Piazza Fontana, tutti gli atti in digitale, un nuovo passo “per non dimenticare”

Piazza Fontana, tutti gli atti in digitale un nuovo passo “per non dimenticare”

 
 
 
Nel giorno del 42° anniversario il sito “La rete degli archivi per non dimenticare” affida l’archivio informatizzato dei documenti del processo al sindaco di Milano.

12/12 Memoria storica. Il valore creativo del ricordo

SALONE DELLA PICCOLA E MEDIA EDITORIA DI MILANO.
Un Libro a Milano.
 
DIBATTITO sul tema Memoria storica. Il valore creativo del ricordo promosso da Zephyro Edizioni.
Ne parlano
Laura Tussi, scrittrice, giornalista e docente, autrice del libro Memoria e olocausto (Aracne Edizioni)
Francesco Barilli, scrittore, curatore e mediattivista, autore con Matteo Fenoglio del libro di storia a fumetti Piazza Fontana (Becco Giallo),
introdotti dal Professore
Attilio Mangano, storico e giornalista.
 
Sabato 12 Dicembre 2009
ore 11.30
via Tortona, 27 Milano

APPELLO PER 12 DICEMBRE RACCOLTA ADESIONI

APPELLO PER 12 DICEMBRE RACCOLTA ADESIONI

Daniele Biacchessi 17 novembre alle ore 19.14 Rispondi
Aprire gli armadi non basta…

Manifesto per l’accessibilità e la trasparenza degli archivi
nell’interesse dei cittadini

PREMESSA
Il 12 dicembre 2009 ricorre il 40° anniversario della strage di piazza Fontana.
Di questa storia, oggi non esiste ancora una narrazione consolidata e condivisa.
Così come non esiste per tantissime altre pagine dolorose della storia del nostro Paese.
L’Italia, purtroppo è stata segnata da fenomeni eversivi di diversa matrice. Di questo passato tragico, esistono memorie divise e in conflitto tra loro. La ricerca storica è un terreno essenziale su cui impostare un confronto civile superando antiche divisioni.
Per scrivere la storia, servono i documenti, ossia le “tracce” concrete dell’attività delle istituzioni, delle forze dell’ordine, dei servizi di sicurezza e di tutti i soggetti protagonisti della vita democratica
Questa ricostruzione passa necessariamente attraverso la buona gestione degli archivi.
In Italia dal 2007 il segreto di Stato è limitato a un massimo di trent’anni. Ma questo non ha risolto il problema: molti armadi in teoria sono aperti, ma non per questo sono accessibili.
L’accesso ai documenti necessari alle ricostruzioni storiche resta in moltissimi casi assai difficoltoso.
Spesso ci si scontra con un segreto di stato “strisciante”, anche se, formalmente, il segreto non c’è.
Esiste un nesso profondo tra la conoscenza della verità e la convivenza civile: costruire onestà intellettuale attraverso la memoria storica è essenziale per una Nazione se vuole avere cittadini attivi e consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri.
La conoscenza non formale della storia recente della nostra Repubblica è uno degli elementi portanti del nostro diritto di cittadinanza.
Solo uno Stato che non teme la verità e il confronto sugli errori del proprio passato è uno Stato veramente democratico, in cui tutti possono riconoscersi pienamente.
Per queste ragioni, abbiamo individuato quattro aree di intervento sulle quali vogliamo richiamare l’attenzione per migliorare l’accessibilità e la trasparenza degli archivi.

LE 4 AREE DI INTERVENTO

1) NORMATIVA SUL SEGRETO DI STATO. Piena attuazione della Legge 3 agosto 2007, n. 124 “Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto di Stato” ed elaborazione dei decreti attuativi, affinché faciliti davvero e normalizzi l’accesso alla documentazione degli archivi storici degli apparati di sicurezza italiani. Il Freedom of Information Act statunitense ci pare un modello a cui è possibile ispirarsi;

2) COMMISSIONI PARLAMENTARI D’INCHIESTA. Piena accessibilità agli studiosi e ai cittadini della documentazione governativa e delle carte acquisite dalle Commissioni d’inchiesta parlamentari. In particolare, si richiede la tempestiva pubblicazione di tutti gli atti delle Commissioni parlamentari in attuazione delle relative delibere;

3) ATTI GIUDIZIARI DI RILEVANZA STORICO-SOCIALE. Attuazione di tutti quegli accorgimenti atti a garantire la conservazione dei procedimenti di particolare rilevanza storico–sociale e agevolarne la consultazione; ad esempio, si caldeggia un proseguimento e ampliamento dei progetti di digitalizzazione in corso;

4) ARCHIVI DI STATO. Assicurare che si applichi con regolarità e tempestività il versamento delle carte dagli archivi correnti agli archivi storici (art. 41 del codice dei Beni Culturali) e garantire agli archivi storici, che sono una colonna portante della nostra democrazia (ma spesso vengono trascurati come fossero una “Cenerentola” della cultura) risorse, personale e spazi fisici per tutelare al meglio quel patrimonio che può aiutarci a conoscere ed elaborare le pagine più difficili e tormentate della storia dell’Italia repubblicana.

Sono richieste concrete, che disegnano un percorso non breve, ma necessario, per onorare nel modo migliore, nella ricorrenza del 12 dicembre, le 18 vittime di piazza Fontana:
GIOVANNI ARNOLDI, GIULIO CHINA, EUGENIO CORSINI, PIETRO DENDENA, CARLO GAIANI, CALOGERO GALATIOTO, CARLO GARAVAGLIA, PAOLO GERLI, LUIGI MELONI. VITTORIO MOCCHI, GEROLAMO PAPETTI, MARIO PASI, CARLO PEREGO, GIUSEPPE PINELLI, ORESTE SANGALLI, ANGELO SCAGLIA, CARLO SILVA, ATTILIO VALLE’.

Primi firmatari:
Associazione “Piazza Fontana 12 Dicembre 69
Centro Studi e iniziativa sulle stragi politiche degli anni 70”
Licia, Claudia e Silvia Pinelli
Associazione familiari dei caduti di piazza della Loggia e “Casa della memoria” di Brescia
Fondazione Roberto Franceschi, Milano
Associazione familiari e amici di Fausto e Iaio
Associazione 2 agosto
Associazione Luca Rossi
Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili
Benedetta Tobagi
Daniele Biacchessi giornalista e scrittore
Francesco Barilli Reti Invisibili
Gaetano Liguori, musicista
Marino Severini dei Gang, musicista

Per adesioni dbiacchessi@retedigreen.com

grazie