La nuova barbarie e le responsabilità dell’educazione

CICLO DI INCONTRI (5, 12, 19 maggio 2010)

a cura di PAOLO MOTTANA,

Casa della Cultura, Via Borgogna 3, Milano, MM1 San Babila

segnalato da Paolo Ferrario | 30 aprile 2010 at 18:50 | Categories: ZZZ-attesa categoria | URL: http://wp.me/peMEr-2dh

 

Via Borgogna 3, Milano, MM1 San Babila  

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La nuova barbarie e le responsabilità dell’educazione 

a cura di PAOLO MOTTANA 
 

Quattro riflessioni sul disagio del mondo contemporaneo e le risposte della cultura pedagogica  

Con PAOLO MOTTANA, Professore di Filosofia dell’educazione all’Università di Milano Bicocca 

ne parlano 

mercoledì  5 maggio 2010 ore 18.00 

RAFFAELE MANTEGAZZA, Professore di Pedagogia interculturale Università di Milano Bicocca

“Debolezze, servilismi, complicità di una pedagogia da Basso Impero” 

mercoledì  12 maggio 2010 ore 18.00 

DUCCIO DEMETRIO, Professore di Filosofia dell’educazione Università di Milano Bicocca

“Il soggetto tra barbarie dell’autocompiacimento e ricerca di senso” 

mercoledì  19 maggio 2010 ore 18.00

 

FRANCO CAMBI, Professore di Pedagogia generale Università di Firenze

“Tra ‘nichilismo’ e ‘vita autentica’: la doppia tensione della giovinezza anche attuale. Che fare?” 

 

mercoledì  26 maggio 2010 ore 18.00 

 

ANTONIO ERBETTA, Professore di Storia dell’educazione europea Università di Torino

“Da Robinson Crusoe a Henry Ford. La tragedia del moderno tra pedagogia e ipnopedia”

A fronte di un quadro allarmante, almeno stando alle cronache ufficiali, della condizione giovanile – di cui vengono denunciati il degrado culturale, le regressioni comportamentali, la dilagante superficialità -, la “ società educante”, in tutte le sue forme, appare fondamentalmente impotente.

Come leggere il fallimento educativo, se fallimento è, e come affrontare allora con la dovuta apertura, radicalità e disinibizione le sfide che le trasformazioni ingenti e irreversibili, almeno all’oggi, del contesto sociale e culturale contemporaneo, portano con sé?

Come evitare che la “liquefazione sociale” non si tramuti in una china di degrado e di disperazione?

Quale pedagogia e quale educazione possono provare a confrontarsi con questa situazione?