Psicoterapia ed omosessualità – di Margherita Graglia

Presentazione libro “Psicoterapia ed omosessualità”

con l’autrice Margherita Graglia

Organizzatore::
Tipo:
Rete:
Globale
Data:
giovedì 4 febbraio 2010
Ora:
21.00 – 23.00
Luogo:
Circolo ARCI MALE Club

Descrizione

“PSICOTERAPIA ED OMOSESSUALITA’”
Ingresso gratuito dalle 21 alle 22.
Con l’autrice Margherita Graglia, psicologa e psicoterapeuta, collabora con l’Università di Bologna. È didatta CIS (Centro Italiano di Sessuologia). Affianca all’attività clinica la progettazione e la conduzione di corsi di formazione sull’orientamento sessuale e l’identità di genere rivolti a psicologi, medici, insegnanti ed educatori.
Cos’è l’orientamento sessuale? Cosa significa parlare di psicoterapia e omosessualità? Qual è la rilevanza dell’orientamento sessuale nel setting clinico?
Il testo fa il punto sui più recenti contributi della ricerca scientifica e illustra le specificità dei pazienti gay e lesbiche, discutendo alcune modalità di intervento terapeutico ed evidenziando il contributo dello psicoterapeuta nella costruzione di un setting inclusivo.
In particolare il lavoro offre una disamina delle forme contemporanee dell’omonegatività e del loro impatto sul benessere psico-sociale dei gay e delle lesbiche. Sebbene siano in corso profondi cambiamenti nella società civile rispetto all’omosessualità, da un lato le istituzioni italiane rimangono cieche e sorde di fronte alle richieste di riconoscimento dei cittadini non eterosessuali e dall’altro il pregiudizio antigay assume forme ambigue, sottotraccia, solo apparentemente più innocue.
In questo panorama si muove anche lo psicoterapeuta che ha, come sua cifra, un bagaglio di teorie sull’orientamento omosessuale che possono interferire, se non interrogate a fondo, nella selezione delle informazioni ritenute clinicamente rilevanti e nel contempo possono agire sull’immagine che ha di sé il paziente.
Senza trascurare di evidenziare l’apporto di entrambi i soggetti alla relazione terapeutica, l’autrice propone alcuni spunti di riflessione affinché la stanza del terapeuta diventi un contesto affrancato da stereotipi e pregiudizi.

“Psicoterapia ed omosessualità” di e con Margherita Graglia

“Psicoterapia ed omosessualità” di e con Margherita Graglia

Rassegna di libri e diritti civili

Organizzatore::
Tipo:
Rete:
Globale
Data:
venerdì 18 dicembre 2009
Ora:
21.00 – 23.00
Luogo:
Circolo ARCI MALE Club
Indirizzo:
Monte Sporno 18
Città/Paese:
Parma, Italy

Descrizione

INGRESSO LIBERO
“PSICOTERAPIA ED OMOSESSUALITA’”, ed. Carocci
Con l’autrice Margherita Graglia, psicologa e psicoterapeuta, collabora con l’Università di Bologna. È didatta CIS (Centro Italiano di Sessuologia). Affianca all’attività clinica la progettazione e la conduzione di corsi di formazione sull’orientamento sessuale e l’identità di genere rivolti a psicologi, medici, insegnanti ed educatori.

Cos’è l’orientamento sessuale? Cosa significa parlare di psicoterapia e omosessualità? Qual è la rilevanza dell’orientamento sessuale nel setting clinico?
Il testo fa il punto sui più recenti contributi della ricerca scientifica e illustra le specificità dei pazienti gay e lesbiche, discutendo alcune modalità di intervento terapeutico ed evidenziando il contributo dello psicoterapeuta nella costruzione di un setting inclusivo.
In particolare il lavoro offre una disamina delle forme contemporanee dell’omonegatività e del loro impatto sul benessere psico-sociale dei gay e delle lesbiche. Sebbene siano in corso profondi cambiamenti nella società civile rispetto all’omosessualità, da un lato le istituzioni italiane rimangono cieche e sorde di fronte alle richieste di riconoscimento dei cittadini non eterosessuali e dall’altro il pregiudizio antigay assume forme ambigue, sottotraccia, solo apparentemente più innocue.
In questo panorama si muove anche lo psicoterapeuta che ha, come sua cifra, un bagaglio di teorie sull’orientamento omosessuale che possono interferire, se non interrogate a fondo, nella selezione delle informazioni ritenute clinicamente rilevanti e nel contempo possono agire sull’immagine che ha di sé il paziente.
Senza trascurare di evidenziare l’apporto di entrambi i soggetti alla relazione terapeutica, l’autrice propone alcuni spunti di riflessione affinché la stanza del terapeuta diventi un contesto affrancato da stereotipi e pregiudizi.