Dialoghi.info – africa

Dialoghi.info

 
 
 


Ritrovato il continente scomparso

L’Africa è tornata a fare notizia. E non solo per gli eventi politici che hanno sconvolto in pochi mesi la mappa del potere in Egitto e nei paesi del Maghreb. Il PIL complessivo africano cresce, e cresce bene. Nel Rapporto 2011 sulle prospettive dell’Africa dell’OCSE si legge che il Continente Nero ha retto alla crisi internazionale e già dal 2010 è in ripresa. Dato confermato dalla Banca Mondiale secondo la quale, tra i dieci Paesi che nel 2010 hanno fatto registrare la crescita più rapida, ben sei sono africani, per una media continentale che alla fine del 2011 sarà del +3,7% (e per il 2012 è prevista attorno al +5,8%). La notizia dentro la notizia è che l’Africa subsahariana va meglio di quella settentrionale.

La vera ragione di questo piccolo-grande boom dell’Africa è da ricercarsi in Oriente. Per la prima volta nella storia, i Paesi africani sono stati considerati non soltanto un grande supermarket nel quale fare scorte di materie prime, ma anche un mercato sul quale investire. Scalzando gli Stati Uniti e le potenze coloniali storiche, oggi i loro principali partner commerciali sono i BRICS, che da soli assorbono il 39% del mercato: metà di questa percentuale è data da Cina e India.

Molti esperti degli organismi internazionali temono che questa crescita non si tradurrà in una maggiore inclusione sociale. Il punto è che senza economia e senza crescita non si potrebbe nemmeno iniziare a pensare all’inclusione sociale. Infatti in Africa si è sempre parlato quasi soltanto di assistenza, raramente di sviluppo economico. Il dato politico che meglio fa capire il cambiamento in atto è il recente accordo firmato da 26 capi di Stato a Johannesburg, un evento che ha dato ufficialmente il via alle trattative per la creazione di una zona africana di libero scambio. Da Algeri fino a Città del Capo, si delinea un enorme mercato comune che attualmente vale 850 miliardi di dollari USA, cifra che dovrebbe raddoppiare nel 2020.

Resta da capire in che modo gli eventi nordafricani, il ritorno sulla scena di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti e la pesante presenza cinese influenzeranno l’andamento della democrazia, sempre annunciata e raramente praticata. È innegabile però che l’Africa sta cominciando a compiere i primi passi per guadagnarsi una posizione nuova nel panorama della globalizzazione: un ruolo che non sia quello di fornitore inerte di prodotti per le fabbriche altrui o di esportatore di braccia a buon mercato. 

                                                                                 Alfredo Luís Somoza

Leggi gli appunti precedenti

 

 

 

grazie