CIAO MADIBA (DI MOHAMED BA)

CIAO MADIBA

6 dicembre 2013 alle ore 12.31

Caro fratello, lascia che ti racconti.
Vedevamo gli antichi imperi sottomessi alla riga, alla squadra e al compasso;
le foreste falciate e le colline annientate.
Vedevamo le nostre storie individuali e collettive sepolte sotto i reticoli tracciati dalle caravelle, vedevamo i negroafricani al lavoro come un silente formicaio.
Il lavoro è santo, ma quel lavoro non andava più col gesto, né tam-tam né la voce ritmava più il passo alle stagioni.
La generazione migliore fu scelta con cura, i ragazzi ingrassati come delle oche perché il peso determinava il prezzo del negro.
I seni della dona determinavano la sua destinazione finale, se non pendevano, avrebbe passato la sua esistenza a soddisfare le fantasie erotiche di un proprietario terriero.
Il prezzo del bambino assoggettato ai suoi denti.
I negri lavoravano nei campi, nelle miniere e la sera, segregati nei ghetti della miseria. E mentre i padroni ammucchiavano montagne di cotone e d’oro , essi morivano di fame.
E vidi un mattino emergere con il bagliore dell’alba, delle teste lanose, le braccia fiaccate, lo stomaco cavo, gli occhi spalancati.
Li sentì chiamare un Dio che sembrava impossibile. E poi arrivasti te..
C’insegnasti ad alzare il pugno, avvicinarci a coloro che ci trattarono da bestie, guardarli negli occhi, e dire loro: PERDONIAMOCI. Per questo Mandela non può morire, continuerà a vivere in noi con lo spirito di fratellanza e di unione, pesante eredità che ci lascia. Ne saremo degni? Lo spero tanto e lavoro tutti i giorni poichè ciò sia. Pace all’anima tua, nonno MADIBA.

Mohamed Ba

CIAO MADIBA, INVICTUS

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CIAO MADIBA, INVICTUS
by brugheriofutura

Ieri se ne è andato uno di quegli uomini che hanno cambiato la storia.

E’ morto Nelson “Madiba” Mandela, il leader politico che ha contribuito in modo determinante a sconfiggere il regime dell’apartheid nella Repubblica Sudafricana e a creare quella che oggi è nota come “the rainbow nation”, la nazione arcobaleno.

Nelson Mandela e, sullo sfondo, la bandiera della Repubblica Sudafricana

Nelson Mandela e, sullo sfondo, la bandiera della Repubblica Sudafricana

Nel 2009 il regista Clint Eastwood ne ha celebrato le gesta come Presidente del Sudafrica nel bellissimo film Invictus, dove il ruolo di Mandela è interpretato dal grande Morgan Freeman.

Qui vogliamo ricordare Madiba con le parole della poesia che da il titolo al film e che gli fu di ispirazione durante i lunghi anni della prigionia a Robben Island.

INVICTUS di William Ernest Henley (1849 – 1903)

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un pozzo che va da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per l’indomabile anima mia.

Nella feroce stretta delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo d’ira e di lacrime
Si profila il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

Il testo in inglese:

Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

L’ultima lezione di Madiba

Posted on 25 giugno 2013 by  (RAFFAELE MASTO)

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In una intervista ieri alla Cnn la figlia maggiore di Mandela, Makaziwe, ha detto che nella cultura Tembu “non si lascia andare via una persona fino a quando questa non lo abbia chiesto. Mio padre finora non lo ha fatto”.

I bollettini medici parlano di un uomo ormai in stato critico. Non hanno detto in uno stato irreversibile, ma dopo ormai 18 giorni di ospedale durante i quali lo stato di salute di Madiba, invece di rispondere alle cure e di migliorare è andato peggiorando, è fuori luogo farsi illusioni.

“Mio padre” – ha detto ancora la figlia – “vuole vivere, apre gli occhi e ci riconosce”.

 

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