Don Ciotti: L’etica è la corresponsabilità degli uni verso gli altri

L’etica è la corresponsabilità degli uni verso gli altri

Paolo Borrello 18 novembre alle ore 13.43 Rispondi
Ti invio una dichiarazione di don Ciotti, contenuta in una nota di Davide Pecorelli, nell’ambito del convegno Iris.
Ciao a presto.
Paolo Borrello

“La politica non può usare la paura dell’altro per coprire le disuguaglianze, deve abbandonare la facile strada del consenso per imboccare quella della giustizia sociale e della verità e trasformare paura in speranza”.
Servizio e non servilismo nei confronti delle istituzioni. É chiaro Luigi Ciotti nel sottolineare il ruolo di associazioni e gruppi all’interno della società. Interviene al termine del convegno Iris, e analizza l’etica e la responsabilità della politica dei conflitti nella gestione dei fenomeni complessi. Cita Piero Calamandrei, padre costituente, per cercare di spiegare il rapporto tra politica e cittadini: “La democrazia è fiducia del popolo nelle sue leggi, sue perché come scaturite dalla sua coscienza e non cadute dall’alto”. Esempio di democrazia applicata è dato dall’esperienza dell’articolo 18 del testo unico sull’immigrazione. In quell’occasione, istituzioni e gruppi hanno tradotto in prassi una modalità d’intervento che è andata veramente in contro alle persone. “Uno sforzo che ha creato quel numero verde che ha permesso a più di novemila persone vittime di tratta di ritrovare la vita”
“Chi legifera non può essere distante dalla realtà, non può aver paura di chi non conosce e non vuole conoscere – spiega don Ciotti – a noi la strada ha insegnato a conoscere le persone e poi affrontare i problemi, non il contrario”.
La tratta e la prostituzione nascono da povertà e disuguaglianza, spesso non lo si vuole vedere. Come non si analizza ciò che scaturisce dallo sfruttamento di queste donne: “E’ il secondo introito dopo il narcotraffico per la criminalità organizzata” afferma il presidente del Gruppo Abele.
L’ascolto, come mezzo per affrontare i problemi. Ascolto che permette di mettere al centro la persona, i diritti, i doveri. E se una società non tutela i diritti è per Luigi Ciotti “una società che ha abdicato al suo ruolo educativo”. Don Ciotti insiste sul ruolo della classe dirigente: “La politica non può usare la paura dell’altro per coprire le disuguaglianze, deve abbandonare la facile strada del consenso per imboccare quella della giustizia sociale e della verità e trasformare paura in speranza”. E infine conclude: “L’etica è la corresponsabilità degli uni verso gli altri”.