L’etica al centro della finanza

L’etica al centro della finanza

 
 
 

ph. Jody Art (cc flickr)

Oggi si celebra l’87a giornata mondiale del risparmio, una giornata pensata e voluta nel 1924. Da allora si è progressivamente confuso il risparmio con l’investimento, sottovalutandone differenze e soprattutto rischi, confondendo la necessità di conservare la ricchezza per costruire futuro con la produzione di denaro attraverso il denaro senza correre rischi. A partire da questo assunto quest’anno, nel pieno di una rinvigorita crisi finanziaria planetaria, ci troviamo a riflettere sul senso di una giornata di questo tipo e sul significato stesso della parola risparmio.

E’ difficile promuovere il risparmio in un momento in cui i redditi delle famiglie sono erosi dalla crisi dell’economia reale, ancora più difficile è pensare di diffondere tra i giovani una cultura del risparmio con la disoccupazione giovanile ai massimi storici.

La finanza etica in questi anni si è trovata a dover riflettere su uno scenario locale e globale in continua evoluzione, di fronte a una finanza speculativa sempre più aggressiva, capace di sbaragliare le vecchie istituzioni di controllo e di creare mercati paralleli che a conti fatti sono così influenti da poter modificare le politiche pubbliche di stati che siedono ai tavoli del G8 o del G20.

Finanza etica significa uso responsabile del denaro, ed è per questo che riteniamo cruciale, nell’ambito della Giornata Mondiale del Risparmio richiamare l’attenzione sulla responsabilità di ognuno di noi nelle scelte finanziarie grandi o piccole che quotidianamente facciamo.

Abbiamo da poco messo a punto un posizionamento articolato sui temi della crisi finanziaria: “Non con i miei soldi!”. Questo slogan è il risultato della nostra riflessione, della riflessione dei risparmiatori consapevoli che vogliono, a partire da un nuovo protagonismo in ambito finanziario, ritornare a governare il proprio futuro, annullando una delega mai formalizzata, ma purtroppo reale, alla finanza speculativa. Non solo, siamo al fianco di centinaia di organizzazioni non governative che oggi, come in questi mesi, stanno facendo pressione sui governi per l’istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie. In Italia la Campagna 005 va seguita e sostenuta www.zerozerocinque.it

Il nuovo protagonismo della società civile, dagli indignati spagnoli, agli attivisti americani, testimonia che forse la fiducia nei governi e nelle istituzioni di controllo dell’economia è venuta meno, ma testimonia anche che è nata una nuova fiducia che lega i cittadini alle iniziative economiche civili e solidali: dai gruppi di acquisto solidali alle famiglie che difendono l’istruzione dei propri figli, dalle campagne in difesa dei beni comuni, alle iniziative di produzione di energia rinnovabile in ambito locale.

E’ da qui che vorremmo ripartire, da questa nuova fiducia che ci rende consapevoli che per noi questa è la giornata mondiale del risparmio “responsabile” dedicata a chi è in movimento per chiedere alla finanza di tornare a servire l’interesse più alto. Quello di tutti.

Ugo Biggeri
Presidente Banca Popolare Etica

BANCA ETICA

Ho sognato una banca
Fabio Salviato, Serie Bianca Feltrinelli, 2010

Sognare una banca? Non sembra un sogno avvincente. Ma quella di Banca Etica non è la noiosissima storia di una banca qualunque perché è innanzitutto una storia umana. Sì, sì, “umana”, avete capito bene.

Banca Etica è nata nel 1999 a Padova. Un sogno che si è realizzato poco a poco attraverso i gruppi Mag (Mutua Autogestione), le organizzazioni non profit, l’associazionismo e il commercio equo e solidale. E’ una banca che sostiene e promuove iniziative a sfondo sociale e ambientale, che gestisce i risparmi con azioni che operano nel pieno rispetto dell’uomo e della natura. E’ una banca che si preoccupa delle conseguenze non economiche delle azioni economiche, che punta alla trasparenza, al bene comune, “unica al mondo riattiva le energie delle associazioni, dei movimenti e le mette in circolo, le aiuta a trasformarsi in progetti, interventi iniziative”.

Leggendo questa storia ci si sente coinvolti in un circolo virtuoso. Ci si sente avvinti alle emozioni del protagonista-narratore, Fabio Salviato, che in collaborazione con Mauro Meggiolaro descrive i dieci anni della Banca Etica, i suoi esordi tra le difficoltà, le incertezze, le paure e una costante fondamentale: la voglia di farcela.

Quella di Banca etica è soprattutto una storia di incontri. Di sguardi, di sorrisi, di abbracci, di viaggi, di progetti comuni. Di intese. Viene voglia di conoscere tutti gli uomini e le donne che hanno partecipato direttamente o indirettamente a questo progetto, di stare ore a parlare con loro, di porgere loro tantissime domande perché si sentono l’energia delle azioni, la potenza degli sforzi, il vigore delle idee.

Un libro godevolissimo, che si legge come un romanzo. Ci si appassiona, si seguono le vicende dei protagonisti con partecipazione. Ci si commuove. Ci si arrabbia anche. Ma vedrete, è una storia vera. Per fortuna!

DA LIFEGATE