DIFESA AMBIENTE – NO AL NUCLEARE

La Rivista DIFESA AMBIENTE è l’organo ufficiale dell’organizzazione europea dei vigili del fuoco volontari della protezione e difesa civile

DIFESA AMBIENTE, EUROEDIZIONI per la Denuclearizzazione Mondiale

La Rivista DIFESA AMBIENTE, Sicurezza sul lavoro, diretta da Alfonso Navarra, propone studi dell’Associazione Antimafie Rita Atria, di Mario Agostinelli, Lidia Giannotti, Gloria Capuano, Giovanni Sarubbi e molti altri…

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Campagna: “NO” ai venti di guerra sul nucleare iraniano

Promossa da: Laura Tussi

“SI” alla denuclearizzazione euromediterranea

Promotori:

 

  • Giuseppe Bruzzone, obiettore di coscienza, sostenitore delle idee di Franco Fornari
  • Alfonso Navarra, obiettore di coscienza alle spese militari e nucleari
  • Laura Tussi, docente e giornalista

 Primi firmatari:

Moni Ovadia, Alex Zanotelli, Don Andrea Gallo, Marinella Correggia, Mario Capanna, Vittorio Agnoletto, Giorgio Cremaschi, Mario Agostinelli, Giulio Cavalli, Diego Parassole, Alberto Patrucco, Patrick Boylan, Ernesto Celestini, Alessio Di Florio, Lorenzo Galbiati, Attilio Galimberti, Alberto L’Abate, Luciano Manna, Alessandro Marescotti, Nello Margiotta, Daniele Novara, Nanni Salio, Giovanni Sarubbi, Olivier Turquet.

APPELLO

“NO” ai venti di guerra sul nucleare iraniano

“SI” alla denuclearizzazione euromediterranea

Il  governo dello Stato di Israele, con dichiarazioni, dapprima fatte filtrare all’esterno e poi con dichiarazioni pubbliche di alcuni suoi principali rappresentanti, caldeggia l’uso della propria forza militare per impedire che lo Stato iraniano possa eventualmente dotarsi di armi nucleari trasformando la propria energia nucleare “civile” in “militare”.

Sono emerse voci contrarie a questa posizione all’interno dello stesso governo israeliano e di ex responsabili dello stesso. Ed è degno di nota che i vertici militari e dei servizi segreti israeliani in carica, con prese di posizioni pubbliche, abbiano manifestato grande perplessità rispetto al carattere risolutivo di blitz aerei contro impianti presumibilmente disseminati in decine di siti sotterranei.

Senza assolutamente sottovalutare l’importanza di queste voci, istituzionali (o ex istituzionali), vorremmo porre l’attenzione al “NO” a questa potenziale guerra  da parte di David Grossman, scrittore, cittadino israeliano, che, in maniera pubblica, con fermezza, ha manifestato il suo dissenso al proprio governo. Grossman, sviluppando ragionamenti pragmatici, sostiene che l’eventuale attacco non risolverebbe comunque il problema, ma lo rinvierebbe nel tempo. Infatti  le conoscenze scientifiche da parte dell’Iran per fare la cosiddetta “bomba” (la tecnologia dell’arricchimento dell’uranio) rimarrebbero intatte, e caricate in più dell’odio per quello che potrebbe avvenire in bombardamenti comunque sanguinosi e ambientalmente devastanti, per quanto intenzionalmente chirurgici.

I firmatari di questo appello ritengono sia opportuno appoggiare la posizione dello scrittore israeliano, ed allo stesso modo sostenere chiunque, da frontiere contigue e/o contrapposte, lavori per il dialogo politico e per il disarmo; ricordano, in proposito, che l’ONU, da decenni, appoggiato dagli stessi Stati Uniti, ha designato il Medio Oriente come zona denuclearizzata, proprio nell’intento di evitare scontri catastrofici tra gli Stati e tra i popoli.

La posizione disarmista dell’ONU è stata ribadita dall’ultima Conferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione Nucleare del maggio 2010 con un documento che indice, per il 2012, una sua sessione speciale per la denuclearizzazione del Medio Oriente e l’eliminazione dalla regione delle armi di distruzione di massa.

I sottoscritti chiedono ai governi di rispettare l’impegno a far svolgere questa conferenza per la pace ed il disarmo sollecitando le opinioni pubbliche di tutti i Paesi e le nazioni dell’area euro mediterranea a mobilitarsi per incardinarne la necessità e la prepotente urgenza.

Ricordano anche che gli Stati sono fatti dagli uomini e che questi possono pesare nelle scelte:  devono solo tradurre la buona volontà in buone azioni e buone manifestazioni.

Ovunque possiamo far sorgere ed operare delle Ambasciate di Pace della società civile che si propongano, dal basso, l’obiettivo comune della denuclearizzazione.

 

Promotori:

 

  • Giuseppe Bruzzone, obiettore di coscienza, sostenitore delle idee di Franco Fornari
  • Alfonso Navarra, obiettore di coscienza alle spese militari e nucleari
  • Laura Tussi, docente e giornalista

 

 

Primi firmatari:

Moni Ovadia, Alex Zanotelli, Don Andrea Gallo, Marinella Correggia, Mario Capanna, Vittorio Agnoletto, Giorgio Cremaschi, Mario Agostinelli, Giulio Cavalli, Diego Parassole, Alberto Patrucco, Patrick Boylan, Ernesto Celestini, Alessio Di Florio, Lorenzo Galbiati, Attilio Galimberti, Alberto L’Abate, Luciano Manna, Alessandro Marescotti, Nello Margiotta, Daniele Novara, Nanni Salio, Giovanni Sarubbi, Olivier Turquet.

Aderisci:

Adesioni dal 31 maggio 2012: 220 persone , 13 associazioni

Note:

http://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=95&id_topic=4

Allegati

La Rivista DIFESA AMBIENTE, Sicurezza sul lavoro, diretta da Alfonso Navarra, propone studi dell’Associazione Antimafie Rita Atria, di Mario Agostinelli, Lidia Giannotti, Gloria Capuano, Giovanni Sarubbi e molti altri…

Vedi anche

  • Pace

APPELLO: “NO” ai venti di guerra sul nucleare iraniano

Il governo dello Stato di Israele, con dichiarazioni, dapprima fatte filtrare all’esterno e poi con dichiarazioni pubbliche di alcuni suoi principali rappresentanti, caldeggia l’uso della propria forza militare per impedire che lo Stato iraniano possa eventualmente dotarsi di armi nucleari trasformando la propria energia nucleare “civile” in “militare”. Ecco come puoi firmare l’appello

Laura Tussi

 

no al nucleare (e non solo)

No al nucleare

di G.P.

lettera al blog di grillo

Caro Beppe,
sono un professionista di 62 anni, l’altra sera sono statocolpito dalla pubblicità del sito
www.forumnucleare.it; ho pensato finalmente c’è qualcuno che vuole sentire il pensiero degli amministrati sul tema nucleare che interessa le prossime generazioni. Vado sul sito è sono bombardato da una serie allucinante che direttamente o indirettamente indirizzano il pensiero del videolettore al SI. Con il suo viso innocente, Chicco Testa, uno degli ispiratori del sito spiega ai lettori i motivi del suo mutamento di opinionesul nucleare prima NO ora SI . L’età mi consente di conoscere la lunga strada “politica” del Testa partito con i calzoni rotti e conla cultura del “iohostatoiohovenuto” è diventato un uomo di riferimento del potere economico internazionale. Esprime valutazioni su argomenti e temi che non sono tecnici, ne economici, ma SOCIALI, AMBIENTALI e di SOPRAVVIVENZA DELLA UMANITA’. A mio modesto parere il problema NUCLEARE SI – NUCLEARE NO, strettamente legato alla produzione di energia elettrica, in continua ascesa per una continuo aumento della domanda, è la espressione di un potere economico che induce gli esseri umani a ricercare, INVANO, negli oggetti (CONSUMISMO)la propria felicità interiore . Ed allora bombardati da una pubblicità DELIQUENZIALE, dal punto di vista sociale, per essere felici bisogna possedere una auto più importante del vicino,portare al polso un Rolex . In questo mondo rappresentiamo una società di SLAVES il cui unico bisogno nella vita, imposto dal POTERE ECONOMICO, è aspirare a possedere oggetti. Viviamo il dramma della globalizzazione che significa, alla fine consumare a Natale in Italia le ciliege prodotte del Cile….. pernon attendere a maggio le buonissime ciliege ferrovia. Ed allora ci vuole sempre più energia. Vivo in una realtà AGRICOLA a circa 40 km dal sito TRISAIA di stoccaggio nucleare di materiale radioattivo proveniente dagli USA E e a 40 km dal centrosiderurgico di Taranto . Due lati dello stesso prisma : PRODURRE ENERGIA PER AUMENTARE I CONSUMI; il terzo lato del prisma è L’AUMENTO ESPONENZIALE DEI TUMORI. Perchè non proviamo nel nostro piccolo ad invertire tendenza, a consumare quanto ci serve, a vivere LA VITA, non correndo PIU’ dietro una felicità effimera imposta da un REGIME ECONOMICO che definisce povera una famiglia che CONSUMA meno di 1200 €/mese!! Consumando di meno nonavremo bisognodi nucleare e soprattutto inizieremo ad essere liberi dal POTERE ECONOMICO. LA VITA E L’AMBIENTE SONO GLI UNICI VALORI e valgono molto di più della produzione di energia nucleare.
Questa è, a mio parere, la vera risposta ALTERNATIVA AL NUCLEARE. Tu che ne pensi?
Possiamo condividere insieme questa lotta contro la BARBARIE ECONOMICA, utilizzando la tua forza di persuasione.

NO AL NUCLEARE

BENVENUTO NELLA NUCLEAR HOTLINE!

Ciao paolo,

il nostro Governo intende riportare il nucleare in Italia, senza consultare i cittadini e scavalcando le competenze delle Regioni in materia di energia.Venerdì notte i nostri volontari sono entrati con i gommoni a Piazza San Marco, tanto era alta l’acqua a Venezia.

Il nucleare non salverà Venezia e impedirà all’Italia di investire nelle vere soluzioni per i cambiamenti climatici: rinnovabili ed efficienza.

La nostra azione non si è fermata qui. Sabato mattina abbiamo attivato la “Nuclear Hotline”, portando in sei grandi città italiane (Venezia, Roma, Napoli, Bari, Milano e Firenze) 14 cabine telefoniche in stile inglese: tanti cittadini hanno già chiamato e lasciato il proprio messaggio contro il nucleare.

Se anche tu vuoi lasciare un messaggio contro il nucleare, chiama il numero verde gratuito 800.864.884. Consegneremo tutti i messaggi raccolti ai candidati alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo.

Ti ricordiamo che il nostro appello contro il nucleare sul sito Nuclear lifestyle ha superato le 50.000 firme e il numero sta continuando a crescere! Se non lo hai ancora fatto, partecipa anche tu alla nostra campagna contro il nucleare.

Saluti e a presto!

Andrea Lepore
Responsabile Campagna Nucleare


PS: Come saprai, Greenpeace è indipendente e realizza le sue campagne solo grazie all’aiuto di singole persone come te.

Diventa un sostenitore di Greenpeace! Sostieni questa e altre campagne in difesa del pianeta cliccando qui.

 

 

CIAO

NL DI COMUNI VIRTUOSI

In questo numero

Il progetto “Riducimballi” del Comune di Monterotondo (RM) ha permesso l’installazione di un distributore di latte alla spina nella Piazza Berlinguer allo Scalo,  attiguo alla “fontana leggera” già funzionante, mentre un secondo distributore, posto accanto alla nuova fontana in costruzione, sarà collocato entro fine mese in Piazza Libertà. La doppia iniziativa punta a consolidare l’esperienza più che positiva della fontana di Piazza Berlinguer, nella quale sono stati fin qui erogati oltre 500mila litri di acqua naturale, con un risparmio di 350mila bottiglie in meno. Un’operazione, tra l’altro, a costo zero, considerato che le spese di manutenzione vengono coperte con il contributo energia dei due impianti fotovoltaici installati sulle scuole, che permettono entrate (dal gestore energetico) di oltre 8mila euro l’anno. Video

L’acqua come bene comune, sottratta alle logiche di privatizzazioni e considerata di fondamentale importanza per la collettività! La testimonianza del Comune di Capannori (LU), in collaborazione con Acque spa, rafforza la linea adottata dai Comuni Virtuosi; infatti grazie al progetto “Acqua buona”, dove è stato introdotto l’uso dell’acqua di rubinetto nelle mense scolastiche, ogni settimana sono 1.890 le bottiglie di plastica non emesse nell’ambiente e circa 40mila dall’inizio dell’anno scolastico, pari a 1.600 chilogrammi di plastica risparmiata. Il progetto ha un duplice significato, infatti fornisce un’educazione ambientale ai bambini e alle loro famiglie, inoltre valorizza l’eccellente bontà dell’acqua dei nostri rubinetti, come si evince dalle analisi microbiologiche compiute dall’Usl 2 dalle quali ! risulta che l’acqua di rubinetto risulta migliore dell’acqua imbottigliata, che rimane per settimane e mesi nelle bottiglie, prima di arrivare nelle nostre tavole.

Acqua e nucleare: ci giochiamo il futuro Video

Il Comune di Camigliano (CE) si sta imponendo sempre di più come uno dei comuni che si distingue nella salvaguardia dell’ambiente; stavolta il piccolo centro caleno ha adottato un nuovo strumento urbanistico che non prevede aree di espansione edilizia, con l’obiettivo di limitare le costruzioni all’interno del perimetro urbano, evitando nuove aree edificabili e prevedendo un piano di recupero per le tante case abbandonate nel centro storico. La proposta di dotarsi di un nuovo strumento urbanistico a crescita zero si inserisce perfettamente nella campagna nazionale “Stop al consumo di territorio” alla quale l’Associazione dei Comuni Virtuosi aderisce fin dalla sua attivazione, seguendo l’esempio del Comune di Cassinetta di Lugagnano (MI), che, proprio come Camigliano, è socio della nostra rete.

non si scherza col fuoco atomico!

La notizia del giorno è che il governo ha deciso di impugnare di fronte
alla Corte costituzionale le tre leggi regionali con cui Puglia,
Campania e Basilicata vietano l’installazione di centrali nucleari nei
rispettivi territori.
Con una decisione ispirata ad un becero
centralismo viene così smentito il federalismo da osteria di cui tanto
si vanta la Lega Nord. Da mesi Regioni e governo si trovano
contrapposte sull’atomo cosiddetto civile. Il 27 gennaio scorso la
Conferenza delle Regioni ha bocciato a maggioranza il piano da 13.000
Megawatt nucleari (4 reattori EPR francesi già concordati,
presumibilmente altri 6 AP1000 USA, con una seconda cordata in via di
costituzione).
Le uniche a votare contro sono state la Lombardia di
Roberto Formigoni, assieme al Veneto e al Friuli Venezia Giulia.
11
Regioni si sono rivolte alla Corte Costituzionale con un ricorso contro
la norma che prevede la possibilità di avviare la costruzione di una
centrale nucleare o di un impianto di trattamento delle scorie anche in
presenza di un parere contrario degli enti locali e delle Regioni
interessate, perdipiù militarizzando i siti scelti.
Il pronunciamento è
atteso per giugno.
L’IDV, come è noto, ha presentato una richiesta
abrogativa di referendum contro la legge 99/2009, il decreto “Sviluppo”
che fa da base per il ritorno del nucleare in Italia, ma si è
dichiarata disposta a concordare tempi e modi dell’iniziativa con un
più largo fronte di partiti, associazioni, movimenti.
Oggi il movimento
di Di Pietro apre il suo congresso. Speriamo che la discussioni porti
consiglio: scarti una logica elettoralistica di breve periodo e valuti
un uso accorto dello strumento referendario, per contenuti, modalità e
tempi (sarebbe il caso di aspettare lo step della definizione delle
zone per poter contare sull’appoggio “incazzato” della fascia “nimby”
della popolazione).

Roberto Formigoni, il governatore fuori-legge
(non può presentarsi per il quarto mandato consecutivo!), ha di fatto
candidato la Regione Lombardia ad ospitare il nucleare, con ciò ponendo
la politica energetica del territorio lombardo fuori dagli obiettivi
europei: i famosi “tre venti entro il 2020”.
L’ENEL ha già nel cassetto
una possibile mappa dei siti nucleari, ricavata da vecchi studi tuttora
validi: la Lombardia potrebbe ospitare centrali a Tavazzano (20 km da
Milano) o a Ostiglia e Sermide, in Provincia di Mantova.
Nè dobbiamo
dimenticare che Caorso, in provincia di Piacenza, è ai confini della
nostra Regione. Anche a Trino Vercellese, in Provincia di Vercelli,
esiste un impianto riattivabile a pochi Km dalla Lombardia.
E’ più che
probabile che i reattori EPR, che fanno capo alla cordata giù
costituita di EDF francese ed ENEL, vengano piazzati, anche e
soprattutto per motivi di semplificazione burocratica (hanno già le
licenze!), nei siti del “vecchio” nucleare, quello che il popolo
italiano ha fatto chiudere con il referendum del 1987.

La mappa del
nucleare in Lombardia prevede anche:
– le miniere di uranio in Val
Brembana ed in Valtellina;
– le industrie come la Breda, la Mangiarotti
Nuclear, l’INNSE (molte aziende ad es. partecipano alla costruzione del
reattore di Flamanville in Francia);
– i centri di ricerca
nell’Università (il Politecnico di Milano), l’INFN, l’ISPRA, l’ENEA, il
CNR;
– i possibili depositi di scorie.
Va considerato, infatti, che,
secondo la carta dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia,
davvero al riparo dai tremori della terra ci sono solo, oltre alla
Sardegna, l’area di confine fra Piemonte e Lombardia e l’estremo lembo
della Puglia.
Per il funzionamento dei reattori un altro elemento
essenziale è la necessità di grandi quantità di acqua per il
raffreddamento, quindi essi andranno costruiti vicino ai fiumi o sul
mare.

Le scorie sono una vicenda importante per la sensibilizzazione
dell’opinione pubblica sui rischi del nucleare: basti pensare che
ancora dobbiamo mettere in sicurezza quelle prodotte dalle centrali
“chiuse” nel 1987. Le trasportiamo a Sellafield in Gran Bretagna con
treni notturni per il ritrattamento; una volta “vetrificate” ritornano
indietro per essere stoccate nei vecchi impianti. Un incidente
ferroviario potrebbe risultare catastrofico a livello di contaminazione
radioattiva dell’intera Pianura Padana…

Quanto al rapporto tra
nucleare civile e nucleare militare, evidenziato ad esempio in questi
giorni dalla crisi iraniana, ci permettiamo di ricordare che a Ghedi
(Brescia) ospitiamo una base USA i cui cacciabombardieri sono armati
con ordigni atomici B-61.
Nel 1987, con altri ecopacifisti, siamo stati
protagonisti di una “invasione simbolica” di quella struttura, che
riteniamo contraddica il principio costituzionale del “ripudio della
guerra”.
Esiste un comitato locale pacifista a Ghedi da tempo impegnato
per l’eliminazione delle armi nucleari dal proprio territorio.

L’opposizione alle politiche nucleari bisogna combinarla con politiche
di alternativa energetica e di reale contrasto al surriscaldamento da
effetto-serra.
Un piano per l’energia alternativa che usasse le stesse
risorse che si verrebbro investire nel nucleare (30 miliardi probabili
per i soli EPR) creerebbe, a stare bassi, oltre mezzo milione di posti
di lavoro: occupazione utile e “pulita” subito, indispensabile per
affrontare la crisi economica che morde oggi (mentre la “prima pietra”
per il nucleare Scajola la promette solo per il 2013).
Ci sembra molto
importante lavorare sulla struttura di una “rete energetica
intelligente” sul modello di Internet. Case, uffici, centri
commerciali, ristrutturati secondo criteri da urbanistica ed
architettura “ecologici”, possono benissimo diventare i “nodi” di
produzione e di smistamento dei flussi energetici, in analogia con i
flussi informativi del web. Questa struttura può anche essere
svincolata dallo stoccaggio all’idrogeno, sostenuto da James Rifkin.

La nostra posizione, in conlusione, è che serva costruire una larga
coalizione di forze antinucleari e per il si al risparmio energetico ed
alle rinnovabili, che, come con il No-B-Day, esalti il ruolo
protagonista di un ampio movimento di opinione trasversale agli
schieramenti politici, già attivo nel nostro Paese.

Per questo
aderiamo alla proposta dell’Associazione Kronos di una “Maratona
oratoria antinucleare” (data da stabilirsi) sotto il Pirellone di
Milano: può essere una utile tappa di costruzione del coinvolgimento
unitario di sindacati, associazioni, movimenti di base, che discutano e
si confrontino insieme per definire al meglio una strategia di lotta
comune.

Essa può rientrare nel calendario di iniziative messe a punto
dall’Assemblea antinucleare tenutasi a Roma il 23 gennaio 2009.
Si è
infatti parlato di assemblee regionali che devono sboccare in  una
assemblea antinucleare nazionale il 21 marzo a Montalto di Castro – a
ridosso della manifestazione nazionale sull’acqua pubblica del 20
marzo.

Altra proposta è quella di una Carovana “No al nucleare e no
al militare” (che dovrebbe toccare siti “civili” e basi militari)
all’interno del periodo 26 aprile – anniversario Chernobyl – 2 giugno.
Bisogna però verificarne la praticabilità: magari si riesce a farne
partire un solo spezzone (tra Nord Ovest, Nord Est,  Sud e Isole) e
l’arco di tempo va sicuramente ridotto.
Per la rete di “Nukewatch” (la
vigilanza antiscorie”) si organizzerà, in autunno, un incontro con gli
attivisti tedeschi.

Una idea da riprendere, modellata sul consumo
critico, è anche quella de “IL NUCLEARE NON LO PAGHIAMO”: disdire i
contratti con l’ENEL o altre compagnie nucleariste; scegliere, per
rifornirsi di elettricità, i distributori da fonti rinnovabili; oppure
attrezzare sè stessi con pannelli solari per diventare il proprio
fornitore di energia pulita.

Si ricorda infine che l’obiezione di
coscienza alle spese militari e nucleari è possibile praticarla
versando una cifra simbolica sul fondo della Campagna OSM-DPN (ccp n.
13382205 intestato a LOC, via Mario Pichi, 1 – 20143 Milano):
specificare nella causale “Disarmo atomico”.

Alfonso Navarra –
Coordinamento FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO – C/O  C/O
Campagna OSM-DPN, via Mario Pichi,1 – 20143 Milano tel. 02-58101226
cell. 349-5211837

grazie