ricordo di don enzo mazzi (da saverio tommasi)

Tocca a te, il mio ricordo di don Enzo Mazzi

 
 
 
L’ultima volta che lo vidi, don Enzo Mazzi mi disse: “Ora tocca a te”. Mi aveva chiesto di intervenire alla veglia di Natale recitando un pezzo di un mio spettacolo e ci eravamo messi a parlare di sgomberi e sfratti. Del Comune che se ne frega e delle gerarchie che schiacciano. E mi disse così, con una sorta di implicita approvazione per il lavoro che stavo facevo: “Ora tocca a te”. Voglio ricordarlo così, con quelle parole che mi suonano ancora in testa, come un pungolo, come una “feroce urgenza dell’adesso”: “Tocca a te”. Che significa anche “tocca a noi”. Un “noi” grande, avvolgente come l’abbraccio di un Dio mamma, così lontano da quel dio punitivo che ci raccontano le gerarchie ecclesiastiche. ps. Enzo Mazzi faceva messa in piazza, sotto un porticato, fino a che le condizioni di salute glielo hanno permesso. L’attività maggiore si svolgeva alle Baracche Verdi, in pieno Isolotto, dalla cui parrocchia era stato espulso dal cardinale nel 1968. Un prete troppo eretico. Troppo di base. Troppo vicino a Gesù e troppo poco, direi per niente, assimilabile con il potere centrale della Chiesa. Avevo intervistato Enzo Mazzi alcuni anni fa, ecco la sua intervista: http://www.saveriotommasi.it/video/video-view.php?id=34 Ciao Enzo, s.t.
 
 
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ricordo di don enzo mazzi (da saverio tommasi)ultima modifica: 2011-10-23T19:27:57+02:00da paoloteruzzi
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