile come il complesso di istituti che consente alle comunità di prendere parte dall’attività di formazione delle politiche pubbliche che le riguardano, attraverso espressione diretta e non mediata della volontà popolare.
Gli istituti di partecipazione popolare disciplinati dal Testo unico degli enti territoriali sono:

•la partecipazione popolare in generale;
•i referendum;
•le azioni popolari;
Internet può essere lo strumento che tiene uniti i cittadini consapevoli mentre i contenuti saranno figli della condivisione di esperienze e culture, in un dialogo e ripristino dell’agorà democratica dove ognuno ha pari opportunità per esprimersi in libertà. Le priorità possono essere scelte con metodi democratici consolidati.

Modificato da michela scognamiglio il 29-dic-2009 23.59

Oltre la bioeconomiaultima modifica: 2009-12-30T07:55:00+01:00da paoloteruzzi
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