ACTA: la nuova minaccia a internet

Wow! Oltre un milione di firmatari e i leader europei cominciano a sentire tutto il peso della pressione sulle loro spalle. Rendiamo il nostro appello ancora più forte prima della consegna di questa settimana: inoltra questa email a tutti!

Cari amici, 



Un nuovo trattato globale darebbe carta bianca alle multinazionali per controllare tutto quello che facciamo su internet. La scorsa settimana 3 milioni di noi hanno fermato le leggi censorie americane. Se agiremo ora potremo far sì che il Parlamento europeo affossi questo nuovo pericolo per tutti noi: 


Firma la petizione!

La settimana scorsa 3 milioni di noi sono riusciti a respingere l’attacco americano a internet! Ma ora c’è una minaccia persino più grave, e il nostro movimento globale per la libertà di internet è l’arma migliore per annientarla. 

ACTA, un trattato mondiale, darebbe il potere alle multinazionali di censurare internet. Dopo che è stato negoziato in segreto da un manipolo di paesi ricchi e poteri forti, ora potrebbe mettere in piedi un organismo nell’ombra per combattere le contraffazioni e che permetterebbe a interessi organizzati di controllare tutto quello che facciamo su internet, imponendo sanzioni che prevedono addirittura il carcere contro chi metterebbe in pericolo i loro affari.

L’Europa sta decidendo ora se ratificare o meno ACTA: se non lo farà questo attacco globale alla libertà di internet cadrà. In passato si sono già opposti a ACTA, ma ora alcuni parlamentari vacillano: diamo loro l’ultima spinta per rigettare il trattato. Firma la petizione: faremo una consegna spettacolare a Bruxelles non appena avremo raggiunto le 500.000 firme:

http://www.avaaz.org/it/stop_acta/?vl

E’ una vergogna: i governi dei quattro quinti della popolazione mondiale sono stati esclusi dai negoziati dell’Accordo commerciale anti-contraffazione (ACTA) eburocrati non eletti hanno lavorato spalla a spalla con i lobbisti delle multinazionali per scrivere le nuove regole e un regime sanzionatorio pericoloso. ACTA sarebbe inizialmente esecutivo negli Stati Uniti, in Europa e in altri 9 paesi, poi in tutto il resto del mondo. Ma se riusciremo a far dire no all’Europa, il trattato perderebbe il momento buono e potrebbe essere chiuso in un cassetto per sempre.

Grazie a queste regole liberticide persone in ogni dove potrebbero essere sanzionate per semplici gesti come condividere l’articolo di un giornale o scaricare un video di una festa dove c’era musica protetta dal copyright. Venduto come un trattato commerciale per difendere il diritto d’autore, ACTA potrebbe vietare anche la vendita di farmaci salvavita e mettere in pericolo l’accesso degli agricoltori ai semi di cui hanno bisogno. E, incredibile ma vero, la commissione ACTA avrebbe carta bianca per cambiare le sue stesse regole e sanzioni senza alcun scrutinio democratico.

Potenti interessi organizzati stanno facendo di tutto per far passare il trattato, ma il Parlamento europeo si è messo in mezzo. Inviamo un grido enorme ai parlamentari per contrastare le lobby e difendere la libertà di internet. Firma ora e inoltra questo appello a tutti:

http://www.avaaz.org/it/stop_acta/?vl

La scorsa settimana abbiamo visto in concreto la forza del nostro potere collettivo: quando milioni di noi hanno unito le forze per fermare gli Stati Uniti dall’adottare la legge sulla censura a internet, che avrebbe trafitto il cuore della rete. Abbiamo anche dimostrato al mondo quanto possono essere potenti le nostre voci. Uniamole ancora una volta per contrastare questo nuovo pericolo.

Con speranza e determinazione, 

Dalia, Alice, Pascal, Emma, Ricken, Maria Paz e il resto del team di Avaaz 

Più informazioni: 

Pirateria, l’Unione europea firma ACTA: “Bavaglio al web e alla ricerca medica”
http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/26/news/pirateria_acta-28803676/ 

La Polonia marcia per il web libero: in 10.000 contro ACTA
http://www.giornalettismo.com/archives/193127/la-polonia-che-marcia-per-il-web-libero/ 

ACTA, inizia un’altra battaglia per la Rete
http://daily.wired.it/news/internet/2012/01/26/acta-censura-internet-copyright-sopa-16742.html 

Accordi segreti minacciano la libertà di espressione (e non solo)
http://www.valigiablu.it/doc/607/accordi-segreti-con-le-multinazionali-minacciano-la-libert-di-espressione-e-non-solo.htm 


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AVVAZ: TELEFONATE CONTRO LA LAPIDAZIONE DI SAKINEH!

Cari amici, 

Ben 33.317 di noi hanno fatto una donazione per la nostra campagna di emergenza finalizzata all’acquisto di paginate sui giornali per chiedere giustizia per Sakineh Ashtiani: è un dato incredibile! Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo nel giro di 12 ore e acquistato intere pagine sui principali quotidiani in Brasile e in Turchia, oltre agli inserti online, tutto in 72 ore. Le pagine sulla carta stampata (a destra) mostrano il Primo ministro Erdogan e il Presidente Lula con in mano una fotografia di Sakineh, e il titolo: “La sua vita è nelle tue mani”.

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La risposta è stata immediata. Visto che il Presidente Lula aveva già offerto asilo politico a Sakineh, la nostra attenzione si è focalizzata sul Primo ministro Erogan. I media turchi si sono occupati della questione sia sulla stampa che nei telegiornali, al punto che uno dei più importanti giornalisti turchi ci ha addirittura ringraziato per il lavoro che Avaaz stava portando avanti.

I membri di Avaaz in Turchia e Brasile hanno inviato oltre 50.000 messaggi personali a Lula e Erdogan nei giorni scorsi, e i membri in Turchia hanno scritto per informarci che la nostra campagna è su tutte le tv nazionali. Il risultato è stato incredibile: i giornali ieri hanno rivelato che Erdogan ha incaricato il suo governo di avviare “un’intensa attività diplomatica via telefono” con l’Iran per risolvere il caso di Sakineh, e anche Lula ha rafforzato la sua posizione in suo favore. Anche il ministro degli esteri Frattini ha chiesto di considerare “un atto di clemenza in questo caso specifico”. Il nostro appello sta funzionando!

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L’Iran ha deciso di cambiare strategia. La pressione internazionale ha salvato Sakineh dalla lapidazione per adulterio, ma ora il regime dice di volerla condannare all’impiccagione per l’omicidio del marito (un’accusa caduta già 4 anni fa). La scorsa settimana la tv iraniana ha trasmesso una presunta confessione di Sakineh: il suo avvocato ha detto che ci sono voluti 2 giorni di tortura per costringerla a farlo.

Nonostante la situazione sia drammatica, il fatto che il regime stia cercando escamotage come la trasmissione sulla tv nazionale dimostra che la nostra richiesta di giustizia sta funzionando. E la pressione sta dando i suoi frutti oltre il caso di Sakineh: la scorsa settimana l’Iran ha rivisto velocemente alcune delle pene comminate in passato e ha commutato le condanne alla lapidazione di due ragazze di 19 e 25 anni in impiccagione e frustate. Nonostante l’opinione pubblica iraniana possa essere influenzata da tattiche del genere, l’Iran è consapevole che negando un processo giusto a Sakineh sta mettendo in discussione i suoi rapporti con i due alleati che gli sono rimasti, la Turchia e il Brasile.

L’intero processo a Sakineh è stato una presa in giro della giustizia, anche per gli standard iraniani. Se riusciamo a mantenere alta l’attenzione sul caso, c’è ancora una speranza di revocare la sua condanna a morte: la Corte deve ancora prendere una decisione se perseguire l’accusa di omicidio nei confronti di Sakineh, e non c’è dubbio che la sentenza sarà di tipo politico.

Inondiamo le ambasciate iraniane di tutto il mondo con telefonate, messaggi vocali, visite. Dovranno informare Teheran di tutti i contatti ricevuti, trasmettendo così il sentore dello scalpore che il caso ha suscitato a livello globale. I leader iraniani sostengono che la campagna per Sakineh sia una crociata occidentale, ma la comunità di Avaaz è sparsa in tutto il mondo: possiamo dimostrare loro che non si tratta di una crociata occidentale contro l’Iran, ma di una campagna globale per la giustizia. Sotto questa email c’è una lista di numeri telefonici delle ambasciate in ogni paese. Ci vorranno solo 2 minuti per fare una telefonata alla tua ambasciata di riferimento.

Insieme abbiamo aiutato Sakineh a diventare da una delle tante vittime di una punizione arcaica com’era prima, il simbolo di una battaglia per la giustizia con cui anche i leader più potenti dell’Iran devono fare i conti ora. Il futuro di Sakineh è ancora nefasto, ma è nell’ora più buia che la speranza trova la sua forza per ribellarsi. Abbiamo firmato la petizione e fatto donazioni per la campagna mediatica. Ora mettiamoci al telefono.

Con speranza,

Ricken, Paula, Graziela, Pascal, Emma, Rewan, Ben, Alice e tutto il team di Avaaz. 

Qui la lista dei numeri di telefono (altre linee telefoniche fra parentesi):

Australia +61 (02) 62907000
Austria: +43 1 712 2650
Belgio:+32 2 762 3745 (2 762 3771)
Brasile: 61-3242-5733 / 5124 / 5874 / 5915
Canada: 613- 235 4726
Danimarca: +39 1 60071
Finlandia: +358 9 6845391
Francia: +33 1- 4069 7900 (4069 7971/ 4069 7914 / 4069 7916 / 4069 7966)
Germania: +49 (30) 84353399
Giappone: +81 – 3-3446-8011
Gran Bretagna: + 44 (20) 7 225 3000 – centralino
Grecia: +30 2106741436
India: +91-11- 332 9600 (332 9601 / 332 9602 / 332 0491)
Irlanda: +353 – 1 188 5881 (1-288 0252 / 1-288 2967)
Italia: +39 (06) 86328485 / 86328486
Messico: +52 55 9172 2699
Nuova Zelanda:+64 4 386 2976
Norvegia:+47 22 552 409
Portogallo: + 351 21 304 1850
Sud Africa: +27-12- 342 5881
Spagna: + 34 91 345 01 12 (91 345 01 16 / 91 345 06 52)
Stati Uniti: +1 (202) 965-4990
Svezia:+46 8 765 0829 (765 3174 / 767 7929)
Svizzera:+41 31- 351 0801 (351 0802)
Turchia: +90 312- 468 2821

Se non trovi il tuo paese nella lista, puoi trovare la lista completa qui: http://www.iranchamber.com/embassy/iran_embassy.php

Se smettono di rispondere al telefono non disperare, significa che stanno recependo il messaggio: continuiamo a far squillare i telefoni all’impazzata!

Se non sei sicuro di cosa dire quando chiamerai, non ti preoccupare, la cosa più importante è la chiamata in sé. In pratica, devi tenere a mente 3 punti centrali:

  1. Sei sollevato dalla decisione dell’Iran di invalidare la condanna di Sakineh alla lapidazione per adulterio, e chiedi al governo di far sì che la lapidazione sia vietata in tutto l’Iran.
  2. Sei preoccupato perché a Sakineh non è stato garantito un giusto processo per l’accusa di omicidio a lei rivolta, considerato inoltre che il caso era già stato archiviato. Stai chiedendo alle autorità iraniane di liberare Sakineh.
  3. Chiedi al governo di fare da esempio assicurando equità e giustizia per il caso di Sakineh e per altri casi come il suo, e che dia delle garanzie sul fatto che sotto la giurisdizione iraniana nessuno potrà più essere giustiziato per il reato di adulterio, che sia attraverso la lapidazione o con altri strumenti.


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CIAO

CON AVAAZ PER L’EMERGENZA UMANITARIA IN PAKISTAN

Cari amici,

Inondazioni in Pakistan

Una catastrofe colossale si sta abbattendo sul Pakistan: un quinto del paese è sott’acqua e milioni di persone senza più una casa hanno un disperato bisogno di assistenza.

Nonostante vi siano stati i primi soccorsi, l’intervento internazionale per rispondere a questo enorme disastro è stato irresponsabilmente lento e modesto: a fronte della richiesta urgente dell’ONU di 460 milioni di dollari di aiuto primario, al momento ne è pervenuto soltanto il 40%.

Gli operatori umanitari hanno denunciato che senza un incremento immediato negli aiuti il numero di morti potrebbe aumentare terribilmente. Noi possiamo dare il nostro aiuto in due modi: inviare direttamente i fondi alle organizzazioni umanitarie più affidabili e fare pressione sui governi affinché dispieghino le loro forze. Facciamo vedere ai nostri leader cosa significa essere generosi, e chiediamo loro di aggiungersi a noi. Clicca qui per mandare un messaggio personale ai governi chiave che possono salvare vite in questa emergenza:

https://secure.avaaz.org/it/pakistan_needs_relief/?vl

E clicca qui per fare una donazione per le operazioni di soccorso:
https://secure.avaaz.org/it/pakistan_relief_fund/?cl=711033754&v=6975

Dopo aver visitato le aree devastate dalle alluvioni, il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki Moon, molto scosso, ha detto: “Questa giornata mi ha strappato il cuore. Mi sono imbattuto in molti disastri naturali nel corso del mio lavoro, ma non ho mai visto niente di simile.

Sono stati cancellati migliaia di villaggi e città, insieme a strade, costruzioni, ponti, piantagioni. Ora le persone sono arenate su piccole isole circondate dalle acque dell’inondazione. Senza l’acqua potabile a disposizione, di ora in ora cresce il rischio del diffondersi di malattie come il colera e la diarrea, che metterebbero in pericolo milioni di persone attualmente senza casa e mezzi di sostentamento.

La risposta internazionale messa in campo finora non è stata all’altezza di quella dispiegata per altri disastri precedenti della stessa portata. Organizzazioni come l’UNICEF e l’OMS hanno denunciato che non hanno i fondi necessari per provvedere a un’assistenza adeguata.

I governi di tutto il mondo devono fare di più, e noi possiamo dare il buon esempio: mettiamoci dalla parte del Pakistan in questo momento di crisi, e chiediamo ai principali governi di fare lo stesso.

Clicca qui per donare:
https://secure.avaaz.org/it/pakistan_relief_fund/?cl=711033754&v=6975

Clicca qui per mandare un messaggio:
https://secure.avaaz.org/it/pakistan_needs_relief/?vl

La nostra comunità si è già mobilitata in passato per alcuni dei terribili disastri che hanno colpito il pianeta. Nel 2008 i membri di Avaaz hanno raccolto più di 2 milioni di dollari per le vittime del Ciclone Nargis in Birmania. Pochi mesi fa abbiamo messo insieme 1,4 milioni di dollari per le vittime del terremoto di Haiti. La nostra rapidità in tempi di crisi può fare la differenza fra la vita e la morte delle persone che combattono contro un disastro naturale. Facciamo vedere al Pakistan che i cittadini e i governi di tutto il mondo sono con loro in questo terribile dramma.

Con speranza,

Luis, Iain, Mia, Ricken, Paul, Giulia, Ben, David, Graziela, Pascal, Milena e il resto del team di Avaaz

Ulteriori informazioni:

Ban Ki Moon col “cuore strappato” davanti agli alluvionati del Pakistan:
http://www.asianews.it/notizie-it/Ban-Ki-moon-col-“cuore-strappato”-davanti-agli-alluvionati-del-Pakistan-19194.html

Gli aiuti hanno raggiunto solo un alluvionato su sei:
http://www.ong.agimondo.it/notizie-in-tempo-reale/notizie/201008171412-cro-rt10122-pakistan_onu_aiuti_hanno_raggiunto_solo_un_alluvionato_su_sei

L’alluvione in Pakistan è peggio dello tsunami:
http://www.avvenire.it/Mondo/PAKISTAN+ALLUVIONE+TSUNAMI_201008100823015700000.htm

L’aiuto di Avaaz alla Birmania colpita dal ciclone:
http://www.avaaz.org/it/highlights#burma

L’assistenza di Avaaz ai terremotati di Haiti:
http://www.avaaz.org/it/highlights#emergency_response

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ciao