MEMORIA e RICORDO. Iniziative “Per Non Dimenticare” – Città di Nova Milanese

Dalla Memoria al Ricordo… le iniziative della Città di Nova Milanese “Per Non Dimenticare”

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Dalla Memoria al Ricordo... le iniziative della Città di Nova Milanese "Per Non Dimenticare"

27 gennaio – 10 febbraio

MEMORIA e RICORDO

 Lunedì 20 GENNAIO 2014

Auditorium Comunale, Piazza Gio.I.A., ore 21:00 –

“Sui sentieri del partigiano Johnny”

Per non dimenticare. Voci e volti della Deportazione, della

Resistenza e della Liberazione. Docufilm inANTEPRIMA NAZIONALE sui luoghi del libro di

Beppe Fenoglio, con Emilio Bacio Capuzzo, Daniele Biacchessi,

Vittorio Agnoletto, Antonio Puhalovich, Fabrizio Cracolici,

Laura Tussi.

Venerdì 24 GENNAIO 2014

Presso la sede dell’associazione in Via Nenni 3, ore 21:00 –

Proiezione film Senza destino.

Iniziativa per i soci della Associazione Cascina Triestina.

Sabato 25 GENNAIO 2014

Sesto San Giovanni, Parco Nord, ore 14:30 – Manifestazione

al Monumento ai Deportati nel Parco Nord.

Il ritrovo è previsto alle ore 14:15 in Via Clerici 150 a Sesto San

Giovanni (parcheggio consortile) o presso Viale Suzzani

(ingresso Parco – Milano Zona 9).

Centro di Cultura Villa Brivio, Piazzetta Vertua Prinetti 4,

ore 16:00 – M.I.R. Memoria in Rassegna.

Proiezione di filmati a cura dell’Assessorato alla Cultura.

 

Centro di Cultura Villa Brivio, Piazzetta Vertua Prinetti 4,

ore 16:00 – Shoah, Foibe… e poi calò la notte.

La filatelia racconta.

Mostra di bandi e proclami, quotidiani, francobolli, interi postali,

affrancature meccaniche, annulli e cartoline del periodo storico

che riguarda la Seconda Guerra Mondiale, a cura del Centro Italiano

Filatelia e Resistenza e Storia Contemporanea.

La proiezione di filmati e la mostra rimarranno aperti al pubblico sino

al 15 febbraio 2014 da martedì a sabato dalle ore 9:00 alle ore 18:00,

con possibilità di visite didattiche su prenotazione al numero 0362 / 43.498.

 

Auditorium Comunale, Piazza Gio.I.A., ore 21:00 – Ricordare

per Vivere.

Rappresentazione teatrale a cura dell’Associazione Cascina

Triestina. A seguire dibattito aperto e consegna attestati ai ragazzi

della scuola secondaria di primo grado che interverranno.

CON IL PATROCINIO DELLA CITTA’ DI NOVA MILANESE e della PROVINCIA di MONZA e BRIANZA

EDUCAZIONE E PACE di Laura Tussi

Laura Tussi

A Laura Tussi
Nov 22 alle 1:59 PM

La Rivista TEMPI DI FRATERNITA’- Donne e Uomini in ricerca e confronto comunitario, propone:

Alessandro Marescotti: Recensione a “Educazione e Pace” di Laura Tussi, MIMESIS Edizioni

Alessandro Marescotti, Presidente di PeaceLink- Telematica per la Pace, con sede a Taranto, scrive per TEMPI DI FRATERNITA’- Donne e Uomini in ricerca e confronto comunitario

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Alessandro Marescotti: Recensione a "Educazione e Pace" di Laura Tussi, MIMESIS Edizioni

Laura Tussi, Educazione e Pace. Dalla Shoah al Dialogo interculturale, MIMESIS, Sesto San Giovanni-Udine 2012

Pedagogia della pace: contro ogni razzismo

 

Recensione di Alessandro Marescotti, Presidente Associazione PeaceLink- Telematica per la Pace, con sede a Taranto

 

Ci sono almeno tre buoni motivi per fare educazione per la pace oggi, come propone il Libro di Laura Tussi

Primo: fermare le guerre.

Secondo: fermare il razzismo.

Terzo: fermare la violenza quotidiana nelle scuole.

La nostra è un’epoca di Resistenza. Tutto ciò che lavora contro la sopraffazione e l’imbarbarimento sociale è di fatto costruzione della pedagogia della pace. “Resistere” è oggi lavorare per la destrutturazione dei pregiudizi e delle semplificazioni autoritarie. “Resistere” passa per la promozione di alternative alla violenza. “Resistere” è sperimentare una vita migliore in ambienti accoglienti di quotidianità semplici, sinceri e intelligenti. Abbiamo bisogno di resistere di fronte ad una marea montante di rozza e barbara intolleranza, basata sulla meschinità, sull’egoismo e la protervia più sfacciata. Una protervia che si impara a scuola, a scuola di bullismo. O imparando a odiare gli immigrati, i diversi, le culture che con comprendiamo, quelle distanti, che parlano lingue e tradizioni a noi indecifrabili.

Abbiamo bisogno di essere tutti coinvolti in una pedagogia della vita quotidiana che ami la bellezza, l’arte e la cultura. Che educhi alla complessità e alla pazienza, al dubbio e alla saggezza. Tutto questo è impegno contro la guerra come espressione di barbarie.

Oggi però la guerra fa leva non solo sui portatori di pregiudizi e di intolleranza. Stiamo assistendo ad una raffinata strategia che punta a conquistare un pubblico un tempo distante dal sangue e dalle armi.

Oggi la nuova frontiera è coinvolgere il cuore dei difensori dei diritti umani, fa leva sul ripudio dell’ingiustizia e sull’amore della libertà. E’ questo forse il più subdolo mezzo con cui la guerra punta a conquistare gli indignati, gli animi sensibili, che non tollerano le ingiustizie e che vorrebbero abbattere le dittature, magari con la “guerra umanitaria”.

Questo è il nuovo inganno con il quale l’antico e forte sentimento di pace rischia di svanire per sempre.

La violenza giusta e la guerra umanitaria irrompono e diventano sfida.

E alla sfida della guerra bisogna rispondere oggi mettendo in campo l’intelligenza, la saggezza e l’esperienza storica.

Scriveva Voltaire: “Il più grande dei crimini è la guerra; non vi è alcun aggressore che non dipinga questo misfatto con il pretesto della giustizia”.

A bene vedere, se mettiamo per un attimo da parte la brutale e insensata follia della violenza, ogni guerra ha avuto delle giustificazioni plausibili, dei ragionevoli pretesti, delle indiscutibili ragioni per agire subito e con fermezza. E’ a questa “ragionevolezza della guerra” che dobbiamo rispondere con intelligenza. Essa viaggia in parallelo con la ragionevolezza con cui respingiamo gli immigrati, e con altre ragionevoli ragioni che ci spingono ad essere “ragionevolmente” violenti.

Il libro di Laura Tussi – che da tempo è impegnata sul terreno della pedagogia della pace – offre al mondo dell’educazione e della scuola elementi di pregio per riflettere. La scuola è oggi minacciata nella sua funzione primaria educativa e deve fare i conti con la sua stessa sopravvivenza. Ma è questa situazione di disagio e tensione che dà agli educatori una ragione in più per farne il terreno privilegiato della speranza progettuale, dove far “Resistere”, con l’educazione alla pace, un’idea umana e motivante di futuro per le nuove generazioni.

Alessandro Marescotti

Note:

su ILDIALOGO.org:
http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/cultura/Recensioni_1385046979.htm

su GIULIANOVANEWS:
http://www.giulianovanews.it/2013/11/alessandro-marescotti-recensione-a-educazione-e-pace-di-laura-tussi-mimesis-edizioni/

Allegati

·         TEMPI DI FRATERNITA’ (79 Kb – Formato pdf)

la Rivista TEMPI DI FRATERNITA’ propone: Alessandro Marescotti – Recensione a “Educazione e Pace” di Laura Tussi, MIMESIS Edizioni

MEMORIA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA

 

CLICCA QUi: 

 

http://www.osservatoriodemocratico.org/

 

ANED 

 http://www.deportati.it/



I VIDEO DI LAURA TUSSI SU LIBERA TV: 

http://www.libera.tv/search/videos/a/1/LAURA%20TUSSI


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Un racconto di vita partigiana. Fabrizio Cracolici e Laura Tussi

Alessandro Marescotti

20130908-tussi-a

L’attualità dei valori sociali e dei diritti civili e umani di cui occorre continuamente fare memoria

Leggi tuttohttp://www.vorrei.org/index.php?option=com_content&view=article&id=8293:un-racconto-di-vita-partigiana-fabrizio-cracolici-e-laura-tussi&catid=177:recensioni&Itemid=107

 

 

 

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VORREI – Laura Tussi, una scrittrice dal cuore pacifista

 

La Rivista che VORREI, per una cultura della pace e del dialogo


Intervista di Azzurra Scattarella

http://www.peacelink.it/pace/a/38725.html

http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437

Con Moni Ovadia

Con Moni Ovadia

Intervista a Laura Tussi – www.vorrei.org

 

di Azzurra Scattarella

 

Ciao Laura, è uscito il tuo nuovo libro, Educazione e pace, per l’Editrice Mimesis. Il sottotitolo è “Dalla Shoah al dialogo interculturale”. È sicuramente un libro che tocca temi alquanto scottanti; ti sei documentata a lungo, hai fatto ricerche specifiche, come si è svolto il tuo lavoro di background al libro? 

 

“Educazione e Pace. Dalla Shoah al dialogo interculturale”, edito da Mimesis, prende forma attraverso i miei studi universitari, da cui ho tratto un primo libro “Memorie e Olocausto”, edito da Aracne nel 2009 e presentato da Moni Ovadia in pubblico. La presentazione con il caro amico Moni Ovadia è visibile in Youtube. Gli approfondimenti a questi due testi sono stati condotti presso gli archivi della Fondazione CDEC – Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano e tramite gli studi psicopedagogici nell’ambito della formazione e dell’educazione degli adulti, presso la facoltà di scienze della formazione e dell’educazione dell’Università Statale e dell’Università Bicocca di Milano. Il tema della Shoah in questi testi è trattato dal punto di vista pedagogico in quanto è importante attualizzare insieme la memoria, per comprendere le origini della crisi strutturale attuale e le dinamiche dell’esclusione e della demonizzazione dell’altro come capro espiatorio. Con questi libri intendiamo fare insieme memoria perché il diverso, l’ultimo, l’escluso, l’emarginato, il più debole, il più fragile non diventino vittime del becero ricatto capitalista e iperliberista dell’esclusione, della ghettizzazione e del razzismo. Ho scritto altri libri su questi temi di interesse pedagogico e sociale, come “Il pensiero delle differenze. Dall’intercultura all’educazione alla pace” Aracne 2011, “Il dovere di ricordare. Dalla Shoah all’attualità dell’intercultura” Aracne 2010. Sono coautrice del Terzo Volume del Progetto “Camminare nella libertà”, Edizioni Paoline. “Camminare nella libertà”. Il Decalogo tra etica, cinema, letteratura, filosofia e differenze di genere.

Gli 11 volumi del Progetto sono editi dalle Edizioni Paoline e promossi anche dal Bimestrale “Rassegna dell’Istruzione” – Mondadori, Le Monnier- MIUR, con cui collaboro.

Il Progetto “Camminare nella libertà”, ideato e curato dal Professor Pier Paolo Frigotto e realizzato dal Polo Liceale Statale “Guarino Veronese” di San Bonifacio (Verona), elabora i Dieci Comandamenti da un punto di vista originale, non religioso, laico, collegato anche alle differenze di genere, a partire dall’analisi approfondita del “Decalogo” di Krzysztof Kieślowski, con la Prefazione del CARDINALE Carlo Maria Martini.

I comandamenti, di cui ho trattato il terzo, sul tema della cultura della festa, sono stati letti e interpretati con il contributo di autorevoli esperti esterni di riconosciuta levatura culturale: Olinto Brugnoli, Ferdinando Camon, Paolo Dal Ben, Marco Dal Corso, Giorgio Erle, Marco Gay, Giulio Giorello, Barbara Mapelli, Raffaele Masto, Cettina Militello, Emilio Pasquini, Giuseppe Pellizzaro, Damiano Rizzi, Martino Signoretto, Piero Stefani, Marco Vannini, Maria Beatrice Zanotti.

 

La memoria storica relativa alla Shoah è un tema che senti vicino alla tua sensibilità per motivazioni specifiche? 

 

Sento vicino il tema dell’Olocausto perchè mi pongo in dovere di comunicare una tragedia della storia che purtroppo si reitera e si ripresentifica nelle vicende umane attuali e passate. Occorre pensare ai genocidi dell’Africa (Rwanda, Congo, Nigeria, Somalia eccetera) e alle cosiddette e surrettizie “guerre umanitarie” che provocano sempre genocidi e stillicidi e sono manovrate dai vertici dei poteri mondiali e internazionali. Infatti sono promotrice, insieme con Fabrizio Cracolici, Presidente ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Nova Milanese, del Progetto “Per non dimenticare” delle città di Nova Milanese e Bolzano. Un progetto sulla memoria storica dell’Antifascismo, della Resistenza e delle Deportazioni di civili per motivazioni politiche e razziali nei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti, i famigerati lager o campi della morte. Fin da bambina mi sono accostata alla Biblioteca Civica Popolare Comunale di Nova Milanese che ha sempre condotto ricerche sulle deportazioni nazifasciste. Attualmente il Progetto “Per non dimenticare” consta di un archivio storico audiovisivo di oltre 200 videotestimonianze di deportati provenienti da tutte le regioni d’Italia.

 

Hai mai visitato Gerusalemme o le terre di Israele?

 

Sono stata a Tel Aviv, a Gerusalemme, a Betlemme, nella striscia di Gaza, in Palestina, in un viaggio-studio quando avevo solo 17 anni con mia madre. Ho potuto ammirare nei vari luoghi di culto la convivenza di pluralità di simboli sacri appartenenti alle più svariate fedi, ai più particolari culti e alle religioni monoteistiche. Sembra impossibile che tanta bellezza artistica, culturale e cultuale possa in realtà far emergere verità conflittuali che sfociano in atrocità umane e in guerre perenni. Ho trattato le tematiche del dialogo interreligioso ed interculturale nel libro dal titolo Sacro, una delle tante parole chiave del pluralismo e del panorama multireligioso, edito, nella collana “Parole delle fedi” n. 32, dalla EMI (Editrice Missionaria Italiana), con l’introduzione di Brunetto Salvarani, Direttore della celebre Rivista CEM Mondialità.

 

Da anni fai parte di PeaceLink, un’associazione nata nel ’92 che riunisce volontari, insegnanti ed educatori per promuovere un dialogo sulla pace e sulla cooperazione. Come ti sei imbattuta in PeaceLink?

 

Sono stata coinvolta in PeaceLink nel 2009 dal Presidente dell’Associazione PeaceLink, telematica per la pace, il professor Alessandro Marescotti, un punto di riferimento nel mondo e nel panorama italiano della nonviolenza, una personalità nota e molto impegnata sui temi del pacifismo, della nonviolenza e della lotta contro l’inquinamento industriale, in prospettive di sviluppo ecosostenibile ed equosolidale. Il Professor Alessandro Marescotti, che vive a Taranto, è venuto a conoscenza dei miei studi, dei libri e del mio impegno sociale, tramite il Web.

 

Recentemente hai partecipato alla rassegna di Teatro civile e spettacoli di narrazione “La città dei narratori”, organizzata dall’associazione milanese Ponti di Memoria. Com’è nata questa collaborazione?

 

La collaborazione con “Ponti di memoria” è nata tramite la conoscenza dell’ideatore e Presidente dell’Associazione, Daniele Biacchessi, caporedattore di Radio24-Ilsole24ore, con cui condividiamo l’impegno e la passione per la ricerca e per la memoria storica delle stragi nazifasciste e di tutte le stragi contemporanee, impunite e irrisolte, della storia d’Italia, di evidente matrice neofascista. Con Daniele Biacchessi condividiamo le stesse idee, i contenuti valoriali del nostro impegno civile. Per questo organizziamo insieme, in collaborazione con vari enti e istituzioni, le presentazioni dei nostri libri.

 

Qual è stato il tuo contributo specifico a questa rassegna?

 

La presentazione dei nostri libri e non ultimo il libro scritto in tandem con Fabrizio Cracolici, dal titolo “Un racconto di vita partigiana. Il ventennio fascista e la vicenda del Partigiano Emilio Bacio Capuzzo”, edito da Mimesis (2012), rientra a pieno titolo nelle attività “La città dei narratori”, dell’Associazione “Ponti di memoria”. Il tutto corredato dal progetto dal titolo “Per non dimenticare” che comprende il settore “Le città della memoria”, una rete di amministrazioni italiane ed europee che presentano sul proprio territorio “i segni dei tempi” di un passato storico riconducibile alla Seconda Guerra Mondiale e sono volte alla tutela, alla valorizzazione e alla diffusione di tale patrimonio storico e culturale.

 

Sei una persona molto impegnata, sia dal punto di vista creativo che etico. Nel nostro Paese senti di esser parte di una minoranza attiva o di una grande collettività?

 

Poche sembrano le persone realmente impegnate, ma durante i nostri eventi, gli incontri, le attività coinvolgenti, per esempio con Emergency, con l’ANPI e con le altre associazioni culturali di impegno sociale e civile, ho potuto incontrare persone, insegnanti, educatori, operatori di pace, molto attivi e sentitamente impegnati sui temi della nonviolenza, del pacifismo, della solidarietà e della condivisione con l’altro, il diverso, l’ultimo, l’emarginato, il più debole, il più fragile, come insegna Don Andrea Gallo che è stato recentemente protagonista di alcuni eventi da noi organizzati.

 

Parlaci dei progetti che hai all’orizzonte.

 

Da tempo scrivo e collaboro con le Riviste “Scuola e Didattica”, “Scuola Italiana Moderna” e “Scuola Materna” edite da La Scuola Editrice. Il Progetto futuro è un libro inerente l’educazione alla Pace con contributi, spunti e riflessioni che aprono a concetti di ampio respiro sul valore dell’Antifascismo, contro ogni razzismo, contro l’intolleranza e ogni tipologia di stereotipo e pregiudizio sociale, che purtroppo ancora permangono e si manifestano prepotentemente nella vita quotidiana e attuale della nostra società.

Il libro sarà corredato dalle importanti riflessioni di personalità illustri del mondo del pacifismo e della nonviolenza, come Alberto L’Abate, Alessandro Marescotti, Nanni Salio, Olivier Turquet, Alfonso Navarra, Daniele Novara e Giovanni Sarubbi e di nomi noti della cultura e della politica, come Giulio Giorello e molti altri.

 

Per ulteriori informazioni:

www.youtube.com/lauratussi

www.peacelink.it

http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437

www.ildialogo.org

Note:

http://www.vorrei.org/culture/6383-laura-tussi,-una-scrittrice-dal-cuore-pacifista.html



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Laura Tussi: Educazione, Memoria e Pace

La Rivista CONFRONTI, edita da COM Nuovi Tempi- Roma, presenta i libri di Fabrizio Cracolici e Laura Tussi

 

CONFRONTI- L’importanza della Memoria Storica

 

“Ponti di Memoria” “Per Non Dimenticare” ed evitare che tutti i fascismi e i razzismi prendano il sopravvento in un mondo ormai dominato dall’alta finanza del potere imperialista.

 

http://www.peacelink.it/pace/a/36832.html

 

http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=437

 

Note:

http://www.mimesisedizioni.it/Mimesis/Educazione-e-pace.html

http://www.mimesisedizioni.it/Mimesis/Un-racconto-di-vita-partigiana.html

Laura Tussi, Educazione e Pace. Dalla Shoah al dialogo interculturale, Mimesis, Milano 2011

Laura Tussi, Educazione e Pace. Dalla Shoah al dialogo interculturale, Mimesis, Milano 2011

Fabrizio Cracolici, Laura Tussi, Un Racconto di Vita Partigiana. Il Ventennio fascista e la vicenda del Partigiano Emilio Bacio Capuzzo

Fabrizio Cracolici, Laura Tussi, Un Racconto di Vita Partigiana. Il Ventennio fascista e la vicenda del Partigiano Emilio Bacio Capuzzo, Mimesis Milano 2012

Educazione e Pace” e “Un Racconto di vita partigiana” di Fabrizio Cracolici e Laura Tussi, Mimesis, Milano-Udine, 2011-2012

I libri di Fabrizio Cracolici, Presidente Anpi di Nova Milanese e di Laura Tussi, introducono ampie prospettive di ricerca nel campo della didattica della Shoah, della pedagogia della memoria e della ricostruzione storica in chiave didattica di un periodo oscurantista del diciannovesimo secolo: la dittatura nazifascista. Questi libri “Educazione e pace. Dalla Shoah al dialogo interculturale” e “Un racconto di vita partigiana. Il ventennio fascista e la vicenda del partigiano Emilio Bacio Capuzzo”, editi entrambi da MIMESIS, Milano-Udine 2011/2012, sono direttamente consequenziali e aprono orizzonti di pensiero sull’importanza, anche e soprattutto a partire dall’istituzione scolastica, del dialogo per la pace e dell’apertura all’altro, al più debole, al diverso, all’emarginato, tramite contributi di riflessione inerenti l’approccio culturale e pedagogico nonviolento e l’apporto di ricerca per il dialogo interculturale. L’assunto dei testi ribadisce che non è possibile praticare la pedagogia della memoria a prescindere da contributi didattici di pedagogia nonviolenta e interculturale che sottolineino il significato e il portato valoriale dell’apertura e dell’accoglienza nei confronti del nostro simile e del nostro dissimile.

“Un racconto di vita partigiana” ricostruisce, attraverso il confronto di fonti locali comparate e con l’intervista diretta al protagonista, la vicenda di un uomo, incarcerato e deportato, un partigiano, che ha resistito contro il regime, contro la sopraffazione, nell’opposizione resistenziale condivisa e partecipata con i suoi compagni. Il testo ricostruisce le più rilevanti date del ventennio fascista e le maggiori stragi perpetrate dal regime nazifascista, dopo l’8 settembre del 1943, la data spartiacque dell’Armistizio, in cui, chi lottava per il bene, la pace, la libertà, la democrazia ha compiuto una scelta epocale, ha varato un discrimine assoluto per il destino dell’intera umanità. Nel libro è raccolta la testimonianza del partigiano Bacio che, attraverso fonti storiche dettagliate, a partire dai testi del celebre ricercatore Angelo Del Bocca, ripercorre le terribili vicissitudini dell’occupazione fascista nei territori sottomessi dell’Africa coloniale, durante il ventennio dittatoriale. L’argomentazione e la ricerca storica e didattica approfondiscono i temi della pace, del dialogo fra generazioni, per la trasmissione della memoria storica a partire dalla scuola, istituzione direttamente chiamata in causa per far ricordare quanto sia accaduto nell’Europa emancipata, moderna, del diciannovesimo secolo, appunto, in un secolo che avrebbe dovuto aprire a prospettive evolutive di benessere per l’intera civiltà occidentale. Al contrario, il “Male” in Europa ha preso il sopravvento, dapprima con l’inasprirsi dei regimi fascisti da cui inesorabilmente è scaturita la barbarie nazifascista con i terribili mitologemi della razza e della superiorità dell’Uomo forte, con la “U” maiuscola, del dittatore, del tiranno, del despota: l’uomo autoritario come citerebbero il sacerdote antifascista Don Primo Mazzolari e, attualmente, il prete di strada Don Andrea Gallo. Il testo “Un racconto di vita partigiana” è corredato dalle testimonianze di celebri personalità impegnate nel sociale, nel mondo della cultura, della politica e dello spettacolo da Moni Ovadia a Renato sarti, da Antonio Pizzinato a Raimondo Ricci e molti altri. Entrambi i testi aprono la trattazione con la presentazione di un Progetto importante coordinato dai due autori, il Progetto “Per non dimenticare” della città di Nova Milanese e Bolzano che comprende un archivio storico audiovisivo con numerose testimonianze di deportati civili per motivazioni politiche e razziali, nei campi di concentramento di sterminio nazifascisti.

Per non dimenticare” è un progetto che si propone di sviluppare iniziative, documentazione e dibattito rispetto al recupero della memoria storica e della tutela dei diritti sociali e civili sanciti dalla Carta Costituzionale Democratica e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che ci sono state donate dai nostri Padri Costituenti, in seguito alla Resistenza Partigiana Antifascista. Il Progetto si svolge in collaborazione con l’ANPI, a livello locale, provinciale e regionale.

Gli incontri culturali del Progetto “Per Non Dimenticare” sono itineranti e si svolgono nelle scuole e nelle sedi ANPI e ARCI, negli ambiti istituzionali, con la partecipazione di testimoni diretti e indiretti della Deportazione, della Resistenza e della Liberazione.

Risulta importante sottolineare l’ingente lavoro di rete e di relazione che viene svolto con tutte le realtà istituzionali che si occupano di Pace, dialogo interculturale, Nonviolenza e Memoria Storica e con le varie Amministrazioni Comunali.

L’ANPI di Nova Milanese organizza questi eventi culturali, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Nova Milanese, con il Patrocinio del Comune di Cesate, Cormano, Desio, Cologno Monzese, Varedo, Bresso, Cinisello Balsamo, Sinalunga (Siena) e molte altre Amministrazioni Comunali e coinvolgendo importanti realtà dell’associazionismo civile e culturale.

L’iniziativa “Per Non Dimenticare” è sostenuta da personalità impegnate del mondo della cultura, dello spettacolo e della politica, da Moni Ovadia ad Antonio Pizzinato, da Bebo Storti a Don Andrea Gallo, da Renato Sarti a Roberto Zaccaria, da Giuseppe Valota a Dario Venegoni, da Raimondo Ricci a Sergio Fogagnolo e molti altri, con cui abbiamo realizzato alcuni video per la Campagna di tesseramento ANPI (http://www.youtube.com/lauratussi).

Gli incontri a tema sono volti ad approfondire il Progetto Memoria Storica a Nova Milanese, dal titolo “Per non dimenticare”. Il progetto è stato intrapreso, a partire dagli anni ’70, dall’Amministrazione Comunale e dalla Biblioteca Civica Popolare di Nova Milanese, con la raccolta di videotestimonianze, interviste, biografie e documentazioni inerenti la memoria dei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti.

Tutto questo importante materiale documentalistico e audiovisivo, inerente le memorie delle deportazioni di civili per motivazioni politiche e razziali, è racchiuso nel sitohttp://www.lageredeportazione.org.

Nel 2000 la Biblioteca Civica Popolare di Nova Milanese, in collaborazione con l’Archivio Storico della città di Bolzano, ha realizzato con la RAI e RAI EDUCATIONAL, le trasmissioni televisive dal titoloTestimonianze dai Lager, inerenti la deportazione politica e razziale, condotta da importanti personalità della società civile, tra cui Gino Strada, Roberto Vecchioni, Moni Ovadia, Massimo Cacciari, Tina Anselmi, Alex Zanotelli e molti altri.

Queste trasmissioni, contenute nel sito http://www.testimonianzedailager.rai.it sono state realizzate sotto la Presidenza RAI di Roberto Zaccaria, tuttora sostenitore del progetto.

Anche l’Archivio Storico dell’ANED della Città di Sesto San Giovanni e Monza, sotto la presidenza del ricercatore Giuseppe Valota, e l’ANED nazionale, sotto la Presidenza di Dario Venegoni, raccolgono informazioni storiche sugli oltre 44.000 deportati civili, per motivazioni politiche, provenienti da tutta Italia e collaborano con il Progetto “Per Non Dimenticare” della Città di Nova Milanese e Bolzano.

La presentazione di Moni Ovadia del libro “Memorie e Olocausto” di Laura Tussi, svoltasi nel 2009 a Senago, ha dato inizio al ciclo di iniziative volte a promuovere l’importante Archivio Storico Audiovisivo della Città di Nova Milanese. I relatori degli incontri sono personaggi di notevole spessore e impegno civile e sociale.

Gli eventi del ciclo “Per non dimenticare” vogliono proporre all’attenzione del pubblico alcune importanti riflessioni sull’attualità dei valori sociali e dei diritti civili e umani, di cui occorre continuamente fare memoria.

Una finestra sul futuro è stata aperta dal dibattito su “Resistenza e nonviolenza”, svoltosi a Nova in occasione del Giorno della Liberazione. Questa iniziativa ha inteso amplificare l’eco dell’appello rivolto dal partigiano Stephane Hessel nel suo libro “Indignatevi!”, che sta riscuotendo enorme successo tra le giovani generazioni di tutta Europa: “La nonvioleza è la strada che dobbiamo imparare a percorrere”.

I promotori del progetto reputano necessario ripercorrere l’analisi del passato storico, per evitare di compiere gli errori della storia, a livello di violazione della dignità delle donne e degli uomini e dei diritti imprescindibili della persona, sanciti dalla Carta Costituzionale Democratica e dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani.

Riteniamo necessario sia tutelata la persona nella Sua integrità e dignità e la società nella sua complessità, sotto varie forme e aspetti, contro l’intolleranza per le differenze e contro ogni razzismo e discriminazione, contro l’oppressione delle minoranze, nella considerazione del dialogo tra le parti, le categorie e tipologie umane, nel rispetto dell’ambiente circostante e dell’ecosistema, contro tutte le ecomafie e contro la criminalità organizzata, per un futuro a misura di persona, in un contesto ecosostenibile, nonviolento ed equosolidale, basato sui valori della pace e della valorizzazione delle differenze di ogni genere e tipologia umana, nella libertà di espressione, di culto e di pensiero, contro ogni omertà che ingenera il crimine.

Gli ideali della Resistenza europea sono ancora validi e vanno attuati!

Il significato e il valore della memoria storica dell’Antifascismo, della Resistenza e della Costituzione si tramandano tra generazioni. Il Partigiano Bacio, protagonista del libro, da anni e tuttora, testimonia, in modalità precise e puntuali, la propria storia resistenziale, nelle scuole, nelle sedi comunali ed ovunque venga richiesta testimonianza, nell’ambito del Progetto “PER NON DIMENTICARE” della Città di Nova Milanese e Bolzano.

Attualmente la situazione di grave crisi strutturale ed economica deve motivare le nuove generazioni ad una forte presa di coscienza e di impegno sociale e civile. L’ANPI vuole essere la casa dove tutti si trovano, si confrontano, discutono su cosa è stata la Resistenza, non solo per far rivivere la memoria, ma per tradurre in pratica contemporanea i valori del passato.

Il movimento resistenziale è stato anche caratterizzato da metodi nonviolenti, come gli scioperi, i sabotaggi, i volantinaggi, e altre forme di resistenza passiva. La difesa popolare nonviolenta, all’interno della resistenza, è stata scontata dagli scioperanti con le deportazioni nei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti, presenti in Italia e in Germania. Grazie agli scioperi del 1943 e del 1944 si è ricostruita l’Unità d’Italia su basi democratiche, con una Repubblica fondata sul lavoro e sulle pari dignità. I nostri Padri costituenti, in seguito alla Resistenza Antifascista, hanno donato al mondo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e la Costituzione Italiana del 1948. La Costituzione è un progetto da realizzare costantemente, quindi dobbiamo onorare la memoria dei nostri Padri e anche delle nostre Madri partigiane, perché nella Resistenza Antifascista la presenza militante e attiva femminile ha avuto un ruolo prioritario. Quindi è necessario onorare la memoria di coloro che hanno lottato per la libertà, la pace, la giustizia, la dignità sociale e per rendere attuale la Costituzione. L’ANPI è impegnata nella risoluzione dei problemi attuali, per difendere la qualità della democrazia e i diritti delle persone che lavorano, per tutelare tutti gli esseri umani che non devono subire limitazioni e discriminazioni in base alla loro appartenenza etnica, di censo e sociale. La Costituzione non è uno strumento del passato, ma è un mezzo per vivere la società attuale ed affrontare e risolvere i problemi sociali impellenti. Come ANPI di Nova Milanese auspichiamo un mondo caratterizzato da contesti di pace, affinché gli orrori del passato non possano mai più ripetersi nell’attualità del presente. Per questo come ANPI ci sentiamo attivi rispetto alla realizzazione di un nuovo modello di sviluppo economico e sociale basato sulla condivisione del nostro patrimonio umano e culturale, allontanando gli spettri della guerra, orientandoci su processi di giustizia ed equità, non basati sulla forza delle armi, ma con propositi di apertura all’altro, nell’accoglienza degli ultimi, dei migranti, degli oppressi, dei diseredati di tutto il pianeta in prospettive mondiali di pace, di cooperazione, collaborazione e di interazione tra culture, opinioni politiche e religioni differenti.

In questi video sono visibili gli incontri del Progetto “PER NON DIMENTICARE”

http://www.youtube.com/lauratussi

Note:

http://www.mimesisedizioni.it/Mimesis/Educazione-e-pace.html

http://www.mimesisedizioni.it/Mimesis/Un-racconto-di-vita-partigiana.html

Allegati

·         CONFRONTI- L’importanza della Memoria Storica (948 Kb – Formato pdf)

La Rivista Confronti presenta i libri di Fabrizio Cracolici e Laura Tussi: “Ponti di Memoria” “Per Non Dimenticare” ed evitare che tutti i fascismi e i razzismi prendano il sopravvento in un mondo ormai dominato dall’alta finanza del potere imperialista.

 

 

Brunetto Salvarani, Il Fattore R. Le religioni alla prova della globalizzazione

Collana Fattore R: Religioni fra tradizione e globalizzazione, diretta da Brunetto Salvarani.
Il libro è corredato da un’Intervista con Raimon Panikkar

Brunetto Salvarani, Il Fattore R. Le religioni alla prova della globalizzazione, EMI 2012.

Il libro introduce orizzonti vasti di pensiero e riflessione inerenti la necessità e il significato del pluralismo interreligioso che apre a costellazioni cosmopolite, a visioni “cosmoteandriche”ed interculturali di credi e fedi differenti.
 

FATTORE R

FATTORE R

 

Brunetto Salvarani, Il Fattore R. Le religioni alla prova della globalizzazione, EMI 2012.

Collana Fattore R: Religioni fra tradizione e globalizzazione, diretta da Brunetto Salvarani.

Intervista con Raimon Panikkar

Recensione di Laura Tussi

 Il libro introduce orizzonti vasti di pensiero e riflessione inerenti la necessità e il significato del pluralismo interreligioso che apre a costellazioni cosmopolite, a visioni “cosmoteandriche”ed interculturali di credi e fedi differenti. Ma la religione non gode sempre di un’immagine positiva, spesso presentata come un atavico e violento inganno. Infatti, ad essa viene imputata la responsabilità non secondaria dei mali del mondo, delle guerre e dei conflitti culturali contemporanei. Sul versante opposto, invece, anche l’ateismo ipotizza apertamente l’utilità sociale delle istituzioni religiose: si può rimanere atei convinti, pur trovando nella religione una certa utilità, un motivo di interesse e di confronto, valutando l’ipotesi di adattare alla vita laica alcune consuetudini e norme religiose, dove le multiformi esperienze del sacro hanno vinto la sfida della secolarizzazione e restano cruciali per comprendere il nostro tempo. Il mosaico delle fedi si complica sempre più nell’epoca contemporanea, favorendo il proliferare di perplessità, dubbi, incertezze e speranze nel fenomeno mondiale del pluralismo interculturale, nel risveglio religioso che prende posizione contro il potere dogmatico, l’autorità prepotente, la burocrazia, l’irrilevanza esistenziale e il carattere obsoleto di troppa predicazione, nell’obiettivo di un intimo e rivoluzionario coinvolgimento spirituale.

Attualmente si assiste ad una riemergenza del fenomeno religioso che vede la crescita esponenziale dei fondamentalismi, con la presenza delle figure religiose e dei vari papi veicolati dai mass media, contro la proliferazione delle spiritualità eclettiche, con l’inclusione del sacro e del ritorno religioso anche nei paesi dell’Est, un tempo atei. Questi sono aspetti del rilancio della dimensione sacrale, prospettata, in modo surrettizio, come via di salvezza e di pace, definita postsecolarismo, che risponde alla crescente confusione esistenziale e alla solitudine solipsistica dell’individuo, come immerso nella “modernità liquida” della società attuale, per cui il dibattito culturale staziona tristemente sul terreno dello scontro tra truppe acriticamente fedeli alla Chiesa e indiscriminati combattenti per una laicità laicista, in uno scontro defatigante e purtroppo senza risoluzioni propositive tra le parti. Al contempo, di fronte ad un risveglio religioso si assiste alla diminuzione dell’influsso delle religioni sulla vita sociale e sul comportamento individuale della persona, in fenomeni intensi di disaffezione alla pratica del culto, nella dissoluzione del ruolo del sacro nell’esistenza collettiva, da non confondere con l’appartenenza e il riferimento identitario che conserva una sostanziale importanza nella vita dei vari Paesi. Il disincanto del mondo, l’uscita dalla religione, a partire dall’epoca rinascimentale, si manifestano nella rifondazione di un nuovo tipo di legittimità che ha consacrato l’emancipazione e l’indipendenza della persona, traducendosi nei principi imprescindibili dei diritti umani. Nel contesto contemporaneo crescono le religioni diasporiche, nella delocalizzazione del dato religioso, con vasti processi di ibridazione, contaminazione e meticciato, favoriti dall’accelerazione del pluralismo interculturale e dalla costellazione cosmopolita delle religioni, nella pluralizzazione delle fedi che registrano l’apertura ad una molteplicità di accesso a vari culti e ad una sostanziale reversibilità dei percorsi fideistici. Dunque l’avvento della secolarizzazione non ha decretato la fine della religione, ma una pluralità del dato culturale, in varianti di narrazioni religiose, oltre gli schemi del relativismo filosofico e del nichilismo antropologico, a partire dall’inclusione pluralista, tramite il portato dell’importanza dell’autocomprensione, a partire dagli altri, per capire il significato religioso, ma al contempo laico, della presenza e dell’inclusione dell’altro, nella vita di ciascuno: oltre la secolarizzazione delle religioni globali, l’opera in oggetto si pone come di fronte ad un paradosso schizofrenico nello scontro di civiltà, nel pluriverso delle religioni che vedono il ritorno del sacro nella globalizzazione, come risorsa culturale di neofilosofie emergenti, sotto la costellazione cosmopolita di tradizioni, culti e fedi, per credere senza appartenere, nel trionfo dell’umano, oltre il sacro come schematico paradigma latente ai fenomeni di massa, nella costante antropologica degli atavici interrogativi umani, nonostante la crisi del praticante, del pellegrino, del convertito, nelle nuove geopolitiche dei sincretismi fenomenologici sacrali, in prospettive proteiformi di ierofanie identitarie, orientate all’accoglienza degli aspetti laici attuali e contemporanei che si compenetrano con il dato culturale determinante e caratterizzante del pluriverso religioso. L’opera di Brunetto Salvarani si conclude con un’importante intervista a Raimon Panikkar, il sommo Teologo del dialogo tra le religioni.

Note:

“Comici Associati” per la Pace

“Comici Associati” per la Pace

 
 
 
Nel 2011 un gruppo di comici con una lunga esperienza di palcoscenico e di televisione ha deciso di unirsi per valorizzare il proprio lavoro. I comici del gruppo, con modi e tecniche diverse, propongono spettacoli in equilibro tra grande comicità e contenuto, volendo proseguire lungo le strade tracciate dai grandi maestri dello spettacolo impegnato: da Gaber a Jannacci, da Fo a Paolo Rossi, ovviamente con umiltà e senza impossibili paragoni.