diritti umani in iran

 
 

Una coppia a Teheran si uccide per le violenze del regime

 
 
 
Sono diventati i “Romeo e Giulietta” dell’Iran. Benham Ganji, 22 anni, e Nahal Sahabi, 28 si sono tolti la vita con un’overdose di farmaci. E’ la sera del 31 luglio a Theran, la polizia bussa a casa di Benham in cerca del suo coinquilino, Kouhyar Goudarzi, attivista per i diritti umani che da tempo si […]
 
 
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Azione urgente Iran: leader dell’opposizione detenuti arbitrariamente

 
 
 
I leader dell’opposizione iraniana Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, e le rispettive mogli Fatemeh Zahra e Rahnavard Karroubi, sono stati prelevati nelle loro abitazioni dalle forze di sicurezza il 24 febbraio 2011. Non è noto il luogo in cui sono detenuti.
 
 
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DIRTTI UMANI IN IRAN

 Iran: appello per la libertà di 20 poeti scrittori e giornalisti azerbaigiani, detenuti e torturati www.caserta24ore.it, 10 gennaio 2011 Rischiano sei anni di prigione per aver scritto nella lingua madre. In Iran anche i poeti che che scrivono nella propria lingua madre vengono arrestati e rischiano … 

Iran: attivista diritti umani condannata a 4 anni di carcere e 74 frustate Adnkronos, 10 gennaio 2011 La giornalista e attivista per i diritti umani iraniana Shiva Nazar Ahari, 26 anni, è stata condannata da una Corte d’appello della Repubblica Islamica a 4 anni di carcere …

DIRITTI UMANI IN IRAN. LA TESTIMONIANZA DI SHIRIN EBADI

Queste le parole del Nobel della pace 2003: “Dopo la rivoluzione islamica sono state approvate delle leggi ingiuste nel Paese come: la fustigazione, il taglio delle mani, la lapidazione, la crocifissione. Queste leggi non vanno d’accordo con la cultura iraniana, è per questo che il popolo non le accetta. Come sapete, se una donna sposata commette adulterio deve essere uccisa con la lapidazione. Sono 30 anni che protestiamo contro questa legge, ma ci hanno risposto che sono le regole islamiche. Un miliardo e 500 milioni di musulmani vivono sulla terra e queste punizioni sono state abolite nella maggior parte dei paesi musulmani nel mondo: in Malesia, Indonesia, Marocco, Tunisia, Egitto, ed altri. Solo in Iran ed Arabia esaudita esistono queste forme di punizione. Noi pacifisti dunque chiediamo al regime: solo voi siete musulmani?, anche alcuni esponenti del clero non sono d’accordo ma il regime insiste con il rispetto di queste leggi”.

“Oltre a Sakineh – ha proseguito Shirin Ebadi -che è stata condannata definitivamente e attende la morte fra qualche giorno, ci sono in carcere tante altre persone che aspettano una punizione di questo genere. Io vi ringrazio della solidarietà che dimostrate verso questa donna ma io vi chiedo di chiedere che queste leggi siano abolite, cambiate. L’età della punibilità si è abbassata per le bimbe a 9 anni, per i maschi a 15 che sono puniti come gli adulti. Inoltre, vi informo che l’Iran ha il primato mondiale delle esecuzioni di minori nel mondo”.

“Il non rispetto dei diritti umani in Iran è legge -ha spiegato la pacifista iraniana -. Per cambiare le cose, prima di tutto è nostro dovere informare il mondo su quello che sta accadendo. Il sostegno dei cittadini del mondo per noi è molto importante e voi italiani avete mostrato molta solidarietà verso il popolo iraniano. La vostra protesta è molto importante, quanto aumenteranno, il regime sarà costretto a fare ciò che gli chiede il mondo, anche in passato ha fatto un passo indietro, come il rilascio di Roxana, una giornalista condannata perché è stata accusata di essere una spia e condannata. Vi prego continuate le vostre proteste, molto utili per noi”.

Marcenaro ha ricordato da ultimo il libro ‘La gabbia d’oro’ scritto da Shirin Ebadi che racconta una storia esemplare di violenza distruttiva, addirittura dentro gli stessi rapporti familiari, ed ha invitato la pacifista iraniara a raccontarci, avvenuti a seguito delle elezioni del regime nel giugno 2009.

“Dopo le elezioni del giugno 2009 – ha chiarito Shirin Ebadi – molte persone hanno manifestato pacificamente contro il risultato elettorale, annunciato dalle elezioni. Alla fine della manifestazione dal tetto di un palazzo governativo è stato sparato sulla folla, ci sono stati molti feriti e molti morti, e questo è stato l’inizio delle violenze contro il popolo. Il giorno dopo la polizia ha ucciso 5 studenti nel dormitorio dell’università e molte persone sono state arrestate, giornalisti, studenti, professori, avvocati e alcuni sono morti torturati in carcere. Le proteste contro le torture furono così forti che il governo ha dovuto condannare anche alcuni torturatori.”

“A noi pacifisti interessava sapere come avvengono i processi a porte chiuse –ha detto con commozione – e perché avvengono delle torture che il regime poi nega. Noi pacifisti abbiamo ribadito: se voi non applicate la giustizia noi la chiederemo nei tribunali internazionali”.
Marcenaro ha poi chiesto a Shirin Ebadi se non ci sia una debolezza di fondo del Regime iraniano e l’opposizione iraniana a che punto è?

“Il movimento verde è un movimento democratico, non ideologico, in cui confluiscono vari orientamenti diversi: alcuni credono che lo stato e la religione debbano separarsi, altri che rispettando la costituzione esistente, si può fare il primo passo. Quale prevarrà, si vedrà in futuro, tutte sono per la democrazia e la libertà e contro il regime. È un gruppo senza una gerarchia, si distende in forma orizzontale. Non c’è un capo”.

“Ogni giorno si allarga la divisione tra il regime e il popolo – ha concluso Shirin Ebadi -. Le madri dei figli in carcere si vestono di nero e stanno fuori le carceri in silenzio e il comitato di madri in lutto ha avuto adesioni in tanti parti del mondo. La gente continua a lottare e sono certa che la democrazia avverrà presto in Iran”.

no alle lapidazioni!

Gianni Girotto

Gianni Girotto – (…) «Ma non c’è solo lei (Sakineh) : 22 persone, tra cui 4 uomini, sono in attesa di morire a pietrate. Sappiamo che a Tabriz una donna è stata due volte protagonista di false lapidazioni, la facevano perfino entrare nella buca dove doveva essere sepolta per prendere le misure… E dalla Mashad ci arrivano segnalazioni di ese…cuzioni di massa di detenuti, una sessantina ogni settimana negli ultimi mesi». Sakineh «è una finestra attraverso cui il mondo può ora vedere anche altri orrori dell’Iran». (Roberta)

Il figlio Sajad denuncia la nuova tortura e dice al mondo: «Finché la sosterrete non l’uccideranno»

FIRMA LA PETIZIONE CONTRO LA REPRESSIONE IN IRAN!

Please do sgin this petition! Per favore firmate questa petizione!

Emanuela Ricci 02 gennaio alle ore 12.36 Rispondi
Please do sign this petition! Per favore firmate questa petizione affinché il criminale Khamenei venga accusato per i crimini commessi contro il proprio popolo!!
grazie!
emanuela ricci

http://www.petitiononline.com/akcriems/petition.html

ciao

IRAN: SEGUI LA CRISI SU INTERNET

Iran. Come seguire la crisi su Internet
 
Articolo di Red
24 giugno 2009 0:00
 
I mass media tradizionali, specialmente quelli italiani, hanno grosse difficolta’ a seguire cio’ che accade in Iran, sia perche’ le autorita’ di Teheran hanno proibito ai giornalisti stranieri di circolare, sia perche’ non sempre sanno utilizzare i nuovi strumenti di informazione online (i cosiddetti new media o citizen media, come Twitter, Facebook, Youtube, etc.).
Cosi’ accade che nessuno dei maggiori quotidiani italiani offra una diretta di cio’ che alcuni coraggiosi iraniani riescono a far trapelare sfidando, a loro rischio e pericolo, la censura e il ferreo controllo di Internet da parte delle autorita’ iraniane. Anche le agenzie di stampa (con l’eccezione di Reuters e Associated Press) lanciano solo notizie ufficiali (tizio ha detto questo, caio quest’altro).
Vi sono pero’ alcuni siti dove e’ possibile seguire passo passo l’evolversi della crisi iraniana. In particolare si tratta di tre blog, ospitati anche da quotidiani tradizionali, curati da giornalisti estremamente capaci e abili con i nuovi media. Li’ potrete trovare informazioni aggiornatissime, immagini e filmati che i media italiani ignorano oppure riprendono solo nei giorni successivi.
Questi siti sono in lingua inglese. Per chi non legge l’inglese, e’ possibile utilizzare una traduzione istantanea di
Google Translation (si puo’ inserire il link del blog, e l’intera pagina web appare tradotta in italiano).
I piu’ intraprendenti potranno visitare
clicca qui (hash tags: #Iranelection #iran #neda). Qui postano diversi studenti e oppositori iraniani, tra cui lo stesso Mir Hossein Mousavi (nick mousavi1388). E’ da qui che spesso giungono informazioni che sfuggono alla censura iraniana. Ma attenzione a seguire solo fonti attendibili. Infatti e’ uno strumento utilizzato massicciamente anche dalle autorita’ iraniane per fare propaganda e disinformazione. Con un po’ di pratica, non e’ difficile individuare i twitters piu’ attendibili.

Ecco i blog piu’ aggiornati ed esaustivi:
Huffington Post: clicca qui 
The Guardian:
clicca qui
New York Times (The Lede): clicca qui
***aggiornamento: i blog di Nyt e Guardian non sono piu’ attivi***

Altri siti utili:
Teheran Bureau: clicca qui
National Iranian American Coucil blog: clicca qui
IReport (Cnn): clicca qui
Citizen tube (video): clicca qui

dal sito dell’ADUC
grazie