Quando la libertà non era mia

Quando la libertà non era mia

pubblicata da Wejdane Majeri il giorno lunedì 28 febbraio 2011 alle ore 16.26

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Cara libertà.

 

Due anni fa ho incontrato una giovane antropologa che faceva una ricerca sugli immigrati in Italia relativamente al tema della libertà. Mi ricordo come se fosse ora, quando Chiara mi ha chiesto quale fosse il mio rapporto con la libertà ed io che di solito ho tanto da dire su tutto non ho trovato da dove iniziare.

 

È strano come per me la parola libertà mi rimanda subito alla libertà di espressione. Probabilmente per chi non usufruisce di una delle libertà, essa è per lui quella più cara. Cosa dire sulla libertà se non si è liberi di “dire”? Eppure ero qui in Italia, nella terra per definizione democratica, in cui ognuno può dire quello che vuole, al limite, nessuno lo ascolta.

La repressione la portiamo dentro di noi, la portiamo con noi, poco importa dove si abita o dove si vive. Si possono avere diritti altrove ma il cuore rimane incarcerato. Perché avrei dovuto parlare della dittatura a rischio di non poter più tornare nel mio paese o non portare mai più mio figlio nella mia terra. In realtà non era un rischio che potevo correre, era una certezza. Questa certezza era il carcere nel quale lasciavo morire la mia libertà.

 

“Guardi in te e vedi quanto sei meschino, quanto sei misero con la tua disgraziata paura. La dittatura mi fa odiare me stessa, mi fa odiare il mondo dal quale vengo. Perché non vorrei essere così, eppure non riesco a cambiare” dicevo a Chiara.

Oggi, la libertà mi riconcilia con le mie origini. Oggi, amo amare il mio paese perché mi riconosco in questo suo popolo degno. Ora mi piace pensare che una volta acquisita la libertà non si possa tornare indietro, perché il rischio che ognuno ha preso e il prezzo pagato dalla mia gente non potrà andare perso.

 

Ora guardo il mondo e rispondo orgogliosa che la libertà non appartiene a nessuna razza, a nessuna etnia e ad alcuna religione. Ora lo posso dire alto e forte perché prima di ora non ero libera di sentirmi degna della libertà.

 

La rivoluzione oggi in atto nel mondo arabo sta ridando dignità a tutti noi, che siamo nel nostro paese oppure se viviamo lontani. Perché la dignità non ha bisogno di barconi per varcare le frontiere essa viaggia senza visti, essa entra in te e non ti lascia mai più.

 

Ouejdane Mejri

Associazione PONTES dei tunisini in Italia

Quando la libertà non era miaultima modifica: 2011-02-28T23:46:07+01:00da paoloteruzzi
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