RIMOSSO GRUPPO FACEBOOK “DUCE”

Hai segnalato * DUCE * perché contiene discorsi o simboli che incitano all’odio.

Chiudi

Stato Questa Pagina è stata rimossa
Dettagli Abbiamo analizzato Pagina che hai segnalato per la presenza di discorsi e simboli inneggianti all’odio. Dato che violava i nostri Standard della comunità, l’abbiamo rimossa. Grazie per la tua segnalazione. Abbiamo comunicato a * DUCE * che questa Pagina è stata rimossa ma non chi ha effettuato la segnalazione. Facebook non rivela mai chi invia una segnalazione.
Data della segnalazione 3 novembre
Proprietario * DUCE *
Motivo Contenuto che incita all’odio e/o alla violenza

FACEBOOK RIMUOVE UN GRUPPO RAZZISTA!

Per la prima volta da Facebook mi comunicano una notizia importante:
Cronologia
Hai segnalato FOSSA COMUNE : per i negroidi che sono morti a Lampedusa. perché contiene discorsi o simboli che incitano all’odio.

Chiudi

Stato Questo gruppo è stato rimosso
Dettagli Abbiamo analizzato il gruppo che hai segnalato per la presenza di discorsi e simboli inneggianti all’odio. Dato che violava i nostri Standard della comunità, l’abbiamo rimossa. Grazie per la tua segnalazione. Abbiamo comunicato a FOSSA COMUNE : per i negroidi che sono morti a Lampedusa. che il suo gruppo è stato rimosso, ma non chi ha inviato la segnalazione. Facebook non rivela mai chi invia una segnalazione.
Data della segnalazione 7 novembre
Proprietario FOSSA COMUNE : per i negroidi che sono morti a Lampedusa.
Motivo Contenuto che incita all’odio e/o alla violenza

Firma!Piena applicazione della Legge Mancino contro ogni discriminazione razziale

 

  •  

iMklVHelAwBJhxm-556x313-noPad.jpg

 

 

 

 

 

 

 
  • Piena applicazione della Legge Mancino contro ogni discriminazione razziale

    www.change.org

    Le notizie di questi giorni che riportano la nascita della sezione italiana di “Alba Dorata”, il movimento apertamente neonazista greco, e la sua…

 

 

 

———

 

 

 

Arrestati estremisti di destra che progettavano incendi e stupri “etnici”

Succede in Italia, succede davvero…

Tra i progetti di alcuni esponenti della destra estrema indagati nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli per degli scontri in piazza , c’era anche quello di dar fuoco ad un negozio di oreficeria di un cittadino ebreo e anche quello di usare violenza sessuale nei confronti di una studentessa sempre ebrea.

È quanto emerso da alcune intercettazioni di conversazioni nelle quali si pianificavano episodi di violenza nei confronti di chi venisse considerato come ‘diversò. Le indagini condotte dai carabinieri del Ros sia in Campania che nel Lazio, che hanno portato a dieci provvedimenti cautelari, hanno evidenziato come nelle intenzioni degli indagati ci fosse non solo l’incendio dell’oreficeria ma anche l’ipotesi di molestare una studentessa chiedendosi come fosse «possibile che potesse frequentare l’università e come questa potesse avere rapporti ‘normalì con gli altri».

 
 

clandestino a chi?

video dell’amico Mohamed Ben Hammouda, che è anche un raccontastorie in musica: Mozica01. Quella che vi propongo oggi è una sua storia da vedere e ascoltare, è su Reset Italia Clandestini a chi? Primavera Permanente http://www.facebook.com/l/2a3c2if68Z5vY8ZUszk4kpq1rCw/www.reset-italia.net/2011/05/13/clandestini-a-chi-primavera-permanente/
Doriana Goracci 13 maggio 15.21.35
video dell’amico Mohamed Ben Hammouda, che è anche un raccontastorie in musica: Mozica01. Quella che vi propongo oggi è una sua storia da vedere e ascoltare, è su Reset Italia Clandestini a chi? Primavera Permanente http://www.facebook.com/l/2a3c2if68Z5vY8ZUszk4kpq1rCw/www.reset-italia.net/2011/05/13/clandestini-a-chi-primavera-permanente/
clandestino a chi?

www.youtube.com

Faouzi Rtibi è arrivato da Kasserine (Tunisia), ha fatto un lungo viaggio e vloleva salutare casa sua… Ha ottenuto il permesso di soggiorno “Umanitario” e …

RUKELIE, PUGILE SINTI AI TEMPI DI HITLER

Saccheggio da Gianni Mura, maestro di giornalismo e uomo d’un pezzo:

Rukelie era il soprannome di Johann Trollmann, nato nel 1907, pugile
di etnia sinti, campione di Germania dei pesi medi (ma combatteva anche
tra i mediomassimi). Un bel ragazzo bruno, una specie di Clay stando ai
racconti dell´epoca, un ballerino del ring. Nel 1933 a Berlino conquista
il titolo battendo per ko al sesto round il puro ariano Adolf Witt. Il
presidente della federboxe, il gerarca nazista Georg Radamm, sale sul
ring e ordina di annullare l´incontro, il pubblico insorge, il vincitore
è Trollmann, che piange per la commozione che gli dà una solidarietà
inattesa. Ma la cosa non può finire lì: una settimana dopo gli tolgono
il titolo, con la motivazione che «le lacrime non erano degne di un vero
pugile». Il mese dopo è costretto ad affrontare Gustav Eder, ma con la
proibizione di muoversi dal centro del ring, di schivare i colpi coi
suoi «movimenti animaleschi» e la sua «eleganza effeminata». Era la
condanna al massacro, e lo zingaro, come lo chiamavano con evidente
disprezzo, la affrontò con coraggio e ironia: il corpo coperto di farina
bianca, i capelli tinti di giallo, la parodia d´un ariano. A guardia
bassa, senza schivare un colpo, andò giù alla quinta ripresa. Poi , come
esigeva la legge, si fece sterilizzare, divorziò per non creare
problemi alla sua famiglia, fu chiamato sul fronte russo e nel ´42
arrestato dalla Gestapo e internato a Neuengamme, vicino Amburgo. Le
guardie si divertivano a dargli un paio di guantoni, una doppia razione
di cibo perché resistesse in piedi più a lungo, e un sacco di botte.
Quando non fu più in grado di reggere nemmeno quell´umiliazione, gli
spararono. Era il detenuto 721/1943. Solo nel 2003 ai suoi eredi fu
consegnata la sua cintura da campione. Ho letto questa storia sull´Unità
a inizio gennaio, raccontata da Roberto Brunelli, e ho pensato che
avrei aspettato il momento buono per farla conoscere. Il momento è
adesso.

Gianni Mura

Mia chiosa:

MORATTI, DE CORATO, BASTA SGOMBERI DI ROM E SINTI (bambini, donne, vecchi)!!!Ma cosa pensate di fare? Ma avete un barlume di coscienza e umanità? Ci state riportando all’intolleranza più cieca, inutile, malvagia (come ha detto anche Suor Claudia della Caritas). State costruendo una società immonda e incivile che produrrà solo emarginazione,odio e violenza.!!! Basta!!! 

Paolo

LETTERA APERTA AGLI ANTIRAZZISTI

Rudy Mecca 11 dicembre alle ore 19.22 Rispondi

La crisi non accenna a rientrare (se non per le grandi aziende, i cui profitti non
sono mai stati così alti) e produce, oltre alla devastazione della vita dei
proletari, una crescente conflittualità destinata a non ricevere alcuna risposta
istituzionale (se non la repressione).
In questo scenario, il RAZZISMO si presenta sempre più come LO STRUMENTO di governo;
forse l’unico, in grado di ostacolare l’unità delle lotte degli sfruttati e quindi la
loro forza.
Il governo del consenso fa leva sull’ormai vecchia formula (ma sempre efficace) della
difesa degli interessi e dell’integrità culturale della nazione.
Ma soprattutto è il governo della crisi economica, che deve tenere sotto controllo
l’immensa forza lavoro proveniente dall’estero, dal Sud del Mondo. Ogni mezzo è
buono, per poterla spremere fino all’osso.
Questo è l’obiettivo di tutte le compagini istituzionali: dai forcaioli leghisti e
neo-nazisti, che cercano di scatenare la caccia all’uomo con azioni squadriste,
passando per i democratici di ogni risma, che con le loro lacrime di coccodrillo di
fronte alle stragi, tengono il sacco alle leggi razziste, per finire con gli
oppositori di sinistra, che fino ieri tacevano sull’apertura dei CPT, lasciando
passare la legge Turco-Napolitano, la madre di tutti i pacchetti sicurezza, e oggi
tentano di riciclarsi nei movimenti «giovanili dalla memoria corta»: tutti uniti
dalla necessità di sottomettere i proletari immigrati alle leggi della civiltà
italiana (ed europea): leggi della Croce e del Capitale.(all’interno la lettera
completa)
TUTTI IN AULA IL 17 DICEMBRE
Ore 9,30, palazzo di giustizia di Milano – 3° piano – 1a sez. penale

Comitato antrirazzista milanese

DON CIOTTI: “I corleonesi sono cugini dei bergamaschi”

DA BERGAMO NEWS
L’incontro – Dibattito su mafia e legalità in Seminario tra gli studenti orobici e il fondatore di Libera, che pesca una provocazione nella storia: “Nel 1237 da queste terre partì una migrazione verso la Sicilia e i luoghi che poi diedero i natali a Riina e Provenzano: nord e sud sono la stessa cosa”.
Don Ciotti: “I corleonesi discendono dai bergamaschi”
Stampa Invia Zoom testo

“I corleonesi sono cugini dei bergamaschi”. Don Luigi Ciotti pesca una provocazione nella storia per lanciare il suo messaggio. Gli studenti, arrivati in Seminario a centinaia per partecipare all’incontro sulla legalità organizzato dall’Ufficio scolastico di Bergamo e dalla consulta studentesca, si sentono subito spiazzati e ascoltano senza fiatare. 
“Nel 1237 – spiega il sacerdote fondatore di Libera, la rete di associazioni che si batte contro le mafie – ci fu un flusso migratorio da Bergamo e Brescia verso la Sicilia e Corleone, terra di tanta gente onesta ma anche di Riina e Provenzano. Questo per dire che nord e sud sono la stessa cosa e che tutti allo stesso modo dobbiamo batterci contro ingiustizie e violenze. Ognuno deve fare la sua parte”.
La sua, don Ciotti la fa dal 1972, quando il vescovo Michele Pellegrino lo ordinò sacerdote: “Per me fu come un padre. Quel giorno, davanti ai ragazzi del carcere minorile e agli emarginati, che assistevo da anni con il gruppo Abele, disse: la sua parrocchia sarà la strada. Don Ciotti è nato con voi e io ve lo lascio”. Vent’anni dopo, alla compassione per l’altro si affiancò la passione civile. “Dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio arrivò il momento di impegnarsi anche nel contrasto all’illegalità:
nacque Libera. Oggi conta 1500 associazioni in tutta Italia, siamo presenti in 30 nazioni d’Europa. La mafia è diventata globale, noi abbiamo globalizzato l’impegno e la solidarietà”. 
Intervistato dai ragazzi della consulta studentesca, don Ciotti impartisce soprattutto una lezione: bisogna aprire gli occhi. “Oggi tutto avviene in superficie, tutto è per sentito dire, tutte le conoscenze sono di seconda mano. E’ questo il peccato del sapere. A voi dico di scendere in profondità, di conoscere le cose in maniera diretta. E se incontrate uno che sa tutto, che non ha dubbi, salutatelo e cambiate strada”.
Parla con enfasi, don Ciotti, dentro le parole ci mette grinta, quasi furore. “Riempite la vita di vita, non spendetela in egoismi e individualismi. La malattia mortale della nostra società è la rassegnazione, il dire che non cambierà mai niente. Invece il cambiamento siamo noi”.
Poi punta dritto al cuore del problema: “La mafia non è solo al sud. Sapete dove investe i soldi guadagnati in modo illecito?Al Nord, in Lombardia. Dove gestisce il traffico di droga e molti altri affari sporchi: la lista è interminabile”. Bisogna vigilare, per “tenere fuori la mafia da questo vostro territorio”, come spiega Francesco Galante di Libera Terra. Il provveditore Luigi Roffia avvisa: “Ci sono illegalità e prevaricazioni anche nel nostro piccolo, bisogna riflettere e guardarsi dentro”. 
Ma è ancora don Ciotti a mettere bene a fuoco il concetto: “Oggi parliamo di legalità, ma il nostro obiettivo non può essere questo: la legalità è la condizione minima, il traguardo è la giustizia, la realizzazione dell’uguaglianza tra le persone. E la giustizia inizia dalla prossimità, dall’ascolto. Tutti dobbiamo rispettare le regole:
non basta la legalità sostenibile, quella che rispettiamo solo quando ci fa comodo”.