appelli amnesty: firmiamoli tutti!

Amnesty Italia tramite Amnesty International – Italia Abbiamo già superato le 30.000 firme! Prossimo obiettivo: 60.000 firme.

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Anche quest’anno Amnesty International celebra la Dichiarazione universale dei diritti umani con la maratona “Write for Rights-Una lettera per i diritti umani”: dal 2 al 19 dicembre, milioni di persone nel mondo firmeranno gli appelli per pretendere il rispetto dei diritti

AMNESTY CONTRO LA MORTALITA’ MATERNA

ogni anno 350.000 donne muoiono per complicazioni legate alla gravidanza e al parto. La maggior parte di queste morti potrebbe essere evitata garantendo cure mediche accessibili e tempestive.

Questa non è soltanto un’emergenza sanitaria mondiale, è uno scandalo per i diritti umani. È giunto il momento di trattare questa crisi dei diritti umani con l’urgenza che merita. Queste morti tragicamente diffuse tra le donne che vivono in povertà non possono continuare. Devono finire, ora!

Invia subito un sms al numero 45506 e sostieni la campagna di Amnesty International contro la mortalità materna.

Dal 21 novembre al 12 dicembre puoi donare 2 Euro inviando un sms dal tuo cellulare personale (Tim, Vodafone, Wind, 3, CoopVoce), 5 o 10 Euro chiamando da rete fissa Telecom e 5 Euro da rete fissa Infostrada.

Con un semplice gesto ora puoi dare un futuro a 350.000 donne. Queste donne non possono più aspettare… invia subito un sms oppure chiama da rete fissa il numero 45506.

Grazie!

Amnesty International
Sezione Italiana

45506

PS: vuoi saperne di più sulla nostra campagna contro la mortalità materna? Visita il sito
www.amnestysolidale.it
.

grazie 

AMNESTY: LE INIZIATIVE LOCALI

LA FINESTRA DELLE INIZIATIVE LOCALI / n° 36/2010

La Finestra di questa settimana presenta iniziative a Ferrara, Arcore (MB), Alba (CN), Faenza (RA), Campobasso, Biella, Milano, Roma, Brescia, Merate (LC), Piacenza, Cento (FE), Torino, Lacchiarella (MI), Taranto, Ivrea (TO)e Ancona.

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Arcore (MB)
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Il Gruppo 62 di Monza e il Gruppo 108 di Vimercate (MB)

parteciperanno alla seconda edizione di “Volontariamo”, la fiera della solidarietà e degli stili di vita che si svolgerà ad Arcore (MB).

In una Arcore che, per l’occasione, vedrà le vie del centro storico chiuse al traffico e disseminata di gazebo, più di ottanta enti non profit potranno presentare la propria attività al pubblico.

I gruppi Amnesty promuoveranno la propria attività sul territorio distribuendo materiale sulle campagne in corso, dialogando con gli interessati e raccogliendo firme per le petizioni.

Domenica 3 ottobre dalle ore 10.00 alle 18.00
Centro storico

Per informazioni: gr062@amnesty.it
gr108@amnesty.it

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Alba (CN)
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Il Gruppo Italia 270 di Alba (CN)

vi invita alla rassegna cinematografica “Altri Film Altri Paesi 2010”.
 
Programma – I film:
Mercoledì 6 ottobre alle ore 21.00
“La colère des dieux” di Idrissa Ouedraogo
(Burkina Faso 2003) – Durata: 95′
Versione moore – Sottotitoli in Italiano

Mercoledì 13 ottobre alle ore 21.00
“Les gens de la rizière” di Rithy Panh
(Cambogia 1994) – Durata: 125′
Versione originale – Sottotitoli in Italiano

Mercoledì 27 ottobre alle ore 21.00
“Il canto di Paloma” di Claudia Llosa
(Spagna/Peru 2008) – Durata: 103′
Doppiato in Italiano

Programma – I Cortometraggi:

Mercoledì 20 ottobre alle ore 21.00
“C’est Dimanche!” di Samir Guesmi
(Algeria 2007) – Durata: 31′
Versione originale Francese – Sottotitoli in Italiano

“Amal” di Ali Benkirane
(Marocco 2004) – Durata: 17′
Versione originale Arabo – Sottotitoli in Italiano

“Safi, la petite mère” di Raso Ganemtoré
(Burkina Faso 2004) – Durata: 17′
Versione originale moore/francese – Sottotitoli in Italiano
 
Da mercoledì 6 a mercoledì 27 ottobre
presso il Cinema Moretta

Per informazioni: gr270@amnesty.it

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Faenza (RA)
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Il Gruppo 193 di Imola

vi invita a due incontri organizzati in occasione della Giornata mondiale per l’abolizione della pena di morte.
 
Venerdì 8 ottobre alle ore 20.30
Palazzo Manfredi (Sala Bigari), Piazza del Popolo, 31
Uno strano frutto, un amaro raccolto.
La pena di morte negli Stati Uniti e Giappone
e strategie per l’abolizione.
 
Discussione con Yukari Saito (rappresentante della associazione abolizionista giapponese Forum 90 e del centro di documentazione Semi Sotto la Neve) e Claudio Giusti (fondatore della World Coalition Against the Death Penalty)
Organizzato da Claudia Caroli, Alessia Bruni, Cristiana Bruni e Claudio Giusti in collaborazione con Amnesty International gruppo Italia 193 Imola e con Legambiente Faenza.
 
Venerdì 8 ottobre alle ore 10.00 Faenza
Museo Internazionale delle Ceramiche
viale Baccarini, 19
Uno strano frutto, un amaro raccolto:
la pena di morte in Italia, Usa e Giappone
 
Relazioni di:
Christine Weise, Presidente della Sezione Italiana di Amnesty International
“La pena di morte nel mondo”
 
Alessandro Luparini, Centro Archivi del Novecento di Ravenna
“L’abolizione della pena di morte nel Regno d’Italia (1861-1890)”
 
Claudio Giusti, del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulla Legalità e i Diritti
“Stati Uniti d’America: dal linciaggio alla pena di morte”
 
Yukari Saito, rappresentante dell’associazione abolizionista giapponese Forum 90 e del centro di documentazione Semi Sotto la Neve
e Claudia Caroli, segreteria dell’organizzazione abolizionista PeACE
“Il cappio giapponese: un nodo di potere difficile da sciogliere”

Letture danze e commenti musicali:
Roberto Bartoli, Marco Boschi, Valentina Caggio, Andrea Pedna, Paola Sabbatani, Renato Ciccarelli, Sabrina Ciani, Fabrizio Morselli
Organizzato dal Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza (MIC) e da Claudia Caroli, Alessia Bruni, Cristiana Bruni e Claudio Giusti.

Per informazioni: gr193@amnesty.it

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Milano
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Il Gruppo 11 di Milano

parteciperà all’incontro “Navigando Insieme” organizzato per la presentazione del progetto “Sulla cresta dell’onda” in prossimità della Giornata Mondiale della salute mentale.

All’incontro interverrà il Responsabile della Circoscrizione Lombardia Massimo Giorno con un intervento su Amnesty e le violazioni dei diritti umani delle persone affette da disagio psichico.

Il gruppo 11 terrà un tavolino per raccogliere firme e distribuire materiale sull’argomento e contro la pena di morte.

Venerdì 8 ottobre alle ore 9.00
Museo Civico di Storia Naturale
c.so Venezia, n. 55
 
Per informazioni: gr011@amnesty.it

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Campobasso
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Il Gruppo 241 di Campobasso
 
Venerdì 8 ottobre alle ore 11.00:
Conferenza stampa di presentazione e apertura mostra
Con la partecipazione di:
Daniele Caucci – Ufficio Campaigning Sezione Italiana di Amnesty International

Sabato 9 ottobre
Ore 9.00: Laboratorio di Educazione ai Diritti Umani – scuole secondarie di primo grado
Ore 20:30: Cineforum

Domenica 10 ottobre alle ore 16.30:
Reading Voci dalla Camera Scura

La mostra sarà aperta al pubblico:
Venerdì dalle ore 11.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.30.

Sabato e Domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.30.

Negli orari di apertura della mostra sarà possibile firmare gli appelli di Amnesty International collegati alla Giornata Mondiale contro la Pena di Morte.

Da venerdì 8 a domenica 10 ottobre
RAI – Sede Regionale per il Molise
C.da Colle delle Api (Z.I.)

Per informazioni: gr241@amnesty.it
333 9687493

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Biella
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Il Gruppo 47 di Biella

sarà presente con un punto informativo e raccolta firme contro la pena di morte in Via Italia/Piazzetta della Trinità.

Sabato 9 ottobre dalle ore 10.00 alle 18.30
Via Italia/Piazzetta della Trinità
 
Per informazioni: gr047@amnesty.it

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Milano
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Il Gruppo 11 di Milano

l’Orchestra Under 13 de “La nuova Musica” e il Piccolo Coro di Santa Maria Ausiliatrice presentano “Children for Amnesty”.
L’iniziativa è organizzata in occasione della Giornata Mondiale contro la povertà, ed è rivolta in particolare alle famiglie, ai ragazzi e ai genitori che, accomunati dall’amore per la musica, desiderano dare il proprio contributo alla difesa dei Diritti Umani dei Minori.

La serata è organizzata dal Gruppo 11 che presenterà azioni, distribuirà materiale informativo, raccoglierà firme sulla campagna di Amnesty per i diritti economici, sociali e culturali dei bambini.

Sabato 9 ottobre alle ore 20.30
presso la Basilica di Santo Stefano
Maggiore in Piazza Santo Stefano
 
Per informazioni: gr011@amnesty.it

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Roma
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Il Gruppo 1 di Roma

in occasione della Giornata mondiale contro la Pena di morte, organizza l’incontro “Diciamo no alla pena di morte” presso il Centro del tango argentino “Astor Piazzolla”.

La serata prevederà la proiezione del film di Tim Robbins “Dead Man Walking”, cui seguirà un dibattito.

L’ingresso è libero. Per chi lo desidera, sarà possibile consumare un aperitivo solidale al costo di 5 euro.
 
Sabato 9 ottobre alle ore 19.00
via Macerata 9 (zona Pigneto)
 
Per informazioni: gr001@amnesty.it
www.amnestylazio.it

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Brescia
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Il Gruppo 28 di Brescia

sarà presente in Corso Zanardelli con un banchetto di raccolta firme organizzato nell’ambito delle iniziative per la Giornata Mondiale contro la Pena di Morte.
 
Sarà possibile ricevere informazioni e firmare per gli appelli su questo tema.

Sabato 9 Ottobre a partire dalle 14.00
Corso Zanardelli (di fronte alla Libreria Feltrinelli)

Per informazioni: gr028@amnesty.it

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Milano
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Il Gruppo 100 di Milano

in occasione della Giornata mondiale contro la Pena di morte, allestirà un punto informativo e raccolta firme presso il locale “La Salumeria della Musica”.
 
Sabato 9 ottobre
via Pasinetti, 4

Per informazioni: gr100@amnesty.it

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Merate (LC)
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Il Gruppo 126 di Merate (LC)

in occasione della Giornata Mondiale contro la Pena di Morte, organizza due punti informativi e di raccolta firme.
 
Sabato 9 ottobre nel pomeriggio, in piazza Prinetti a Merate (LC)  e domenica 10 ottobre nel pomeriggio a Traghetto di Imbersago (LC).
 
Per informazioni: gr126@amnesty.it

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Piacenza
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Il Gruppo 6 di Piacenza

sarà presente con un tavolino di raccolta firme all’Ipercoop c/o il centro commerciale Gotico per raccogliere firme contro la pena di morte.
 
Sarà anche possibile visitare la mostra fotografica “La camera scura” presso la Biblioteca civica dal 18 al 31 ottobre.
 
Sabato 9 e domenica 10 ottobre
Ipercoop

Per informazioni: gr006@amnesty.it  

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Cento (FE)
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Il Gruppo 196 di Cento (FE)

organizza una serie di iniziative in occasione della Giornata mondiale contro la Pena di morte: punto informativo, raccolta firme, , incontri con le scuole, letture sulla pena di morte e allestimento mostra fotografica “La Camera Scura” presso la Sala polivalente fondazione “Don G. Zanandrea”.
 
Sabato 9 e domenica 10 ottobre
presso la Sala polivalente fondazione “Don G. Zanandrea”
via Ugo Bassi, 49

Per informazioni: gr196@amnesty.it

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Torino
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I Gruppi 9 e 238 di Torino e il Gruppo Giovani di Pinerolo

saranno presenti in piazza Castello con uno stand informativo in occasione della Giornata Mondiale contro la Pena di Morte.
 
Sarà possibile firmare appelli e ricevere dai volontari informazioni su questo tema, centrale nella mission di Amnesty, e su altre campagne in corso.
 
Seminario “La pena di morte da “Le Nuove” ad oggi”, inizio ore 9.00, e allestimento mostra fotografica “La Camera Scura” presso l’ex carcere Le Nuove di Torino.

Domenica 10 ottobre dalle ore 13.00 alle 20.00
Piazza Castello

Per informazioni: gr009@amnesty.it
gr238@amnesty.it
asmatini@hotmail.it

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Lacchiarella (MI)
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Il Gruppo 285 di Binasco (MI)

allestirà un punto informativo e di raccolta firme in occasione della Giornata mondiale contro la Pena di morte alla festa di Lacchiarella.

Domenica 10 ottobre
Centro città

Per informazioni: ai.lombardia@amnesty.it
gr285@amnesty.it

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Milano
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Il Gruppo 94 di Milano

in occasione della giornata internazionale contro la pena di morte propone “Fiori senza nome”, una performance artistica di Bianca Maria Neri con integrazione sonora di Caterina Calderoni.
 
Al termine un rappresentante di Amnesty International illustrerà i dati sulla pena di morte nel mondo e l’attività di Amnesty International contro la pena capitale.
 
Domenica 10 ottobre alle ore 18.30
spazio Loft 21, via Padova 21

Per informazioni: gr094@amnesty.it

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Taranto
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Il Gruppo 214 di Taranto

in occasione della VIII giornata mondiale contro la pena di morte, organizza i seguenti eventi

Domenica 10 ottobre alle ore 11.00:
Aperitivo d’inaugurazione della mostra “La camera scura” presso l’enoteca Falsopepe di Massafra (TA). Gli attivisti del gruppo di Amnesty Taranto saranno presenti con un banchetto per sensibilizzare i visitatori sul tema e chiedere una firma per salvare Troy Davis e Reggie Clemons, due detenuti nel braccio della morte statunitense!

La mostra, organizzata in collaborazione con l’Associazione culturale Il Serraglio, resterà aperta da domenica 10 ottobre a martedì 2 novembre.

Sabato 9 e domenica 10 ottobre: Stand espositivo alla VI rassegna del volontariato, Piazza Maria Immacolata (Taranto) ore 9.00/13.30 e 16.00/22.00.
Presso lo stand troverete gli attivisti del gruppo che vi illustreranno la campagna contro la Pena di Morte e gli appelli che Amnesty Italia vi chiede di firmare.
 
Per informazioni: gr214@amnesty.it  

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Milano
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La Circoscrizione Lombardia

vi invita a un concerto – spettacolo teatrale dedicato ad Amnesty International.
 
L’evento, organizzato in occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte, è inserito all’interno del 19° Festival di “Milano Musica – associazione per la musica contemporanea”, nella rassegna “Percorsi di musica d’oggi”. Si tratta di un melodramma per commediante, con insieme strumentale ed elettronico, dal titolo “Cassandre”, di Michael Jarrell; testi dall’adattamento radiofonico di Gerhard Wolf, dal racconto “Kassandra” di Christa Wolf. Con la partecipazione di “Scharoun Ensemble Berlin”; direttore Andrea Pestalozza; voce recitante Fanny Ardant.

Biglietto intero € 20, biglietto ridotto € 13.
 
Il ricavato dei biglietti venduti sarà interamente devoluto alla Circoscrizione Lombardia di Amnesty International.

Lunedì 11 ottobre alle ore 20.30
presso il teatro Giorgio Strehler
largo Antonio Greppi 1 (Fermata MM2 Lanza)

Per informazioni: ai.lombardia@amnesty.it

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Ivrea (TO)
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Il Gruppo 92 di Ivrea (TO)

vi invita a visitare la mostra fotografica “La Camera Scura” presso la bottega equosolidale “l’Albero della Speranza”.
 
La mostra resterà aperta da martedì 12 a sabato 16 ottobre
Via Arduino

Per informazioni: gr092@amnesty.it

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Roma
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Il Gruppo 56 di Roma

vi invita a partecipare a due appuntamenti organizzati in occasione della Giornata mondiale contro la Pena di morte.
 
Lunedì 11 ottobre dalle ore 18.00 alle 20.00
Bibli, via dei Fienaroli, 28
Punto informativo, raccolta firme e proiezione filmato Amnesty, in occasione della tavola rotonda con interventi di Carlo Santoro (Comunità di Sant’Egidio), Giuseppe Lodoli (Comitato Paul Rougeau) e Marco Cinque (scrittore e musicista).
 
Martedì 12 ottobre dalle ore 19.00
presso la Biblioteca Basaglia, via F.Borromeo, 67
Cineforum con proiezione del film “The life of David Gale” di A. Parker.
 
Per informazioni: gr056@amnesty.it

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Ancona
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Il Gruppo 34 di Ancona

vi invita alla’incontro “Quel che resta della Porta d’Oriente”, presentazione del libro “Bosnia express” di Luca Leone.
 
Interverranno:
Paolo Pignocchi, responsabile del coordinamento Europa di Amnesty International;
Luca Leone, autore del libro.
 
Seguirà un aperitivo a cura del circolo Equo&Bio.

Venerdì 15 ottobre alle ore 18.00
casa delle Culture
via Vallemiano, 46

Per informazioni: gr034@amnesty.it

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Taranto
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Il Gruppo 214 di Taranto

e il Centro Culturale Valle d’Atria vi invitano alla serata dedicata a “Sakineh e le sue sorelle” durante la quale è prevista la proiezione di “Persepolis”.
 
Sarà inoltre possibile firmare la petizione a favore di Sakineh Mohammadi Ashtiani.
 
Venerdì 15 ottobre alle ore 19.00
presso il Cinema Teatro Comunale di Crispiano/Circuito d’autore
 
Per informazioni: gr214@amnesty.it  

Sakineh rischia ancora di essere messa a morte

Iran: Sakineh Mohammadi Ashtiani rischia ancora di essere messa a morte per adulterio

Data di pubblicazione dell’appello: 12.07.2010

Status dell’appello: attivo

4° Aggiornamento AU: 211/09 MDE 13/083/2010

Sakineh Mohammadi Ashtiani © Archivio Privato
Sakineh Mohammadi Ashtiani © Archivio Privato

ULTIMA NOTIZIA: L’8 settembre la tv di stato Press Tv ha riferito che un portavoce del ministero degli Esteri aveva affermato che l’esecuzione per adulterio di Sakineh Mohammadi Ashtiani era stata “fermata”. Questa sospensione temporanea della condanna alla lapidazione potrebbe essere revocata in qualsiasi momento, lasciando Sakineh Mohammadi Ashtiani a rischio di esecuzione, in particolare se l’attuale revisione giudiziaria del suo caso portasse alla conferma della
sentenza.
Leggi l’aggiornamento sul caso.

 
Grazie a quanti hanno firmato l’appello sul nostro sito. Abbiamo inviato le 53.160 firme alle autorità. Continuate a firmare e diffondere l’appello.

4° aggiornamento  Il 4 agosto la Corte suprema ha iniziato un riesame della condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtiani: lo scopo di tale decisione appare solo quello di ridurre la pressione internazionale sulle autorità, cambiando la modalità di esecuzione della condanna a morte. La condanna alla lapidazione resta in vigore.

Intorno al 7 luglio, a seguito delle proteste internazionali, i funzionari del carcere di Tabriz hanno chiesto al capo della magistratura iraniana di acconsentire alla commutazione in impiccagione della condanna a morte per lapidazione di Sakineh Mohammadi Ashtiani.  

Il 10 luglio, il capo dell’Alto consiglio per i diritti umani dell’Iran ha dichiarato che il caso sarebbe stato riesaminato e anche che la legge iraniana consente la lapidazione. Il giorno dopo, il capo della magistratura provinciale di Azerbaigian est, Malek Ezhder Sharifi, ha affermato che la condanna a morte per lapidazione era ancora in piedi e poteva essere eseguita in qualsiasi momento su decisione del capo della magistratura, l’ayatollah Sadegh Larijani.

Malek Ezhder Sharifi ha anche detto che Sakineh Mohammadi Ashtiani era stata condannata a morte in relazione all’omicidio del marito. Questa affermazione è stata contestata da uno degli avvocati, il quale ha sottolineato che la donna era stata perdonata dalla famiglia dell’uomo, ma era stata condannata a 10 anni di detenzione in quanto complice del crimine.
 
Il 14 luglio Sajjad Qaderzadeh, figlio di Sakineh Mohammadi Ashtiani, è stato convocato presso la prigione centrale di Tabriz. Si presume sia stato interrogato dai funzionari del ministero di Intelligence, che lo avrebbero minacciato di non permettergli più di aver colloqui sul caso della madre.

 
Sakineh Mohammadi Ashtiani, 43 anni, madre di due figli, è detenuta nel braccio della morte nel carcere di Tabriz, nord-ovest dell’Iran. L’8 luglio 2010, l’Ambasciata iraniana a Londra ha annunciato che non sarebbe stata lapidata, ma la condanna a morte potrebbe essere comunque eseguita, anche tramite lapidazione. 

Sakineh Mohammadi Ashtiani è stata condannata nel maggio 2006 per aver avuto una “relazione illecita” con due uomini ed è stata sottoposta a 99 frustate, come disposto dalla sentenza. Successivamente è stata condannata alla lapidazione per “adulterio durante il matrimonio”, accusa che lei ha negato.

 

A seguito della mobilitazione internazionale delle ultime settimane contro la sua esecuzione della, l’Ambasciata iraniana a Londra ha rilasciato una dichiarazione l’8 luglio 2010, affermando che la condanna di Sakineh Mohammadi Ashtiani non sarebbe stata eseguita tramite lapidazione. Tuttavia, la sua posizione legale non è chiara, dal momento che  il suo avvocato non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sulla commutazione della sua condanna a morte.

Durante il processo, Sakineh Mohammadi Ashtiani ha ritrattato una “confessione” rilasciata sotto minaccia durante l’interrogatorio e ha negato l’accusa di adulterio. Due dei cinque giudici hanno ritenuto la donna non colpevole, facendo presente che era già stata sottoposta a fustigazione e aggiungendo di non aver trovato le necessarie prove di adulterio a suo carico. Tuttavia, i restanti tre giudici, tra cui il presidente del tribunale, l’hanno ritenuta colpevole sulla base della “conoscenza del giudice”, una disposizione della legge iraniana che consente ai giudici di esprimere il loro giudizio soggettivo e verosimilmente arbitrario di colpevolezza anche in assenza di prove certe e decisive. Giudicata colpevole dalla maggioranza dei cinque giudici, Sakineh Ashtiani Mohammadi è stata condannata alla lapidazione.

 
GRAZIE

FIRMA CONTRO L’ESECUZIONE DI EBRAHIM HAMIDI

www.amnesty.it

Ebrahim Hamidi ha 18 anni, ma è stato condannato a morte per presunta aggressione sessuale ai danni di un uomo avvenuta due anni prima, quando ne aveva solo 16. Ha ritrattato la sua “confessione”, affermando di essere stato costretto a rilasciarla. Rischia nuovamente l’esecuzione della sua condanna …


  • Amnesty International – Italia Firma l’appello online per Ebrahim Hamidi, imputato minorenne. E’ senza avvocato e rischia l’imminente esecuzione della condanna a morte.

25 anni dopo Bhopal- emergenza Georgia

Il video prodotto da Amnesty International “25 anni dopo Bhopal” è stato selezionato a Festambiente! http://bit.ly/9ByGXt

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amnesty italia amnestyitalia #Georgia garantire l’accesso ai servizi fondamentali agli sfollati! http://bit.ly/dtV7Op 

ciao

Kenya, rapporto Amnesty: la paura di essere aggredite rende le donne prigioniere nelle loro case

[Stampa] Kenya, rapporto Amnesty: la paura di essere aggredite rende le donne prigioniere nelle loro case

Mercoledì 7 luglio 2010, 10:46

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stampa@amnesty-ml.amnesty.it

COMUNICATO STAMPA   
CS65-2010

RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL SUL KENYA: LA PAURA DI ESSERE AGGREDITE
RENDE LE DONNE PRIGIONIERE NELLE LORO CASE

Le donne e le ragazze degli insediamenti abitativi precari di Nairobi, la
capitale del Kenya, vivono nella costante minaccia di subire violenza
sessuale e per questo rinunciano spesso a uscire dalle loro case per usare
i servizi igienici e i bagni pubblici. E’ quanto denunciato oggi da
Amnesty International, in un nuovo rapporto intitolato ‘Sicurezza e
dignita’ negate: la vita delle donne negli insediamenti abitativi precari
di Nairobi’.

Il rapporto spiega come il mancato inserimento di queste aree nei progetti
e nei finanziamenti di sviluppo urbano abbia significato un accesso
inadeguato ai servizi igienici, cosa che colpisce in modo particolarmente
duro le donne che vi risiedono.

‘Queste donne diventano prigioniere nelle loro case durante la notte e
talvolta anche prima del tramonto. Poiche’ necessitano di maggiore
riservatezza rispetto agli uomini per andare in bagno o fare una doccia,
l’inaccessibilita’ di questi servizi le pone a rischio di stupro e le
costringe a restare intrappolate in casa’ – ha dichiarato Godfrey Odongo,
ricercatore di Amnesty International sull’Africa orientale. ‘Il fatto che
non siano in grado neanche di accedere ai pochi servizi pubblici igienici
esistenti le espone al rischio di malattie’.

La situazione e’ aggravata dall’assenza di forze di polizia negli
insediamenti abitativi precari. Quando le donne subiscono violenza, e’
improbabile che riescano a ottenere giustizia. A Kibera, l’insediamento
piu’ grande di Nairobi con un milione di abitanti, non c’e’ un posto di
polizia.

‘Avevo sempre sottovalutato la minaccia della violenza. Andavo
abitualmente alle latrine, salvo quando si era fatto troppo tardi. Questo
fino a due mesi fa quando ho rischiato di essere stuprata’ – ha dichiarato
Amina, 19 anni, dell’insediamento abitativo precario di Mathare.

Alle 7 di sera, Amina e’ stata circondata da quattro uomini, che l’hanno
picchiata e spogliata. Solo le sue grida, che hanno richiamato
l’attenzione dei vicini, hanno scongiurato lo stupro. Sebbene conoscesse
uno degli uomini, Amina non lo ha denunciato per timore di ritorsioni.

Nell’impossibilita’ di lasciare le loro case di una sola stanza dopo il
tramonto, molte abitanti degli insediamenti informali ricorrono alle
‘toilette volanti’, buste di plastica che vengono poi lanciate fuori per
disfarsi del contenuto. Le precarie condizioni igieniche in cui vivono,
dovute anche alla grande quantita’ di escrementi umani depositati
all’aperto a causa dell’inadeguato accesso ai servizi igienici,
contribuiscono direttamente all’insorgere di malattie e agli elevati costi
delle spese mediche.

Altre donne hanno raccontato ad Amnesty International quanto sia umiliante
lavarsi di fronte ai parenti e ai bambini.

Anche alla luce del giorno, i bagni pubblici sono scarsi e molto lontani.
Secondo fonti ufficiali, solo il 24 per cento degli abitanti degli
insediamenti informali di Nairobi ha accesso a servizi igienici in casa.

Nonostante alcuni elementi positivi, le politiche adottate del Kenya
riguardo ai risultati prefissati dagli Obiettivi di sviluppo del millennio
non tengono conto delle specifiche necessita’ delle donne che vanno
incontro alla violenza a causa della mancanza di servizi igienici adeguati
e non affrontano la mancata applicazione delle direttive che impongono ai
proprietari delle case e dei terreni di fornire questi servizi.

‘C’e’ una differenza profonda tra quello che il governo dice di voler fare
e quello che succede ogni giorno negli insediamenti abitativi precari’ –
ha sottolineato Odongo. ‘Le politiche nazionali del Kenya riconoscono il
diritto ai servizi igienici, attraverso leggi e regolamenti in vigore.
Tuttavia, a causa di decenni di mancato riconoscimento ufficiale degli
insediamenti, in queste aree quelle leggi e quei regolamenti non vengono
applicati, permettendo ai proprietari delle case e dei terreni di evitare
ogni sanzione per non aver messo a disposizione bagni e docce’.

Nonostante le politiche nazionali sulla terra, l’incertezza sui titoli
legali costituisce a sua volta un problema perdurante per gli abitanti e
fa si’ che i proprietari delle case e dei terreni non abbiano alcun
incentivo a fornire servizi igienici adeguati e a incrementare le misure
di sicurezza.

Amnesty International chiede al governo del Kenya di rendere piu’
vincolanti le norme che impongono ai proprietari di costruire servizi
igienici e bagni negli insediamenti, anche attraverso contributi economici
ai proprietari non in grado di sostenerne i costi.

Il governo deve inoltre adottare misure immediate per migliorare la
sicurezza, l’illuminazione e le attivita’ di polizia e garantire che le
autorita’ competenti agiscano in modo coordinato per migliorare la
fornitura di acqua e di servizi igienici negli insediamenti.

Ulteriori informazioni

Il rapporto ‘Sicurezza e dignita’ negate: la vita delle donne negli slum
di Nairobi’ e’ disponibile in inglese all’indirizzo:
http://www.amnesty.it/Kenya-donne-prigioniere-nelle-loro-case

Il precedente rapporto sullo stesso tema, ‘La maggioranza invisibile: i
due milioni di abitanti degli insediamenti abitativi precari di Nairobi’,
e’ disponibile in inglese al seguente indirizzo:
http://www.amnesty.it/Kenya-due-milioni-negli-insediamenti-abitativi-precari

Entrambi i rapporti fanno parte della campagna globale ‘Io pretendo
dignita’’, che intende porre fine alle violazioni dei diritti umani che
creano e acuiscono la poverta’. Nell’ambito di questa campagna, Amnesty
International chiede a tutti i governi di porre fine agli sgomberi
forzati, garantire eguale accesso ai servizi pubblici per le persone che
vivono negli insediamenti abitativi precari e assicurarne la
partecipazione attiva alle decisioni riguardanti le loro vite.

La campagna ‘Io pretendo dignita’’ e’ online al seguente indirizzo:
http://www.amnesty.it/io-pretendo-dignita.html

FINE DEL COMUNICATO 
Roma, 7 luglio 2010

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

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amnesty: RISPETTARE I DIRITTI DEI PIU’ VULNERABILI

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COMUNICATO STAMPA   
CS63-2010

IL NUOVO SEGRETARIO GENERALE DI AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE AI GOVERNI DI
RISPETTARE I DIRITTI DEI PIU’ VULNERABILI

Salil Shetty, insediatosi oggi come Segretario generale di Amnesty
International, ha dichiarato che fara’ il possibile per garantire che i
governi rispettino i diritti dei piu’ poveri e vulnerabili.

‘Sono profondamente onorato di avere l’opportunita’ di dirigere il
movimento nella sua lotta per porre fine alla repressione e
all’ingiustizia’ – ha detto Shetty. ‘Di fronte alle sfide tradizionali e a
quelle nuove, il bisogno di Amnesty International e della sua voce guida
contro le violazioni dei diritti umani e’ piu’ grande che mai’.

Rinomato esperto su poverta’ e diritti umani, Shetty ha sottolineato
quanto sia urgente che i governi pongano i diritti umani al centro degli
sforzi per sradicare la poverta’. I leader mondiali si riuniranno a
settembre a New York per esaminare i progressi negli Obiettivi di sviluppo
del millennio, la piu’ grande iniziativa delle Nazioni Unite sulla
poverta’.

Shetty ha elogiato la dedizione dei 2 milioni e 800.000 soci di Amnesty
International che, in ogni parte del mondo, prendono parte alle campagne
per proteggere i diritti umani.

‘Ovunque abbia viaggiato, Amnesty International e’ considerata con grande
riguardo per il suo potente attivismo di base, l’alta qualita’ della sua
ricerca e l’efficacia e l’incisivita’ delle sue campagne’ – ha spiegato
Shetty. ‘I passati decenni della storia di Amnesty International hanno
dimostrato che la solidarieta’ e l’impegno dei nostri sostenitori, unita
alla forza delle nostre analisi, producono un potente impatto per favorire
il cambiamento’.

Descrivendo le sue priorita’, Shetty ha affermato di volersi basare sui
tradizionali punti di forza dell’associazione. Ha evidenziato quanto sia
necessario proseguire le campagne per chiamare coloro che violano i
diritti umani a rispondere del loro operato e portarli di fronte alla
giustizia.

Tra gli altri ambiti d’azione, Shetty ha parlato di un rinnovato sforzo
per porre fine alle detenzioni illegali, abolire la pena di morte, far
cessare la discriminazione e proteggere i diritti dei migranti.

Il nuovo Segretario generale ha sottolineato l’indivisibilita’ di tutti i
diritti e la necessita’ di trovare nuove modalita’ per collegare piu’
sistematicamente i diritti economici, sociali e culturali con quelli
civili e politici.

Negli ultimi sei anni, Shetty e’ stato il direttore della Campagna del
Millennio delle Nazioni Unite, un’iniziativa contro la poverta’ che chiede
ai governi maggiore responsabilita’ nella lotta alla fame, alle malattie e
all’analfabetismo. Attraverso la Campagna del Millennio, Shetty ha
stimolato all’azione la societa’ civile, i mezzi d’informazione, le
persone di fede, i privati e gli enti locali per raggiungere gli Obiettivi
di sviluppo del millennio.

FINE DEL COMUNICATO 
Roma, 1 luglio 2010

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garzie

amnesty: 22/6 sit in a milano per troy davis

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Milano: sit in per Troy Davis

La Circoscrizione Lombardia organizza un sit in per Troy Davis, contro la pena di morte.
 
Troy Davis si trova nel braccio della morte fin dal 1991 per l’omicidio di un agente di polizia avvenuto nel 1989 a Savannah, Georgia (USA).
Non c’è un corpo del reato che lo colleghi al crimine e, dei nove testimoni oculari, sette hanno ritrattato le loro dichiarazioni e si sono contraddetti. Degli altri due, uno è l’altro sospettato (il quale ha consegnato Davis) e l’altro è sicuro solo del colore della maglietta.
Una determinante udienza probatoria avrà luogo mercoledì 23 giugno.

Il 22 giugno è il giorno di mobilitazione globale per Troy Davis. Unisciti a noi in un sit-in, firma l’appello e sostieni l’azione di Amnesty International contro la pena di morte. Troy Davis non può aspettare ancora!

Martedì 22 giugno alle ore 18.00
Largo Donegani

Per informazioni: www.amnestylombardia.it  

grazie