SAVIANO IN PIAZZA NAVONA

Sereno Dolci 03 luglio alle ore 9.24 Rispondi
IL DIRITTO DI RACCONTARE

Repubblica — 02 luglio 2010 pagina 1 sezione: PRIMA PAGINA

IO SEMPLICEMENTE volevo essere qui per partecipare, non sono bravo a parlare in piazza. Tutti questi vostri applausi mi tagliano il fiato, però volevo esserci, ma innanzitutto raccontare quello che sta accadendo. Diventa sempre più difficile e sempre più necessario. Come ho cercato anche di scrivere, c’ è un grande fraintendimento in questa vicenda. Ci viene raccontato che questa legge difenderà la privacy. La privacy è sacra, è un elemento fondamentale della democrazia, rendere fragile, compromettere la privacy significa in qualche modo compromettere tutto il resto, tutta la struttura che ha una democrazia. Ma questa legge non difende affatto la privacy. Su questo bisogna essere chiari, semplici, diretti nel raccontare, nel far capire questo. Non è vero che questa legge difende, come è stato detto, le telefonate tra fidanzati. Questa legge ha un unico scopo: impedire che i giornalisti, e non soltanto loro, possano farci conoscere quello che sta accadendo; impedire che il potere possa essere raccontato. Quindi la privacy che loro vogliono difendere è la privacy degli affari, anzi dei malaffari. Questo è fondamentale capirlo, è fondamentale capire anche un’ altra cosa che forse è nel profondo di tutti i visi che sto vedendo, di tutte le persone che sono qui questo pomeriggio, in questa serata infrasettimanale nonostante il lavoro, nonostante il caldo. Ciò che stiamo facendo, ciò state facendo, supera i confini italiani, perché compromettere la libertà di stampa, il racconto, compromette anche la possibilità di indagare in Europa. Ecco, difendere la democrazia qui significa non permettere che possa essere compromessa in Europa. Quello che stiamo facendo lo stiamo facendo anche e soprattutto in nome di regole universali. Che permettono altrove di raccontare, di essere liberi. Tutt’ altro che diffamare il paese, tutt’ altro che compromettere l’ immagine dell’ Italia nel mondo. Insomma, io sono anche convinto che questa battaglia sia trasversale, è una battaglia che non riguarda neanche più le parti politiche. Sono convinto che, in qualche modo, in Italia stia accadendo qualcosa di molto pericoloso e complicato, cioè che si stia iniziando a dividere il paese in persone perbene, indipendentemente dalle idee, e banditi, indipendentemente dalle idee. Mi hanno ferito ieri le parole di Marcello Dell’ Utri che per l’ ennesima volta ha definito Mangano un eroe. Semplicemente non possiamo far passare queste cose come naturali, come una boutade politica, come una semplice provocazione. È gravissimo, non è pensabile. L’ utilizzo delle intercettazioni, per esempio, ha permesso a molti di raccontare gli affari che riguardano l’ imprenditoria criminale che aveva coinvolto Nicola Cosentino, il sottosegretario allo Sviluppo. Se ci fosse stata questa legge-bavaglio non avremmo mai potuto saperlo. Ecco, quello che voglio ribadireè che in qualche modo ci stanno spingendo a dire: «Tanto è tutto uno schifo,è tutto una chiavica», come si dice al mio paese. E questo non bisogna pensarlo, perché è esattamente quello che vogliono. Resistere è una parola complicata, forse spesso un po’ abusata, quasi come la parola amore che se la ripeti troppo spesso, se la spendi troppo insomma, si lercia. In qualche modo resistere oggi significa permettere di raccontare, voi lo racconterete a qualcun altro e qualcun altro ancora a qualcun altro e soprattutto senza avere paura di confrontarsi con gli altri, senza pensare male o criminalizzare chi ha votato in maniera differente, chi la pensa in maniera diversa. Credo che ci sia uno spazio in questo momento per parlare al cuore delle persone. Ieri eroa Viterbo, una città feudo del Pdl eppure c’ erano migliaia di persone ad ascoltare delle storie che qualcuno non ha condiviso e qualcun altro sì. Secondo me questo è il momento per parlare al cuore di molte persone e sognare un paese diverso. Danilo Dolci, che era un grande filosofo che visse in Sicilia nonostante fosse settentrionale, diceva che possiamo crescere solo se sappiamo sognare di crescere. Allora io credo che l’ Italia potrà crescere solo se iniziamo a sognarla. (Questa è la trascrizione dell’ intervento che l’ autore ha fatto ieri pomeriggio in piazza Navona) –

ROBERTO SAVIANO

http://www.youtube.com/watch?v=-8K9pvIeXIc&feature=related

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SAVIANO IN PIAZZA NAVONAultima modifica: 2010-07-03T23:17:01+02:00da paoloteruzzi
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