RELAZIONE DEL PROGETTO “PER NON DIMENTICARE”

di Laura Tussi

www.youtube.com/lauratussi

 

Prosegue l’iniziativa dal titolo “Per non dimenticare”, organizzata dall’Istituto Comprensivo Prati di Desio (Monza e Brianza), con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e dell’Assessorato alla Cultura di Nova Milanese.

Questo progetto si pone l’ambizioso traguardo di unire tutte le forze democratiche che hanno a cuore i valori dell’antifascismo e della Costituzione, presenti sul territorio, in merito alle tematiche collegate al ricordo, al recupero della memoria storica e alla tutela dei diritti umani. In qualità di Docente presso l’Istituto Comprensivo via Prati Desio (Monza Brianza), ho organizzato in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Nova Milanese, l’ARCI, l’ANPI, l’ANED, l’APEI, Emergency, Peacelink, Il Dialogo e la Rete Antifascista Nord Ovest Milano, incontri a tema, volti ad approfondire il Progetto Memoria Storica a Nova Milanese, dal titolo “Per non dimenticare” intrapreso, a partire dagli anni ’70, dall’Amministrazione Comunale e dalla Biblioteca Civica di Nova Milanese, con la raccolta di videotestimonianze, interviste e documentazioni inerenti la memoria dei campi di concentramento e di sterminio nazisti.

I primi interventi hanno aperto il dibattito sul pluralismo e il dialogo interreligioso, sulle pari opportunità e i diritti umani, considerati al vaglio della memoria storica e dell’attualità.

Nel primo incontro dal titolo “Pluralismo e dialogo interreligioso. Per non dimenticare”, il sindaco Laura Barzaghi e la giornalista Annalisa Tagliabue hanno introdotto i vari interlocutori e le associazioni partecipanti all’evento con la loro testimonianza. Le tematiche collegate al pluralismo religioso e al dialogo interculturale tra i culti e le fedi, nel diritto alla libertà di culto, sono state affrontate da Laura Tussi, docente, scrittrice e giornalista e dal teologo Brunetto Salvarani, direttore di Cem Mondialità. Gli argomenti affrontati sono stati l’importanza del dialogo tra le differenze soggettive, psicologiche, identitarie nel tessuto sociale e comunitario, dove come sostiene Hermann Hesse, in Narciso e Boccadoro:”la nostra meta non è di trasformarci l’un l’altro, ma di conoscerci l’un l’altro e di imparare a vedere e a rispettare nell’altro ciò che egli è: il nostro opposto e il nostro completamento”. Il confronto tra le religioni in dialogo non viene riconosciuto dalla politica attuale a livello sociale e giuridico e la libertà di culto si prospetta ancora come una lontana utopia, anche se costituisce un diritto umano imprescindibile per ogni persona appartenente a professioni religiose diverse, per una cittadinanza interculturale e una prospettiva di convivenza planetaria.

Nel secondo incontro dal titolo “Diritti umani e pari opportunità. Per non dimenticare”, la scrittrice, massmediologa, vicepresidente dell’Osservatorio Nazionale Europeo per il Rispetto delle Pari Opportunità, Wanda Montanelli, ha introdotto con un resoconto molto dettagliato, la problematica della violazione dei diritti delle donne e l’importanza del fare memoria della storia passata e dell’attualità in cui la componente femminile è indubbiamente sempre presente.

Il preside dell’Istituto Comprensivo via prati di Desio, Gianni Trezzi, animatore e leggistorie, ha letto alcuni brani tratti dall’ultimo libro di Laura Tussi, dal titolo Memorie e Olocausto. Interessante, partecipato e sentito è stato l’intervento dell’ex partigiano, Presidente dell’ANPI, Bacio Capuzzo, che ha portato una personale testimonianza ed esperienza di guerra durante gli anni del nazifascismo. Importante la testimonianza dell’ANED rappresentata dal ricercatore Giuseppe Valota che ha scritto un trattato sulla deportazione politica degli scioperanti di Sesto San Giovanni in un libro edito dalla Guerini e Associati. Peacelink, associazione che si occupa di temi ambientalisti, di antimilitarismo e non violenza per un futuro sostenibile, è intervenuta nella persona del professor Lorenzo Galbiati che ha testimoniato le nefandezze della situazione politica in cui imperversa il popolo palestinese. La Rete Antifascista Nord Ovest Milano di Bollate ha presentato un resoconto del pericolo incombente a seguito della costituzione di una Skinhouse, (associazione neonazista) insediatasi sul territorio bollatese. Presenti anche i lavoratori della LARES metalli preziosi, che stanno vivendo momenti difficili in seguito alla chiusura dell’azienda, ma che con tenacia continuano a difendere la loro dignità di lavoratori, secondo l’articolo uno della Costituzione Italiana. Presente all’iniziativa è l’associazione Emergency di Monza e Nova Milanese che raccoglie fondi per il funzionamento di centri di primo soccorso per le vittime di guerra in Afganistan e in molti Paesi belligeranti.

La libreria L’Antologia di Nova milanese ha messo in vendita i libri dei vari autori intervenuti in questi incontri.

Il 18 aprile 2010 è stato ospite dell’evento “Per non dimenticare” il maestro Renato Sarti, attore, regista, opinionista e fondatore e direttore del Teatro della Cooperativa di Milano. L’intervento dal titolo “Memoria storica e diritti umani…per non dimenticare”, presso la sala consiliare del comune, si è basato su una riproposizione e rilettura degli eventi del nazifascismo, osservati nel testo teatrale del maestro Sarti, dal titolo “I me ciamava per nome: 44787. Risiera di San Sabba”. Il testo racconta di esperienze di deportazione per motivazioni politiche, con agghiaccianti riferimenti alla tragedia degli eventi a livello individuale e collettivo, nel dramma di ogni singolo personaggio. Sempre per il tema dell’antifascismo e della deportazione, sono stati organizzati degli eventi di testimonianza diretta e indiretta con il presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, di Nova milanese Bacio Capuzzo e il presidente dell’Associazione Nazionale Ex Deportati di Sesto San Giovanni, Giuseppe Valota. Gli incontri con i testimoni si sono svolti presso l’Istituto Erasmo da Rotterdam di Bollate e presso l’Istituto Comprensivo Prati di Desio, di fronte alla presenza di centinaia di studenti dei licei e degli istituti superiori del territorio, sempre all’interno del ciclo di eventi “Per non dimenticare”.

Il 23 maggio 2010 si è proposto al pubblico di Nova Milanese il tema “Ecologia e lotte sociali”, utilizzando il titolo di un celebre libro del relatore dell’incontro, il professor Virginio Bettini, docente di analisi e valutazione ambientale presso l’università IUAV di Venezia.

Interessante anche la relazione di Ilaria Merati, Dottore di ricerca in politiche pubbliche del territorio e pianificazione territoriale, che ha proposto una rilettura in termini attuali del caso Seveso, e l’esposizione dell’Associazione Nova Ecologia, attiva a livello territoriale con importanti eventi di tutela ambientalista, per fare fronte al pericolo di emissioni di diossine e furani nell’ambiente da parte di poli e complessi industriali e degli inceneritori, presenti sul territorio a livello locale, globale e planetario.

Durante l’evento è stato letto un comunicato del Presidente dell’Associazione www.peacelink.it, Professor Alessandro Marescotti, che sostiene il progetto “Per non dimenticare” e conduce campagne civili di rivendicazione ambientalista a Taranto e in ambito nazionale ed internazionale.

Questo incontro ha voluto divulgare il messaggio dell’importanza e del valore della tutela ambientale a livello di ecosistema planetario, senza scadere in localismi ed in particolarismi di interesse privato e speculativo, individuale e personalistico. Gli eventi del ciclo “Per non dimenticare” vogliono proporre all’attenzione del pubblico delle importanti riflessioni sull’attualità dei valori sociali e dei diritti civili e umani, di cui occorre continuamente fare memoria, ripercorrendo l’analisi del passato storico, per evitare di compiere gli errori della storia, a livello di violazione della dignità delle persone, sotto varie forme e vari aspetti, dall’intolleranza per le diversità, dall’oppressione delle differenze, alla considerazione del dialogo tra le parti e le categorie e tipologie umane, nel rispetto dell’ambiente circostante e dell’ecosistema, per un futuro a misura di persona, in un contesto ecosostenibile e nonviolento, basato sui valori della pace e della valorizzazione delle differenze di ogni genere e tipologia umana, nella libertà di espressione e di pensiero.

 

Laura Tussi, docente Istituto Comprensivo Prati di Desio (Monza e Brianza)

In questo link sono visibili i video del ciclo di eventi “Per Non Dimenticare”

www.youtube.com/lauratussi

http://www.peacelink.it/cerca/index.php?q=laura+tussi

www.lageredeportazione.org

 

 

GRAZIE

 

LAGER E DEPORTAZIONE

Cara Amica, Caro Amico,
 

Le deportazioni di civili costituiscono un aspetto e una parte importanti del fenomeno concentrazionario e della Shoah, complessivamente intesa e concepita.

L’Amministrazione Comunale e la Biblioteca Civica di Nova Milanese, a livello didattico, attraverso competenze di studio approfondito e di ricerca sul campo, da decenni, conducono un lavoro documentaristico fondato su approcci pedagogici inerenti il fenomeno concentrazionario e la deportazione, soprattutto per motivi politici.

La Biblioteca Civica di Nova milanese ha creato un sito di raccolta di testimonianze, videotestimonianze e documentazioni, ricavate da interviste e colloqui diretti con sopravvissuti e superstiti italiani, deportati per motivazioni politiche. Il sito in questione è www.lageredeportazione.org e concentra in sé anni di studio e di ricerca sul campo, in documentazioni che vengono direttamente trasmesse e rese fruibili tramite il Web.

 

Laura Tussi

 

LAGER E DEPORTAZIONE.

Il valore educativo della memoria storica

 

di Laura Tussi

 

Le deportazioni di civili costituiscono un aspetto e una parte importanti del fenomeno concentrazionario e della Shoah, complessivamente intesa e concepita. L’Amministrazione Comunale e la Biblioteca Civica di Nova Milanese, a livello didattico, attraverso competenze di studio approfondito e di ricerca sul campo, da decenni, conducono un lavoro documentaristico fondato su approcci pedagogici inerenti il fenomeno concentrazionario e la deportazione, soprattutto per motivi politici. La biblioteca civica di Nova milanese ha creato un sito di raccolta di testimonianze, videotestimonianze e documentazioni, ricavate da interviste e colloqui diretti con sopravvissuti e superstiti italiani, deportati per motivazioni politiche. Il sito in questione è www.lageredeportazione.org e concentra in sé anni di studio e di ricerca sul campo in documentazioni che vengono direttamente trasmesse e rese fruibili tramite il Web.

 

È accresciuto progressivamente e recentemente un diffuso interesse relativo al fenomeno concentrazionario e alla Shoah, grazie all’attenzione maggiore dedicata allo studio del ‘900 con i decreti Berlinguer e alla istituzione di una specifica giornata dedicata alla memoria e al ricordo di tutte le vittime della Shoah e degli stermini nazisti.

In Italia è stata scelta la data del 27 gennaio, il giorno della memoria, in cui si aprirono i cancelli di Auschwitz. Nonostante questo attivismo delle istituzioni scolastiche, che vede un massiccio insegnamento dei crimini nazisti, l’antisemitismo e il razzismo sembrano esplodere in maniera virulenta in tutta Europa. Per affrontare in modalità più analitiche l’insegnamento della storia delle deportazioni, dei crimini nazisti della Shoah nella sua complessità, educatori e insegnanti si interrogano circa l’attivazione di modalità educative, produttive da un punto di vista formativo, per incentivare e migliorare tale insegnamento. Infatti risulta necessario individuare ed attivare strumenti, modi e forme didattiche adatte e che non ricadono nell’indicibile, restituendo alle quali il proprio valore nell’ambito della storia del ‘900, evitando pericolosi risvolti di desacralizzazione e interrogandosi sul tormentoso problema dell’unicità dell’Olocausto, questione che negli ultimi anni ha coinvolto storici e ricercatori in ampi dibattiti storiografici.

Nella prassi scolastica occorre evitare di pensare alla Shoah come ad un evento sovrastorico, perché invece esso è intrinsecamente collegato alla storia del ‘900. Per comprendere meglio gli eventi, anche in chiave formativa, è necessario ripercorrere le tappe dell’antisemitismo, quale fenomeno sviluppatosi lungo tutto l’arco della storia umana.

Fin dall’antichità, si è dispiegato il pregiudizio contro gli ebrei. Quindi l’antisemitismo non è peculiare solo del ‘900, ma affonda le sue radici nell’età classica, anche se assume una codificazione sempre più netta e precisa quando il cristianesimo si impone come religione dominante. In tutta l’Europa occidentale si sono sviluppate teorie razziste, quando gli europei cercarono una giustificazione razionale, sul piano ideologico, nella costruzione degli imperi coloniali e nella teoria della supremazia razziale, ampiamente sfruttata durante la conquista delle Americhe. Il campo di concentramento può utilmente configurarsi come un paradigma della barbarie del ‘900.

Il confronto tra la Shoah e altri crimini definisce la sua unicità e singolarità, dove il genocidio ebraico è il solo nella storia ad aver perseguito l’obiettivo di un rimodellamento biologico dell’umanità, il solo complessivamente sprovvisto di una natura strumentale, in cui l’eliminazione delle vittime non era un mezzo, ma una fine implicito. Il gulag anche se terribile e brutale, nelle forme e nella sostanza, comprendeva e perseguiva il progetto di ricostruire una società diversa, mentre il lager voleva implicitamente e complessivamente un progetto di morte. Risulta opportuno chiedersi quali strumenti sono a disposizione dei docenti per una didattica capace di incidere sulla programmazione e quali temi trattare per offrire un insegnamento efficace. Spesso il tema delle deportazioni e del fenomeno concentrazionario vengono affrontati, affidando al testimone il compito di illustrare gli eventi senza preventive contestualizzazioni. Il valore dei testimoni è senza dubbio insostituibile, in quanto riescono a motivare gli studenti e a sensibilizzarli, grazie alla potenza emotiva connessa alla loro testimonianza, da cui si genera un apprendimento davvero profondo, se inserito in un percorso didattico che potrebbe avere nella testimonianza il suo stesso epilogo.

L’insegnante è coinvolto nel gestire le inevitabili emozioni prodotte dall’ascolto di storie tanto estreme, in modo che da esse scaturiscano riflessione e conoscenza, in un passaggio molto difficile, perché anche con i testimoni si assiste ad un particolare fenomeno di sacralizzazione che non aiuta la riflessione critica e consapevole. Risulta importante conoscere anche gli aspetti più desueti della Shoah, come lo studio dei ghetti, la resistenza ebraica, oppure rintracciare la memoria e la storia di persone legate alle vicende del luogo in cui si vive, per intessere dinamiche di ricostruzione storica tra memoria locale e generale. Queste ricerche sono state condotte in molte scuole, partendo dagli archivi scolastici, che costituiscono una fonte imprescindibile per gli studenti. Nell’insegnamento della Shoah si ripropone il nesso tra storia e memoria. Il tema della memoria, non condivisa, non coinvolge solamente la resistenza, ma anche la storia della deportazione, costituita da molteplici tasselli e variegati aspetti, come la deportazione dei politici, degli internati militari, dei testimoni di Geova, degli omosessuali, dei Sinti e dei Rom, perseguitati dal nazismo con particolare violenza. Della terribile persecuzione dei Rom sono pervenuti esigui documenti perché i pochissimi sopravvissuti non hanno reso testimonianza, a differenza degli ebrei e dei deportati politici.

Queste differenti tipologie di deportazione costituiscono tessere di un ampio mosaico, ma la memoria di tali eventi non è condivisa. L’assassinio e l’annientamento perpetrato dai nazisti viene collocato su un piano strettamente gerarchico, in quanto si assegna alla deportazione ebraica un ruolo preminente. Risulta necessario evitare che l’insegnamento della Shoah sia circoscritto intorno alla ricorrenza del giorno della memoria e renda noto quanto le diversità sociali siano state perseguitate e, nello specifico, la minoranza ebraica, in quanto differenza minoritaria, in un’Europa cristiana e intollerante. Occorre evitare la decontestualizzazione degli eventi e la loro sacralizzazione, poiché porterebbero a un apprendimento aleatorio e stereotipato, in quanto l’insegnamento della Shoah, concentrato in pochi momenti canonici, induce alla celebrazione retorica e ripetitiva, capace di ingenerare negli studenti disinteresse ed insofferenza. Se non si troveranno efficaci strategie per trasmettere la memoria, l’insegnamento dell’orrore della Shoah, porterà alla saturazione.

Se le questioni relative ai diritti umani sono trattate in riferimento agli avvenimenti concreti e storici delle persecuzioni naziste, sviluppando l’empatia con le vittime, sussiste allora la possibilità effettiva di trasmettere valori persistenti, che possano rafforzare una presa di coscienza sociale critica e valorizzare la stessa democrazia. L’insegnamento della Shoah deve configurarsi proprio come educazione al rispetto e alla convivenza pacifica con l’altro e questi sono gli unici mezzi per tentare di costruire una società vivibile, scevra di conflitti e conflittualità violente che potrebbero condurre alla costituzione di nuove distruzioni di massa.

Laura Tussi