GUATEMALA: RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL SULLE UCCISIONI DA PARTE

GUATEMALA: RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL SULLE UCCISIONI DA PARTE
DELLA POLIZIA

In un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International ha condannato
l’operato delle autorita’ del Guatemala, che non svolgono indagini
approfondite sulle uccisioni extragiudiziali in cui sono coinvolti agenti
di polizia. L’organizzazione per i diritti umani continua a ricevere
segnalazioni di uccisioni di persone, spesso di giovane eta’, incensurate
o sospettate di aver commesso reati.

‘Nonostante le ripetute segnalazioni e inchieste da parte di organismi
locali e internazionali per i diritti umani, si tratta di un problema
costante’ – ha dichiarato Kerrie Howard, vicedirettrice del Programma
Americhe di Amnesty International. ‘Il governo del Guatemala deve prendere
in seria considerazione le denunce e avviare indagini approfondite e
tempestive’.

Gli organi d’informazione e le autorita’ guatemalteche definiscono
frequentemente queste uccisioni extragiudiziali come operazioni di
‘pulizia sociale’, destinate a ‘ripulire’ la societa’ da persone
sospettate di essere coinvolte in attivita’ criminali.

Amnesty International chiede al governo del Guatemala di rispettare i suoi
obblighi di diritto internazionale relativi al diritto alla vita e di
sottoporre a processo i responsabili delle violazioni di tale diritto.

Il Guatemala presenta tassi assai alti di crimine violento, ma una
percentuale di condanne molto bassa. Si stima che il 98 per cento dei casi
di omicidio nel paese rimanga irrisolto.

Amnesty International ha ricevuto numerose notizie di persone che, dopo
essere entrate in contatto con la polizia, non sono piu’ state viste vive.
I corpi delle vittime, in alcuni casi persino tredicenni, vengono
ritrovati per lo piu’ in discariche o in terreni abbandonati, con le mani
legate dietro la schiena, strangolati o con molti segni di colpi di arma
da fuoco esplosi da distanza ravvicinata. Le indagini vengono spesso
aperte dopo mesi, un lasso di tempo nel corso del quale la maggior parte
delle prove per identificare i responsabili finisce per essere persa.

Chiedendo la fine delle esecuzioni extragiudiziali ad opera della polizia,
l’organizzazione per i diritti umani fa presente come finora non sia stata
assunta alcuna seria iniziativa per portare i responsabili di queste
violazioni a rispondere del loro operato.

FINE DEL COMUNICATO 
Roma, 15 dicembre 2009