Chi è straniero nella propria nazione

mattinopadova.gelocal.it

«Non solo celebrazioni, ma anche riflessioni» afferma Igiaba Scego (nella foto). La scrittrice e giornalista italiana di origini somale inaugura il 14 aprile, insieme allo scrittore senegalese Pap Khouma, Incroci di Civiltà, con lincontro intitolato Italia 150: verso una…

Migrazione in Italia, prima e dopo: voci, lingua e letteratura

 

Igiaba Scego Qui trovate gli interventi di Tahar Lamri, Mihai Butcovan, Gabriella Ghermandi e della vostra Igi. (ho parafrasato e citato il bel romanzo di Cristina Ali Farah per spiegare il rapporto con le lingue madri)

www.treccani.it

 

 

http://www.treccani.it/Portale/sito/lingua_italiana/speciali/migrazione/mainSpeciale.html

I mondi, le culture, le lingue e le parole di scrittrici e scrittori migrati in Italia negli ultimi trent’anni o che in Italia sono nati da uno o entrambi i genitori stranieri. In forma di ricostruzione storica o di testimonianza personale, ecco cinque espressioni della narrativa e della poesia di un’Italia(no) che cambia.

 
Centocinquant’anni dopo, un’Italia a più voci
di Nora Moll
 
«Io, l’Osservatore Romeno senza dizionario bilingue»
di Mihai Mircea Butcovan
  
 
«Il mio italiano di spezie e sicomori contro l’intrusione dell’inglese»
di Gabriella Ghermandi
  
 
«Libero dalla prigione della lingua»
di Tahar Lamri
    
 
«Le piccole madri che parlano in me»
di Igiaba Scego

 

grazie

11/11 IGIABA SCEGO A MILANO

Igiaba Scego
Sheeko sheeko sheeko xariir…
Storia storia oh storia di seta…
Così cominciano tutte le fiabe somale. Tutte quelle che mia madre mi raccontava da piccola. Fiabe splatter per lo più. Fiabe tarantinate di un mondo nomade che non badava a merletti e crinoline. Fiabe più dure di una cassapanca di cedro.

Così cominciano le fiabe somale e così comincerà la conversazione che avrò con Giovanna Zucconi sul mio ultimo libro la mia casa è dove sono.

Vi aspetto numerosi!!Mostra tutto

giovedì 11 novembre 2010 alle ore 18.00
Milano FNAC via torino angolo via palla
—————————
Igiaba Scego La bella recensione che mi ha fatto Anais Ginori su Repubblica
ricerca.repubblica.it
——————

 ——————-

Igiaba Scego L’incipit di La mia casa è dove sono su IL POST

ciao

igiaba scego – i graffiti della mente

Tetti sventrati, panchine sfondate, ruggine dappertutto. Il vento soffia attraverso le crepe. Sembra di essere in uno strano pianeta dopo qualche catastrofe nucleare. Con me ci sono Ascanio Celestini e Erika Manoni. Ci siamo ritrovati quasi per caso dopo un caffè a vedere l’ex manicomio di Volterra. Siamo saliti a Poggio alle croci e ci siamo ritrovati soli, tagliati fuori. Erika (che insieme al padre Pier Nello Manoni ha dedicato al manicomio il documentario I graffiti della mente) mi spiega che era questo il senso crudele di quel manicomio, dovevi essere lontano da tutto. Chi entrava lì non poteva avere contatti con il fuori. Ecco perché il caso di N.O.F. (L’acronimo sta per Nannetti Oreste Fernando) ha dell’incredibile. Nannetti era internato al padiglione Ferri, quello in cui finivano i «giudiziari». Sui muri del padiglione con la fibbia della divisa ha inciso il suo libro di pietra, un libro lungo 180 metri di muro. Nanetti tracciava prima i contorni delle pagine e poi li riempiva di parole e immagini. N.O.F era di Roma, nato nel 27, rione Sant’Anna, si descrive come “moro, spinaceo, naso a Y”. Di se stesso dice anche di essere “colonnello astrale, ingegnere astronautico minerario”. Prevede l’uomo sulla luna prima che Armstrong ci mettesse piede. Colpisce l’acutezza con cui parla del manicomio e dei sistemi brutali usati. Una delle incisioni riguarda proprio la percentuali dei decessi: “10% deceduti per percosse magnetiche-catodiche, 30% per malattie trasmesse, 50% per odio, mancanza di amore e affetto”. Ora il libro di pietra di Nanetti sta scomparendo. Il tempo e il vandalismo stanno facendo scempio di questa opera. La collection de l’art brut di Losanna (che ha preso i calchi dei graffiti) dedicherà a N.O.F una mostra. Purtroppo nessuno sa dire che fine farà l’originale.
04 agosto 2010