MEMORIA e RICORDO. Iniziative “Per Non Dimenticare” – Città di Nova Milanese

Dalla Memoria al Ricordo… le iniziative della Città di Nova Milanese “Per Non Dimenticare”

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Dalla Memoria al Ricordo... le iniziative della Città di Nova Milanese "Per Non Dimenticare"

27 gennaio – 10 febbraio

MEMORIA e RICORDO

 Lunedì 20 GENNAIO 2014

Auditorium Comunale, Piazza Gio.I.A., ore 21:00 –

“Sui sentieri del partigiano Johnny”

Per non dimenticare. Voci e volti della Deportazione, della

Resistenza e della Liberazione. Docufilm inANTEPRIMA NAZIONALE sui luoghi del libro di

Beppe Fenoglio, con Emilio Bacio Capuzzo, Daniele Biacchessi,

Vittorio Agnoletto, Antonio Puhalovich, Fabrizio Cracolici,

Laura Tussi.

Venerdì 24 GENNAIO 2014

Presso la sede dell’associazione in Via Nenni 3, ore 21:00 –

Proiezione film Senza destino.

Iniziativa per i soci della Associazione Cascina Triestina.

Sabato 25 GENNAIO 2014

Sesto San Giovanni, Parco Nord, ore 14:30 – Manifestazione

al Monumento ai Deportati nel Parco Nord.

Il ritrovo è previsto alle ore 14:15 in Via Clerici 150 a Sesto San

Giovanni (parcheggio consortile) o presso Viale Suzzani

(ingresso Parco – Milano Zona 9).

Centro di Cultura Villa Brivio, Piazzetta Vertua Prinetti 4,

ore 16:00 – M.I.R. Memoria in Rassegna.

Proiezione di filmati a cura dell’Assessorato alla Cultura.

 

Centro di Cultura Villa Brivio, Piazzetta Vertua Prinetti 4,

ore 16:00 – Shoah, Foibe… e poi calò la notte.

La filatelia racconta.

Mostra di bandi e proclami, quotidiani, francobolli, interi postali,

affrancature meccaniche, annulli e cartoline del periodo storico

che riguarda la Seconda Guerra Mondiale, a cura del Centro Italiano

Filatelia e Resistenza e Storia Contemporanea.

La proiezione di filmati e la mostra rimarranno aperti al pubblico sino

al 15 febbraio 2014 da martedì a sabato dalle ore 9:00 alle ore 18:00,

con possibilità di visite didattiche su prenotazione al numero 0362 / 43.498.

 

Auditorium Comunale, Piazza Gio.I.A., ore 21:00 – Ricordare

per Vivere.

Rappresentazione teatrale a cura dell’Associazione Cascina

Triestina. A seguire dibattito aperto e consegna attestati ai ragazzi

della scuola secondaria di primo grado che interverranno.

CON IL PATROCINIO DELLA CITTA’ DI NOVA MILANESE e della PROVINCIA di MONZA e BRIANZA

Parole di guerra

 

pagine di guerra.jpg

 

 

 

 

Il Diario di Attilio Corengia

“il piccolo grande fornaio scrittore guanzatese”

“Così i ricordi tristi sonnecchiano per tanto tempo in una delle innumerevoli caverne del ricordo, stanno lì anche per anni, per decenni, per tutta una vita. Poi, un bel giorno, tornano in superficie, il dolore che li aveva accompagnati è di nuovo presente, intenso e pungente come lo era quel giorno di tanti anni fa.”

Va’ dove ti porta il cuore, Susanna Tamaro
(su gentile concessione dell’autrice)

Il diario si trasforma in uno spettacolo a cura della Compagnia Teatrale gli Erranti

Il diario si trasforma in uno spettacolo a cura della Compagnia Teatrale gli Erranti, che con grande impegno, passione e sensibilità riesce a dar vita alle parole di Attilio con momenti di strordinaria intensità e commozione. “Per la neve”, questo il titolo dello spettacolo, è risultato finalista e segnalato al Concorso Letterario Nazionale Bel-Ami 2012. Per ulteriori informazioni visita il sito della Compagnia Teatrale.

Prossimi spettacoli:

sabato 2 marzo 2013, ore 20.30, Aprica (SO), Sala Congressi del Centro Direzionale – nell’ambito delle manifestazioni legate alla 4a edizione della Corsa a piedi nudi sulla neve che si terranno sabato 2 e domenica 3 marzo 2013, sempre all’Aprica (maggiori informazioni sul sito);
giovedì 25 aprile 2013, ore 21.00, Guanzate (CO), Auditorium Scuola Secondaria di Primo Grado Anna Frank. Attilio ritorna al suo paese natale.

guarda l’intervista ad Attilio e tersita  http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=E5mZlxn_Vrg

 LEGGI TUTTO QUI: http://www.parolediguerra.it/

 

 

GRAZIE A TERESITA CORENGIA

RICORDANDO MAURO ROSTAGNO, UCCISO DALLA MAFIA

LAGER E DEPORTAZIONE

Cara Amica, Caro Amico,
 

Le deportazioni di civili costituiscono un aspetto e una parte importanti del fenomeno concentrazionario e della Shoah, complessivamente intesa e concepita.

L’Amministrazione Comunale e la Biblioteca Civica di Nova Milanese, a livello didattico, attraverso competenze di studio approfondito e di ricerca sul campo, da decenni, conducono un lavoro documentaristico fondato su approcci pedagogici inerenti il fenomeno concentrazionario e la deportazione, soprattutto per motivi politici.

La Biblioteca Civica di Nova milanese ha creato un sito di raccolta di testimonianze, videotestimonianze e documentazioni, ricavate da interviste e colloqui diretti con sopravvissuti e superstiti italiani, deportati per motivazioni politiche. Il sito in questione è www.lageredeportazione.org e concentra in sé anni di studio e di ricerca sul campo, in documentazioni che vengono direttamente trasmesse e rese fruibili tramite il Web.

 

Laura Tussi

 

LAGER E DEPORTAZIONE.

Il valore educativo della memoria storica

 

di Laura Tussi

 

Le deportazioni di civili costituiscono un aspetto e una parte importanti del fenomeno concentrazionario e della Shoah, complessivamente intesa e concepita. L’Amministrazione Comunale e la Biblioteca Civica di Nova Milanese, a livello didattico, attraverso competenze di studio approfondito e di ricerca sul campo, da decenni, conducono un lavoro documentaristico fondato su approcci pedagogici inerenti il fenomeno concentrazionario e la deportazione, soprattutto per motivi politici. La biblioteca civica di Nova milanese ha creato un sito di raccolta di testimonianze, videotestimonianze e documentazioni, ricavate da interviste e colloqui diretti con sopravvissuti e superstiti italiani, deportati per motivazioni politiche. Il sito in questione è www.lageredeportazione.org e concentra in sé anni di studio e di ricerca sul campo in documentazioni che vengono direttamente trasmesse e rese fruibili tramite il Web.

 

È accresciuto progressivamente e recentemente un diffuso interesse relativo al fenomeno concentrazionario e alla Shoah, grazie all’attenzione maggiore dedicata allo studio del ‘900 con i decreti Berlinguer e alla istituzione di una specifica giornata dedicata alla memoria e al ricordo di tutte le vittime della Shoah e degli stermini nazisti.

In Italia è stata scelta la data del 27 gennaio, il giorno della memoria, in cui si aprirono i cancelli di Auschwitz. Nonostante questo attivismo delle istituzioni scolastiche, che vede un massiccio insegnamento dei crimini nazisti, l’antisemitismo e il razzismo sembrano esplodere in maniera virulenta in tutta Europa. Per affrontare in modalità più analitiche l’insegnamento della storia delle deportazioni, dei crimini nazisti della Shoah nella sua complessità, educatori e insegnanti si interrogano circa l’attivazione di modalità educative, produttive da un punto di vista formativo, per incentivare e migliorare tale insegnamento. Infatti risulta necessario individuare ed attivare strumenti, modi e forme didattiche adatte e che non ricadono nell’indicibile, restituendo alle quali il proprio valore nell’ambito della storia del ‘900, evitando pericolosi risvolti di desacralizzazione e interrogandosi sul tormentoso problema dell’unicità dell’Olocausto, questione che negli ultimi anni ha coinvolto storici e ricercatori in ampi dibattiti storiografici.

Nella prassi scolastica occorre evitare di pensare alla Shoah come ad un evento sovrastorico, perché invece esso è intrinsecamente collegato alla storia del ‘900. Per comprendere meglio gli eventi, anche in chiave formativa, è necessario ripercorrere le tappe dell’antisemitismo, quale fenomeno sviluppatosi lungo tutto l’arco della storia umana.

Fin dall’antichità, si è dispiegato il pregiudizio contro gli ebrei. Quindi l’antisemitismo non è peculiare solo del ‘900, ma affonda le sue radici nell’età classica, anche se assume una codificazione sempre più netta e precisa quando il cristianesimo si impone come religione dominante. In tutta l’Europa occidentale si sono sviluppate teorie razziste, quando gli europei cercarono una giustificazione razionale, sul piano ideologico, nella costruzione degli imperi coloniali e nella teoria della supremazia razziale, ampiamente sfruttata durante la conquista delle Americhe. Il campo di concentramento può utilmente configurarsi come un paradigma della barbarie del ‘900.

Il confronto tra la Shoah e altri crimini definisce la sua unicità e singolarità, dove il genocidio ebraico è il solo nella storia ad aver perseguito l’obiettivo di un rimodellamento biologico dell’umanità, il solo complessivamente sprovvisto di una natura strumentale, in cui l’eliminazione delle vittime non era un mezzo, ma una fine implicito. Il gulag anche se terribile e brutale, nelle forme e nella sostanza, comprendeva e perseguiva il progetto di ricostruire una società diversa, mentre il lager voleva implicitamente e complessivamente un progetto di morte. Risulta opportuno chiedersi quali strumenti sono a disposizione dei docenti per una didattica capace di incidere sulla programmazione e quali temi trattare per offrire un insegnamento efficace. Spesso il tema delle deportazioni e del fenomeno concentrazionario vengono affrontati, affidando al testimone il compito di illustrare gli eventi senza preventive contestualizzazioni. Il valore dei testimoni è senza dubbio insostituibile, in quanto riescono a motivare gli studenti e a sensibilizzarli, grazie alla potenza emotiva connessa alla loro testimonianza, da cui si genera un apprendimento davvero profondo, se inserito in un percorso didattico che potrebbe avere nella testimonianza il suo stesso epilogo.

L’insegnante è coinvolto nel gestire le inevitabili emozioni prodotte dall’ascolto di storie tanto estreme, in modo che da esse scaturiscano riflessione e conoscenza, in un passaggio molto difficile, perché anche con i testimoni si assiste ad un particolare fenomeno di sacralizzazione che non aiuta la riflessione critica e consapevole. Risulta importante conoscere anche gli aspetti più desueti della Shoah, come lo studio dei ghetti, la resistenza ebraica, oppure rintracciare la memoria e la storia di persone legate alle vicende del luogo in cui si vive, per intessere dinamiche di ricostruzione storica tra memoria locale e generale. Queste ricerche sono state condotte in molte scuole, partendo dagli archivi scolastici, che costituiscono una fonte imprescindibile per gli studenti. Nell’insegnamento della Shoah si ripropone il nesso tra storia e memoria. Il tema della memoria, non condivisa, non coinvolge solamente la resistenza, ma anche la storia della deportazione, costituita da molteplici tasselli e variegati aspetti, come la deportazione dei politici, degli internati militari, dei testimoni di Geova, degli omosessuali, dei Sinti e dei Rom, perseguitati dal nazismo con particolare violenza. Della terribile persecuzione dei Rom sono pervenuti esigui documenti perché i pochissimi sopravvissuti non hanno reso testimonianza, a differenza degli ebrei e dei deportati politici.

Queste differenti tipologie di deportazione costituiscono tessere di un ampio mosaico, ma la memoria di tali eventi non è condivisa. L’assassinio e l’annientamento perpetrato dai nazisti viene collocato su un piano strettamente gerarchico, in quanto si assegna alla deportazione ebraica un ruolo preminente. Risulta necessario evitare che l’insegnamento della Shoah sia circoscritto intorno alla ricorrenza del giorno della memoria e renda noto quanto le diversità sociali siano state perseguitate e, nello specifico, la minoranza ebraica, in quanto differenza minoritaria, in un’Europa cristiana e intollerante. Occorre evitare la decontestualizzazione degli eventi e la loro sacralizzazione, poiché porterebbero a un apprendimento aleatorio e stereotipato, in quanto l’insegnamento della Shoah, concentrato in pochi momenti canonici, induce alla celebrazione retorica e ripetitiva, capace di ingenerare negli studenti disinteresse ed insofferenza. Se non si troveranno efficaci strategie per trasmettere la memoria, l’insegnamento dell’orrore della Shoah, porterà alla saturazione.

Se le questioni relative ai diritti umani sono trattate in riferimento agli avvenimenti concreti e storici delle persecuzioni naziste, sviluppando l’empatia con le vittime, sussiste allora la possibilità effettiva di trasmettere valori persistenti, che possano rafforzare una presa di coscienza sociale critica e valorizzare la stessa democrazia. L’insegnamento della Shoah deve configurarsi proprio come educazione al rispetto e alla convivenza pacifica con l’altro e questi sono gli unici mezzi per tentare di costruire una società vivibile, scevra di conflitti e conflittualità violente che potrebbero condurre alla costituzione di nuove distruzioni di massa.

Laura Tussi

PREMIO: RACCONTARE L’EUROPA

 

Raccontare l’Europa

Concorso Europeo dell’Autobiografia e delle Storie di Vita

Organizzatore::
Tipo:
Rete:
Globale
Inizio:
martedì 6 ottobre 2009 alle ore 16.25
Fine:
lunedì 30 novembre 2009 alle ore 19.25
Luogo:
http://ita.europeanmemories.eu/content/view/full/2264
E-mail:

Descrizione

“Raccontare l’Europa!”
Il progetto European Memories, coordinato da Unieda di Roma, al quale partecipa l’Archivio dei diari di Pieve insieme con altri cinque partner internazionali provenienti da Bulgaria, Germania, Portogallo, Danimarca, Spagna, è lieto di invitare i cittadini europei, donne e uomini, di ogni età e provenienza culturale, al concorso auto-biografico “Raccontare l’Europa”. Attraverso questa iniziativa si vuole contribuire a rendere visibili le migliaia di esperienze e i mille volti che compongono la nostra Europa. Storie del passato e del presente quindi, ma anche sogni, desideri e utopie che ci possano aiutare a immaginare e realizzare un’altra Europa possibile.
Quali storie?
Gli argomenti che il concorso propone si suddividono in tre aree tematiche:
• Esperienze di appartenenze all’Europa: momenti di vita ed esperienze che hanno contribuito a creare in noi – un senso dell’Europa.
• Percorsi in Europa (attraverso le diversità): Storia, culture e tradizioni dell’Europa vista attraverso le narrazioni di sé.
• Un’altra Europa è possibile: storie di impegno e di cambiamento sociale in Europa….

Narrazioni
È possibile utilizzare diversi formati e modalità di narrazione: testi, foto narrazioni, video e audio narrazioni, altri linguaggi (fumetto, poesia, teatro, ecc.)

Studi e ricerca
Oltre ai racconti di sé (autobiografici o biografici), potranno partecipare anche lavori di studi e ricerche realizzati attraverso interviste e storie di vita, come anche ricerche realizzate negli archivi europei di memorie.

Modalità invio lavori
Per partecipare all’edizione 2009-2010 del premio è necessario inviare i lavori entro il 30 Novembre 2009. Sarà comunque possibile inviare i lavori al Premio anche oltre questa scadenza, per la partecipazione all’edizione successiva. È possibile inviare le opere attraverso le seguenti modalità:
Attraverso il sito del progetto, www.europanmemories.eu, registrandosi al sito, compilando la scheda di descrizione del lavoro e caricando i lavori (pulsante ” Invia/Modifica”).
Per posta ordinaria, presso le segreterie del premio nei diversi paesi, allegando la scheda di partecipazione e di descrizione dell’opera (che si possono scaricare dal sito, o richiedere alle segreterie). In caso di invio per posta il materiale dovrà, comunque, essere fornito in versione digitale, in cd rom o altro supporto.
Per posta elettronica, all’indirizzo stories@europeanmemories.eu, allegando la scheda di partecipazione, e la scheda di descrizione del lavoro, scaricabili dal sito.

Per informazioni
http://ita.europeanmemories.eu/content/view/full/2264

 

 

grazie