archivio dei diari – 26° premio pieve santo stefano

Ai membri di Archivio dei diari
Antonella Brandizzi 31 luglio alle ore 21.17 Rispondi
Cari amici,
il programma del 26^ Premio Pieve
http://www.archiviodiari.it/premiopieve2010.pdf

In questa edizione del Premio Pieve abbiamo pensato di dare spazio e voce a nuovi linguaggi della memoria. Pur rivendicando la sua tradizione di archivio di memoria scritta, l’iniziativa di Pieve Santo Stefano riconosce il valore e l’importanza di altre forme di raccolta che ha direttamente sperimentato grazie ai due progetti European memories e Voci migranti ospitati nel programma 2010.
Nel primo si raccolgono le storie di cittadini europei, donne e uomini di ogni età e provenienza culturale in un archivio digitale: sono racconti scritti, audio video e fotonarrazioni messi a disposizione di tutti nel sito europeanmemories.eu.
A integrazione del progetto europeo si segnala il workshop che si terrà a Pieve dal 7 al 12 settembre, seguito da venti partecipanti di diverse nazionalità.
Nel secondo si raccolgono in video le testimonianze di migranti che vivono in Valtiberina scegliendo una modalità più immediata e semplice per i loro racconti di vita, rispetto alla scrittura. Il materiale raccolto ha ispirato la realizzazione di un documentario che viene presentato a Pieve in anteprima e ha dato vita a un laboratorio teatrale migrante che sarà presentato nell’ambito del workshop.

Il Premio Pieve offre occasioni di incontro e confronto con altre esperienze di raccolta della memoria che utilizzano nuovi linguaggi, come quella de La banca della memoria di Torino o il progetto appena lanciato da Slow Food, I granai della memoria. È un’edizione che ospita anche i linguaggi più classici attraverso i quali la memoria si esprime, come la scrittura, il teatro, il cinema. Ci saranno figli testimoni della memoria dei loro padri, una mostra fotografica con i racconti di vita in parallelo di bambini rumeni e pievani, la presentazione della rivista dell’Archivio Primapersona, completamente rinnovata, che dedica il primo numero della nuova serie alla memoria. Fra i diari che diventano libri, la vincitrice della passata edizione, Sabrina Perla con il suo struggente Die Katastrophe (Terre di mezzo), i titoli della nuova collana Storie italiane, realizzata con il Mulino di Bologna, la collaborazione con il Premio LiberEtà, il secondo numero della collana Autografie (Forum Edizioni).

Ma l’edizione 2010 segna anche l’avvio di un progetto innovativo dell’Archivio dei diari, che si chiama Impronte digitali e ha l’ambizione di trasformare in formato digitale tutto il patrimonio della Fondazione di Pieve, partendo dalla digitalizzazione del pezzo più importante della collezione, il Lenzuolo a due piazze di Clelia Marchi, navigabile riga per riga dal pubblico del Premio Pieve.

Vi aspettiamo a settembre a Pieve Santo Stefano.

L’Archivio dei Diari

il paese dei diari

Mario Perrotta
Il paese dei diari
Terre di mezzo edizioni
con un intervento di Ascanio Celestini

 

“Mi guardo intorno e vedo stanze e corridoi riempiti da chili e chili di ricordi, raccolti in milioni di pagine, assemblate in migliaia di diari, lettere e memorie, un festival del ricordo insomma, un inno perenne alla memoria […]. Sono il tentativo tenace di opporre resistenza alla dimenticanza, in una battaglia impari tra poche migliaia di sopravvissuti contro milioni di esistenze di cui non sapremo mai nulla. Tutte queste cose mi dice o mi fa intuire Saverio e quel timore che si era appena affacciato nei suoi occhi prende corpo davanti a me sul suo volto […]. Anche lui ha paura, come tutti gli autori dei diari conservati qua dentro, di smemorarsi. Degli altri. E di sé.”

C’è un posto, in Toscana, dove sono custodite le storie degli italiani: è l’Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano (Arezzo), fondato nel 1984 da Saverio Tutino, giornalista, già inviato per alcune tra le maggiori testate nazionali. Oggi i manoscritti depositati sono oltre seimila e il loro numero cresce di anno in anno. L’Archivio è un luogo unico, nato per raccogliere e conservare i diari, le memorie e gli epistolari della gente comune. Ed è proprio qui che Mario, il narratore di questo romanzo-verità, rimane inavvertitamente chiuso una notte, iniziando così un viaggio che lo porterà a incontrare, scalino dopo scalino, stanza dopo stanza, gli abitanti di questo edificio “magico”, che ogni notte si animano per raccontare la propria storia. Per esempio quella della contadina Clelia Marchi, che scrisse la sua vita su un lenzuolo a due piazze, quella del cantoniere siciliano Vincenzo Rabito, semianalfabeta, che si chiuse in una stanza per imparare a usare la macchina da scrivere raccontandosi in oltre mille pagine, o ancora quella di Orlando Orlandi Posti, affidata a messaggi clandestini scritti dal carcere di via Tasso a Roma prima di essere fucilato alle Fosse Ardeatine…

ascolta l’intervista a Fahrenheit (Radio3)
ascolta l’intervista su Radio Monte Carlo
vai al sito di Mario Perrotta
leggi il commento dell’editore Terre di mezzo

prefazione di Ascanio Celestini
cronologia dell’Archivio a cura di Loretta Veri
foto di Luigi Burroni
Milano, Terre di mezzo, 2009
pp. 195 – euro 15,00