io e dio (spunti da vito mancuso)

Io e Dio
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[Chiese e religioni – Spettacolare]
 
mesi fa, seguendo un’intervista di Fabio Fazio a Vito Mancuso vidi una possibilità di riconciliarmi con una dimensione da lungo tempo estromessa dalla mia vita a causa del modo di Santa Romana Chiesa di presentarsi ed imporsi alle persone, al mondo
Di seguito il passo che mi è sembrato più significativo dello spiraglio offerto da questo libro…
ciao
marco
 
“Quale obsequium o sottomissione si può avere quindi di fronte alla verità? Nessuno. L’unico autentico obsequium è quello che equivale al respectus, al rispetto che sorge dalla stima. Si può dare obsequium («sottomissione, obbedienza, subordinazione») solo in assenza della luce dell’intelligenza, solo quando l’intelligenza vacilla e viene supplita dalla volontà, solo quando è assente la luce della bellezza.
 
Ebbene, l’essenza della fede cattolico-romana, così come è stata configurata a partire dal Concilio di Trento e particolarmente dal Vaticano i, concerne la volontà: è pensata come un atto che dirige volontariamente l’intelligenza ad aderire a cose che non solo da sé non capisce (e questo è ovvio perché se le capisse non si avrebbe fede ma sapere), ma per le quali neppure prova attrazione, dalle quali non sente promanare alcun fascino, accettando le quali dentro di sé non si sente elevare ma al contrario sopprimere, non ricevendo una spinta verso l’alto ma piuttosto una pressione verso il basso. E producendo nelle anime più desiderose del bello e del vero la seguente reazione: «Quando leggo il catechismo del Concilio di Trento, mi sembra di non avere nulla in comune con la religione che vi è esposta». Così Simone Weil, la quale subito dopo aggiungeva: «Quando leggo il Nuovo Testamento, i mistici, la liturgia, quando vedo celebrare la messa, sento con una specie di certezza che questa fede è la mia» .
 
C’è tutta la pesantezza dell’architettura ecclesiastica post-tridentina a provare ciò che dico: andate in una qualunque delle quattro maggiori basiliche romane (San Pietro, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura) e cercate elementi leggeri, graziosi, leggiadri, che esprimano la grazia e la libertà dello spirito… Ciò che troverete quasi dovunque è pesantezza, possanza, fasto, espressioni del potere e del suo totalitarismo.”
 
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Io e Dio
Vito Mancuso
Garzanti Libri

«Ma che cos’è vero, alla fine, di questa vita che se ne va, nessuno sa dove? Rispondere a questa domanda significa parlare di Dio.» Io e Dio di Vito Mancuso ruota intorno a questa domanda: una domanda intima, personale, che però coinvolge l’intera umanità, e dunque ciascuno di noi. In questo senso, per ogni uomo che viene sulla terra, cristiano o no, la partita della vita è sempre tra io e Dio.
Tuttavia oggi tenere insieme un retto pensiero di Dio e un retto pensiero del mondo è molto difficile: così qualcuno sceglie Dio per disprezzo del mondo, qualcun altro sceglie il mondo per noia di Dio, mentre molti non scelgono né l’uno né l’altro, forse perché non avvertono più quell’esigenza radicale dell’anima che qualcuno chiamava «fame e sete di giustizia». In pagine ricche di dottrina e di passione per la verità, Vito Mancuso spiega e condivide le ragioni della sua fede in Dio.
È un percorso in cui non mancano puntate polemiche, basato su un’ampia riflessione, che supera di slancio la strettoia tra due posizioni in apparenza contrapposte, che negano entrambe la nostra libertà individuale: da un lato l’autoritarismo delle gerarchie religiose, dall’altro uno scientismo ateo e semplicistico. 
Ma una civiltà senza religione, o con una religione senza cultura, argomenta Vito Mancuso, perde inevitabilmente la propria coesione interna, schiacciata su una sola dimensione, in balia di un egoismo molto prossimo al cinismo o alla disperazione. 
Io e Dio apre invece la strada verso una fede basata sull’amore e sul dialogo, sulla libertà e sulla giustizia. 

Guarda il video di Vito Mancuso rivolto a tutti i lettori: http://youtu.be/JXT_aykqtlM

 
 
«Il teologo italiano pone la dottrina cattolica di fronte alle sue contraddizioni interne (…) Bisognerebbe potergli rispondere, ma per farlo bisognerebbe avere la medesima esigenza di verità intellettuale.» 
Laurent Lemoine, O.P., «La Vie Spirituelle» 

«Una delle principali caratteristiche dell’impresa teologica di Mancuso è la connessione con l’esperienza umana.» 
Corneliu C. Simuţ 

«Il teologo che vuole rifondare la fede.» 
«Corriere della Sera» 

«Altissima consolazione, sia per chi crede sia per chi non crede.» 
Ferdinando Camon, «La Stampa»

«Uno dei pregi di Vito Mancuso è il parlar chiaro, schietto, semplice delle delicate tematiche teologiche.» 
«Tempi di fraternità» 

«Il suo scopo: riconciliare ragione e Dio.» 
«Le Monde» 

Guarda lo speciale dedicato al libro 


grazie