Rilanciare l’antiproibizionismo

domenica, 09 gennaio 2011

Rilanciare l’antiproibizionismo

L’azione a favore dell’antiproibizionismo, per quanto concerne le sostanze stupefacenti, deve essere rilanciata. Questa è la tesi principale contenuta in un numero quasi monografico del mensile dell’associazione Luca Coscioni (www.lucacoscioni.it). I motivi sono diversi e lo si comprende bene esaminando alcune considerazioni contenute in quel numero:

“Semplici elementi ci aiutano a comprendere la realtà: 4 milioni di consumatori di sostanze rese illegali – e perciò incontrollate – dal proibizionismo; l’equivalente di tre o quattro finanziarie ogni anno di fatturato della criminalità organizzata che ha la necessità spasmodica di convertire questi profitti in attività lecite; decine di migliaia di agenti delle forze dell’ordine impiegate nell’attività di contrasto allo spaccio e al consumo; ventottomila tossicodipendenti nelle carceri; 15.923 segnalazioni ai prefetti in un anno con annesse pesanti sanzioni amministrative; tribunali sommersi di procedimenti penali e famiglie distrutte per affrontare i processi; fondi drasticamente tagliati per la cura dei tossicodipendenti. Ce n’è di che per non dismettere una lotta che richiede informazione, conoscenza, ragionamento e non slogan inefficaci in termini di deterrenza e dannosi tanto quanto il proibizionismo che li ispira come ‘la droga fa male’”. (Rita Bernardini).

“Molti paesi hanno usato il sistema di giustizia penale, non quello della salute, per raggiungere le persone che usano droghe. Tuttavia questi approcci legali hanno fallito. La criminalizzazione ha ridotto l’accesso alle cure per le persone a rischio di uso di droghe. Gli approcci legali a nulla servono per andare alla radice del problema o per affrontare gli ambienti a rischio di uso di droghe (in realtà potrebbero peggiorarli). In sintesi, rinchiudere la gente non funziona. I governi dovrebbero rifiutare di adottare queste leggi e invece considerare soluzioni sanitarie, o meglio delle politiche sanitarie, di riduzione del danno. Il caso dell’accesso universale a questi programmi di prevenzione scientificamente fondati è moralmente urgente”. (Richard Horton e Pam Dias).

“Nel 1966 l’economista ‘conservatore’ Milton Friedman stupì i suoi studenti dichiarandosi a favore dell’abolizione della leva obbligatoria e della liberalizzazione della droga. Meno di dieci anni dopo, la leva obbligatoria negli Stati Uniti fu abolita, ma l’idea di liberalizzare la droga rimane anatema. In aggiunta alle tipiche argomentazioni libertarie – attività che non danneggiano gli altri non devono esser proibite – ci sono tre ragioni a favore della liberalizzazione che anche i conservatori più tradizionali non possono ignorare. Primo: è inutile sprecare risorse in una guerra che non può essere vinta. Secondo: la criminalizzazione della droga aiuta a finanziare la mafia e il terrorismo. Terzo: la necessità di procurarsi i soldi per drogarsi è alla base della criminalità diffusa che rende insicure le nostre città”. (Luigi Zingales)

“L’antiproibizionismo radicale infatti esprime, a nostro avviso, una concezione complessiva del rapporto tra cittadino e Stato, secondo la quale lo Stato non può e non deve interferire nell’attività del singolo, dell’individuo, se non nel momento in cui questa può essere, o diventare, dannosa per l’altro, e comunque eccezionalmente. Ciascun individuo (o soggetto) è invece tenuto a comportarsi responsabilmente, secondo regole che egli stesso intende darsi, in piena libertà, anche di espressione. I radicali sono per un’etica della responsabilità, e l’assunzione di droghe (chiamiamole così, genericamente intese) è questione strettamente personale, riguardante appunto la responsabilità individuale. Lo Stato potrà emanare leggi e norme che regolino lo scambio, il commercio di quelle sostanze, così come per qualsiasi altro prodotto o farmaco… Ai radicali interessa innanzitutto far cresce una società in cui sia, come essi si esprimono, ‘vietato vietare’. Questa è anzi la loro ‘ragione sociale’. Ogni divieto fondato su basi che si definiscano etiche è una sopraffazione della libertà individuale e l’imposizione di una morale fondata sul fattore ‘potere’, dunque ingiusta in partenza”. (Angiolo Bandinelli)
 
“I dati dell’Agenzia europea delle droghe confermano, se ancora ce ne fosse bisogno, il fallimento delle politiche proibizioniste. Il proibizionismo non funziona e non conviene, provocando immensi costi civili, economici, e sociali. È una forma di repressione sociale di massa che garantisce fiumi di denaro a terrorismo e narcomafie. Solo in Italia sono oltre 11 i miliardi di euro assicurati alla criminalità dalla droga proibita, mentre quattro milioni sono i consumatori trasformati in criminali, 250.000 gli spacciatori e 28.000 i detenuti per violazione della legge sugli stupefacenti
Non ha alcun senso spendere miliardi di euro per la lotta alla droga quanto la stessa Agenzia denuncia la mancanza di risorse per i trattamenti sanitari dei tossicodipendenti”. (Marco Staderini)

 “Secondo il Rapporto Antigone le carceri italiane sono sempre più piene di tossicodipendenti e piccoli spacciatori, mentre le comunità di recupero sono sempre più vuote. Nel 2008 un terzo degli ingressi in carcere ha riguardato tossicodipendenti (30.500 su 92.000 ingressi) e le sanzioni amministrative sono aumentate del 18,5%. Tra il 2004 e il 2008 le sanzioni amministrative sono aumentate del 76,9%. Negli ultimi 4 anni, invece, le richieste di programma terapeutico sono diminuite di quasi il 90%, dalle 12.096 del 2005 alle 1.078 del 2008. I tossicodipendenti in carcere sono aumentati del 6% rispetto al 2007. Dall’entrata in vigore della legge cresce il numero delle persone annualmente segnalate (+ 11%), soprattutto per quanto riguarda le segnalazioni per il reato di spaccio (+13%), mentre sono in calo le segnalazioni per il più grave reato di associazione a fini di spaccio (-15,5%). Crescono inoltre particolarmente le segnalazioni in stato di arresto (+18,4%) e soprattutto le segnalazioni degli stranieri (+26,3%). Questi dati, assieme alla crescita ancora maggiore dei sequestri di hashish (+47%), indicano come le nuove norme, anche per l’equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti, abbiano orientato i processi di criminalizzazione verso i soggetti dal profilo criminale più basso. Delle 92.800 entrate in carcere nel 2008, 30.528 erano tossicodipendenti, un numero mai così elevato, sia in termini assoluti che in percentuale rispetto al totale degli ingressi”. (redazione Agenda Coscioni)

Non tutte le considerazioni riportate possono essere condivisibili. Ma io personalmente, in gran parte, le condivido. E sono sufficienti, quanto meno, decidere di provare ad introdurre nel nostro paese iniziative antiproibizioniste, come del resto già avvenuto in diversi paesi europei. Quello che è certo è che il proibizionismo assoluto ha fallito. Pertanto occorre cambiare, anche se a livello sperimentale e in modo graduale. Sarebbe profondamente sbagliato continuare sulla strada da anni intrapresa, anche se non mi sembra molto facile che si formi una maggioranza in Parlamento a sostegno di un antiproibizionismo, seppur “moderato”. Nonostante questa ultima valutazione, è necessario tentare.

Il registro dei testamenti biologici nel tuo Comune – scopri come ottenerlo

 

Il registro dei testamenti biologici nel tuo Comune – scopri come ottenerlo. | Associazione Luca Coscioni

Paolo Ferrario segnala | 31 agosto 2010 at 09:16 | Categories: Testamento biologico | URL: http://wp.me/peMEr-2uf

 

Il registro dei testamenti biologici nel tuo Comune – scopri come ottenerlo.

Oltre alla petizione rivolta al parlamento affinché vi sia una legge sulle scelte di fine vita che rispetti il diritto all’autodeterminazione dell’individuo, lanciamo un appello perché in tutte le amministrazioni locali – in primo luogo i comuni – siano istituiti dei pubblici registri atti a ricevere le dichiarazione anticipate di volontà (i c.d. testamenti biologici).

Qui di seguito (ed in allegato) riportiamo la bozza di delibera tipo che abbiamo elaborato.

Non aspettare che altri si attivino per te, scarica il documento e presentalo ai tuoi conoscenti al tuo Sindaco, ai tuoi referenti locali e chiedi che venga messo in votazione.

Se non credi vi sia spazio per una iniziativa direttamente in seno al tuo comune organizza una raccolata firme per una delibera di iniziativa popolare (l’Associazione ti auterà per ogni consulenza ed organizzazione info@lucacoscioni.it).

Se ti sei attivato, scarica il modello di delibera, inviaci una mail ad info@lucacoscioni.it indicando il comune presso cui hai preso preso contatti  (specificando con chi, es. Il Sindaco, i Consiglieri comunali), ti risponderemo il prima possibile.

In caso non vi sia nello Statuto la possibilità di presentare una delibera di iniziativa popolare, promuovi la delibera nche attraverso la petizione al Comune (scarica la petizione per il registro)

TESTO DELIBERA TIPO

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Nota: la presente bozza di delibera è idonea anche ad essere utilizzata per una proposta di delibera di iniziativa popolare, ma in tal caso è necessario consultare le specificità dei singoli statuti comunali per effettuare le modifiche formali che questi prevedono.

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COMUNE DI …………………………………

DELIBERA C. C. N. ….. DEL ………….

Oggetto: ISTITUZIONE DEL REGISTRO TELEMATICO DELLE DICHIARAZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTI SANITARI (TESTAMENTO BIOLOGICO)

Il Consiglio Comunale di …………………………………………

Premesso che

Per testamento biologico si intende un documento legale che permette di indicare in anticipo i trattamenti medici che ciascuno intende ricevere o rifiutare in caso di incapacità mentale, di incoscienza o di altre cause che impediscano di comunicare direttamente ed in modo consapevole con il proprio medico. E’ conosciuto anche come “Dichiarazione di volontà anticipata per i trattamenti sanitari”. La persona che redige un testamento biologico nomina un fiduciario per le cure sanitarie che diviene, nel caso in cui la persona diventi incapace, il soggetto chiamato ad intervenire sulle decisioni riguardanti i trattamenti sanitari stessi.

Il testamento biologico (con la denominazione di “Living will”) è stato introdotto per legge negli Stati Uniti nel 1991. Una delle principali affermazioni della legge americana è quella relativa alla idratazione ed alla alimentazione artificiali, che sono considerate a tutti gli effetti come terapie ed in quanto tali possono essere rifiutate attraverso il testamento biologico. Lo stesso principio è seguito nelle leggi esistenti negli altri paesi occidentali ed è stato costantemente ribadito nelle sentenze sull’argomento, oltre che nella valutazione dei più illustri scienziati che hanno studiato il tema delle scelte di fine vita. Da allora, la maggior parte dei paesi occidentali ha legiferato in materia. Dove non esiste ancora una legge specifica, vi è però una giurisprudenza costante che riconosce valore ai testamenti biologici. In Italia, l’articolo 32 della Costituzione stabilisce che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge” e che “la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Questa norma costituzionale configura per tutti i cittadini quello che i giuristi definiscono un “diritto perfetto”, che cioè non ha bisogno di leggi applicative per essere esercitato.Parimenti, l’art 13 della Costituzione afferma che “la libertà personale è inviolabile”, rafforzando il riconoscimento alla libertà ed indipendenza dell’individuo nelle scelte personali che lo riguardano. Tuttavia, il problema si pone – come dimostrato dalla drammatica vicenda di Eluana Englaro – nei casi in cui per diverse ragioni il malato perda la capacità di esprimere la propria volontà di rifiutare determinate terapie. Per questo motivo è necessario approvare una legge che stabilisca in modo chiaro le modalità di redazione e di registrazione del testamento biologico e di nomina del fiduciario, così che ciascuno possa dichiarare, ora per allora, la propria volontà circa le terapie da accettare o rifiutare in situazioni come quella descritta, vincolando i medici ad attenersi alla volontà così espressa.

Considerato che:

– la carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, sancisce che il consenso libero ed informato del paziente all’atto medico è considerato come un diritto fondamentale del cittadino afferente i diritti all’integrità della persona ( titolo 1, Dignità, art 3 Diritto all’integrità personale);

– la Convenzione sui Diritti Umani e la biomedicina di Oviedo del 1977, ratificata dal Governo Italiano ai sensi della Legge n° 145 28 marzo 2001, sancisce all’art. 9 che ” i desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento non è in grado di esprimere la propria volontà, saranno tenuti in considerazione”;

Preso atto che:

il nuovo codice di Deontologia medica adottato dalla Federazione Nazionale dei Medici chirurghi ed odontoiatri, dopo aver precisato all’art. 16 che ” il medico deve astenersi dall’ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa attendere un beneficio per la salute del malato…”, all’art 35 sancisce che ” il medico non deve intraprendere attività terapeutica senza l’acquisizione del consenso esplicito ed informato del paziente… In ogni caso, in presenza di un documentato rifiuto di persona capace, il medico deve desistere da atti …curativi, non essendo consentito alcun trattamento medico contro la volontà della persona.” Inoltre all’art 38 si afferma che ” il medico deve attenersi,… alla volontà liberamente espressa dalla persona di curarsi…Il medico, se il paziente non è in grado di esprimere la propria volontà deve tenere conto nelle proprie scelte di quanto precedentemente manifestato dallo stesso in modo certo e documentato.”

Valutato altresì che:

il Comitato Nazionale di Bioetica, si è espresso in data 18 dicembre 2003, precisando che ” … appare non più rinviabile una approfondita riflessione, non solo bioetica, ma anche biogiuridica, sulle dichiarazioni anticipate… che dia piena e coerente attuazione allo spirito della Convenzione sui diritti umani e la biomedicina…”. Inoltre il CNB specifica che ” le direttive anticipate potranno essere scritte su un foglio firmato dall’interessato, e i medici dovranno non solo tenerne conto, ma dovranno anche giustificare per iscritto le azioni che violeranno tale volontà”.

Considerato che:

la Magistratura si è più volte espressa in questo senso, esaminando in particolare i casi Welby, Nuvoli ed Englaro, in assenza di una normativa nazionale in materia.

Preso atto che:

secondo l’Eurispes il 74,7 degli italiani esprime parere favorevole all’introduzione del testamento etico.

Considerato che

in questo scenario, l’Ente Comune è nella possibilità giuridica ed amministrativa di farsi promotore di atti amministrativi volti ad introdurre il riconoscimento formale del valore etico delle dichiarazioni anticipate di trattamento di carattere sanitario.

Tutto ciò premesso,

Il CONSIGLIO COMUNALE impegna la GIUNTA COMUNALE :

a predisporre un modulo che raccolga le dichiarazioni anticipate di volontà dei trattamenti di natura medica, nel quale ogni cittadino interessato possa esprimere la propria volontà di essere o meno sottoposto a trattamenti sanitari sia in caso di malattia o lesione cerebrale irreversibile o invalidante sia in caso di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione;

ad istituire un registro telematico che raccolga le dichiarazioni e a definirne il regolamento d’accesso;

a trasmettere periodicamente le dichiarazioni raccolte ai Soggetti Istituzionali delegati per legge alla pubblicizzazione, nelle more della entrata in vigore di una normativa nazionale che regolamenti la materia, in particolare:

Al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali,affinché la dichiarazione venga inserita nella tessera sanitaria personale del dichiarante.

All’ ARSAN e all’Assessorato Regionale alla Sanità della Regione, affinché provveda ad istituire un registro provvisorio regionale, nelle more dell’entrata in vigore di una legislazione nazionale in materia.

Alla ASL competente per territorio, affinché anch’essa istituisca un registro provvisorio , nelle more dell’entrata in vigore delle leggi regionali e nazionali che regoleranno la materia.

Al medico di famiglia della persona che ha sottoscritto la Dichiarazione anticipata di volontà, affinché ne tenga debito conto in ogni momento del percorso medico-assistenziale della persona che ha espresso la volontà.

Si delega il Segretario Comunale a trasmettere la Delibera al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, al Comitato Nazionale di Bioetica, alla Regione, alla Provincia, all’ASL competente per territorio.

La Delibera è dichiarata immediatamente esecutiva.

 

AGENDA COSCIONI IN EDICOLA

Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica Bulletin

Posted by Associazione Luca Coscioni

Domani, domenica 3 gennaio, potrai trovare in edicola, allegato al quotidiano ecologista “Terra”, il primo numero del 2010 di Agenda Coscioni. Questa volta apriamo una finestra di informazione su un tema completamente cancellato dall’agenda politica, non solo nazionale ma anche internazionale. Si è appena concluso, infatti, il Vertice di Copenaghen delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Ma i Grandi del pianeta hanno dimenticato di prendere anche solo in considerazione un fattore determinante della attuale devastazione ambientale e sociale: la bomba demografica. Su questo, oltre a ospitare gli interventi dei maggiori demografi italiani (Andrea Furcht, Massimo Livi Bacci, Antonio Golini e Francesco Billari), abbiamo intervistato in esclusiva la celebre attivista ambientalista Vandana Shiva. Sullo stesso numero dell’Agenda sono intervenuti, a proposito di quella che abbiamo definito “la tragicamente scomoda verità” – ovvero il fattore demografico -, anche Marco Pannella (leader radicale) e il professore Gilberto Corbellini (co-presidente dell’Associazione Coscioni).

http://www.lucacoscioni.it/comunicato/agenda-coscioni-edicola-domenica-3-gennaio-con-terra-non-perderla

Oltre a questo approfondimento, troverai le interviste di Andrea Bergamini sulla “nuova destra” che fa riferimento al presidente della Camera, Gianfranco Fini, e che sui temi dei diritti civili tanto ha fatto discutere in queste passate settimane.
Tante buone ragioni, dunque, per prendere Agenda Coscioni domani, chiedendo Terra in edicola! Con 1,50 euro avrai le due testate stampate sullo stesso giornale. E se compri due copie, una – come l’altra volta – la regali a un tuo amico! A domenica,

Rocco Berardo

Ps: dopo la lettura, scrivici a lettere@agendacoscioni.it e dicci cosa ne pensi. Aspettiamo suggerimenti e idee. Siamo un giornale militante. Il tuo.

http://www.lucacoscioni.it/comunicato/agenda-coscioni-edicola-domenica-3-gennaio-con-terra-non-perderla

CIAO

Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica

Bulletin

Posted by Associazione Luca Coscioni

Domenica prossima, 8 novembre, Agenda Coscioni uscirà in edicola con “Terra”. Accanto in anteprima la copertina di novembre. Sul prossimo numero: un’inchiesta su “Il lavoro e la disabilità”, uno studio dell’Associazione Luca Coscioni denuncia l’illegalità che si fa consuetudine nel mondo del (non) lavoro dei disabili; il resoconto del settimo congresso dell’Associazione Luca Coscioni e gli obiettivi per il 2010. Agenda Coscioni ospiterà gli interventi di Giovanni Bignami, Emma Bonino, Renato Brunetta, Elena Cattaneo, Vittorio Ceradini, Furio Colombo, Bruno De Filippis, Rick Falkvinge, Gustavo Fraticelli, Silvio Garattini, Margherita Hack, Ferruccio Saro, Alessandro Solipaca, Mino Vianello, Alberto Zuliani.

http://www.lucacoscioni.it/node/5104247

Domenica 8 novembre prendi Agenda Coscioni, chiedi Terra in edicola! Con 1,50 euro avrai le due testate stampate sullo stesso giornale. E se compri due copie, una la regali a un tuo amico! A domenica,

Rocco Berardo

Ps: dopo la lettura, scrivici a lettere@agendacoscioni.it e dicci cosa ne pensi. Aspettiamo suggerimenti e idee. Siamo un giornale militante. Il tuo.

http://www.lucacoscioni.it/node/5104247