CIAO MADIBA (DI MOHAMED BA)

CIAO MADIBA

6 dicembre 2013 alle ore 12.31

Caro fratello, lascia che ti racconti.
Vedevamo gli antichi imperi sottomessi alla riga, alla squadra e al compasso;
le foreste falciate e le colline annientate.
Vedevamo le nostre storie individuali e collettive sepolte sotto i reticoli tracciati dalle caravelle, vedevamo i negroafricani al lavoro come un silente formicaio.
Il lavoro è santo, ma quel lavoro non andava più col gesto, né tam-tam né la voce ritmava più il passo alle stagioni.
La generazione migliore fu scelta con cura, i ragazzi ingrassati come delle oche perché il peso determinava il prezzo del negro.
I seni della dona determinavano la sua destinazione finale, se non pendevano, avrebbe passato la sua esistenza a soddisfare le fantasie erotiche di un proprietario terriero.
Il prezzo del bambino assoggettato ai suoi denti.
I negri lavoravano nei campi, nelle miniere e la sera, segregati nei ghetti della miseria. E mentre i padroni ammucchiavano montagne di cotone e d’oro , essi morivano di fame.
E vidi un mattino emergere con il bagliore dell’alba, delle teste lanose, le braccia fiaccate, lo stomaco cavo, gli occhi spalancati.
Li sentì chiamare un Dio che sembrava impossibile. E poi arrivasti te..
C’insegnasti ad alzare il pugno, avvicinarci a coloro che ci trattarono da bestie, guardarli negli occhi, e dire loro: PERDONIAMOCI. Per questo Mandela non può morire, continuerà a vivere in noi con lo spirito di fratellanza e di unione, pesante eredità che ci lascia. Ne saremo degni? Lo spero tanto e lavoro tutti i giorni poichè ciò sia. Pace all’anima tua, nonno MADIBA.

Mohamed Ba

Il primo libro scritto in italiano da Mohamed Ba.

Calamite impossibili

28 luglio 2013  |   Stampa   |   Crea pdf
Scritto in: Cultura  |  
 
 
lRqdCbznJv8u_s4-205x300.jpg

Dal Senegal, alla Francia, all’Italia: odio-amore e altri sentimenti contrastanti nel primo libro scritto in italiano da Mohamed Ba.

«Cosa succede a un gruppo di calamite impossibili?». Pensateci su, leggendo questo bel romanzo di Mohamed/Amed Ba perché lui vi chiederà – a pag. 99 – di aiutarlo a rispondere. E se (come chi scrive) non ricordate il latino, fate un breve ripasso perché sarà pur vero – e Ba lo ribadisce – che quella di Catullo è «una frase che tutti conoscono e da millenni» ma insomma un po’ di mente locale non guasta. Anche perché Catullo parlava alla sua donna, ma per Amed l’amore/odio è il sentimento «che io, con i miei occhi di Africa, provavo per l’Europa».

Ba da molti anni vive in Italia: bravissimo mediatore culturale, teatrante, narratore e scrittore (eppure questo è il primo romanzo scritto in italiano).

 

leggi tutto qua: http://www.corriereimmigrazione.it/ci/2013/07/calamite-impossibili/