MEMORIA: LILIANA SEGRE

“Fummo separati, uomini e donne, e io nei miei tredici anni spauriti, senza capire dove mi trovavo e che cosa mi stava succedendo, io, senza saperlo, lasciai per sempre la mano del mio papà.”
Su uno degli ultimi pannelli della mostra sulla persecuzione degli ebrei italiani esposta in Galleria Espositiva della Biblioteca di Brugherio, sono trascritte queste parole di Liliana Segre, deportata a Birkenau a soli 13 anni.
Non sono riuscita a finire di leggerla, quella frase. Un nodo in gola impedisce alle parole di uscire.
“Prof, perchè non ce la legge tutta?”
“Perchè ho conosciuto Liliana Segre. E quando conosci le persone, stringi loro la mano, ascolti con le orecchie il loro racconto, quando i tuoi occhi penetrano nella profondità di quelli di un altro, ecco succede che la Storia non è più un racconto di fatti, ma diventa l’insieme delle storie vere di persone fatte di carne, ossa, pelle, cuore, affetti. E poi mi viene da piangere perchè Liliana aveva 13 anni. Proprio come voi.”
Iris mi si butta fra le braccia. Gli altri mi guardano in cerca di una risposta. C’è quasi un rimprovero nel loro sguardo: ma perchè ci racconti e ci fai vedere queste cose?
Perchè, attraverso i ricordi di Liliana, vi consegno la Memoria, come lei e altri che ho incontrato l’hanno consegnata a me. Se ne saprete far tesoro, il mondo sarà certamente migliore.
“Fummo separati, uomini e donne, e io nei miei tredici anni spauriti, senza capire dove mi trovavo e che cosa mi stava succedendo, io, senza saperlo, lasciai per sempre la mano del mio papà.”
Su uno degli ultimi pannelli della mostra sulla persecuzione degli ebrei italiani esposta in Galleria Espositiva della Biblioteca di Brugherio, sono trascritte queste parole di Liliana Segre, deportata a Birkenau a soli 13 anni.
Non sono riuscita a finire di leggerla, quella frase. Un nodo in gola impedisce alle parole di uscire.
“Prof, perchè non ce la legge tutta?”
“Perchè ho conosciuto Liliana Segre. E quando conosci le persone, stringi loro la mano, ascolti con le orecchie il loro racconto, quando i tuoi occhi penetrano nella profondità di quelli di un altro, ecco succede che la Storia non è più un racconto di fatti, ma diventa l'insieme delle storie vere di persone fatte di carne, ossa, pelle, cuore, affetti. E poi mi viene da piangere perchè Liliana aveva 13 anni. Proprio come voi.”
Iris mi si butta fra le braccia. Gli altri mi guardano in cerca di una risposta. C'è quasi un rimprovero nel loro sguardo: ma perchè ci racconti e ci fai vedere queste cose?
Perchè, attraverso i ricordi di Liliana, vi consegno la Memoria, come lei e altri che ho incontrato l'hanno consegnata a me. Se ne saprete far tesoro, il mondo sarà certamente migliore.

L’IMPEGNO DI LAURA TUSSI

Nefer Shoa 14 aprile alle ore 17.44 Rispondi
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Buona serata
Nefer